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	<title>humanipedia - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<updated>2025-12-11T17:21:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Introduzione di Michail Gorbaciov */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] pubblicato per la prima volta nel 1997.&lt;br /&gt;
[[File:Interpretazioni.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
= spiegazione=&lt;br /&gt;
Uno studio sui vari modi in cui il concetto di Umanesimo è stato inteso in Occidente. Il libro inizia descrivendo la concezione dell’essere umano sviluppata in occidente continuando poi con quelle esposte dalle correnti filosofiche del nostro secolo - di ispirazione marxista, cristiana ed esistenzialista - che si sono dichiarate umaniste. Interpretazioni dell’Umanesimo presenta inoltre una descrizione delle nuove correnti filosofiche o politiche sorte negli ultimi anni e che si iscrivono nell’ambito dell’umanesimo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Introduzione di Michail Gorbaciov=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Una pre-condizione per la sopravvivenza&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lettore ha in mano un libro che non potrà non indurlo a pensare. Non soltanto perché è dedicato ad un tema eterno, l'umanesimo, ma perché inquadra questo tema nella sua prospettiva storica e consente quindi di sentire, di comprendere che si tratta di una vera e propria sfida della nostra epoca.L'autore, [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]], sottolinea a piena ragione che l'[[Umanesimo|umanesimo]], nei suoi tre aspetti (come concetto generale, come insieme di idee specifiche e come azione che ad esso si ispira), ha una storia assai lunga e complessa. Secondo quanto egli scrive, essa è stata simile al movimento delle onde: a volte, l’umanesimo è venuto in primo piano sulla ribalta storica dell'umanità, a volte è “scomparso” per qualche tempo. Talvolta è stato relegato nell’ombra dalle forze che Mario Rodríguez Cobos ([[Silo]]) definisce, giustamente, “antiumaniste”. In quei periodi, il suo messaggio è stato  brutalmente falsato. Anzi, le forze antiumaniste hanno spesso indossato proprio la maschera dell’umanesimo per agire dietro la sua copertura e, in suo nome, hanno concretizzato i loro  oscuri propositi. In quei momenti l'umanesimo vero è rimasto nella profondità della coscienza umana, nelle menti dei migliori rappresentanti del pensiero umano come ideale, obiettivo e direzione dell'azione sociale auspicata.L'autore ha ragione nel dire che l'umanesimo, tanto nel passato come nel momento presente, ha avuto e continua ad avere una molteplicità di interpretazioni, anche  le piú contraddittorie. Ed è possibile che diverse categorie di lettori colgano in modi diversi il contenuto del libro,  e che non tutti  ne condividano le conclusioni. E, a questo proposito, devo affermare che nella mia personale valutazione Salvatore Puledda non si considera affatto detentore della verità definitiva: riflette e invita i lettori a riflettere, e questa è una caratteristica molto significativa della sua opera.Sono convinto che questo libro sia opportuno e attuale. È opinione mia, e della Fondazione di cui sono alla guida, che stiamo vivendo la crisi dei fondamenti della civiltà e che questa stia esaurendo velocemente il proprio potenziale... E ciò, se si vuole, può essere visto come una crisi dello stesso essere umano. L'impressione che si ha è che tutto o la maggior parte di quanto accade costituisca una vera e propria aggressione contro l'essere umano. Ogni cosa si rivela come una minaccia contro di lui. I risultati del progresso scientifico-tecnologico (che in altre condizioni potrebbero rendere la vita proficua e dignitosa) accentuano la crisi del rapporto tra l'essere umano e il resto della natura. E così arriviamo a questa sorta di sussulto nella sfera politico-sociale, a questo acutizzarsi delle contraddizioni tra l'essere umano e il potere. E’ una situazione che ci pone di fronte a strade senza uscita  nello sviluppo dell'istruzione e della cultura. Ma poiché un inventario delle attuali difficoltà risulterebbe troppo lungo, mi permetto di rinviare alle Lettere ai miei amici di Silo, in cui si affrontano molto dettagliatamente tutti questi problemi proprio dal punto di vista del vero umanesimo. Faccio, qui, questa raccomandazione perché i nostri punti di vista sulla crisi attuale, sociale e personale, sono molto simili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo osservare, a questo punto, quanto segue. Oggi, il problema dei rapporti tra l'[[Essere Umano|essere umano]] e la natura ha assunto una tragica pregnanza. Ma la soluzione di questo problema, com'è facile immaginare, non può essere strettamente antropocentrica. In effetti, l'essere umano è la creazione suprema. Ma esso, allo stesso tempo, è parte della natura. E l’obiettivo da perseguire non consiste, ne sono convinto, nel garantire il dominio dell'uomo sulla natura (come è stato affermato per secoli), ma nel raggiungimento delle condizioni che consentano un armonico sviluppo congiunto. L'uomo potrà ricevere tutto ciò di cui ha bisogno dalla natura soltanto se ne garantirà le necessità, operando per il ristabilimento e la conservazione dell'equilibrio della biosfera, oggi seriamente compromesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il superamento di questa profonda crisi della civiltà presuppone, secondo noi, il passaggio a un nuovo paradigma dell'esistenza umana, a una nuova civiltà che deve partire dall'importanza e dalla dignità dell'[[essere umano]] e deve essere diretta alla realizzazione del suo potenziale. In altri termini, il tema è quello del passaggio ad una civiltà veramente umana che garantisca non soltanto l'eliminazione dei pericoli e delle minacce esistenti nei confronti della continuità del genere umano, ma che determini anche le condizioni per una dignitosa esistenza delle generazioni presenti e future. Usando toni un po’ forti, direi che ci troviamo di fronte alla necessità di una rivoluzione umanista. Può darsi che la parola “rivoluzione” in questo caso non risulti del tutto appropriata, considerando l’idea che di essa si è diffusa. Per questo chiarisco: il tema è la [[rivoluzione]] attraverso l'evoluzione, attraverso progressive trasformazioni e attraverso il raggiungimento di un consenso convergente da parte di correnti diverse di pensiero e d’azione. Certo, questa strada non esclude la necessità di far fronte alle forze dell'[[Antiumanesimo|antiumanesimo]], nell'eventualità che esse passino al contrattacco. Ma in linea di principio, la rivoluzione umanista dovrà utilizzare i mezzi umanisti che corrispondono al suo contenuto. Diversamente, se ne perderebbe l'essenza stessa. Mi sembra che questo punto debba essere ben compreso. La rivoluzione umanista non si concretizzerà (o si trasformerà in una nuova manifestazione di [[Antiumanesimo|antiumanesimo]]) se si darà nei termini di una “uniformazione generale”, se condurrà a privare genti, popoli e nazioni della libertà di scelta. Tutta la storia dell'umanità è stata segnata dal superamento dell'oppressione in favore della libertà di scelta e ciò dimostra che la rivoluzione umanista dovrà garantire all'essere umano questa libertà e dare ampio spazio alla molteplicità dell'esistenza umana. Noi demmo inizio dieci anni fa, in Unione Sovietica, ad una serie di trasformazioni che ricevettero il nome di perestroika. Il loro significato era di garantire l'umanizzazione dei diversi aspetti della vita sociale. Il primo compito, e il più importante, è stato quello di attuare il passaggio dal totalitarismo alla democrazia. 	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In generale, siamo riusciti ad assolvere a questo compito. Ma non tutto ciò che ci eravamo proposti si è realizzato nel modo che avremmo voluto. Le forze antiumaniste, legate all'ordine pre-esistente, organizzando il golpe del 19 agosto 1991, hanno vanificato molto di quanto avevamo progettato. E subito dopo, nel dicembre dello stesso anno, l'atto di liquidazione dell'Unione Sovietica ha condotto i diversi paesi che la componevano e i loro eredi lungo strade molto distanti dai valori e dai compiti della perestroika. Quindi, sia per la Russia sia per gli altri Stati formatisi al posto dell'Unione, il compito di umanizzare la vita non ha ancora trovato soluzione. Sul piano della politica mondiale, dopo il 1985, ci siamo proposti anche il compito di dare un energico contributo all'umanizzazione della vita della società mondiale; e allo scopo di creare le pre-condizioni per realizzarlo, ci siamo proposti di superare il confronto tra  stati e popoli in favore di una pacifica collaborazione. Lungo questa strada, si è riusciti a porre  fine alla “guerra fredda” , a passare dalla corsa agli armamenti nucleari al disarmo, e dalla crescita degli altri tipi di armamenti alla riduzione delle loro scorte. Come conseguenza di questi fatti, sono stati raggiunti, su scala mondiale, determinati livelli nella sfera dei diritti umani e la crisi nei rapporti tra l'uomo e il resto della natura si è significativamente attenuata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia,  è rimasta pendente una  quantità di compiti enorme sia per numero che per dimensione. Per conseguire un'accettabile umanizzazione della vita della comunità mondiale e superare tutte le carenze del passato (e in parte del presente) conflittuale c'è ancora da percorrere non poca strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] è nel giusto quando afferma che i nostri tempi sono stati marcati dall'eclisse dell'[[Umanesimo|umanesimo]]. Ciononostante, mi sembra che ci troviamo ormai in una fase di sviluppo, adatta a superare il deficit di umanesimo che il passato ci ha lasciato. L'affermazione dell'umanesimo, non tanto come corrente contemplativa e compassionevole, ma come forza di azione e di collaborazione, è realmente un imperativo del nostro tempo. È una pre-condizione per la sopravvivenza dell'umanità. In questo contesto, il libro di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] appare come un fenomeno rimarchevole e significativo. Si tratta della ricerca di una strada per lo sviluppo che risponda alle necessità essenziali dell'[[Essere Umano|essere umano]] e di un contributo al superamento spirituale dell'attuale crisi della civiltà.            &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Michail Gorbaciov, Mosca, 30 ottobre 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= edizioni=&lt;br /&gt;
Edizione italiana con [[Multimage]] del 1997.&lt;br /&gt;
Pubblicato in inglese da [[Latitude Press]] negli Stati Uniti,  Pubblicato nel 2011 dalle [[Editions Références]] in francese. Pubblicato nel 2002 da [[Virtual Edicciones]] in spagnolo all'interno del volume di Opere Complete &amp;quot;Un Humanista Contemporaneo&amp;quot;.&lt;br /&gt;
[[file:Onbeinghuman.jpg|left|thumb|200px|edizione in inglese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Interpretations.jpg|thumb|200px|edizione francese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Unhumanistacontemporaneo.jpg||thumb|200px|edizione cilena delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in spagnolo, inglese e francese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/interpretazioni-dell-umanesimo Scheda su Multimage]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Interpretazioni_dell%27Umanesimo&amp;diff=33523</id>
		<title>Interpretazioni dell'Umanesimo</title>
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		<updated>2025-12-11T17:20:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Introduzione di Michail Gorbaciov */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] pubblicato per la prima volta nel 1997.&lt;br /&gt;
[[File:Interpretazioni.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
= spiegazione=&lt;br /&gt;
Uno studio sui vari modi in cui il concetto di Umanesimo è stato inteso in Occidente. Il libro inizia descrivendo la concezione dell’essere umano sviluppata in occidente continuando poi con quelle esposte dalle correnti filosofiche del nostro secolo - di ispirazione marxista, cristiana ed esistenzialista - che si sono dichiarate umaniste. Interpretazioni dell’Umanesimo presenta inoltre una descrizione delle nuove correnti filosofiche o politiche sorte negli ultimi anni e che si iscrivono nell’ambito dell’umanesimo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Introduzione di Michail Gorbaciov=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Una pre-condizione per la sopravvivenza&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
Il lettore ha in mano un libro che non potrà non indurlo a pensare. Non soltanto perché è dedicato ad un tema eterno, l'umanesimo, ma perché inquadra questo tema nella sua prospettiva storica e consente quindi di sentire, di comprendere che si tratta di una vera e propria sfida della nostra epoca.L'autore, Salvatore Puledda, sottolinea a piena ragione che l'umanesimo, nei suoi tre aspetti (come concetto generale, come insieme di idee specifiche e come azione che ad esso si ispira), ha una storia assai lunga e complessa. Secondo quanto egli scrive, essa è stata simile al movimento delle onde: a volte, l’umanesimo è venuto in primo piano sulla ribalta storica dell'umanità, a volte è “scomparso” per qualche tempo. Talvolta è stato relegato nell’ombra dalle forze che Mario Rodríguez Cobos ([[Silo]]) definisce, giustamente, “antiumaniste”. In quei periodi, il suo messaggio è stato  brutalmente falsato. Anzi, le forze antiumaniste hanno spesso indossato proprio la maschera dell’umanesimo per agire dietro la sua copertura e, in suo nome, hanno concretizzato i loro  oscuri propositi. In quei momenti l'umanesimo vero è rimasto nella profondità della coscienza umana, nelle menti dei migliori rappresentanti del pensiero umano come ideale, obiettivo e direzione dell'azione sociale auspicata.L'autore ha ragione nel dire che l'umanesimo, tanto nel passato come nel momento presente, ha avuto e continua ad avere una molteplicità di interpretazioni, anche  le piú contraddittorie. Ed è possibile che diverse categorie di lettori colgano in modi diversi il contenuto del libro,  e che non tutti  ne condividano le conclusioni. E, a questo proposito, devo affermare che nella mia personale valutazione Salvatore Puledda non si considera affatto detentore della verità definitiva: riflette e invita i lettori a riflettere, e questa è una caratteristica molto significativa della sua opera.Sono convinto che questo libro sia opportuno e attuale. È opinione mia, e della Fondazione di cui sono alla guida, che stiamo vivendo la crisi dei fondamenti della civiltà e che questa stia esaurendo velocemente il proprio potenziale... E ciò, se si vuole, può essere visto come una crisi dello stesso essere umano. L'impressione che si ha è che tutto o la maggior parte di quanto accade costituisca una vera e propria aggressione contro l'essere umano. Ogni cosa si rivela come una minaccia contro di lui. I risultati del progresso scientifico-tecnologico (che in altre condizioni potrebbero rendere la vita proficua e dignitosa) accentuano la crisi del rapporto tra l'essere umano e il resto della natura. E così arriviamo a questa sorta di sussulto nella sfera politico-sociale, a questo acutizzarsi delle contraddizioni tra l'essere umano e il potere. E’ una situazione che ci pone di fronte a strade senza uscita  nello sviluppo dell'istruzione e della cultura. Ma poiché un inventario delle attuali difficoltà risulterebbe troppo lungo, mi permetto di rinviare alle Lettere ai miei amici di Silo, in cui si affrontano molto dettagliatamente tutti questi problemi proprio dal punto di vista del vero umanesimo. Faccio, qui, questa raccomandazione perché i nostri punti di vista sulla crisi attuale, sociale e personale, sono molto simili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo osservare, a questo punto, quanto segue. Oggi, il problema dei rapporti tra l'[[Essere Umano|essere umano]] e la natura ha assunto una tragica pregnanza. Ma la soluzione di questo problema, com'è facile immaginare, non può essere strettamente antropocentrica. In effetti, l'essere umano è la creazione suprema. Ma esso, allo stesso tempo, è parte della natura. E l’obiettivo da perseguire non consiste, ne sono convinto, nel garantire il dominio dell'uomo sulla natura (come è stato affermato per secoli), ma nel raggiungimento delle condizioni che consentano un armonico sviluppo congiunto. L'uomo potrà ricevere tutto ciò di cui ha bisogno dalla natura soltanto se ne garantirà le necessità, operando per il ristabilimento e la conservazione dell'equilibrio della biosfera, oggi seriamente compromesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il superamento di questa profonda crisi della civiltà presuppone, secondo noi, il passaggio a un nuovo paradigma dell'esistenza umana, a una nuova civiltà che deve partire dall'importanza e dalla dignità dell'[[essere umano]] e deve essere diretta alla realizzazione del suo potenziale. In altri termini, il tema è quello del passaggio ad una civiltà veramente umana che garantisca non soltanto l'eliminazione dei pericoli e delle minacce esistenti nei confronti della continuità del genere umano, ma che determini anche le condizioni per una dignitosa esistenza delle generazioni presenti e future. Usando toni un po’ forti, direi che ci troviamo di fronte alla necessità di una rivoluzione umanista. Può darsi che la parola “rivoluzione” in questo caso non risulti del tutto appropriata, considerando l’idea che di essa si è diffusa. Per questo chiarisco: il tema è la [[rivoluzione]] attraverso l'evoluzione, attraverso progressive trasformazioni e attraverso il raggiungimento di un consenso convergente da parte di correnti diverse di pensiero e d’azione. Certo, questa strada non esclude la necessità di far fronte alle forze dell'[[Antiumanesimo|antiumanesimo]], nell'eventualità che esse passino al contrattacco. Ma in linea di principio, la rivoluzione umanista dovrà utilizzare i mezzi umanisti che corrispondono al suo contenuto. Diversamente, se ne perderebbe l'essenza stessa. Mi sembra che questo punto debba essere ben compreso. La rivoluzione umanista non si concretizzerà (o si trasformerà in una nuova manifestazione di [[Antiumanesimo|antiumanesimo]]) se si darà nei termini di una “uniformazione generale”, se condurrà a privare genti, popoli e nazioni della libertà di scelta. Tutta la storia dell'umanità è stata segnata dal superamento dell'oppressione in favore della libertà di scelta e ciò dimostra che la rivoluzione umanista dovrà garantire all'essere umano questa libertà e dare ampio spazio alla molteplicità dell'esistenza umana. Noi demmo inizio dieci anni fa, in Unione Sovietica, ad una serie di trasformazioni che ricevettero il nome di perestroika. Il loro significato era di garantire l'umanizzazione dei diversi aspetti della vita sociale. Il primo compito, e il più importante, è stato quello di attuare il passaggio dal totalitarismo alla democrazia. 	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In generale, siamo riusciti ad assolvere a questo compito. Ma non tutto ciò che ci eravamo proposti si è realizzato nel modo che avremmo voluto. Le forze antiumaniste, legate all'ordine pre-esistente, organizzando il golpe del 19 agosto 1991, hanno vanificato molto di quanto avevamo progettato. E subito dopo, nel dicembre dello stesso anno, l'atto di liquidazione dell'Unione Sovietica ha condotto i diversi paesi che la componevano e i loro eredi lungo strade molto distanti dai valori e dai compiti della perestroika. Quindi, sia per la Russia sia per gli altri Stati formatisi al posto dell'Unione, il compito di umanizzare la vita non ha ancora trovato soluzione. Sul piano della politica mondiale, dopo il 1985, ci siamo proposti anche il compito di dare un energico contributo all'umanizzazione della vita della società mondiale; e allo scopo di creare le pre-condizioni per realizzarlo, ci siamo proposti di superare il confronto tra  stati e popoli in favore di una pacifica collaborazione. Lungo questa strada, si è riusciti a porre  fine alla “guerra fredda” , a passare dalla corsa agli armamenti nucleari al disarmo, e dalla crescita degli altri tipi di armamenti alla riduzione delle loro scorte. Come conseguenza di questi fatti, sono stati raggiunti, su scala mondiale, determinati livelli nella sfera dei diritti umani e la crisi nei rapporti tra l'uomo e il resto della natura si è significativamente attenuata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia,  è rimasta pendente una  quantità di compiti enorme sia per numero che per dimensione. Per conseguire un'accettabile umanizzazione della vita della comunità mondiale e superare tutte le carenze del passato (e in parte del presente) conflittuale c'è ancora da percorrere non poca strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] è nel giusto quando afferma che i nostri tempi sono stati marcati dall'eclisse dell'[[Umanesimo|umanesimo]]. Ciononostante, mi sembra che ci troviamo ormai in una fase di sviluppo, adatta a superare il deficit di umanesimo che il passato ci ha lasciato. L'affermazione dell'umanesimo, non tanto come corrente contemplativa e compassionevole, ma come forza di azione e di collaborazione, è realmente un imperativo del nostro tempo. È una pre-condizione per la sopravvivenza dell'umanità. In questo contesto, il libro di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] appare come un fenomeno rimarchevole e significativo. Si tratta della ricerca di una strada per lo sviluppo che risponda alle necessità essenziali dell'[[Essere Umano|essere umano]] e di un contributo al superamento spirituale dell'attuale crisi della civiltà.            &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Michail Gorbaciov, Mosca, 30 ottobre 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= edizioni=&lt;br /&gt;
Edizione italiana con [[Multimage]] del 1997.&lt;br /&gt;
Pubblicato in inglese da [[Latitude Press]] negli Stati Uniti,  Pubblicato nel 2011 dalle [[Editions Références]] in francese. Pubblicato nel 2002 da [[Virtual Edicciones]] in spagnolo all'interno del volume di Opere Complete &amp;quot;Un Humanista Contemporaneo&amp;quot;.&lt;br /&gt;
[[file:Onbeinghuman.jpg|left|thumb|200px|edizione in inglese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Interpretations.jpg|thumb|200px|edizione francese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Unhumanistacontemporaneo.jpg||thumb|200px|edizione cilena delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in spagnolo, inglese e francese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/interpretazioni-dell-umanesimo Scheda su Multimage]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<title>Interpretazioni dell'Umanesimo</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]] pubblicato per la prima volta nel 1997.&lt;br /&gt;
[[File:Interpretazioni.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
= spiegazione=&lt;br /&gt;
