Pacifismo: differenze tra le versioni
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Il pacifismo è un atteggiamento di negazione della [[guerra]] e della corsa agli armamenti. Sin dalla prima [[guerra]] mondiale, molti tribunali in diverse parti del mondo hanno riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza, esimendo dal servizio militare i pacifisti e i membri di confessioni religiose che si oppongono alle armi e agli strumenti bellici. Gli obiettori di coscienza hanno anche promosso campagne per dirottare la percentuale di tasse destinata alla difesa verso l'istruzione e la sanità. Le idee di [[disarmo]] e di smilitarizzazione hanno ispirato numerosi [[movimento antimilitarista|movimenti antimilitaristi]] che, spesso, non sono riusciti a raggiungere un accordo a causa delle loro diverse concezioni della realtà sociale e, a volte, a causa delle divergenze su temi particolari nell'applicazione delle loro tattiche di lotta. I gruppi pacifisti sono oggi in grado di organizzare fronti autonomi di base insieme ad altri gruppi favorevoli al cambiamento sociale (vedi [[Fronte d'azione|fronte d’azione]]). | Il pacifismo è un atteggiamento di negazione della [[guerra]] e della corsa agli armamenti. Sin dalla prima [[guerra]] mondiale, molti tribunali in diverse parti del mondo hanno riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza, esimendo dal servizio militare i pacifisti e i membri di confessioni religiose che si oppongono alle armi e agli strumenti bellici. Gli obiettori di coscienza hanno anche promosso campagne per dirottare la percentuale di tasse destinata alla difesa verso l'istruzione e la sanità. Le idee di [[disarmo]] e di smilitarizzazione hanno ispirato numerosi [[movimento antimilitarista|movimenti antimilitaristi]] che, spesso, non sono riusciti a raggiungere un accordo a causa delle loro diverse concezioni della realtà sociale e, a volte, a causa delle divergenze su temi particolari nell'applicazione delle loro tattiche di lotta. I gruppi pacifisti sono oggi in grado di organizzare fronti autonomi di base insieme ad altri gruppi favorevoli al cambiamento sociale (vedi [[Fronte d'azione|fronte d’azione]]). | ||
Non è possibile confondere il pacifismo con la [[Nonviolenza|nonviolenza]]: questo porta ad innumerevoli errori. Mentre la nonviolenza non ha bisogno di giustificazione in quanto metodologia d’azione, il pacifismo ha bisogno di stabilire quali fatti possono avvicinare od allontanare la pace, intesa come stato di non belligeranza, e di dare ad essi il giusto peso. Per questo il pacifismo tende ad occuparsi di un tema come quello del [[disarmo]] ed a farlo diventare la priorità essenziale di una società, quando in realtà la corsa agli armamenti costituisce un caso di minaccia di violenza fisica che deriva dal potere istituito da una minoranza che manipola lo [[Stato]]. | |||
Sia chiaro, il tema del [[disarmo]] è d’importanza capitale; ma il pacifismo, che si appella all’urgenza di questo problema, non potrà modificare il contesto della violenza neanche se le sue richieste venissero accolte, e di certo, non potrà arrivare a formulare, se non artificiosamente, alcun discorso di trasformazione della struttura sociale. E’ anche chiaro che esistono differenti modelli di pacifismo e differenti basi teoriche all’interno di tale corrente, ma in tutti i casi essa non è in grado di presentare una proposta di portata più vasta. Se disponesse di una visione del mondo di più ampio respiro, saremmo sicuramente in presenza di una dottrina che include il pacifismo. In tal caso dovremmo discutere i fondamenti di tale dottrina prima di accettare o rifiutare il pacifismo che da essa deriva. | |||
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(dal fr. pacifisme der. di pacifique; cfr. lat. pax, pacis, pace e facere, fare) Principio morale e politico che riconosce la vita umana come valore sociale ed etico supremo e che vede nel mantenimento della pace tra i gruppi etnici, religiosi e sociali, tra le nazioni e i blocchi di Stati, il proprio ideale supremo. Prevede il rispetto della dignità umana, dei gruppi e dei popoli, e dei diritti umani in generale. Contribuisce alla comprensione reciproca tra persone di diverse culture e generazioni. Rifiuta la diffidenza, l'odio e la violenza.
Il pacifismo è un atteggiamento di negazione della guerra e della corsa agli armamenti. Sin dalla prima guerra mondiale, molti tribunali in diverse parti del mondo hanno riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza, esimendo dal servizio militare i pacifisti e i membri di confessioni religiose che si oppongono alle armi e agli strumenti bellici. Gli obiettori di coscienza hanno anche promosso campagne per dirottare la percentuale di tasse destinata alla difesa verso l'istruzione e la sanità. Le idee di disarmo e di smilitarizzazione hanno ispirato numerosi movimenti antimilitaristi che, spesso, non sono riusciti a raggiungere un accordo a causa delle loro diverse concezioni della realtà sociale e, a volte, a causa delle divergenze su temi particolari nell'applicazione delle loro tattiche di lotta. I gruppi pacifisti sono oggi in grado di organizzare fronti autonomi di base insieme ad altri gruppi favorevoli al cambiamento sociale (vedi fronte d’azione).
Non è possibile confondere il pacifismo con la nonviolenza: questo porta ad innumerevoli errori. Mentre la nonviolenza non ha bisogno di giustificazione in quanto metodologia d’azione, il pacifismo ha bisogno di stabilire quali fatti possono avvicinare od allontanare la pace, intesa come stato di non belligeranza, e di dare ad essi il giusto peso. Per questo il pacifismo tende ad occuparsi di un tema come quello del disarmo ed a farlo diventare la priorità essenziale di una società, quando in realtà la corsa agli armamenti costituisce un caso di minaccia di violenza fisica che deriva dal potere istituito da una minoranza che manipola lo Stato.
Sia chiaro, il tema del disarmo è d’importanza capitale; ma il pacifismo, che si appella all’urgenza di questo problema, non potrà modificare il contesto della violenza neanche se le sue richieste venissero accolte, e di certo, non potrà arrivare a formulare, se non artificiosamente, alcun discorso di trasformazione della struttura sociale. E’ anche chiaro che esistono differenti modelli di pacifismo e differenti basi teoriche all’interno di tale corrente, ma in tutti i casi essa non è in grado di presentare una proposta di portata più vasta. Se disponesse di una visione del mondo di più ampio respiro, saremmo sicuramente in presenza di una dottrina che include il pacifismo. In tal caso dovremmo discutere i fondamenti di tale dottrina prima di accettare o rifiutare il pacifismo che da essa deriva.