Uno studio sui vari modi in cui il concetto di Umanesimo è stato inteso in Occidente. Il libro inizia descrivendo la concezione dell’essere umano sviluppata in occidente continuando poi con quelle esposte dalle correnti filosofiche del nostro secolo - di ispirazione marxista, cristiana ed esistenzialista - che si sono dichiarate umaniste. Interpretazioni dell’Umanesimo presenta inoltre una descrizione delle nuove correnti filosofiche o politiche sorte negli ultimi anni e che si iscrivono nell’ambito dell’umanesimo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Introduzione di Michail Gorbaciov=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Una pre-condizione per la sopravvivenza&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
Il lettore ha in mano un libro che non potrà non indurlo a pensare. Non soltanto perché è dedicato ad un tema eterno, l'umanesimo, ma perché inquadra questo tema nella sua prospettiva storica e consente quindi di sentire, di comprendere che si tratta di una vera e propria sfida della nostra epoca.L'autore, Salvatore Puledda, sottolinea a piena ragione che l'umanesimo, nei suoi tre aspetti (come concetto generale, come insieme di idee specifiche e come azione che ad esso si ispira), ha una storia assai lunga e complessa. Secondo quanto egli scrive, essa è stata simile al movimento delle onde: a volte, l’umanesimo è venuto in primo piano sulla ribalta storica dell'umanità, a volte è “scomparso” per qualche tempo. Talvolta è stato relegato nell’ombra dalle forze che Mario Rodríguez Cobos ([[Silo]]) definisce, giustamente, “antiumaniste”. In quei periodi, il suo messaggio è stato  brutalmente falsato. Anzi, le forze antiumaniste hanno spesso indossato proprio la maschera dell’umanesimo per agire dietro la sua copertura e, in suo nome, hanno concretizzato i loro  oscuri propositi. In quei momenti l'umanesimo vero è rimasto nella profondità della coscienza umana, nelle menti dei migliori rappresentanti del pensiero umano come ideale, obiettivo e direzione dell'azione sociale auspicata.L'autore ha ragione nel dire che l'umanesimo, tanto nel passato come nel momento presente, ha avuto e continua ad avere una molteplicità di interpretazioni, anche  le piú contraddittorie. Ed è possibile che diverse categorie di lettori colgano in modi diversi il contenuto del libro,  e che non tutti  ne condividano le conclusioni. E, a questo proposito, devo affermare che nella mia personale valutazione Salvatore Puledda non si considera affatto detentore della verità definitiva: riflette e invita i lettori a riflettere, e questa è una caratteristica molto significativa della sua opera.Sono convinto che questo libro sia opportuno e attuale. È opinione mia, e della Fondazione di cui sono alla guida, che stiamo vivendo la crisi dei fondamenti della civiltà e che questa stia esaurendo velocemente il proprio potenziale... E ciò, se si vuole, può essere visto come una crisi dello stesso essere umano. L'impressione che si ha è che tutto o la maggior parte di quanto accade costituisca una vera e propria aggressione contro l'essere umano. Ogni cosa si rivela come una minaccia contro di lui. I risultati del progresso scientifico-tecnologico (che in altre condizioni potrebbero rendere la vita proficua e dignitosa) accentuano la crisi del rapporto tra l'essere umano e il resto della natura. E così arriviamo a questa sorta di sussulto nella sfera politico-sociale, a questo acutizzarsi delle contraddizioni tra l'essere umano e il potere. E’ una situazione che ci pone di fronte a strade senza uscita  nello sviluppo dell'istruzione e della cultura. Ma poiché un inventario delle attuali difficoltà risulterebbe troppo lungo, mi permetto di rinviare alle Lettere ai miei amici di Silo, in cui si affrontano molto dettagliatamente tutti questi problemi proprio dal punto di vista del vero umanesimo. Faccio, qui, questa raccomandazione perché i nostri punti di vista sulla crisi attuale, sociale e personale, sono molto simili.&lt;br /&gt;
Devo osservare, a questo punto, quanto segue. Oggi, il problema dei rapporti tra l'essere umano e la natura ha assunto una tragica pregnanza. Ma la soluzione di questo problema, com'è facile immaginare, non può essere strettamente antropocentrica. In effetti, l'essere umano è la creazione suprema. Ma esso, allo stesso tempo, è parte della natura. E l’obiettivo da perseguire non consiste, ne sono convinto, nel garantire il dominio dell'uomo sulla natura (come è stato affermato per secoli), ma nel raggiungimento delle condizioni che consentano un armonico sviluppo congiunto. L'uomo potrà ricevere tutto ciò di cui ha bisogno dalla natura soltanto se ne garantirà le necessità, operando per il ristabilimento e la conservazione dell'equilibrio della biosfera, oggi seriamente compromesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il superamento di questa profonda crisi della civiltà presuppone, secondo noi, il passaggio a un nuovo paradigma dell'esistenza umana, a una nuova civiltà che deve partire dall'importanza e dalla dignità dell'[[essere umano]] e deve essere diretta alla realizzazione del suo potenziale. In altri termini, il tema è quello del passaggio ad una civiltà veramente umana che garantisca non soltanto l'eliminazione dei pericoli e delle minacce esistenti nei confronti della continuità del genere umano, ma che determini anche le condizioni per una dignitosa esistenza delle generazioni presenti e future.Usando toni un po’ forti, direi che ci troviamo di fronte alla necessità di una rivoluzione umanista. Può darsi che la parola “rivoluzione” in questo caso non risulti del tutto appropriata, considerando l’idea che di essa si è diffusa. Per questo chiarisco: il tema è la [[rivoluzione]] attraverso l'evoluzione, attraverso progressive trasformazioni e attraverso il raggiungimento di un consenso convergente da parte di correnti diverse di pensiero e d’azione. Certo, questa strada non esclude la necessità di far fronte alle forze dell'antiumanesimo, nell'eventualità che esse passino al contrattacco. Ma in linea di principio, la rivoluzione umanista dovrà utilizzare i mezzi umanisti che corrispondono al suo contenuto. Diversamente, se ne perderebbe l'essenza stessa. Mi sembra che questo punto debba essere ben compreso. La rivoluzione umanista non si concretizzerà (o si trasformerà in una nuova manifestazione di antiumanesimo) se si darà nei termini di una “uniformazione generale”, se condurrà a privare genti, popoli e nazioni della libertà di scelta. Tutta la storia dell'umanità è stata segnata dal superamento dell'oppressione in favore della libertà di scelta e ciò dimostra che la rivoluzione umanista dovrà garantire all'essere umano questa libertà e dare ampio spazio alla molteplicità dell'esistenza umana.Noi demmo inizio dieci anni fa, in Unione Sovietica, ad una serie di trasformazioni che ricevettero il nome di perestroika. Il loro significato era di garantire l'umanizzazione dei diversi aspetti della vita sociale. Il primo compito, e il piú importante, è stato quello di attuare il passaggio dal totalitarismo alla democrazia. 	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In generale, siamo riusciti ad assolvere a questo compito. Ma non tutto ciò che ci eravamo proposti si è realizzato nel modo che avremmo voluto. Le forze antiumaniste, legate all'ordine pre-esistente, organizzando il golpe del 19 agosto 1991, hanno vanificato molto di quanto avevamo progettato. E subito dopo, nel dicembre dello stesso anno, l'atto di liquidazione dell'Unione Sovietica ha condotto i diversi paesi che la componevano e i loro eredi lungo strade molto distanti dai valori e dai compiti della perestroika. Quindi, sia per la Russia sia per gli altri Stati formatisi al posto dell'Unione, il compito di umanizzare la vita non ha ancora trovato soluzione.Sul piano della politica mondiale, dopo il 1985, ci siamo proposti anche il compito di dare un energico contributo all'umanizzazione della vita della società mondiale; e allo scopo di creare le pre-condizioni per realizzarlo, ci siamo proposti di superare il confronto tra  stati e popoli in favore di una pacifica collaborazione. Lungo questa strada, si è riusciti a porre  fine alla “guerra fredda” , a passare dalla corsa agli armamenti nucleari al disarmo, e dalla crescita degli altri tipi di armamenti alla riduzione delle loro scorte. Come conseguenza di questi fatti, sono stati raggiunti, su scala mondiale, determinati livelli nella sfera dei diritti umani e la crisi nei rapporti tra l'uomo e il resto della natura si è significativamente attenuata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia,  è rimasta pendente una  quantità di compiti enorme sia per numero che per dimensione. Per conseguire un'accettabile umanizzazione della vita della comunità mondiale e superare tutte le carenze del passato (e in parte del presente) conflittuale c'è ancora da percorrere non poca strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Salvatore Puledda è nel giusto quando afferma che i nostri tempi sono stati marcati dall'eclisse dell'umanesimo. Ciononostante, mi sembra che ci troviamo ormai in una fase di sviluppo, adatta a superare il deficit di umanesimo che il passato ci ha lasciato. L'affermazione dell'umanesimo, non tanto come corrente contemplativa e compassionevole, ma come forza di azione e di collaborazione, è realmente un imperativo del nostro tempo. È una pre-condizione per la sopravvivenza dell'umanità. In questo contesto, il libro di Salvatore Puledda appare come un fenomeno rimarchevole e significativo. Si tratta della ricerca di una strada per lo sviluppo che risponda alle necessità essenziali dell'essere umano e di un contributo al superamento spirituale dell'attuale crisi della civiltà.            &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                                                                                                 Michail Gorbaciov				&lt;br /&gt;
                                                                                                 Mosca,  30 ottobre 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= edizioni=&lt;br /&gt;
Edizione italiana con [[Multimage]] del 1997.&lt;br /&gt;
Pubblicato in inglese da [[Latitude Press]] negli Stati Uniti,  Pubblicato nel 2011 dalle [[Editions Références]] in francese. Pubblicato nel 2002 da [[Virtual Edicciones]] in spagnolo all'interno del volume di Opere Complete &amp;quot;Un Humanista Contemporaneo&amp;quot;.&lt;br /&gt;
[[file:Onbeinghuman.jpg|left|thumb|200px|edizione in inglese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Interpretations.jpg|thumb|200px|edizione francese]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Unhumanistacontemporaneo.jpg||thumb|200px|edizione cilena delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in spagnolo, inglese e francese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/interpretazioni-dell-umanesimo Scheda su Multimage]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Opere_Complete_Volume_I&amp;diff=33521</id>
		<title>Opere Complete Volume I</title>
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		<updated>2025-12-07T21:28:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Links */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Primo volume delle Opere Complete di [[Silo]] pubblicato nell'originale  spagnolo nel 1998 e in italiano nel 2000.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Include i seguenti libri:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Umanizzare la Terra]]&lt;br /&gt;
* [[Lettere ai Miei Amici]]&lt;br /&gt;
* [[Contributi al Pensiero]]&lt;br /&gt;
* [[Esperienze Guidate]]&lt;br /&gt;
* [[Miti-Radice Universali]]&lt;br /&gt;
* [[Il Giorno del Leone Alato]]&lt;br /&gt;
* [[Discorsi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Spiegazione=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di [[Silo]] sono giunti in modo disordinato e incompleto nelle mani di molti lettori che pertanto non hanno potuto seguire adeguatamente, come avrebbero voluto, lo sviluppo del pensiero di quest’autore. La presente edizione delle Opere Complete cerca di porre rimedio ad una tale situazione. Abbiamo scelto di  presentare i diversi testi nella successione in cui sono stati pubblicati perché, essendo la produzione letteraria dell’autore in pieno sviluppo, l’adozione di un ordine tematico piuttosto che cronologico avrebbe rischiato di creare in futuro serie difficoltà per quanto riguarda l’edizione degli ulteriori volumi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampa delle Opere Complete ci ha anche posto il problema pratico delle dimensioni del libro, che minacciava di trasformarsi in qualcosa di poco maneggevole pur se avessimo ridotto al minimo i caratteri di stampa e ci fossimo serviti di una carta molto sottile. Alla fine si è scelto di utilizzare caratteri grandi affinché i testi risultassero facilmente leggibili e di dividere l’opera già pubblicata in due volumi, il secondo dei quali sarà disponibile a breve.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo tomo troverete le prime sette opere di Silo: [[Umanizzare la Terra]], [[Esperienze Guidate]], [[Contributi al Pensiero]], [[Miti-Radice Universali]], [[Il Giorno del Leone Alato]], [[Lettere ai Miei Amici]] e [[Discorsi]]. Abbiamo eliminato le conferenze e le introduzioni presenti nelle prime edizioni di questi libri dato che alcuni di tali testi sono stati inseriti dall’autore nei [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il testo originale in spagnolo è stato tradotto in francese, inglese, italiano, portoghese; singoli libri sono stati tradotti n numerose altre lingue (vedasi i libri singoli).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Opere Complete sono state pubblicate in spagnolo da Plaza e Valdés nel 1998, in italiano da [[Multimage]] nel 2000 e in inglese da [[Latitude Press]] nel ...; Latitude Press aveva anche pubblicato, in spagnolo, un'edizione incompleta delle Opere Complete nel ..... Esiste una versione epub delle Opere Complete in spagnolo in un solo volume curata da [[Virtual Edicciones]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Links=&lt;br /&gt;
Scaricare i files nelle varie lingue: https://silo.net/collected-works/overview&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[es: Obras Completas Volumén I]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<title>Opere Complete Volume I</title>
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		<updated>2025-12-07T21:25:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Primo volume delle Opere Complete di [[Silo]] pubblicato nell'originale  spagnolo nel 1998 e in italiano nel 2000.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Include i seguenti libri:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Umanizzare la Terra]]&lt;br /&gt;
* [[Lettere ai Miei Amici]]&lt;br /&gt;
* [[Contributi al Pensiero]]&lt;br /&gt;
* [[Esperienze Guidate]]&lt;br /&gt;
* [[Miti-Radice Universali]]&lt;br /&gt;
* [[Il Giorno del Leone Alato]]&lt;br /&gt;
* [[Discorsi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Spiegazione=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di [[Silo]] sono giunti in modo disordinato e incompleto nelle mani di molti lettori che pertanto non hanno potuto seguire adeguatamente, come avrebbero voluto, lo sviluppo del pensiero di quest’autore. La presente edizione delle Opere Complete cerca di porre rimedio ad una tale situazione. Abbiamo scelto di  presentare i diversi testi nella successione in cui sono stati pubblicati perché, essendo la produzione letteraria dell’autore in pieno sviluppo, l’adozione di un ordine tematico piuttosto che cronologico avrebbe rischiato di creare in futuro serie difficoltà per quanto riguarda l’edizione degli ulteriori volumi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampa delle Opere Complete ci ha anche posto il problema pratico delle dimensioni del libro, che minacciava di trasformarsi in qualcosa di poco maneggevole pur se avessimo ridotto al minimo i caratteri di stampa e ci fossimo serviti di una carta molto sottile. Alla fine si è scelto di utilizzare caratteri grandi affinché i testi risultassero facilmente leggibili e di dividere l’opera già pubblicata in due volumi, il secondo dei quali sarà disponibile a breve.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo tomo troverete le prime sette opere di Silo: [[Umanizzare la Terra]], [[Esperienze Guidate]], [[Contributi al Pensiero]], [[Miti-Radice Universali]], [[Il Giorno del Leone Alato]], [[Lettere ai Miei Amici]] e [[Discorsi]]. Abbiamo eliminato le conferenze e le introduzioni presenti nelle prime edizioni di questi libri dato che alcuni di tali testi sono stati inseriti dall’autore nei [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il testo originale in spagnolo è stato tradotto in francese, inglese, italiano, portoghese; singoli libri sono stati tradotti n numerose altre lingue (vedasi i libri singoli).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Opere Complete sono state pubblicate in spagnolo da Plaza e Valdés nel 1998, in italiano da [[Multimage]] nel 2000 e in inglese da [[Latitude Press]] nel ...; Latitude Press aveva anche pubblicato, in spagnolo, un'edizione incompleta delle Opere Complete nel ..... Esiste una versione epub delle Opere Complete in spagnolo in un solo volume curata da [[Virtual Edicciones]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Links=&lt;br /&gt;
Scaricare i files nelle varie lingue: http://www.silo.net/en/collected_works/index&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[es: Obras Completas Volumén I]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2025-12-07T21:25:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Secondo volume dell'Opera Completa di [[Silo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Include:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
* [[Appunti di Psicologia]]&lt;br /&gt;
* [[Note]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= spiegazione =&lt;br /&gt;
Nel primo volume delle Opere Complete si è seguito l’ordine d’apparizione delle produzioni di Silo, ad eccezione del compendio di opinioni, conferenze e commentari intitolato Discorsi. In questo secondo volume ed in uno dei libri che lo compongono, Appunti di Psicologia, si prosegue il lavoro di raccolta, mentre nelle Note e nel Dizionario del Nuovo Umanismo si torna al criterio di ordinare le produzioni in successione cronologica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora a commentare brevemente il presente volume.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. [[Appunti di Psicologia]]. Si tratta di una raccolta di conferenze tenute nel 1975, 1976 e 1978. Psicologia 1 studia lo psichismo in generale come funzione della vita, in relazione all’ambiente e nella sua espressione umana. Si passa poi ad esporre le caratteristiche degli “apparati” dello psichismo nei sensi, nella memoria e nella coscienza, nonché la teoria degli impulsi e del comportamento. In Psicologia 2 si studiano le tre vie dell’esperienza umana, vale a dire sensazione, immagine e ricordo, per proseguire immediatamente con le risposte che lo psichismo dà agli stimoli esterni al corpo ed a quelli dell’intracorpo. I livelli di lavoro della coscienza ed i meccanismi del comportamento sono rivisti alla luce della teoria dello spazio di rappresentazione. Proseguendo si illustra la produzione e la trasformazione degli impulsi seguendo il percorso delle sensazioni, delle immagini e dei ricordi, ordinandoli nel contempo in una presentazione morfologica di segni, simboli ed allegorie. Psicologia 3 affronta il sistema di Operativa capace di intervenire nella produzione e nella trasformazione degli impulsi. Uno schema semplificato del lavoro integrato dello psichismo contribuisce alla comprensione dei temi di Operativa. Infine si stabiliscono distinzioni tra coscienza e ”io”, confrontando gli stati di reversibilità con gli stati alterati della coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Note. Si tratta di due testi molto brevi che risalgono al 1999. Il primo, L’insogno e l’azione, ci trasporta a Madrid, in Plaza de Colón, dove una sorta d’apparato scenografico di colossali dimensioni suggerisce riflessioni contraddittorie. La piazza smette così d’essere un semplice luogo urbano di ritrovo e d’incontro per trasformarsi in un labirinto d’avvenimenti storici che si sviluppano in una trama complessa. Nel secondo, Il bosco di Bomarzo, l’autore chiarisce i significati di un giardino manierista del Rinascimento ricco d’allegorie e simboli provenienti dalla Alessandria d’Egitto del II secolo. In questo bosco, oggi diventato attrazione turistica, sono conservate varie sculture d’ispirazione mistica che continuano a dar vita ad interpretazioni fantasiose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]. Questo lavoro, pubblicato nel 1994 con il titolo “Alcuni Termini di Uso Frequente nell’Umanismo”, è stato notevolmente ampliato nel 1997, quando fu dato alle stampe con l’attuale titolo. La versione compresa nel presente volume delle Opere Complete ha richiesto l’introduzione di alcune modifiche, più estensive rispetto alle recenti edizioni del 1999. I termini che troverete in quest’opera non provengono dagli ambiti della cultura generale bensì, per la maggior parte, da quelli più specifici della Politologia e della Sociologia. D’altra parte non sono stati inclusi vocaboli eccessivamente tecnici apparsi in diverse produzioni dell’umanesimo. Secondo l’autore “in questo dizionario, cui hanno contribuito collaboratori scelti, non s’è riusciti ad armonizzare l’umanismo occidentale con le altre forme di umanismo, ugualmente ricche, presenti nelle diverse culture. Tale mancanza potrà essere superata nel momento in cui si riuscirà a realizzare una enciclopedia della portata richiesta dall’umanismo universalista.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
E' stato tradotto integralmente dall'originale spagnolo in italiano e inglese; &lt;br /&gt;
= Edizioni =&lt;br /&gt;
E' stato stampato in spagnolo (Plaza y Valdés) e italiano (Multimage)&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: Creata pagina con &amp;quot;Si tratta di due testi molto brevi che risalgono al 1999, inclusi nelle Opere Complete di Silo, Vol . II.   Il primo, L’insogno e l’azione, ci trasporta a Madrid, in Plaza de Colón, dove una sorta d’apparato scenografico di colossali dimensioni suggerisce riflessioni contraddittorie. La piazza smette così d’essere un semplice luogo urbano di ritrovo e d’incontro per trasformarsi in un labirinto d’avvenimenti storici che si s...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Si tratta di due testi molto brevi che risalgono al 1999, inclusi nelle Opere Complete di [[Silo]], [[Opere Complete Volume II|Vol . II]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo, L’insogno e l’azione, ci trasporta a Madrid, in Plaza de Colón, dove una sorta d’apparato scenografico di colossali dimensioni suggerisce riflessioni contraddittorie. La piazza smette così d’essere un semplice luogo urbano di ritrovo e d’incontro per trasformarsi in un labirinto d’avvenimenti storici che si sviluppano in una trama complessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel secondo, Il bosco di Bomarzo, l’autore chiarisce i significati di un giardino manierista del Rinascimento ricco d’allegorie e simboli provenienti dalla Alessandria d’Egitto del II secolo. In questo bosco, oggi diventato attrazione turistica, sono conservate varie sculture d’ispirazione mistica che continuano a dar vita ad interpretazioni fantasiose.&lt;br /&gt;
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Secondo volume dell'Opera Completa di [[Silo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Include:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
* [[Appunti di Psicologia]]&lt;br /&gt;
* [[Note]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= spiegazione =&lt;br /&gt;
Nel primo volume delle Opere Complete si è seguito l’ordine d’apparizione delle produzioni di Silo, ad eccezione del compendio di opinioni, conferenze e commentari intitolato Discorsi. In questo secondo volume ed in uno dei libri che lo compongono, Appunti di Psicologia, si prosegue il lavoro di raccolta, mentre nelle Note e nel Dizionario del Nuovo Umanismo si torna al criterio di ordinare le produzioni in successione cronologica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora a commentare brevemente il presente volume.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. [[Appunti di Psicologia]]. Si tratta di una raccolta di conferenze tenute nel 1975, 1976 e 1978. Psicologia 1 studia lo psichismo in generale come funzione della vita, in relazione all’ambiente e nella sua espressione umana. Si passa poi ad esporre le caratteristiche degli “apparati” dello psichismo nei sensi, nella memoria e nella coscienza, nonché la teoria degli impulsi e del comportamento. In Psicologia 2 si studiano le tre vie dell’esperienza umana, vale a dire sensazione, immagine e ricordo, per proseguire immediatamente con le risposte che lo psichismo dà agli stimoli esterni al corpo ed a quelli dell’intracorpo. I livelli di lavoro della coscienza ed i meccanismi del comportamento sono rivisti alla luce della teoria dello spazio di rappresentazione. Proseguendo si illustra la produzione e la trasformazione degli impulsi seguendo il percorso delle sensazioni, delle immagini e dei ricordi, ordinandoli nel contempo in una presentazione morfologica di segni, simboli ed allegorie. Psicologia 3 affronta il sistema di Operativa capace di intervenire nella produzione e nella trasformazione degli impulsi. Uno schema semplificato del lavoro integrato dello psichismo contribuisce alla comprensione dei temi di Operativa. Infine si stabiliscono distinzioni tra coscienza e ”io”, confrontando gli stati di reversibilità con gli stati alterati della coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Note. Si tratta di due testi molto brevi che risalgono al 1999. Il primo, L’insogno e l’azione, ci trasporta a Madrid, in Plaza de Colón, dove una sorta d’apparato scenografico di colossali dimensioni suggerisce riflessioni contraddittorie. La piazza smette così d’essere un semplice luogo urbano di ritrovo e d’incontro per trasformarsi in un labirinto d’avvenimenti storici che si sviluppano in una trama complessa. Nel secondo, Il bosco di Bomarzo, l’autore chiarisce i significati di un giardino manierista del Rinascimento ricco d’allegorie e simboli provenienti dalla Alessandria d’Egitto del II secolo. In questo bosco, oggi diventato attrazione turistica, sono conservate varie sculture d’ispirazione mistica che continuano a dar vita ad interpretazioni fantasiose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]. Questo lavoro, pubblicato nel 1994 con il titolo “Alcuni Termini di Uso Frequente nell’Umanismo”, è stato notevolmente ampliato nel 1997, quando fu dato alle stampe con l’attuale titolo. La versione compresa nel presente volume delle Opere Complete ha richiesto l’introduzione di alcune modifiche, più estensive rispetto alle recenti edizioni del 1999. I termini che troverete in quest’opera non provengono dagli ambiti della cultura generale bensì, per la maggior parte, da quelli più specifici della Politologia e della Sociologia. D’altra parte non sono stati inclusi vocaboli eccessivamente tecnici apparsi in diverse produzioni dell’umanesimo. Secondo l’autore “in questo dizionario, cui hanno contribuito collaboratori scelti, non s’è riusciti ad armonizzare l’umanismo occidentale con le altre forme di umanismo, ugualmente ricche, presenti nelle diverse culture. Tale mancanza potrà essere superata nel momento in cui si riuscirà a realizzare una enciclopedia della portata richiesta dall’umanismo universalista.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
E' stato tradotto integralmente dall'originale spagnolo in italiano e inglese; &lt;br /&gt;
= Edizioni =&lt;br /&gt;
E' stato stampato in spagnolo (Plaza y Valdés) e italiano (Multimage)&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Categoria:Libri_di_Silo&amp;diff=33516</id>
		<title>Categoria:Libri di Silo</title>
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		<updated>2025-12-07T21:19:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Temini inerenti i libri di [[Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dizionario_del_Nuovo_Umanesimo&amp;diff=33515</id>
		<title>Dizionario del Nuovo Umanesimo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dizionario_del_Nuovo_Umanesimo&amp;diff=33515"/>
		<updated>2025-12-07T21:18:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]], pubblicato per la prima volta in spagnolo nel 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Spiegazione=&lt;br /&gt;
Questo lavoro, pubblicato nel 1994 con il titolo “Alcuni Termini di Uso Frequente nell’Umanismo”, è stato notevolmente ampliato nel 1997, quando fu dato alle stampe con l’attuale titolo. La versione compresa nel [[Opere Complete Volume II|volume II delle Opere Complete]] ha richiesto l’introduzione di alcune modifiche, più estensive rispetto alle recenti edizioni del 1999. I termini che troverete in quest’opera non provengono dagli ambiti della cultura generale bensì, per la maggior parte, da quelli più specifici della Politologia e della Sociologia. D’altra parte non sono stati inclusi vocaboli eccessivamente tecnici apparsi in diverse produzioni dell’umanesimo. Secondo l’autore “in questo dizionario, cui hanno contribuito collaboratori scelti, non s’è riusciti ad armonizzare l’umanismo occidentale con le altre forme di umanismo, ugualmente ricche, presenti nelle diverse culture. Tale mancanza potrà essere superata nel momento in cui si riuscirà a realizzare una enciclopedia della portata richiesta dall’umanismo universalista.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Edizioni=&lt;br /&gt;
È stato pubblicato in spagnolo e italiano. Esiste una edizione in CD-ROM in tre lingue (spagnolo, italiano, inglese) chiamata Futura, viaggio nel Nuovo Umanesimo pubblicata da [[Multimage]].&lt;br /&gt;
=Traduzioni=&lt;br /&gt;
È stato tradotto in inglese e italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Link=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Http://www.silo.net per scaricare il testo.&lt;br /&gt;
[[categoria:Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[Categoria: work in progress]]&lt;br /&gt;
[[en: Dictionary of New Humanism]]&lt;br /&gt;
[[es: Diccionario del Nuevo Humanismo]]&lt;br /&gt;
[[fr:Dictionnaire du Nouvel Humanisme]]&lt;br /&gt;
[[pt:Dicionário do Novo Humanismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Il_Giorno_del_Leone_Alato&amp;diff=33514</id>
		<title>Il Giorno del Leone Alato</title>
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		<updated>2025-12-07T21:16:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Spiegazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Ilgiornodelleonealato.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'autore.  Titolo originale “El Día del León Alado” è stato pubblicato da Planeta, Argentina  nel 1991&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Spiegazione ==&lt;br /&gt;
Il Giorno del Leone Alato è una raccolta di racconti, alcuni molto brevi, altri più lunghi e dalla trama complessa, altri ancora vicini alla fantascienza. L’ultimo racconto, Il Giorno del Leone Alato, dà il titolo al libro. Alcune storie, poi, sono il risultato della predilezione che l’autore ha sempre mostrato per l’esperimento letterario; tra di esse risalta per originalità Negli occhi sale, nei piedi ghiaccio. A coloro che conoscono la sua opera, in particolare il saggio [[Psicologia dell’immagine]], questo  breve scritto appare come una chiara applicazione della teoria della coscienza, da lui sviluppata, alla descrizione di un fatto piuttosto  insolito. Gli altri racconti che compongono il volume toccano le corde più diverse: si va dalla descrizione commovente della situazione senza vie d’uscita di un leader africano, fino alla storia, piena di ironia,  di un superuomo che, utilizzando la sua abilità ginnica, riesce a vincere la legge di gravità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro ha due edizioni spagnole del 1991 in Argentina con Planeta e in Spagna  con Plaza y Janés e le [[Ediciones León Alado]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in francese da [[Editions Références]] nel 2006. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni italiane ==&lt;br /&gt;
Dopo una prima traduzione di Glauco Felici l'attuale traduzione dallo spagnolo è di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]]. &lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in italiano nel 1996 da [[Multimage]] e nel 2000, inserito nell’edizione del [[Opere Complete, Volume I|Primo Volume delle Opere Complete]] E' stato nuovamento pubblicato come libro separato nel 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Traduzioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato tradotto in francese, inglese, italiano, portoghese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Links ==&lt;br /&gt;
scaricare il file http://www.silo.net/system/documents/72/original/LeonAlado_it.rtf&lt;br /&gt;
Scheda su Multimage http://www.multimage.org/libri/il-giorno-del-leone-alato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<title>Il Giorno del Leone Alato</title>
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		<updated>2025-12-07T21:15:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Ilgiornodelleonealato.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'autore.  Titolo originale “El Día del León Alado” è stato pubblicato da Planeta, Argentina  nel 1991&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Spiegazione ==&lt;br /&gt;
Il Giorno del Leone Alato è una raccolta di racconti, alcuni molto brevi, altri più lunghi e dalla trama complessa, altri ancora vicini alla fantascienza. L’ultimo racconto, Il Giorno del Leone Alato, dà il titolo al libro. Alcune storie, poi, sono il risultato della predilezione che l’autore ha sempre mostrato per l’esperimento letterario; tra di esse risalta per originalità Negli occhi sale, nei piedi ghiaccio. A coloro che conoscono la sua opera, in particolare il saggio [[Psicologia dell’Immagine]], questo  breve scritto appare come una chiara applicazione della teoria della coscienza, da lui sviluppata, alla descrizione di un fatto piuttosto  insolito. Gli altri racconti che compongono il volume toccano le corde più diverse: si va dalla descrizione commovente della situazione senza vie d’uscita di un leader africano, fino alla storia, piena di ironia,  di un superuomo che, utilizzando la sua abilità ginnica, riesce a vincere la legge di gravità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro ha due edizioni spagnole del 1991 in Argentina con Planeta e in Spagna  con Plaza y Janés e le [[Ediciones León Alado]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in francese da [[Editions Références]] nel 2006. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni italiane ==&lt;br /&gt;
Dopo una prima traduzione di Glauco Felici l'attuale traduzione dallo spagnolo è di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]]. &lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in italiano nel 1996 da [[Multimage]] e nel 2000, inserito nell’edizione del [[Opere Complete, Volume I|Primo Volume delle Opere Complete]] E' stato nuovamento pubblicato come libro separato nel 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Traduzioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato tradotto in francese, inglese, italiano, portoghese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Links ==&lt;br /&gt;
scaricare il file http://www.silo.net/system/documents/72/original/LeonAlado_it.rtf&lt;br /&gt;
Scheda su Multimage http://www.multimage.org/libri/il-giorno-del-leone-alato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<updated>2025-12-07T21:13:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Ilgiornodelleonealato.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'autore.  Titolo originale “El Día del Leon Alado” è stato pubblicato da Planeta, Argentina  nel 1991&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Spiegazione ==&lt;br /&gt;
Il Giorno del Leone Alato è una raccolta di racconti, alcuni molto brevi, altri più lunghi e dalla trama complessa, altri ancora vicini alla fantascienza. L’ultimo racconto, Il Giorno del Leone Alato, dà il titolo al libro. Alcune storie, poi, sono il risultato della predilezione che l’autore ha sempre mostrato per l’esperimento letterario; tra di esse risalta per originalità Negli occhi sale, nei piedi ghiaccio. A coloro che conoscono la sua opera, in particolare il saggio [[Psicologia dell’Immagine]], questo  breve scritto appare come una chiara applicazione della teoria della coscienza, da lui sviluppata, alla descrizione di un fatto piuttosto  insolito. Gli altri racconti che compongono il volume toccano le corde più diverse: si va dalla descrizione commovente della situazione senza vie d’uscita di un leader africano, fino alla storia, piena di ironia,  di un superuomo che, utilizzando la sua abilità ginnica, riesce a vincere la legge di gravità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro ha due edizioni spagnole del 1991 in Argentina con Planeta e in Spagna  con Plaza y Janés e le Edicciones Leon Alado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in francese da [[Editions Références]] nel 2006. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni italiane ==&lt;br /&gt;
Dopo una prima traduzione di Glauco Felici l'attuale traduzione dallo spagnolo è di [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]]. &lt;br /&gt;
E’ stato pubblicato in italiano nel 1996 da [[Multimage]] e nel 2000, inserito nell’edizione del [[Opere Complete, Volume I|Primo Volume delle Opere Complete]] E' stato nuovamento pubblicato come libro separato nel 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Traduzioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato tradotto in francese, inglese, italiano, portoghese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Links ==&lt;br /&gt;
scaricare il file http://www.silo.net/system/documents/72/original/LeonAlado_it.rtf&lt;br /&gt;
Scheda su Multimage http://www.multimage.org/libri/il-giorno-del-leone-alato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lo_Sguardo_Interno&amp;diff=33511</id>
		<title>Lo Sguardo Interno</title>
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		<updated>2025-12-07T20:55:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]] incluso sia nella trilogia di [[Umanizzare la Terra]] che nel [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]. E' stato scritto nel 1972. E' stato pubblicato come libro separato in numerose edizioni in varie lingue tra cui una attribuito a &amp;quot;anonimo&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sguardo interno tratta del senso della vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La contraddizione, intesa come  stato psicologico, ne costituisce il tema principale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro sostiene che allo stato di  contraddizione corrisponde il vissuto interiore  della sofferenza mentale, e che il superamento di tale  sofferenza è possibile nella misura in cui la vita personale si orienta verso la realizzazione di azioni non contraddittorie in generale e, più specificamente, di azioni non contraddittorie nel rapporto con gli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sguardo interno è diviso in venti capitoli, ciascuno dei quali è diviso in paragrafi numerati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda i contenuti, il libro è articolato nel modo seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A. 	I primi due capitoli sono introduttivi e presentano l’intenzione di chi spiega, l’atteggiamento di chi ascolta e il modo in cui si intende portare avanti il rapporto tra autore e lettore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
B. 	I capitoli dal III al XII trattano le tematiche più generali che sono spiegate in dieci “giorni” di riflessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C. 	Con il capitolo XIII si conclude l’esposizione generale e si passa all’esame dei comportamenti  e degli atteggiamenti che si assumono di fronte alla vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D.	I capitoli seguenti prendono in esame il lavoro interno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ordine dei temi è il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I. 	LA MEDITAZIONE - L’oggetto del libro: la trasformazione del non-senso in senso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
II. 	DISPOSIZIONE PER COMPRENDERE - L’atteggiamento mentale  richiesto per comprendere i temi esposti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
III. 	IL NON-SENSO - Il senso della vita e la morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IV. 	LA DIPENDENZA - L’azione esercitata dall’ambiente sull’essere umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
V. 	SOSPETTO DEL SENSO - Alcuni fenomeni mentali non abituali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VI. 	SOGNO E RISVEGLIO - I diversi livelli di coscienza e la percezione della realtà (sonno, dormiveglia, veglia con divagazioni  e veglia piena). Sensi esterni, interni e memoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VII. 	PRESENZA DELLA FORZA - Ascesa della comprensione nello stato di veglia. Energia o forza che circola nel corpo in cui si trova radicata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VIII.	CONTROLLO DELLA FORZA - Lo stato profondo e quello superficiale dell’energia vengono associati ai livelli di coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IX. 	MANIFESTAZIONI DELL’ENERGIA - Il controllo e la perdita del controllo dell’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
X. 	EVIDENZA DEL SENSO - Contraddizione interna, unità e continuità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XI. 	IL CENTRO LUMINOSO - L’energia e il suo legame con l’allegorizzazione interna del “centro luminoso”. I fenomeni di integrazione interna “ascendono verso la luce”. La dissoluzione interna viene sperimentata come “allontanamento dalla luce”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XII. 	LE SCOPERTE - Circolazione dell’energia. Livelli di coscienza. Natura della Forza rappresentata come “luce”. Esempi che illustrano questi temi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIII.	I PRINCIPI - I principi intesi come punti di riferimento utili per il conseguimento dell’unità interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIV. 	LA GUIDA DEL CAMMINO INTERNO - Rappresentazione dei fenomeni che accompagnano le due direzioni di “discesa” ed “ascesa”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XV. 	L’ESPERIENZA DI PACE E IL PASSAGGIO DELLA FORZA - Procedimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVI. 	PROIEZIONE DELLA FORZA - Senso della “proiezione”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVII.	PERDITA E REPRESSIONE DELLA FORZA - Scariche energetiche. Il sesso come centro produttore dell’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVIII.	AZIONE E REAZIONE DELLA FORZA - Associazione tra rappresentazioni e cariche emotive. L’evocazione di un’immagine legata a degli stati emotivi suscita (restituisce) nuovamente gli stati emotivi associati. Il “ringraziamento”, inteso come una tecnica di associazione tra immagini e stati emotivi utilizzabile nella vita quotidiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIX.	GLI STATI INTERNI - Si prendono in esame le situazioni mentali in cui  si verrà a trovare chi si dedica al lavoro interno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XX. 	LA REALTA’ INTERIORE - I processi mentali legati a rappresentazioni allegoriche del mondo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=edizioni=&lt;br /&gt;
Il libro originale spagnolo ha varie edizioni a partire dal 1973. Si conoscono edizioni in italiano (De Vecchi), francese e inglese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_anonimo.jpg|145px|border|Versión anónima de año desconocido.]]&lt;br /&gt;
[[file:Mirada-Interna_anonimo_73.jpg|131px|border|Versión chilena de 1973, autor anónimo.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_3ra_ed_feb_1974.jpg|300px|border|Versión de La Mirada Interna con autor anónimo (Febrero 1974).]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_marco_azul.jpg|138px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_fondo_rojo_y_sol.jpg|148px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:Portada_de_1972.jpg|137px|border|Una de las primeras ediciones de La Mirada Interna ya con el nombre del autor. Editorial ATE, 1979.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
L'elenco delle traduzioni disponibili coincide con quello del [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]&lt;br /&gt;
[[es:La Mirada Interna]]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Il Messaggio di Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Appunti_di_Psicologia&amp;diff=33510</id>
		<title>Appunti di Psicologia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Appunti_di_Psicologia&amp;diff=33510"/>
		<updated>2025-12-07T20:53:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* edizioni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;libro di [[Silo]] incluso, nella sua prima edizione, nel [[Opere Complete Volume II|Volume II delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
[[File:Appintipsicologia.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si tratta di una raccolta di conferenze tenute nel 1975, 1976 e 1978. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Psicologia 1''' studia lo psichismo in generale come funzione della vita, in relazione all’ambiente e nella sua espressione umana. Si passa poi ad esporre le caratteristiche degli “apparati” dello psichismo nei sensi, nella memoria e nella coscienza, nonché la teoria degli impulsi e del comportamento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In '''Psicologia 2''' si studiano le tre vie dell’esperienza umana, vale a dire sensazione, immagine e ricordo, per proseguire immediatamente con le risposte che lo psichismo dà agli stimoli esterni al corpo ed a quelli dell’intracorpo. I livelli di lavoro della coscienza ed i meccanismi del comportamento sono rivisti alla luce della teoria dello spazio di rappresentazione. Proseguendo si illustra la produzione e la trasformazione degli impulsi seguendo il percorso delle sensazioni, delle immagini e dei ricordi, ordinandoli nel contempo in una presentazione morfologica di segni, simboli ed allegorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Psicologia 3''' affronta il sistema di Operativa capace di intervenire nella produzione e nella trasformazione degli impulsi. Uno schema semplificato del lavoro integrato dello psichismo contribuisce alla comprensione dei temi di Operativa. Infine si stabiliscono distinzioni tra coscienza e ”io”, confrontando gli stati di reversibilità con gli stati alterati della coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= edizioni =&lt;br /&gt;
La prima edizione originale spagnola di Appunti di Psicologia comprendeva soltanto Psicologia I, II e III ed è stata pubblicata in Argentina presso Ulrica Ediciones nell'anno 2006; questa edizione, in italiano è inclusa nel [[Opere Complete Volume II|secondo volume delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda edizione aggiunge il testo di Psicologia IV, originalmente conferenza data da [[Silo]] nel 2006 presso il [[Parco di Studio e Riflessione]] de La Reja. Questo volume viene pubblicato nel 2008 da [[Multimage]] in italiano come volume separato. Questa edizione viene ripubblicata [https://multimage.org/libri/appunti-di-psicologia/ in una nuova traduzione da Multimage] nel 2023&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'edizione completa è stata poi pubblicata in spagnolo dalle Ediciones Leon Alado nel 2014 e [https://www.editions-references.com/notespsy.html in francese] da Edition Reference  nel 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in francese, inglese,italiano, portoghese e russo.&lt;br /&gt;
= links =&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/appunti-di-psicologia scheda su Multimage]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.silo.net/es/collected_works/psychology_notes scaricare le traduzioni da silo.net]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:psicologia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: psicologia umanista universalista]]&lt;br /&gt;
[[es:Apuntes de Psicología]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Appunti_di_Psicologia&amp;diff=33509</id>
		<title>Appunti di Psicologia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Appunti_di_Psicologia&amp;diff=33509"/>
		<updated>2025-12-07T20:53:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;libro di [[Silo]] incluso, nella sua prima edizione, nel [[Opere Complete Volume II|Volume II delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
[[File:Appintipsicologia.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si tratta di una raccolta di conferenze tenute nel 1975, 1976 e 1978. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Psicologia 1''' studia lo psichismo in generale come funzione della vita, in relazione all’ambiente e nella sua espressione umana. Si passa poi ad esporre le caratteristiche degli “apparati” dello psichismo nei sensi, nella memoria e nella coscienza, nonché la teoria degli impulsi e del comportamento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In '''Psicologia 2''' si studiano le tre vie dell’esperienza umana, vale a dire sensazione, immagine e ricordo, per proseguire immediatamente con le risposte che lo psichismo dà agli stimoli esterni al corpo ed a quelli dell’intracorpo. I livelli di lavoro della coscienza ed i meccanismi del comportamento sono rivisti alla luce della teoria dello spazio di rappresentazione. Proseguendo si illustra la produzione e la trasformazione degli impulsi seguendo il percorso delle sensazioni, delle immagini e dei ricordi, ordinandoli nel contempo in una presentazione morfologica di segni, simboli ed allegorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Psicologia 3''' affronta il sistema di Operativa capace di intervenire nella produzione e nella trasformazione degli impulsi. Uno schema semplificato del lavoro integrato dello psichismo contribuisce alla comprensione dei temi di Operativa. Infine si stabiliscono distinzioni tra coscienza e ”io”, confrontando gli stati di reversibilità con gli stati alterati della coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= edizioni =&lt;br /&gt;
La prima edizione originale spagnola di Appunti di Psicologia comprendeva soltanto Psicologia I, II e III ed è stata pubblicata in Argentina presso Ulrica Ediciones nell'anno 2006; questa edizione, in italiano è inclusa nel [[Opere Complete Volume II|secondo volume delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda edizione aggiunge il testo di Psicologia IV, originalmente conferenza data da Silo nel 2006 presso il [[Parco di Studio e Riflessione]] de La Reja. Questo volume viene pubblicato nel 2008 da [[Multimage]] in italiano come volume separato. Questa edizione viene ripubblicata [https://multimage.org/libri/appunti-di-psicologia/ in una nuova traduzione da Multimage] nel 2023&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'edizione completa è stata poi pubblicata in spagnolo dalle Ediciones Leon Alado nel 2014 e [https://www.editions-references.com/notespsy.html in francese] da Edition Reference  nel 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in francese, inglese,italiano, portoghese e russo.&lt;br /&gt;
= links =&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/appunti-di-psicologia scheda su Multimage]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.silo.net/es/collected_works/psychology_notes scaricare le traduzioni da silo.net]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:psicologia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: psicologia umanista universalista]]&lt;br /&gt;
[[es:Apuntes de Psicología]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Discorsi&amp;diff=33508</id>
		<title>Discorsi</title>
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		<updated>2025-12-07T20:51:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]] incluso nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= spiegazione=&lt;br /&gt;
Questo libro raccoglie i testi dei discorsi pronunciati da [[Silo]] in varie occasioni nell’arco di quasi trent’anni, e precisamente dal 1969 al 1995. Si tratta di una raccolta di opinioni, commenti e conferenze; non sono incluse le dichiarazioni fatte ai mezzi di comunicazione di massa. Il materiale presentato si basa su trascrizioni di appunti e di registrazioni audio e video.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Habla Silo'' è stato pubblicato in Argentina nel 1995 da ... e in Spagna all'interno delle Opere Complete edite dal Movimento Umanista, nonché come volume separato nel 2017 (?) da [[Ediciones León Alado]]; pubblicato da Palza y Valdés nel Volume I delle Opere Complete in Messico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è stato tradotto in: catalano, francese, italiano, inglese, portoghese, tedesco, ungherese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni =&lt;br /&gt;
L'edizione spagnola è stata pubblicata in Cile da Virtual Ediciones e inclusa nelle Opere Complete, Vol. 1 pubblicate da Plaza y Valdés in Messico; in Spagna è stato pubblicato da [[Ediciones León Alado]]&lt;br /&gt;
La prima edizione italiana è del 1998 con [[Multimage]]. In seguito il libro è ripubblicato all'interno del [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] del 2000 e in una nuova edizione separata nel 2017. Il libro è stato pubblicato in edizione [https://www.bookrepublic.it/book/9788899050023-discorsi/ epub] nel 2015.&lt;br /&gt;
Il libro è pubblicato nelle Opere Complete, Vol. 1 in inglese da [[Latitude Press]]; è pubblicato come libro separato dalle [[Editions Références]] in francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Links=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.silo.net/collected_works/silo_speaks Dove scaricare tutte le traduzioni disponibili]&lt;br /&gt;
[http://www.multimage.org/libri/discorsi scheda del libro su Multimage]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[es: Habla Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33507</id>
		<title>Lettere ai Miei Amici</title>
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		<updated>2025-12-07T15:20:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Lettere ai miei amici, sulla crisi sociale e personale nel momento attuale''. Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'Autore.&lt;br /&gt;
[[File:Lettereaimieiamici.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Lettere ai miei amici sono state pubblicate separatamente man mano che l’autore le scriveva. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la prima, che è del 21 febbraio 1991, e la decima e ultima, redatta il 15 dicembre 1993, trascorrono quasi tre anni. In questo periodo avvengono grandi trasformazioni a livello globale in quasi tutti i campi dell’attività umana. Se nei prossimi decenni la velocità della trasformazione continuerà ad aumentare al ritmo in cui è aumentata in questo lasso di tempo, il lettore di allora difficilmente riuscirà a comprendere il contesto mondiale a cui l’autore fa continuamente riferimento, e questo impedirà di cogliere molte delle idee presentate in questi scritti. Perciò bisognerebbe raccomandare all’ipotetico lettore del futuro di tenere a portata di mano una rassegna degli avvenimenti accaduti tra il 1991 e il 1994, e suggerirgli di studiare in profondità lo sviluppo economico e tecnologico, le carestie e i conflitti, la pubblicità e la moda di quell’epoca. Si dovrebbe chiedergli di ascoltare la musica di tale curioso momento storico, di prenderne in esame le immagini architettoniche e urbanistiche, di indagare sul livello di affollamento delle grandi metropoli, sulle migrazioni, sul deterioramento dell’ambiente e sul modo di vivere. Soprattutto, bisognerebbe invitarlo a cercare di penetrare nelle dicerie dei  formatori d’opinione - i filosofi, i sociologi, gli psicologi - di quella fase storica crudele e stupida. Sebbene in queste Lettere si parli di un certo presente, è indubbio che  esse siano state redatte con lo sguardo rivolto al futuro e credo che unicamente dal futuro potranno essere confermate o confutate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest’opera non presenta un piano generale, trattandosi piuttosto di una serie di esposizioni occasionali che consentono una lettura non necessariamente sequenziale. In ogni modo, si può tentare di classificarle nel modo seguente: a) le prime tre lettere si occupano di descrivere dettagliatamente le esperienze a cui va incontro il singolo individuo in una situazione globale sempre più complicata; b) la quarta lettera presenta in modo sistematico le idee generali su cui si basano tutte le lettere; c) le successive tracciano i lineamenti del pensiero politico-sociale dell’autore; d) la decima descrive le caratteristiche dell’azione puntuale vista in rapporto con il processo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora ad elencare alcuni dei temi principali sviluppati nell’opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima lettera. La situazione in cui ci tocca vivere. La disintegrazione delle istituzioni e la crisi del sentimento di solidarietà. I nuovi tipi di sensibilità e di comportamento che appaiono all’orizzonte del mondo d’oggi. I criteri d’azione. Seconda. I fattori che determinano la trasformazione del mondo attuale e le posizioni ideologiche più diffuse che si assumono di fronte a tale trasformazione. Terza. Le caratteristiche della trasformazione e della crisi per quanto riguarda gli ambienti nei quali si svolge la nostra vita. Quarta. I fondamenti su cui poggiano le opinioni presentate nelle Lettere relativamente alle questioni più generali che riguardano le necessità e i progetti basilari della vita umana. Il mondo naturale e sociale. La concentrazione del potere, la violenza e lo Stato. Quinta. La libertà umana, l’intenzione e l’azione. Il senso etico dell’attività sociale e della militanza; i difetti più comuni di queste. Sesta. Esposizione delle idee sull’umanesimo. Settima. La rivoluzione sociale. Ottava. Le forze armate. Nona. I diritti umani. Decima. La destrutturazione generale. L’applicazione di una comprensione globale all’azione concreta portata avanti in un ambito di estensione minima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Quarta lettera, d’importanza centrale per quanto riguarda la giustificazione ideologica di tutta l’opera, può essere approfondita con la lettura di un altro testo dell’autore, Contributi al pensiero (in particolare il saggio dal titolo Discussioni storiologiche) e anche della conferenza La crisi della civiltà e l’umanesimo che qui trovate nel libro Discorsi.&lt;br /&gt;
Nella Sesta lettera sono esposte le idee dell’umanesimo contemporaneo. La densità concettuale di questo scritto ricorda alcune produzioni politiche e culturali del XIX o del XX secolo che vanno sotto il nome di “manifesti”, come il Manifesto comunista e il Manifesto surrealista. L’uso della parola “documento” al posto di “manifesto”, si deve ad un’attenta scelta, visto  che permette di prendere le opportune distanze dal naturalismo che permea lo Humanist Manifesto del 1933, ispirato da Dewey, e anche dal social-liberalismo dello Humanist Manifesto II del 1974, sottoscritto da Sakharov e in cui è forte l’influenza del pensiero di Lamont. Sebbene si avvertano somiglianze con questo secondo manifesto per quanto concerne la necessità di una pianificazione economica ed ecologica che non distrugga le libertà individuali, le differenze risultano radicali per ciò che riguarda il punto di vista politico e la concezione dell’essere umano. Questa lettera, estremamente breve se si considera la quantità degli argomenti trattati, esige alcune precisazioni. L’autore riconosce i contributi che diverse culture hanno dato allo sviluppo dell’umanesimo, come risulta chiaro dallo studio del pensiero ebraico, arabo e orientale. In questo senso, il Documento non può essere incluso nella tradizione “ciceroniana”, come è quasi sempre il caso per le opere degli umanisti occidentali. Nel tributare la sua riconoscenza all’“umanesimo storico”, l’autore recupera temi già presenti nel XII secolo. Mi riferisco ai poeti goliardi, come Ugo d’Orleans e Pietro di Blois, che composero il celebre In terra sumus, del Codex Buranus (o codice di Beuren, conosciuto in latino come Carmina Burana). Silo non cita direttamente quest’opera ma ne riprende le parole. “Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Come non riconoscere la riflessione dell’In terra sumus: “il Denaro mantiene l’abate prigioniero nella sua cella”, nel passo: “...e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Oppure, “Il Denaro riceve onore e senza di esso nessuno è amato”, che qui diventa: “Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro”. La generalizzazione del poeta goliardo: “Il Denaro, e questo è certo, fa  sì che lo sciocco sembri eloquente”, appare nella lettera come: “Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione”. E su quest’ultima, nel testo poetico si dice: “Il Denaro è adorato perché fa miracoli... fa udire il sordo e saltare lo zoppo”, ecc. In questo poema del Codex Buranus, che Silo sembra conoscere molto bene, si trovano gli antecedenti di motivi letterari che ritroveremo negli umanisti del XVI secolo, in particolare in Erasmo e in Rabelais.&lt;br /&gt;
La lettera che stiamo commentando presenta il sistema di idee su cui si basa l’umanesimo contemporaneo, ma per avere una visione più completa del tema è bene consultare la  conferenza Visione attuale dell’umanesimo che qui trovate nel libro [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Decima ed ultima lettera si definiscono i limiti della destrutturazione; tra i tanti possibili, si prendono in esame tre campi in cui questo fenomeno assume una particolare rilevanza - il campo politico, quello religioso e quello generazionale - e si denuncia il pericolo rappresentato  dalla nascita di fenomeni neo-irrazionalisti a carattere fascista, autoritario e violento. Per illustrare il tema del rapporto tra comprensione globale e applicazione dell’azione ad un ambito di estensione minima, che è quello “immediatamente circostante” al soggetto, l’autore compie uno straordinario salto di scala che lo porta a parlare del vicino di casa, del collega, dell’amico... C’è un chiaro appello a tutti i militanti a non farsi irretire dal miraggio del potere politico sovrastrutturale, perché quel potere risulta ormai colpito a morte dal processo di  destrutturazione. In futuro a niente varrà essere Presidente di un paese, o Primo Ministro, o senatore, o deputato. I partiti politici, le associazioni di categoria e i sindacati si allontaneranno sempre di più dalla loro base. Lo Stato subirà mille trasformazioni mentre, a livello mondiale, le grandi corporazioni ed il capitale finanziario internazionale continueranno a concentrare in sé la capacità decisionale e ciò durerà fino a che non sopravverrà il collasso di questo Stato Parallelo. A cosa servirà una militanza che abbia per fine l’occupazione dei gusci vuoti della democrazia formale? Non c’è dubbio che l’azione dovrà concentrarsi negli ambiti in cui si vive e unicamente a partire da essi e sulla base dei conflitti concreti, si dovrà costruire la rappresentatività reale. Ma i problemi esistenziali della base sociale non si esprimono esclusivamente in termini di difficoltà economiche e politiche; pertanto, un partito che porti avanti le idee umaniste ed occupi strumentalmente uno spazio parlamentare, non sarà in grado di dare risposta alle necessità della gente pur possedendo un significato istituzionale. Il nuovo potere si costruirà a partire dalla base sociale nella forma di un grande movimento decentralizzato e federativo. I militanti non dovranno porsi la domanda: “chi sarà Primo Ministro o deputato”, ma la domanda: “come formeremo i nostri centri di comunicazione diretta, le nostre reti di consigli di quartiere; che cosa faremo per dare partecipazione a tutte quelle organizzazioni di base nelle quali si esprimono il lavoro, lo sport, l’arte, la cultura e la religiosità popolare?” Un  movimento di questo tipo non potrà essere pensato in termini politici formali ma in termini di diversità convergenti. La sua crescita non dovrà essere concepita in base ad uno schema  gradualista che preveda la conquista di sempre nuovi spazi e di sempre nuovi strati sociali. Si dovrà invece proporre in termini di “effetto dimostrazione”, che è proprio di una società planetaria multi-connessa, la quale ha la capacità di riprodurre un modello che ha avuto successo  in collettività lontane e tra loro diverse, e di adattarlo alle nuove condizioni. Quest’ultima lettera, in sintesi, delinea un tipo di organizzazione minima ed una strategia d’azione adeguate alla situazione attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci siamo soffermati unicamente sulla quarta, sesta e decima lettera perché crediamo che, a differenza delle altre, esse richiedano alcune raccomandazioni, alcuni rimandi e qualche commento in più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Articolo tratto dall'Introduzione al Vol. I delle Opere Complete dell'Autore&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Conferenza dell'Autore =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;br /&gt;
14 MAGGIO 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che  non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca  di mettere in evidenza che la crisi investe  tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale  il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver  chiarito il titolo del libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti  a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata  quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono  tipiche di ogni fine di secolo e di  millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti  proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che  un  riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del  sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che  continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza  che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più  un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione... insomma, un aumento  generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!... Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura  se ne perdesse il controllo, su quali  alternative potremmo contare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità,  intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si  va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o  ad una catastrofe, e tutti sanno che  le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Documento del Movimento Umanista]] ci dice:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo... Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno...” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad  uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione  industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema  bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi  non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale,  risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale -  all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di  mano d’opera. Le  tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze  in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad  allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a  vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a  mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il [[Disarmo|disarmo]] unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i  commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi,  nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo  in un modo un po’ pittoresco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di  destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza  della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere,  la negazione della vita,  il culto del suicidio,  il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero... solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo,  questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero  in altri luoghi del pianeta;  ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo  di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti.  Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto  il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nei popoli prenderà corpo l’idea che  (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si  svilupperà  parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un   collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della [[Nazione Umana Universale|nazione umana universale]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se  non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;br /&gt;
Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani. Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto  fastidiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nient’altro. Molte grazie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
Cartas a mis Amigos viene pubblicato in Argentina per la prima volta nel 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in catalano, finlandese, francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, russo, tedesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni italiane =&lt;br /&gt;
Il libro ha avuto una edizione a cura di MultiImage nel 1994, e tre edizioni, a partire dal 2000, a cura della [[Multimage]] nel 2006 e in e-pub nel 2016; in queste due edizioni si conta anche quella delle [[Opere Complete Volume I|Opere Complete, Vol. I]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [http://www.silo.net/collected_works/letters_to_my_friends scaricare le traduzioni nelle varie lingue]&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33506</id>
		<title>Lettere ai Miei Amici</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33506"/>
		<updated>2025-12-07T15:18:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Edizioni italiane */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Lettere ai miei amici, sulla crisi sociale e personale nel momento attuale''. Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'Autore.&lt;br /&gt;
[[File:Lettereaimieiamici.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Lettere ai miei amici sono state pubblicate separatamente man mano che l’autore le scriveva. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la prima, che è del 21 febbraio 1991, e la decima e ultima, redatta il 15 dicembre 1993, trascorrono quasi tre anni. In questo periodo avvengono grandi trasformazioni a livello globale in quasi tutti i campi dell’attività umana. Se nei prossimi decenni la velocità della trasformazione continuerà ad aumentare al ritmo in cui è aumentata in questo lasso di tempo, il lettore di allora difficilmente riuscirà a comprendere il contesto mondiale a cui l’autore fa continuamente riferimento, e questo impedirà di cogliere molte delle idee presentate in questi scritti. Perciò bisognerebbe raccomandare all’ipotetico lettore del futuro di tenere a portata di mano una rassegna degli avvenimenti accaduti tra il 1991 e il 1994, e suggerirgli di studiare in profondità lo sviluppo economico e tecnologico, le carestie e i conflitti, la pubblicità e la moda di quell’epoca. Si dovrebbe chiedergli di ascoltare la musica di tale curioso momento storico, di prenderne in esame le immagini architettoniche e urbanistiche, di indagare sul livello di affollamento delle grandi metropoli, sulle migrazioni, sul deterioramento dell’ambiente e sul modo di vivere. Soprattutto, bisognerebbe invitarlo a cercare di penetrare nelle dicerie dei  formatori d’opinione - i filosofi, i sociologi, gli psicologi - di quella fase storica crudele e stupida. Sebbene in queste Lettere si parli di un certo presente, è indubbio che  esse siano state redatte con lo sguardo rivolto al futuro e credo che unicamente dal futuro potranno essere confermate o confutate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest’opera non presenta un piano generale, trattandosi piuttosto di una serie di esposizioni occasionali che consentono una lettura non necessariamente sequenziale. In ogni modo, si può tentare di classificarle nel modo seguente: a) le prime tre lettere si occupano di descrivere dettagliatamente le esperienze a cui va incontro il singolo individuo in una situazione globale sempre più complicata; b) la quarta lettera presenta in modo sistematico le idee generali su cui si basano tutte le lettere; c) le successive tracciano i lineamenti del pensiero politico-sociale dell’autore; d) la decima descrive le caratteristiche dell’azione puntuale vista in rapporto con il processo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora ad elencare alcuni dei temi principali sviluppati nell’opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima lettera. La situazione in cui ci tocca vivere. La disintegrazione delle istituzioni e la crisi del sentimento di solidarietà. I nuovi tipi di sensibilità e di comportamento che appaiono all’orizzonte del mondo d’oggi. I criteri d’azione. Seconda. I fattori che determinano la trasformazione del mondo attuale e le posizioni ideologiche più diffuse che si assumono di fronte a tale trasformazione. Terza. Le caratteristiche della trasformazione e della crisi per quanto riguarda gli ambienti nei quali si svolge la nostra vita. Quarta. I fondamenti su cui poggiano le opinioni presentate nelle Lettere relativamente alle questioni più generali che riguardano le necessità e i progetti basilari della vita umana. Il mondo naturale e sociale. La concentrazione del potere, la violenza e lo Stato. Quinta. La libertà umana, l’intenzione e l’azione. Il senso etico dell’attività sociale e della militanza; i difetti più comuni di queste. Sesta. Esposizione delle idee sull’umanesimo. Settima. La rivoluzione sociale. Ottava. Le forze armate. Nona. I diritti umani. Decima. La destrutturazione generale. L’applicazione di una comprensione globale all’azione concreta portata avanti in un ambito di estensione minima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Quarta lettera, d’importanza centrale per quanto riguarda la giustificazione ideologica di tutta l’opera, può essere approfondita con la lettura di un altro testo dell’autore, Contributi al pensiero (in particolare il saggio dal titolo Discussioni storiologiche) e anche della conferenza La crisi della civiltà e l’umanesimo che qui trovate nel libro Discorsi.&lt;br /&gt;
Nella Sesta lettera sono esposte le idee dell’umanesimo contemporaneo. La densità concettuale di questo scritto ricorda alcune produzioni politiche e culturali del XIX o del XX secolo che vanno sotto il nome di “manifesti”, come il Manifesto comunista e il Manifesto surrealista. L’uso della parola “documento” al posto di “manifesto”, si deve ad un’attenta scelta, visto  che permette di prendere le opportune distanze dal naturalismo che permea lo Humanist Manifesto del 1933, ispirato da Dewey, e anche dal social-liberalismo dello Humanist Manifesto II del 1974, sottoscritto da Sakharov e in cui è forte l’influenza del pensiero di Lamont. Sebbene si avvertano somiglianze con questo secondo manifesto per quanto concerne la necessità di una pianificazione economica ed ecologica che non distrugga le libertà individuali, le differenze risultano radicali per ciò che riguarda il punto di vista politico e la concezione dell’essere umano. Questa lettera, estremamente breve se si considera la quantità degli argomenti trattati, esige alcune precisazioni. L’autore riconosce i contributi che diverse culture hanno dato allo sviluppo dell’umanesimo, come risulta chiaro dallo studio del pensiero ebraico, arabo e orientale. In questo senso, il Documento non può essere incluso nella tradizione “ciceroniana”, come è quasi sempre il caso per le opere degli umanisti occidentali. Nel tributare la sua riconoscenza all’“umanesimo storico”, l’autore recupera temi già presenti nel XII secolo. Mi riferisco ai poeti goliardi, come Ugo d’Orleans e Pietro di Blois, che composero il celebre In terra sumus, del Codex Buranus (o codice di Beuren, conosciuto in latino come Carmina Burana). Silo non cita direttamente quest’opera ma ne riprende le parole. “Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Come non riconoscere la riflessione dell’In terra sumus: “il Denaro mantiene l’abate prigioniero nella sua cella”, nel passo: “...e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Oppure, “Il Denaro riceve onore e senza di esso nessuno è amato”, che qui diventa: “Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro”. La generalizzazione del poeta goliardo: “Il Denaro, e questo è certo, fa  sì che lo sciocco sembri eloquente”, appare nella lettera come: “Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione”. E su quest’ultima, nel testo poetico si dice: “Il Denaro è adorato perché fa miracoli... fa udire il sordo e saltare lo zoppo”, ecc. In questo poema del Codex Buranus, che Silo sembra conoscere molto bene, si trovano gli antecedenti di motivi letterari che ritroveremo negli umanisti del XVI secolo, in particolare in Erasmo e in Rabelais.&lt;br /&gt;
La lettera che stiamo commentando presenta il sistema di idee su cui si basa l’umanesimo contemporaneo, ma per avere una visione più completa del tema è bene consultare la  conferenza Visione attuale dell’umanesimo che qui trovate nel libro [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Decima ed ultima lettera si definiscono i limiti della destrutturazione; tra i tanti possibili, si prendono in esame tre campi in cui questo fenomeno assume una particolare rilevanza - il campo politico, quello religioso e quello generazionale - e si denuncia il pericolo rappresentato  dalla nascita di fenomeni neo-irrazionalisti a carattere fascista, autoritario e violento. Per illustrare il tema del rapporto tra comprensione globale e applicazione dell’azione ad un ambito di estensione minima, che è quello “immediatamente circostante” al soggetto, l’autore compie uno straordinario salto di scala che lo porta a parlare del vicino di casa, del collega, dell’amico... C’è un chiaro appello a tutti i militanti a non farsi irretire dal miraggio del potere politico sovrastrutturale, perché quel potere risulta ormai colpito a morte dal processo di  destrutturazione. In futuro a niente varrà essere Presidente di un paese, o Primo Ministro, o senatore, o deputato. I partiti politici, le associazioni di categoria e i sindacati si allontaneranno sempre di più dalla loro base. Lo Stato subirà mille trasformazioni mentre, a livello mondiale, le grandi corporazioni ed il capitale finanziario internazionale continueranno a concentrare in sé la capacità decisionale e ciò durerà fino a che non sopravverrà il collasso di questo Stato Parallelo. A cosa servirà una militanza che abbia per fine l’occupazione dei gusci vuoti della democrazia formale? Non c’è dubbio che l’azione dovrà concentrarsi negli ambiti in cui si vive e unicamente a partire da essi e sulla base dei conflitti concreti, si dovrà costruire la rappresentatività reale. Ma i problemi esistenziali della base sociale non si esprimono esclusivamente in termini di difficoltà economiche e politiche; pertanto, un partito che porti avanti le idee umaniste ed occupi strumentalmente uno spazio parlamentare, non sarà in grado di dare risposta alle necessità della gente pur possedendo un significato istituzionale. Il nuovo potere si costruirà a partire dalla base sociale nella forma di un grande movimento decentralizzato e federativo. I militanti non dovranno porsi la domanda: “chi sarà Primo Ministro o deputato”, ma la domanda: “come formeremo i nostri centri di comunicazione diretta, le nostre reti di consigli di quartiere; che cosa faremo per dare partecipazione a tutte quelle organizzazioni di base nelle quali si esprimono il lavoro, lo sport, l’arte, la cultura e la religiosità popolare?” Un  movimento di questo tipo non potrà essere pensato in termini politici formali ma in termini di diversità convergenti. La sua crescita non dovrà essere concepita in base ad uno schema  gradualista che preveda la conquista di sempre nuovi spazi e di sempre nuovi strati sociali. Si dovrà invece proporre in termini di “effetto dimostrazione”, che è proprio di una società planetaria multi-connessa, la quale ha la capacità di riprodurre un modello che ha avuto successo  in collettività lontane e tra loro diverse, e di adattarlo alle nuove condizioni. Quest’ultima lettera, in sintesi, delinea un tipo di organizzazione minima ed una strategia d’azione adeguate alla situazione attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci siamo soffermati unicamente sulla quarta, sesta e decima lettera perché crediamo che, a differenza delle altre, esse richiedano alcune raccomandazioni, alcuni rimandi e qualche commento in più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Articolo tratto dall'Introduzione al Vol. I delle Opere Complete dell'Autore&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Conferenza dell'Autore =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;br /&gt;
14 MAGGIO 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che  non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca  di mettere in evidenza che la crisi investe  tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale  il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver  chiarito il titolo del libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti  a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata  quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono  tipiche di ogni fine di secolo e di  millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti  proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che  un  riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del  sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che  continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza  che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più  un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione... insomma, un aumento  generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!... Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura  se ne perdesse il controllo, su quali  alternative potremmo contare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità,  intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si  va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o  ad una catastrofe, e tutti sanno che  le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Documento del Movimento Umanista]] ci dice:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo... Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno...” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad  uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione  industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema  bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi  non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale,  risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale -  all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di  mano d’opera. Le  tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze  in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad  allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a  vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a  mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il [[Disarmo|disarmo]] unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i  commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi,  nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo  in un modo un po’ pittoresco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di  destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza  della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere,  la negazione della vita,  il culto del suicidio,  il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero... solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo,  questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero  in altri luoghi del pianeta;  ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo  di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti.  Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto  il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nei popoli prenderà corpo l’idea che  (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si  svilupperà  parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un   collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della [[Nazione Umana Universale|nazione umana universale]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se  non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;br /&gt;
Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani. Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto  fastidiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nient’altro. Molte grazie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
Cartas a mis Amigos viene pubblicato in Argentina per la prima volta nel 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in catalano, finlandese, francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, russo, tedesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni italiane =&lt;br /&gt;
Il libro ha avuto una edizione a cura di MultiImage nel 1994, e tre edizioni, a partire dal 2000, a cura della [[Multimage]] nel 2006 e in e-pub nel 2016; in queste due edizioni si conta anche quella delle [[Opere Complete Volume I|Opere Complete, Vol. I]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [http://www.silo.net/collected_works/letters_to_my_friends scaricare le traduzioni nelle varie lingue]&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33505</id>
		<title>Lettere ai Miei Amici</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33505"/>
		<updated>2025-12-07T15:16:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Conferenza dell'Autore */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Lettere ai miei amici, sulla crisi sociale e personale nel momento attuale''. Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'Autore.&lt;br /&gt;
[[File:Lettereaimieiamici.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Lettere ai miei amici sono state pubblicate separatamente man mano che l’autore le scriveva. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la prima, che è del 21 febbraio 1991, e la decima e ultima, redatta il 15 dicembre 1993, trascorrono quasi tre anni. In questo periodo avvengono grandi trasformazioni a livello globale in quasi tutti i campi dell’attività umana. Se nei prossimi decenni la velocità della trasformazione continuerà ad aumentare al ritmo in cui è aumentata in questo lasso di tempo, il lettore di allora difficilmente riuscirà a comprendere il contesto mondiale a cui l’autore fa continuamente riferimento, e questo impedirà di cogliere molte delle idee presentate in questi scritti. Perciò bisognerebbe raccomandare all’ipotetico lettore del futuro di tenere a portata di mano una rassegna degli avvenimenti accaduti tra il 1991 e il 1994, e suggerirgli di studiare in profondità lo sviluppo economico e tecnologico, le carestie e i conflitti, la pubblicità e la moda di quell’epoca. Si dovrebbe chiedergli di ascoltare la musica di tale curioso momento storico, di prenderne in esame le immagini architettoniche e urbanistiche, di indagare sul livello di affollamento delle grandi metropoli, sulle migrazioni, sul deterioramento dell’ambiente e sul modo di vivere. Soprattutto, bisognerebbe invitarlo a cercare di penetrare nelle dicerie dei  formatori d’opinione - i filosofi, i sociologi, gli psicologi - di quella fase storica crudele e stupida. Sebbene in queste Lettere si parli di un certo presente, è indubbio che  esse siano state redatte con lo sguardo rivolto al futuro e credo che unicamente dal futuro potranno essere confermate o confutate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest’opera non presenta un piano generale, trattandosi piuttosto di una serie di esposizioni occasionali che consentono una lettura non necessariamente sequenziale. In ogni modo, si può tentare di classificarle nel modo seguente: a) le prime tre lettere si occupano di descrivere dettagliatamente le esperienze a cui va incontro il singolo individuo in una situazione globale sempre più complicata; b) la quarta lettera presenta in modo sistematico le idee generali su cui si basano tutte le lettere; c) le successive tracciano i lineamenti del pensiero politico-sociale dell’autore; d) la decima descrive le caratteristiche dell’azione puntuale vista in rapporto con il processo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora ad elencare alcuni dei temi principali sviluppati nell’opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima lettera. La situazione in cui ci tocca vivere. La disintegrazione delle istituzioni e la crisi del sentimento di solidarietà. I nuovi tipi di sensibilità e di comportamento che appaiono all’orizzonte del mondo d’oggi. I criteri d’azione. Seconda. I fattori che determinano la trasformazione del mondo attuale e le posizioni ideologiche più diffuse che si assumono di fronte a tale trasformazione. Terza. Le caratteristiche della trasformazione e della crisi per quanto riguarda gli ambienti nei quali si svolge la nostra vita. Quarta. I fondamenti su cui poggiano le opinioni presentate nelle Lettere relativamente alle questioni più generali che riguardano le necessità e i progetti basilari della vita umana. Il mondo naturale e sociale. La concentrazione del potere, la violenza e lo Stato. Quinta. La libertà umana, l’intenzione e l’azione. Il senso etico dell’attività sociale e della militanza; i difetti più comuni di queste. Sesta. Esposizione delle idee sull’umanesimo. Settima. La rivoluzione sociale. Ottava. Le forze armate. Nona. I diritti umani. Decima. La destrutturazione generale. L’applicazione di una comprensione globale all’azione concreta portata avanti in un ambito di estensione minima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Quarta lettera, d’importanza centrale per quanto riguarda la giustificazione ideologica di tutta l’opera, può essere approfondita con la lettura di un altro testo dell’autore, Contributi al pensiero (in particolare il saggio dal titolo Discussioni storiologiche) e anche della conferenza La crisi della civiltà e l’umanesimo che qui trovate nel libro Discorsi.&lt;br /&gt;
Nella Sesta lettera sono esposte le idee dell’umanesimo contemporaneo. La densità concettuale di questo scritto ricorda alcune produzioni politiche e culturali del XIX o del XX secolo che vanno sotto il nome di “manifesti”, come il Manifesto comunista e il Manifesto surrealista. L’uso della parola “documento” al posto di “manifesto”, si deve ad un’attenta scelta, visto  che permette di prendere le opportune distanze dal naturalismo che permea lo Humanist Manifesto del 1933, ispirato da Dewey, e anche dal social-liberalismo dello Humanist Manifesto II del 1974, sottoscritto da Sakharov e in cui è forte l’influenza del pensiero di Lamont. Sebbene si avvertano somiglianze con questo secondo manifesto per quanto concerne la necessità di una pianificazione economica ed ecologica che non distrugga le libertà individuali, le differenze risultano radicali per ciò che riguarda il punto di vista politico e la concezione dell’essere umano. Questa lettera, estremamente breve se si considera la quantità degli argomenti trattati, esige alcune precisazioni. L’autore riconosce i contributi che diverse culture hanno dato allo sviluppo dell’umanesimo, come risulta chiaro dallo studio del pensiero ebraico, arabo e orientale. In questo senso, il Documento non può essere incluso nella tradizione “ciceroniana”, come è quasi sempre il caso per le opere degli umanisti occidentali. Nel tributare la sua riconoscenza all’“umanesimo storico”, l’autore recupera temi già presenti nel XII secolo. Mi riferisco ai poeti goliardi, come Ugo d’Orleans e Pietro di Blois, che composero il celebre In terra sumus, del Codex Buranus (o codice di Beuren, conosciuto in latino come Carmina Burana). Silo non cita direttamente quest’opera ma ne riprende le parole. “Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Come non riconoscere la riflessione dell’In terra sumus: “il Denaro mantiene l’abate prigioniero nella sua cella”, nel passo: “...e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Oppure, “Il Denaro riceve onore e senza di esso nessuno è amato”, che qui diventa: “Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro”. La generalizzazione del poeta goliardo: “Il Denaro, e questo è certo, fa  sì che lo sciocco sembri eloquente”, appare nella lettera come: “Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione”. E su quest’ultima, nel testo poetico si dice: “Il Denaro è adorato perché fa miracoli... fa udire il sordo e saltare lo zoppo”, ecc. In questo poema del Codex Buranus, che Silo sembra conoscere molto bene, si trovano gli antecedenti di motivi letterari che ritroveremo negli umanisti del XVI secolo, in particolare in Erasmo e in Rabelais.&lt;br /&gt;
La lettera che stiamo commentando presenta il sistema di idee su cui si basa l’umanesimo contemporaneo, ma per avere una visione più completa del tema è bene consultare la  conferenza Visione attuale dell’umanesimo che qui trovate nel libro [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Decima ed ultima lettera si definiscono i limiti della destrutturazione; tra i tanti possibili, si prendono in esame tre campi in cui questo fenomeno assume una particolare rilevanza - il campo politico, quello religioso e quello generazionale - e si denuncia il pericolo rappresentato  dalla nascita di fenomeni neo-irrazionalisti a carattere fascista, autoritario e violento. Per illustrare il tema del rapporto tra comprensione globale e applicazione dell’azione ad un ambito di estensione minima, che è quello “immediatamente circostante” al soggetto, l’autore compie uno straordinario salto di scala che lo porta a parlare del vicino di casa, del collega, dell’amico... C’è un chiaro appello a tutti i militanti a non farsi irretire dal miraggio del potere politico sovrastrutturale, perché quel potere risulta ormai colpito a morte dal processo di  destrutturazione. In futuro a niente varrà essere Presidente di un paese, o Primo Ministro, o senatore, o deputato. I partiti politici, le associazioni di categoria e i sindacati si allontaneranno sempre di più dalla loro base. Lo Stato subirà mille trasformazioni mentre, a livello mondiale, le grandi corporazioni ed il capitale finanziario internazionale continueranno a concentrare in sé la capacità decisionale e ciò durerà fino a che non sopravverrà il collasso di questo Stato Parallelo. A cosa servirà una militanza che abbia per fine l’occupazione dei gusci vuoti della democrazia formale? Non c’è dubbio che l’azione dovrà concentrarsi negli ambiti in cui si vive e unicamente a partire da essi e sulla base dei conflitti concreti, si dovrà costruire la rappresentatività reale. Ma i problemi esistenziali della base sociale non si esprimono esclusivamente in termini di difficoltà economiche e politiche; pertanto, un partito che porti avanti le idee umaniste ed occupi strumentalmente uno spazio parlamentare, non sarà in grado di dare risposta alle necessità della gente pur possedendo un significato istituzionale. Il nuovo potere si costruirà a partire dalla base sociale nella forma di un grande movimento decentralizzato e federativo. I militanti non dovranno porsi la domanda: “chi sarà Primo Ministro o deputato”, ma la domanda: “come formeremo i nostri centri di comunicazione diretta, le nostre reti di consigli di quartiere; che cosa faremo per dare partecipazione a tutte quelle organizzazioni di base nelle quali si esprimono il lavoro, lo sport, l’arte, la cultura e la religiosità popolare?” Un  movimento di questo tipo non potrà essere pensato in termini politici formali ma in termini di diversità convergenti. La sua crescita non dovrà essere concepita in base ad uno schema  gradualista che preveda la conquista di sempre nuovi spazi e di sempre nuovi strati sociali. Si dovrà invece proporre in termini di “effetto dimostrazione”, che è proprio di una società planetaria multi-connessa, la quale ha la capacità di riprodurre un modello che ha avuto successo  in collettività lontane e tra loro diverse, e di adattarlo alle nuove condizioni. Quest’ultima lettera, in sintesi, delinea un tipo di organizzazione minima ed una strategia d’azione adeguate alla situazione attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci siamo soffermati unicamente sulla quarta, sesta e decima lettera perché crediamo che, a differenza delle altre, esse richiedano alcune raccomandazioni, alcuni rimandi e qualche commento in più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Articolo tratto dall'Introduzione al Vol. I delle Opere Complete dell'Autore&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Conferenza dell'Autore =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;br /&gt;
14 MAGGIO 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che  non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca  di mettere in evidenza che la crisi investe  tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale  il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver  chiarito il titolo del libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti  a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata  quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono  tipiche di ogni fine di secolo e di  millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti  proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che  un  riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del  sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che  continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza  che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più  un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione... insomma, un aumento  generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!... Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura  se ne perdesse il controllo, su quali  alternative potremmo contare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità,  intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si  va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o  ad una catastrofe, e tutti sanno che  le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Documento del Movimento Umanista]] ci dice:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo... Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno...” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad  uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione  industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema  bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi  non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale,  risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale -  all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di  mano d’opera. Le  tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze  in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad  allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a  vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a  mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il [[Disarmo|disarmo]] unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i  commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi,  nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo  in un modo un po’ pittoresco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di  destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza  della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere,  la negazione della vita,  il culto del suicidio,  il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero... solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo,  questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero  in altri luoghi del pianeta;  ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo  di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti.  Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto  il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nei popoli prenderà corpo l’idea che  (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si  svilupperà  parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un   collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della [[Nazione Umana Universale|nazione umana universale]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se  non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;br /&gt;
Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani. Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto  fastidiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nient’altro. Molte grazie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
Cartas a mis Amigos viene pubblicato in Argentina per la prima volta nel 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in catalano, finlandese, francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, russo, tedesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni italiane =&lt;br /&gt;
Il libro ha avuto una edizione a cura di MultiImage nel 1994, e due edizioni, a partire dal 2000, a cura della [[Multimage]] inclusa l'ultima del ...; in queste due edizioni si conta anche quella delle [[Opere Complete Volume I|Opere Complete, Vol. I]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [http://www.silo.net/collected_works/letters_to_my_friends scaricare le traduzioni nelle varie lingue]&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33504</id>
		<title>Lettere ai Miei Amici</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lettere_ai_Miei_Amici&amp;diff=33504"/>
		<updated>2025-12-07T15:10:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Spiegazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Lettere ai miei amici, sulla crisi sociale e personale nel momento attuale''. Libro di [[Silo]] inserito nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]] dell'Autore.&lt;br /&gt;
[[File:Lettereaimieiamici.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Lettere ai miei amici sono state pubblicate separatamente man mano che l’autore le scriveva. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la prima, che è del 21 febbraio 1991, e la decima e ultima, redatta il 15 dicembre 1993, trascorrono quasi tre anni. In questo periodo avvengono grandi trasformazioni a livello globale in quasi tutti i campi dell’attività umana. Se nei prossimi decenni la velocità della trasformazione continuerà ad aumentare al ritmo in cui è aumentata in questo lasso di tempo, il lettore di allora difficilmente riuscirà a comprendere il contesto mondiale a cui l’autore fa continuamente riferimento, e questo impedirà di cogliere molte delle idee presentate in questi scritti. Perciò bisognerebbe raccomandare all’ipotetico lettore del futuro di tenere a portata di mano una rassegna degli avvenimenti accaduti tra il 1991 e il 1994, e suggerirgli di studiare in profondità lo sviluppo economico e tecnologico, le carestie e i conflitti, la pubblicità e la moda di quell’epoca. Si dovrebbe chiedergli di ascoltare la musica di tale curioso momento storico, di prenderne in esame le immagini architettoniche e urbanistiche, di indagare sul livello di affollamento delle grandi metropoli, sulle migrazioni, sul deterioramento dell’ambiente e sul modo di vivere. Soprattutto, bisognerebbe invitarlo a cercare di penetrare nelle dicerie dei  formatori d’opinione - i filosofi, i sociologi, gli psicologi - di quella fase storica crudele e stupida. Sebbene in queste Lettere si parli di un certo presente, è indubbio che  esse siano state redatte con lo sguardo rivolto al futuro e credo che unicamente dal futuro potranno essere confermate o confutate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest’opera non presenta un piano generale, trattandosi piuttosto di una serie di esposizioni occasionali che consentono una lettura non necessariamente sequenziale. In ogni modo, si può tentare di classificarle nel modo seguente: a) le prime tre lettere si occupano di descrivere dettagliatamente le esperienze a cui va incontro il singolo individuo in una situazione globale sempre più complicata; b) la quarta lettera presenta in modo sistematico le idee generali su cui si basano tutte le lettere; c) le successive tracciano i lineamenti del pensiero politico-sociale dell’autore; d) la decima descrive le caratteristiche dell’azione puntuale vista in rapporto con il processo mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora ad elencare alcuni dei temi principali sviluppati nell’opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima lettera. La situazione in cui ci tocca vivere. La disintegrazione delle istituzioni e la crisi del sentimento di solidarietà. I nuovi tipi di sensibilità e di comportamento che appaiono all’orizzonte del mondo d’oggi. I criteri d’azione. Seconda. I fattori che determinano la trasformazione del mondo attuale e le posizioni ideologiche più diffuse che si assumono di fronte a tale trasformazione. Terza. Le caratteristiche della trasformazione e della crisi per quanto riguarda gli ambienti nei quali si svolge la nostra vita. Quarta. I fondamenti su cui poggiano le opinioni presentate nelle Lettere relativamente alle questioni più generali che riguardano le necessità e i progetti basilari della vita umana. Il mondo naturale e sociale. La concentrazione del potere, la violenza e lo Stato. Quinta. La libertà umana, l’intenzione e l’azione. Il senso etico dell’attività sociale e della militanza; i difetti più comuni di queste. Sesta. Esposizione delle idee sull’umanesimo. Settima. La rivoluzione sociale. Ottava. Le forze armate. Nona. I diritti umani. Decima. La destrutturazione generale. L’applicazione di una comprensione globale all’azione concreta portata avanti in un ambito di estensione minima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Quarta lettera, d’importanza centrale per quanto riguarda la giustificazione ideologica di tutta l’opera, può essere approfondita con la lettura di un altro testo dell’autore, Contributi al pensiero (in particolare il saggio dal titolo Discussioni storiologiche) e anche della conferenza La crisi della civiltà e l’umanesimo che qui trovate nel libro Discorsi.&lt;br /&gt;
Nella Sesta lettera sono esposte le idee dell’umanesimo contemporaneo. La densità concettuale di questo scritto ricorda alcune produzioni politiche e culturali del XIX o del XX secolo che vanno sotto il nome di “manifesti”, come il Manifesto comunista e il Manifesto surrealista. L’uso della parola “documento” al posto di “manifesto”, si deve ad un’attenta scelta, visto  che permette di prendere le opportune distanze dal naturalismo che permea lo Humanist Manifesto del 1933, ispirato da Dewey, e anche dal social-liberalismo dello Humanist Manifesto II del 1974, sottoscritto da Sakharov e in cui è forte l’influenza del pensiero di Lamont. Sebbene si avvertano somiglianze con questo secondo manifesto per quanto concerne la necessità di una pianificazione economica ed ecologica che non distrugga le libertà individuali, le differenze risultano radicali per ciò che riguarda il punto di vista politico e la concezione dell’essere umano. Questa lettera, estremamente breve se si considera la quantità degli argomenti trattati, esige alcune precisazioni. L’autore riconosce i contributi che diverse culture hanno dato allo sviluppo dell’umanesimo, come risulta chiaro dallo studio del pensiero ebraico, arabo e orientale. In questo senso, il Documento non può essere incluso nella tradizione “ciceroniana”, come è quasi sempre il caso per le opere degli umanisti occidentali. Nel tributare la sua riconoscenza all’“umanesimo storico”, l’autore recupera temi già presenti nel XII secolo. Mi riferisco ai poeti goliardi, come Ugo d’Orleans e Pietro di Blois, che composero il celebre In terra sumus, del Codex Buranus (o codice di Beuren, conosciuto in latino come Carmina Burana). Silo non cita direttamente quest’opera ma ne riprende le parole. “Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Come non riconoscere la riflessione dell’In terra sumus: “il Denaro mantiene l’abate prigioniero nella sua cella”, nel passo: “...e perfino una serena solitudine dipende dal denaro”. Oppure, “Il Denaro riceve onore e senza di esso nessuno è amato”, che qui diventa: “Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro”. La generalizzazione del poeta goliardo: “Il Denaro, e questo è certo, fa  sì che lo sciocco sembri eloquente”, appare nella lettera come: “Ma è anche l’Arte, la Filosofia, la Religione”. E su quest’ultima, nel testo poetico si dice: “Il Denaro è adorato perché fa miracoli... fa udire il sordo e saltare lo zoppo”, ecc. In questo poema del Codex Buranus, che Silo sembra conoscere molto bene, si trovano gli antecedenti di motivi letterari che ritroveremo negli umanisti del XVI secolo, in particolare in Erasmo e in Rabelais.&lt;br /&gt;
La lettera che stiamo commentando presenta il sistema di idee su cui si basa l’umanesimo contemporaneo, ma per avere una visione più completa del tema è bene consultare la  conferenza Visione attuale dell’umanesimo che qui trovate nel libro [[Discorsi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Decima ed ultima lettera si definiscono i limiti della destrutturazione; tra i tanti possibili, si prendono in esame tre campi in cui questo fenomeno assume una particolare rilevanza - il campo politico, quello religioso e quello generazionale - e si denuncia il pericolo rappresentato  dalla nascita di fenomeni neo-irrazionalisti a carattere fascista, autoritario e violento. Per illustrare il tema del rapporto tra comprensione globale e applicazione dell’azione ad un ambito di estensione minima, che è quello “immediatamente circostante” al soggetto, l’autore compie uno straordinario salto di scala che lo porta a parlare del vicino di casa, del collega, dell’amico... C’è un chiaro appello a tutti i militanti a non farsi irretire dal miraggio del potere politico sovrastrutturale, perché quel potere risulta ormai colpito a morte dal processo di  destrutturazione. In futuro a niente varrà essere Presidente di un paese, o Primo Ministro, o senatore, o deputato. I partiti politici, le associazioni di categoria e i sindacati si allontaneranno sempre di più dalla loro base. Lo Stato subirà mille trasformazioni mentre, a livello mondiale, le grandi corporazioni ed il capitale finanziario internazionale continueranno a concentrare in sé la capacità decisionale e ciò durerà fino a che non sopravverrà il collasso di questo Stato Parallelo. A cosa servirà una militanza che abbia per fine l’occupazione dei gusci vuoti della democrazia formale? Non c’è dubbio che l’azione dovrà concentrarsi negli ambiti in cui si vive e unicamente a partire da essi e sulla base dei conflitti concreti, si dovrà costruire la rappresentatività reale. Ma i problemi esistenziali della base sociale non si esprimono esclusivamente in termini di difficoltà economiche e politiche; pertanto, un partito che porti avanti le idee umaniste ed occupi strumentalmente uno spazio parlamentare, non sarà in grado di dare risposta alle necessità della gente pur possedendo un significato istituzionale. Il nuovo potere si costruirà a partire dalla base sociale nella forma di un grande movimento decentralizzato e federativo. I militanti non dovranno porsi la domanda: “chi sarà Primo Ministro o deputato”, ma la domanda: “come formeremo i nostri centri di comunicazione diretta, le nostre reti di consigli di quartiere; che cosa faremo per dare partecipazione a tutte quelle organizzazioni di base nelle quali si esprimono il lavoro, lo sport, l’arte, la cultura e la religiosità popolare?” Un  movimento di questo tipo non potrà essere pensato in termini politici formali ma in termini di diversità convergenti. La sua crescita non dovrà essere concepita in base ad uno schema  gradualista che preveda la conquista di sempre nuovi spazi e di sempre nuovi strati sociali. Si dovrà invece proporre in termini di “effetto dimostrazione”, che è proprio di una società planetaria multi-connessa, la quale ha la capacità di riprodurre un modello che ha avuto successo  in collettività lontane e tra loro diverse, e di adattarlo alle nuove condizioni. Quest’ultima lettera, in sintesi, delinea un tipo di organizzazione minima ed una strategia d’azione adeguate alla situazione attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci siamo soffermati unicamente sulla quarta, sesta e decima lettera perché crediamo che, a differenza delle altre, esse richiedano alcune raccomandazioni, alcuni rimandi e qualche commento in più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Articolo tratto dall'Introduzione al Vol. I delle Opere Complete dell'Autore&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Conferenza dell'Autore =&lt;br /&gt;
da inserire da [[Discorsi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
Cartas a mis Amigos viene pubblicato in Argentina per la prima volta nel 1994&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in catalano, finlandese, francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, russo, tedesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni italiane =&lt;br /&gt;
Il libro ha avuto una edizione a cura di MultiImage nel 1994, e due edizioni, a partire dal 2000, a cura della [[Multimage]] inclusa l'ultima del ...; in queste due edizioni si conta anche quella delle [[Opere Complete Volume I|Opere Complete, Vol. I]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [http://www.silo.net/collected_works/letters_to_my_friends scaricare le traduzioni nelle varie lingue]&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Contributi_al_Pensiero&amp;diff=33503</id>
		<title>Contributi al Pensiero</title>
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		<updated>2025-12-07T15:04:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]] composto da due saggi filosofici: [[Psicologia dell’immagine]] e [[Discussioni storiologiche]]; incluso nel [[Opere Complete Volume I|Volume I delle Opere Complete]].&lt;br /&gt;
[[File:Contributialpensiero.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
= Spiegazione =&lt;br /&gt;
Contributi al pensiero è composto di due saggi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo, [[Psicologia dell’immagine]], è stato scritto nel 1988, mentre il secondo, [[Discussioni storiologiche]], è stato terminato nel 1989. Sebbene si riferiscano a campi diversi, i due testi sono in stretta relazione e, in un certo senso, si chiariscono a vicenda. Per questo la loro pubblicazione congiunta con il titolo di Contributi al pensiero ci è sembrata opportuna. I punti di vista espressi in [[Psicologia dell’immagine]] e in [[Discussioni storiologiche]] sono caratteristici della riflessione filosofica e non sorgono dalle matrici della psicologia e della storiografia. Tuttavia, entrambi i lavori hanno per oggetto i fondamenti stessi di queste discipline.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Psicologia dell’immagine, l’autore presenta una teoria innovativa su quello che chiama “[[spazio di rappresentazione]]”, “spazio” che sorge quando si mettono in evidenza gli oggetti della rappresentazione (non semplicemente quelli della percezione) e senza il quale non si può comprendere come la coscienza possa orientarsi e distinguere tra il “mondo esterno” e il “mondo interno”. In effetti, se la percezione presenta i fenomeni a chi li percepisce, in quale luogo questi si colloca rispetto ad essi? Se si risponde dicendo che si colloca nella spazialità esterna, in accordo con l’“esteriorità” del fenomeno percepito, allora come può tale soggetto muovere il corpo dall’“interno” guidandolo in tale “esteriorità”? Grazie alla percezione si può spiegare come il dato giunga alla coscienza ma non si può giustificare il movimento che la coscienza imprime al corpo. Può il corpo agire nel mondo esterno se non esiste una rappresentazione di entrambi questi termini, corpo e mondo? Ovviamente no. Pertanto, tale rappresentazione deve sorgere in qualche “luogo” della coscienza. Ma in che senso si può parlare di “luogo”, “colore” o “estensione” nella coscienza? Queste sono alcune delle difficoltà affrontate e risolte nel presente saggio, il cui obiettivo è di dimostrare le seguenti tesi: 1. L’immagine è un modo attivo di porsi nel mondo da parte della coscienza e non semplice passività, come hanno sostenuto le teorie precedenti. 2. Questo modo attivo non può essere indipendente da una “spazialità” interna. 3. Le numerose funzioni svolte dall’immagine dipendono dalla posizione da essa assunta in tale “spazialità”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ciò che l’autore sostiene è corretto, i fondamenti dell’agire  umano dovranno subire una profonda revisione. Non sarà più possibile sostenere che siano le idee,  o la “volontà” oppure la “necessità oggettiva” a far muovere il  corpo e a dirigerlo verso le cose; bisognerà ammettere che sono invece le immagini e la collocazione da esse assunta nello [[spazio di rappresentazione]]. Le idee o la “necessità oggettiva” potranno orientare l’attività nella misura in cui si disporranno come immagini e, nella prospettiva della rappresentazione, nella misura in cui si colloccheranno in un paesaggio interno adeguato. Ma questa possibilità non sarà propria solo della necessità o delle idee: apparterrà anche alle credenze e alle emozioni trasformate in immagini. Le conseguenze che derivano da tali tesi sono enormi, e l’autore stesso sembra suggerirne la portata con le parole che pone a chiusura del lavoro: “Se le immagini permettono di riconoscere e di agire, gli individui e i popoli tenderanno a trasformare il mondo in modi diversi a seconda della struttura del loro paesaggio e delle loro necessità (o di ciò che considerano le loro necessità).”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[Discussioni storiologiche]] si passano in rassegna le diverse concezioni che l’autore riunisce sotto la designazione unica di “storia senza temporalità”. Come mai fino a oggi nello studio della storia umana l’uomo è stato sempre considerato come un epifenomeno del mondo naturale o come una “semplice cinghia di trasmissione di fattori a lui esterni, dei quali è solo paziente”? A quali ragioni si deve la mancanza di spiegazioni adeguate sulla natura della temporalità? L’autore afferma che la Storiologia diventerà scienza solo nella misura in cui risponderà a tali domande e chiarirà i prerequisiti necessari ad ogni discorso storico, ovvero che cosa si debba intendere per storicità e per temporalità. Nella Premessa a quest’opera si dice: “Abbiamo fissato come obiettivo del nostro lavoro il chiarimento dei requisiti preliminari necessari per dare fondamento alla Storiologia. E’ evidente che  disporre di un sapere cronologico sugli avvenimenti storici non  è ragione sufficiente per avanzare pretese di scientificità...” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Storiologia non può prescindere dalla comprensione della struttura della vita umana, poiché lo storiologo, anche se volesse fare semplice storia naturale, si vedrebbe costretto a strutturare tale storia naturale utilizzando  un’ottica ed un’interpretazione umana. Ma la vita umana è proprio storicità, temporalità, ed è appunto nella comprensione della temporalità che sta la chiave di ogni costruzione storica. Ma allora, che cosa determina gli avvenimenti umani, secondo quali  modalità essi si succedono? L’autore risponde che sono le generazioni, con le loro diverse accumulazioni temporali, gli agenti di qualunque processo storico; sebbene coesistano in uno stesso momento, le generazioni possiedono differenti paesaggi di formazione, di sviluppo e di lotta proprio perché le une sono nate prima  delle altre. Il bambino e il vecchio, per esempio, vivono apparentemente in uno stesso tempo storico, ma, pur coesistendo, rappresentano paesaggi e accumulazioni temporali diverse. Certo, le generazioni nascono l’una dall’altra in un continuum biologico, ma ciò che le caratterizza è la costituzione sociale e temporale, che è diversa per ciascuna di esse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Conferenza dell'Autore =&lt;br /&gt;
[[File:Contribuciones-confer.jpg|right|thumb|200px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Trascriviamo la conferenza data al Centro Culturale San Martin a Buenos Aires il 4 Ottobre 1990, inclusa in [[Discorsi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Commentare un libro come Contributi al pensiero, appena pubblicato, sembrerebbe implicare l’utilizzo di un linguaggio alquanto tecnico; ma pur se il presente materiale richiedesse di essere trattato in questo modo, è bene chiarire subito che in questa presentazione cercheremo di mettere in risalto i nodi principali dello scritto senza dar prova di un eccessivo rigore terminologico. La presentazione stessa, poi, sarà piuttosto breve.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro, come sappiamo, si compone di due saggi riguardanti concetti generali che apparentemente si inquadrano all’interno della psicologia e della storiografia, come rivelano i rispettivi titoli: Psicologia dell’immagine e Discussioni storiologiche. Ma risulterà subito chiaro come ambedue gli studi si intreccino e puntino ad uno stesso obiettivo, che è quello di gettare le basi per la costruzione di una teoria generale dell’azione umana, teoria che attualmente non risulta fondata in modo adeguato. Quando parliamo di una teoria dell’azione non ci riferiamo solo alla comprensione del lavoro umano come fanno la prassologia di Kotarbinski, Skolimowski od in generale della scuola polacca, che ha giustamente il merito di avere approfondito questo argomento; il nostro interesse è volto invece alla comprensione dei fenomeni che riguardano l’origine, il significato ed il senso dell’azione. Ovviamente si potrà obiettare che l’azione umana non ha bisogno di alcuna giustificazione teorica, che l’azione si trova agli antipodi della teoria, che le necessità del momento sono prevalentemente pratiche, che l’azione si misura in termini di risultati concreti e che, infine, non è questo il momento per teorie o ideologie, visto che il loro fallimento e il loro crollo definitivo risulta ormai dimostrato e che grazie a questo la realtà concreta trova finalmente il cammino sgombro, cammino che deve condurre alla scelta delle circostanze più adeguate per il perseguimento dell’azione efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le obiezioni precedenti, per quanto vaghe e confuse, rivelano tutte un indubbio fondo di pragmatismo; e questo,  come sappiamo, si manifesta nella vita di tutti i giorni come un’attività anti-ideologica le cui argomentazioni si appoggiano su una supposta realtà fattica.  Ma i difensori di tale atteggiamento non ci dicono nulla su che cosa sia la realtà a cui fanno riferimento né quali siano i parametri entro i quali deve  collocarsi l’azione per poter essere considerata “efficace”. Perché se il concetto di “realtà” viene, con una  grossolana riduzione, identificato con  ciò che ci sembra di percepire attraverso i sensi, si rimane prigionieri della superstizione che la scienza smentisce ad ogni passo del suo sviluppo. Se poi si menziona l’“efficacia dell’azione” sarà opportuno stabilire, come minimo, se l’ipotetico esito di questa si misuri in termini immediati, se cioè l’azione si concluda nel “fatto” oppure se essa produca delle conseguenze che continuano a svilupparsi anche dopo tale  conclusione. Se si dà per valida la prima ipotesi, non risulta possibile comprendere come le azioni possano collegarsi tra di loro, per cui si lascia il campo libero a qualunque incoerenza od alla possibile contraddizione fra l’azione di un momento B rispetto all’azione del momento A. Se invece si ammette che esistano conseguenze a più largo raggio dell’azione, ne deriva che questa potrà avere successo in un momento A e non averlo più in un momento B. Per contestare una simile ideologia, che pretende di non essere tale, ci siamo visti obbligati ad effettuare questa digressione, anche a rischio di una caduta del livello espositivo. Sebbene i suoi argomenti abbiano scarso valore, tale ideologia  si è affermata con una certa forza, diventando quasi un modo di pensare comune, e questo provoca reazioni sfavorevoli nei confronti di qualunque proposta del tipo della nostra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noi, al contrario, apprezziamo il valore delle formulazioni teoriche sul problema dell’azione e collochiamo la nostra concezione tra le posizioni ideologiche, intendendo per “ideologia” ogni  pensiero, scientifico o meno, che si articoli in un sistema di interpretazioni di una determinata realtà. Utilizzando poi un’altra prospettiva, rivendichiamo una totale indipendenza dalle teorie nate nel secolo scorso, teorie il cui fallimento, non solo pratico ma soprattutto teorico, risulta  ormai dimostrato. Il crollo delle ideologie del XIX secolo, quindi, nulla toglie alle nuove concezioni oggi in gestazione, se mai il contrario. Diciamo inoltre che sia “La Fine delle Ideologie”, preconizzata da Daniel Bell negli anni sessanta, sia “La Fine della Storia”, annunciata da poco da Fukuyama, rispondono ad una concezione antiquata, perché tendono a chiudere un dibattito che in termini ideologici si era già esaurito negli anni cinquanta, ovviamente molto prima che alcuni spettacolari eventi politici  di questi anni facessero sobbalzare coloro che avevano avvertito in ritardo il passo della storia, ipnotizzati com’erano dalle loro teorie  sul  successo pratico.  Questo pragmatismo invecchiato, le cui origini risalgono all’incirca al 1870, al Metaphysical Club di Boston, e che James e Peirce hanno esposto con la mediocrità intellettuale che li caratterizzava, è fallito già da molto tempo anche in termini ideologici. Ora ci rimane solo da vedere le cose spettacolari che metteranno fine alle teorie sulla “Fine della Storia” e sulla “Fine delle Ideologie”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiarito che l’obiettivo del libro è quello di gettare le basi per la costruzione di una teoria generale dell’azione umana, andiamo ai punti più importanti del primo lavoro, intitolato Psicologia dell’immagine. In esso si cerca di dare fondamento alla seguente ipotesi: la coscienza non è prodotto né riflesso dell’azione dell’ambiente; al contrario, assumendo le condizioni che l’ambiente le impone, essa finisce per costruire un’immagine od un insieme di immagini capace di promuovere l’azione nel mondo e pertanto di modificarlo. Il produttore dell’azione si modifica con questa; tale continuo processo di  retroalimentazione  mette in evidenza una struttura soggetto-mondo e non due termini separati che occasionalmente interagiscono. Pertanto, pur parlando di “coscienza” seguendo in modo generico l’approccio psicologico che il tema dell’immagine impone, intendiamo per coscienza il momento dell’interiorità nell’apertura della vita umana nel-mondo. Quindi  il termine “coscienza” deve essere compreso nel contesto dell’esistenza concreta e non separato da questa, come sono solite fare le diverse correnti psicologiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel lavoro che stiamo commentando un punto importante sta nel mettere in luce il rapporto tra i fenomeni della rappresentazione e la  spazialità, proprio poiché grazie a questo rapporto il corpo umano  può spostarsi e, più in generale, agire nel mondo nel modo che gli è proprio. Se la teoria dei riflessi si fosse dimostrata adeguata, avremmo risolto il problema almeno in parte; invece il fenomeno della risposta differita, del ritardo nel  rispondere agli stimoli richiede un sistema esplicativo più ampio. E se poi parliamo di elaborazioni  grazie alle quali il soggetto giunge alla conclusione di agire secondo una direzione specifica tra varie possibili, il concetto di riflesso si diluisce tanto  che finisce per non spiegare più nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul tema della coscienza trasformata in comportamento abbiamo cercato dei precedenti e così ci siamo imbattuti  in vari studiosi e pensatori tra i quali  spicca Descartes; in una singolare lettera inviata a Cristina di Svezia, questi parla del punto di unione tra pensiero e mobilità del corpo. Quasi trecento anni dopo Brentano introduce in psicologia il concetto di intenzionalità, che a suo tempo la scolastica aveva messo in evidenza e rivalutato nei suoi commenti ad  Aristotele. Ma è con Husserl che lo studio dell’intenzionalità si fa esauriente, particolarmente in Idee per una fenomenologia pura ed una filosofia fenomenologica. Mettendo in discussione i dati del mondo esterno ed anche quelli del mondo interno, secondo la migliore tradizione della riflessione, questo autore apre la strada all’indipendenza del pensare nei confronti della materialità dei fenomeni, un pensare fino a quel momento stretto nella tenaglia dell’idealismo assoluto hegeliano, da un lato, e delle scienze fisico-naturali, allora in rapido sviluppo, dall’altro. Husserl non si fermerà al semplice studio del dato iletico, materiale, ma effettuerà una riduzione eidetica, dalla quale non si potrà più tornare indietro. Se ci si riferisce alla spazialità della rappresentazione in generale, bisognerà ormai considerarla come una forma, i cui  contenuti non possono essere indipendenti l’uno dall’altro. In un altro livello di spiegazione, Husserl dimostrerà che il colore in tutte le immagini visive non è indipendente dall’estensione. Questo punto è di importanza fondamentale perché pone la forma dell’estensione come condizione di tutte le rappresentazioni. Noi prenderemo questa asserzione come la base teorica su cui formulare l’ipotesi dello spazio di rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni modo, quanto detto fin qui ha bisogno di alcune  spiegazioni aggiuntive che presenteremo in modo molto sintetico. In primo luogo, definiremo la sensazione come il vissuto che si ottiene captando uno stimolo proveniente dall’ambiente esterno od interno, stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso colpito. Inoltre intenderemo la percezione come una strutturazione di sensazioni compiuta dalla coscienza, strutturazione che si riferisce  ad un singolo senso o ad un insieme di sensi. Certo, sappiamo bene che anche nella sensazione più elementare esiste un fenomeno di strutturazione ma concedendo alla psicologia classica una certa prossimità al nostro modo di presentare l’argomento, non discuteremo più di tanto le definizioni  precedenti.  Intenderemo, infine,  l’immagine come una ri-presentazione strutturata e formalizzata di sensazioni o di percezioni provenienti o pervenute dall’ambiente esterno od interno, la quale, proprio in ragione di questa  strutturazione, non può essere considerata semplice “copia” passiva delle sensazioni, come ha creduto la psicologia ingenua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver discusso e rigettato le tesi della psicologia atomistica, siamo giunti alla conclusione che tanto le sensazioni che le percezioni e le immagini siano forme di coscienza e che pertanto  sarebbe più corretto parlare di “coscienza della sensazione, coscienza della percezione e coscienza dell’immagine”, senza per questo doversi necessariamente collocare in un atteggiamento appercettivo. Ciò che qui si vuole dire è che la coscienza modifica il proprio modo di essere, anzi che essa non è altro che un modo di “essere”, per esempio  essere “emozionata”, “in attesa”, ecc. Sulla base dell’idea di intenzionalità, risulta chiaro che non c’è coscienza se non di qualcosa e che quel “qualcosa” non può sfuggire alla spazializzazione del rappresentare. Siccome ogni rappresentare in quanto atto di coscienza si riferisce ad un oggetto rappresentato e siccome  i due termini non  possono essere separati in quanto formano una struttura, ne consegue che  il fatto di rappresentare un qualsiasi oggetto coinvolge il corrispondente atto di coscienza  nella spazialità di tale oggetto. E per quanti esperimenti si facciano, utilizzando o rappresentazioni esterne, che hanno per base i cinque sensi classici, o  rappresentazioni interne, che hanno origine nella cenestesi o nella cinestesi, si finirà sempre per spazializzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D’altra parte, se la spazialità della [[sensazione]] e quella della [[percezione]] si riferiscono a “luoghi” del corpo nei quali si trovano i rilevatori sensoriali,  lo stesso deve valere per le rappresentazioni corrispondenti. Rappresentare, per esempio, un mal di denti che oggi non esiste più significa cercare di “ricrearlo” in un punto preciso del cavo orale e non in una gamba. Questo è chiaro, ed è valido per tutte le rappresentazioni. Ma qui sorge uno dei problemi più interessanti. L’immagine può modificarsi a  tal punto che, nel ricrearlo, può addirittura rendere irriconoscibile l’oggetto originario. E questa capacità di “deformazione” è stata considerata dalla psicologia ingenua come uno dei difetti fondamentali dell’immagine. L’idea era chiara: se l’immagine era solo una copia della sensazione, la cui funzione stava nel permettere alla memoria di ricordare,  se essa era solo uno strumento di ciò che veniva chiamato “facoltà della memoria”,  qualunque deformazione costituiva quasi un  “peccato contro natura”, peccato che gli psichiatri dell’epoca tentavano di sradicare con i loro energici trattamenti da quei poveri disgraziati che esageravano nell’alterare la realtà. Ma, battute a parte, è evidente che il naturalismo aveva invaso, e non poteva essere altrimenti, la psicologia proprio come aveva invaso l’arte, la politica e l’economia. Ma è proprio questo “difetto”,  che le permette di deformarsi, di trasformarsi e perfino di trasferirsi (come nei sogni) da una fonte sensoriale ad un’altra, a mostrare non solo la plasticità ma anche la straordinaria gamma di attività dell’[[immagine]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ facile  comprendere come uno sviluppo adeguato di ciascuna delle precedenti affermazioni ci porterebbe oltre i limiti di questa conferenza; pertanto, seguendo l’idea iniziale, qui ci occuperemo di presentare solo gli aspetti nodali della ricerca. Fra di essi c’è quello in cui si mostra come l’immagine agisca in diversi livelli di coscienza e produca differenti abreazioni motorie a seconda della sua “interiorizzazione” o “esteriorizzazione”.  Per verificare ciò si osservi come un’immagine che comporta l’estensione della mano in veglia non sia in grado di muovere tale arto quando viene interiorizzata nel sogno, salvo casi eccezionali di sogno alterato o di sonnambulismo, nei quali l’immagine tende ad esteriorizzarsi nello spazio di rappresentazione. Ma anche in veglia un forte shock emotivo può far sì che, in certi casi, l’immagine di fuga o di repulsione si interiorizzi a tal punto da paralizzare il corpo. Il fenomeno contrario accade negli stati alterati di coscienza in cui  la proiezione all’esterno delle immagini (le allucinazioni) pone il corpo in attività; ma tali immagini  si riferiscono a fonti sensoriali  la cui collocazione risulta confusa giacché traducono rielaborazioni del mondo interno. Pertanto è la diversa collocazione dell’immagine (in livello e in profondità) nello spazio di rappresentazione a far scattare in modo diverso l’attività corporea. Ma è opportuno ricordare che stiamo parlando di immagini alla cui base  stanno differenti gruppi di sensi, esterni od interni; in effetti le immagini cenestesiche, se operanti nella profondità e nella collocazione che ad esse corrisponde, provocheranno abreazioni o somatizzazioni nell’intracorpo, mentre le immagini  relative  al sistema cinestetico saranno quelle che alla fine agiranno sul corpo “dall’interno” per metterlo in movimento. Ma come e verso dove si muoverà il corpo, visto che la cinestesi è legata a fenomeni interni? Si muoverà seguendo la direzione “tracciata” da altre rappresentazioni, che hanno nei sensi esterni la propria base sensoriale. Considerando il fenomeno al contrario, il mio braccio non si muoverà per il solo fatto di  immaginarlo disteso in avanti, come posso facilmente constatare; immaginarlo disteso in avanti significa tracciare la direzione del movimento (come prova il concomitante cambiamento del tono muscolare) ma il braccio si muoverà solo quando l’immagine visiva si sarà tradotta in cinestetica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma andiamo avanti. Ora daremo un rapido sguardo al tema della natura dello spazio di rappresentazione ed ai concetti di compresenza, orizzonte e paesaggio nel sistema di rappresentazione. Non aggiungeremo, però, niente di nuovo rispetto a quanto detto nei Paragrafi 3 e 4 del Capitolo III di Psicologia dell’immagine (salvo per ciò che si riferisce alla conclusione di tale lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non abbiamo parlato di uno spazio di rappresentazione in sé né di un quasi-spazio mentale. Abbiamo detto che la rappresentazione in quanto tale non può rendersi indipendente dalla spazialità; ma  con questo non abbiamo affermato che la rappresentazione occupi uno spazio. E’ la forma della rappresentazione spaziale ciò che prendiamo in considerazione. Stando così le cose, se parliamo di “spazio di rappresentazione” senza riferirci ad una rappresentazione specifica, è perché stiamo considerando l’insieme delle percezioni e immagini (non visive) che danno l’esperienza vissuta ed il tono corporeo e di coscienza nel quale mi riconosco come “io”, nel quale mi riconosco come un “continuo”, nonostante il fluire e il cambiamento che vado sperimentando. Quindi, lo  “[[spazio di rappresentazione]]” è tale non perché sia un contenitore vuoto che debba essere riempito da fenomeni di coscienza, ma perché la sua natura è rappresentazione, per cui, quando sorgono determinate immagini, la coscienza non può fare altro che presentarle sotto la forma dell’estensione. In modo analogo, avremmo potuto insistere sull’aspetto materiale della cosa rappresentata, riferendoci alla sostanzialità, senza per questo parlare dell’immagine nel senso in cui si esprimono la fisica o la chimica. Ci saremmo riferiti, in quel caso, ai dati iletici, ai dati materiali che non sono la materialità stessa. E, ovviamente, a nessuno verrebbe in mente che la coscienza abbia un colore o che sia un contenitore colorato per il fatto che le rappresentazioni visive si presentano colorate.&lt;br /&gt;
Ma nonostante tutto, sussiste una difficoltà. Quando diciamo che lo spazio di rappresentazione ha diversi livelli e profondità, è perché stiamo parlando di uno spazio volumetrico, tridimensionale, oppure perché la struttura percettivo-rappresentativa della mia cenestesi mi si presenta volumetricamente? E’ vera, senza alcun dubbio, la  seconda alternativa;  ed è per questo che le rappresentazioni possono apparire in alto o in basso, a sinistra o a destra e avanti o indietro, e che anche lo “sguardo” si colloca, rispetto all’immagine, in una prospettiva determinata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... Possiamo considerare lo spazio di rappresentazione come la “scena” nella quale si svolge la rappresentazione e dalla quale abbiamo escluso lo “sguardo”. Ed è chiaro che in una “scena” si  sviluppa una struttura di  immagini  che deriva o è derivata da numerose fonti percettive e da percezioni di immagini precedenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ciascuna struttura di rappresentazione esiste un’infinità di alternative che non si manifestano totalmente ma che agiscono in compresenza, mentre la rappresentazione stessa si manifesta in “scena”. E’ ovvio che qui non ci stiamo occupando di contenuti “manifesti” o “latenti” né di “vie associative” che possono imprimere alle immagini direzioni diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spieghiamo questo punto con un esempio: quando immagino un oggetto della mia stanza, esso è accompagnato in compresenza da altri oggetti che fanno parte dello stesso ambito ma che non appaiono in “scena”; ed è proprio grazie al fatto che tale ambito o regione include anche oggetti non presenti, oltre a quelli presenti, che io posso far apparire a volontà gli uni e gli altri, sempre però all’interno dei limiti di ciò che indico come “la mia stanza”. Analogamente, anche le regioni si strutturano le une con le altre e non solo come insiemi di immagini ma anche come insiemi di espressioni, significati e relazioni. Posso distinguere ciascuna regione - od insieme di regioni - dalle altre grazie agli  “orizzonti”, che sono una sorta di limiti, i quali mi permettono di ubicarmi mentalmente ed anche di spostarmi  in diversi tempi e spazi mentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando percepisco il mondo esterno, quando nella vita quotidiana mi muovo in esso, non lo costituisco solo attraverso le rappresentazioni che mi permettono di riconoscere ed agire, ma lo costituisco anche attraverso sistemi compresenti di rappresentazione. Se a questa strutturazione del mondo da me effettuata dò il nome di “paesaggio”, mi risulta immediatamente verificabile come la percezione del mondo sia sempre riconoscimento e interpretazione di una realtà sulla base del  mio paesaggio. Questo mondo che prendo per la realtà stessa è la mia propria biografia in azione e l’opera di trasformazione che svolgo nel mondo è la mia stessa trasformazione. E quando parlo del mio mondo interno, parlo anche dell’interpretazione che ne sto dando e della trasformazione che vi opero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le distinzioni fin qui adottate fra spazio “interno” e spazio “esterno” sulla  base dei vissuti di limite riconducibili alle percezioni cenestesico-tattili non possono essere mantenute quando parliamo di questo modo globale di stare nel mondo caratteristico della coscienza,  secondo cui il mondo è il “paesaggio” della coscienza e l’io il suo “sguardo”. Il modo di stare nel mondo proprio della coscienza è fondamentalmente un modo di azione in prospettiva, che ha nel corpo - e non solo nell’intracorpo- il proprio riferimento spaziale. Ma il corpo, nell’essere oggetto del mondo, è anche oggetto del paesaggio e quindi oggetto di trasformazione. Il corpo finisce allora per diventare una protesi dell’intenzionalità umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le immagini permettono di riconoscere e di agire, allora individui e popoli tenderanno a trasformare il mondo in modi diversi a seconda della struttura del loro paesaggio e delle loro necessità (o di ciò che considerino le loro necessità).&lt;br /&gt;
Per concludere queste osservazioni su Psicologia dell’immagine, aggiungerò che nella configurazione  di qualunque paesaggio agiscono in compresenza contenuti tetici, che sono una sorta di credenze o di relazioni fra credenze che non possono essere sostenute razionalmente. Essi, dato che accompagnano qualunque formulazione ed azione, costituiscono la base su cui si fonda la vita umana nel suo svolgersi quotidiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quanto detto una futura teoria dell’azione dovrà spiegare come questa sia possibile fin dalle sue espressioni più elementari; essa dovrà anche rendere conto di come l’attività dell’essere umano non sia semplice riflesso di condizioni esistenti e di come l’azione, trasformando il mondo, trasformi in pari tempo il suo produttore. Le conclusioni a cui tale teoria  giungerà non saranno indifferenti, come non lo saranno le direzioni che verranno  prese; e questo non solo per il futuro sviluppo dell’etica ma per la possibilità stessa di un  progresso dell’umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo ora a commentare rapidamente il secondo saggio del presente libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Discussioni storiologiche intende studiare i requisiti preliminari necessari per dare fondamento a ciò che chiamiamo “Storiologia”. Già all’inizio della discussione si mette in dubbio che le definizioni di “Storiografia” o “filosofia della storia” possano continuare a essere utili ancora per molto, essendo state impiegate con significati tanto diversi che è ormai molto difficile giungere ad una determinazione dell’oggetto a cui si riferiscono. Il termine “Storiologia” è stato coniato da Ortega intorno al 1928, in uno scritto intitolato La Filosofia della storia di Hegel e la storiologia. In una nota del nostro saggio  viene citato il seguente brano tratto dallo scritto di Ortega: “Nella storiografia e nella filologia attuali è inaccettabile il dislivello esistente tra la precisione con cui si raccolgono o si trattano i dati, e l’imprecisione, o meglio, la miseria intellettuale nell’uso delle idee costruttive. Contro questo stato di cose nel regno della storia s’innalza la storiologia. Mossa dalla convinzione che la storia, come ogni scienza empirica, debba essere prima di tutto una costruzione e non un ‘ammasso’. [...] La centesima parte dei dati già raccolti e depurati bastava già per elaborare qualcosa di una portata scientifica molto più autentica e sostanziosa di quanto, in effetti, ci presentino i libri di storia”. Sulla scia di questo dibattito iniziato molto tempo fa, nel nostro saggio si parla di Storiologia nel senso di un’interpretazione e nel senso della costruzione di una teoria coerente, nella quale i dati storici in sé non possano essere giustapposti o organizzati  in guisa di una semplice “cronaca” di avvenimenti, con il rischio di svuotare il fatto storico di ogni significato. La pretesa di una Storia (con tanto di maiuscola) estranea ad ogni interpretazione è un controsenso che ha reso vani numerosi sforzi della storiografia precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo lavoro si studia, da Erodoto in avanti, la visione del fatto storico sotto un’angolatura specifica, quella dell’introduzione del paesaggio dello storico nella descrizione. Procedendo in questo modo, si riescono a cogliere non meno di quattro deformazioni dell’ottica storica. In primo luogo, l’introduzione  intenzionale, da parte dello storico, del momento in cui vive per dare risalto ad alcuni fatti o minimizzare l’importanza di altri secondo la propria prospettiva. Questa deformazione è osservabile nella presentazione del racconto ed influisce tanto sulla trasmissione del fatto quanto su quella del mito, leggenda, tema religioso o  letterario che sono serviti da fonte. La seconda deformazione consiste nella manipolazione delle fonti; trattandosi di una frode, essa non merita commenti. La terza riguarda la semplificazione e la stereotipia che consentono di dare valore - od al contrario di  squalificare - dei fatti sulla base di un modello più o meno accettato. La mancanza di impegno che caratterizza sia gli autori sia i lettori di queste  opere è tale che esse in genere risultano avere una grande diffusione nonostante lo scarso valore scientifico. In lavori di questo tipo l’informazione attendibile è spesso sostituita da “storie”,  “dicerie” od informazioni di seconda mano. La quarta deformazione che rileviamo si riferisce invece alla “censura”, che a volte si trova non solo nella penna dello storico ma anche nella testa del lettore. La  censura impedisce che nuovi punti di vista si diffondano correttamente;  essa opera perché  è il momento storico  stesso, con il suo repertorio di credenze, a formare una barriera che solo il tempo, o meglio, avvenimenti drammatici che smentiscono ciò che è comunemente accettato, permetteranno di abbattere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin qui  le  Discussioni  hanno messo  in evidenza, in modo generale, quali difficoltà si presentino nella valutazione dei fatti mediati. Ma ben più   sconcertante risulta il verificare come un soggetto riferisca cose inesistenti o decisamente deformate anche quando racconta a se stesso o ad altri avvenimenti  della sua storia immediata, cioè della propria storia personale, biografica; e che lo faccia, in sovrappiù, all’interno di un ineludibile sistema  interpretativo. Ma allora, se le cose stanno così, che succederà quando si ha a che fare con eventi che non sono stati vissuti dallo storico ma che fanno parte di ciò che chiamiamo “storia mediata”?&lt;br /&gt;
In ogni modo queste considerazioni non ci portano necessariamente allo scetticismo storico e questo perché fin dall’inizio abbiamo riconosciuto la necessità che la Storiologia sia costruttiva e che, ovviamente, rispetti certe condizioni per  essere considerata una scienza completa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Discussioni proseguono prendendo in esame ciò che chiamiamo “concezioni della storia senza il fondamento temporale”.&lt;br /&gt;
Nel Capitolo II, Paragrafo 1 del nostro lavoro, facciamo questa osservazione: “Nei numerosi sistemi in cui appare un rudimento di Storiologia, tutto lo sforzo sembra diretto a giustificare la databilità, il momento di calendario accettato, analizzando nei minimi dettagli come accaddero, perché accaddero, o come sarebbero dovute accadere le cose; mai però si prende in considerazione cosa sia l’“accadere”, come sia possibile, in generale, che qualcosa accada.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti coloro che si sono dedicati a costruire delle vere e proprie cattedrali di Filosofia della Storia, nella misura in cui non hanno risposto alla domanda fondamentale sulla natura dell’accadere, ci hanno presentato solo una Storia della databilità civile accettata,  priva della dimensione della temporalità, che è necessaria proprio perché quella sia appresa. &lt;br /&gt;
In termini generali osserviamo che il concetto di tempo che ha prevalso finora è quello tipico della percezione ingenua, per la quale  i fatti si svolgono senza strutturalità e si succedono, dall’anteriore al posteriore, secondo una sequenza lineare; per la quale  gli eventi stanno “uno accanto all’altro”, senza che sia possibile comprendere come un momento diventi un altro momento, senza che sia possibile cogliere, insomma, l’intima trasformazione dei fatti. Perché dire che un avvenimento  va da un momento A ad un momento B e così via fino a un momento N - da un passato attraverso un presente per proiettarsi verso un futuro - significa solo parlare della collocazione dell’osservatore in un tempo di databilità convenzionale, mettendo in risalto la percezione del tempo propria dello storico e, appunto perché si tratta di percezione, spazializzando il tempo tra un “indietro” ed un “avanti” nel modo in cui lo spazializzano le lancette dell’orologio per mostrare che esso trascorre. Comprendere ciò non presenta difficoltà, una volta acquisita la consapevolezza che ogni percezione ed ogni rappresentazione si danno sotto forma di “spazio”. Ma perché mai il tempo dovrebbe trascorrere da un “indietro” ad un “avanti ”e non, per esempio, in senso inverso o a “salti” imprevedibili?  Non si può rispondere a questa domanda con un semplice “perché è così”. Ammettendo che  ogni “ora” è, “da ambo i lati”, successione indeterminata di istanti, si giunge alla conclusione che il tempo è infinito; ma accettare questa supposta “realtà” significa anche  allontanare lo sguardo dalla propria finitezza e passare così attraverso la vita in presenza della convinzione che il fare tra le cose sia infinito, anche se “in compresenza” si sa che la vita ha una fine. In questo modo “le cose che si hanno da fare” eludono la morte di  ogni istante; per questo “si ha più o meno tempo per determinate cose”; infatti l’“avere” si riferisce alle “cose” per cui il trascorrere stesso della vita si trasforma in cosa, si naturalizza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione naturalistica del tempo che ha pervaso fino a oggi la Storiografia e la Filosofia della Storia si fonda sulla credenza nella passività dell’essere umano nella costruzione del tempo storico; su questa base si è arrivati a considerare la storia umana come un “riflesso” o come una sorta di “cinghia  di trasmissione” degli eventi naturali o come un epifenomeno della storia naturale. Ed anche quando, con un salto ingiustificato dal mondo naturale a quello sociale, gli insiemi umani sono stati considerati come i generatori dei fatti storici, il naturalismo non è stato affatto abbandonato e la visione ingenua del tempo ha prodotto una “spazializzazione” della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un pensiero rigorosamente riflessivo ci porta a comprendere come  in tutto il fare umano i tempi non si succedano “naturalmente” ma come gli istanti passati, presenti e futuri agiscano in modo strutturale: ciò che è accaduto in quanto memoria e conoscenza risulta infatti tanto determinante quanto i progetti che si tenta di rendere operanti attraverso azioni nel presente. Il fatto che l’essere umano non possegga una “natura” allo stesso modo in cui qualsiasi altro oggetto la possiede, il fatto che tenda intenzionalmente a superare le determinazioni naturali ne mostra la radicale storicità. L’essere umano si costituisce e  si costruisce attraverso l’azione-nel-mondo ed è in questo modo che dà un senso al proprio trascorrere ed al fatto assurdo di una natura priva di intenzionalità. La finitezza, in termini di tempo e spazio, si presenta come prima condizione assurda, senza senso, che la natura impone alla vita umana attraverso precise esperienze vissute di dolore e sofferenza. La lotta contro quest’assurdità, il superamento del dolore e della sofferenza è ciò che dà un senso al lungo processo della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non intendiamo proseguire qui il difficile e vasto dibattito sul problema della temporalità, sul tema del corpo umano e della sua trasformazione e su quello del mondo naturale inteso come  protesi sempre più sviluppata della società;  ci limiteremo ad enunciare i nodi principali che, sotto forma di ipotesi, vengono esposti nel presente saggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In primo luogo si studia la costituzione storica e sociale della vita umana, cercando la temporalità interna della sua trasformazione, con una posizione, pertanto, ormai lontana da quella che ammette una successione lineare - “uno accanto all’altro” - degli avvenimenti. Quindi si prende in esame il coesistere, su uno stesso scenario storico, di generazioni nate in momenti differenti, i cui paesaggi di formazione, esperienza e progetto non sono omogenei. La dialettica generazionale, cioè la lotta per il controllo dello spazio sociale centrale, si svolge tra accumulazioni temporali in cui prevale rispettivamente il passato,  il presente od il futuro, rappresentate da generazioni di differente età. Sono proprio i  rispettivi paesaggi - con il loro caratteristico sostrato di credenze - a  spingere le diverse generazioni ad agire nel mondo in modi diversi. Ma il fatto che la morte e la nascita delle generazioni sia un fatto biologico non ci consente di biologizzarne la dialettica. Per questo la concezione ingenua delle generazioni, secondo cui “i giovani sono rivoluzionari, quelli di mezza età diventano conservatori ed i più vecchi reazionari”, trova in numerose analisi storiche forti smentite; non prenderle in considerazione ci condurrebbe a un nuovo mito naturalista, il cui correlato è la glorificazione della gioventù. Ciò che definisce il segno della dialettica generazionale in ciascun momento storico è il progetto di trasformazione o conservazione che ciascuna generazione lancia verso il futuro. E’ poi ovvio che sono più di tre le generazioni che coesistono su uno  stesso scenario storico; ma solo quelle centrali  e contigue e non quelle che esistono “in compresenza”, cioè i bambini e gli anziani, risultano protagoniste del dramma generazionale. Ma poiché tutta la struttura del momento storico è in trasformazione, il segno di tale momento cambia allorché i bambini entrano nella frangia giovanile mentre coloro che sono in età matura si spostano verso la vecchiaia. Questo continuum storico ci mostra la temporalità in azione e ci fa comprendere come gli esseri umani siano i protagonisti della loro storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione l’aver compreso il funzionamento della temporalità ci consente di estrarre da queste Discussioni storiologiche alcuni elementi che, insieme a quelli studiati in Psicologia dell’immagine relativamente al tema dello spazio di rappresentazione, ci permetteranno forse di dare fondamento ad una completa teoria dell’azione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è tutto. Grazie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizione originale =&lt;br /&gt;
[[File:Contribuciones_ed-propia.jpg|172px|border|Edición de circulación interna.]]&lt;br /&gt;
[[File:Contribuciones-al-pensamiento-PyV.jpg|160px|border|Edición para Plaza y Valdés, México 1990. Ilustración de Rafael Edwards.]]&lt;br /&gt;
[[File:Contribuciones_bolivia.jpg|157px|border|Editorial Beta Hydri, Bolivia 2013.]]&lt;br /&gt;
[[File:Contribuciones_al_pensamiento_es_es.jpg|161px|border|Ediciones León Alado, España 2013. Ilustración de Carme Bagó.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Contribucciones al Pensamiento'' viene pubblicato in Argentina per la prima volta in Argentina nel 1990 dalla Casa Editrice Planeta. Ne esistono poi edizioni in lingua originale curate da Plaza y Valdés in Messico (1990), da Virtual Edicciones in Cile (2013) e da Ediciones León Alado Spagna (2013), Editorial Beta Hydri, Bolivia (2013).&lt;br /&gt;
Il libro è pubblicato in catalano da Ediciones León Alado (2013), in russo da Vesna (2015) e in tedesco da Uzielli Verlag (1995)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Traduzioni =&lt;br /&gt;
Il libro è tradotto in catalano,  francese, inglese, italiano, russo, tedesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Edizioni italiane =&lt;br /&gt;
Il libro ha avuto, a partire dal 1997, tre edizioni a cura della [[Multimage]] inclusa l'ultima del 2014 in formato e-pub; in queste edizioni si conta anche quella delle [[Opere Complete Volume I|Opere Complete, Vol. I]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [http://www.silo.net/es/collected_works/contributions_to_thought scaricare le traduzioni nelle varie lingue]&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[es: Contribuciones al Pensamiento]]&lt;br /&gt;
[[categoria:libri di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Tecniche_di_autoliberazione&amp;diff=33502</id>
		<title>Tecniche di autoliberazione</title>
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		<updated>2025-08-19T18:26:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Insieme di tecniche ed esercizi elaborati dal [[Movimento Umanista]] inerenti lo sviluppo personale in funzione della trasformazione sociale. Le tecniche furono elaborate da numerosi studiosi e da Silo nel corso di seminari e ritiri svoltisi nel corso degli anni '70. Il sistema di autoliberazione è un sistema aperto all'approfondimento e all'inserimento di nuove tecniche come fu, in un certo momento, per lo studio sul [[Paesaggio di Formazione]] inserito nell'ultima versione del libro omonimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buona parte di tali tecniche sono raccolte nel libro [[Autoliberazione]] di Luis Alberto Ammann. Alcune tecniche e seminari sono disponibili nel Manuale di Formazione per i Messaggeri di Silo e nel Manuale di Formazione per i Membri del Movimento Umanista ed anche nel [[Libro della Comunità per lo Sviluppo Umano]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema prevede tecniche di [[respirazione]], di [[rilassamento]], di [[psicofisica]] e un approfondito studio sull'[[autobiografia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una parte importante riguarda la ricerca del [[nucleo d'insogno]], le tecniche di [[catarsi]], di [[trasferenza]] e [[autotrasferenza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno studio più recente riguarda il [[Paesaggio di Formazione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le tecniche di Autoliberazione sono  parte integrante del processo di formazione di coloro che aderiscono al [[Movimento Umanista]] e al [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]] ma anche sono propedeutiche ai lavori previ allo studio delle [[Discipline]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni sono conosciute anche in ambienti diversi da quelli dell'[[Umanesimo Universalista]] dove sono praticate per il loro interesse ed efficacia nella vita quotidiana e nelle attività sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come sottolinea [[Ammann, Luis|Luis Ammann]] nella prefazione del libro le tecniche di Autoliberazione non sono una terapia e non sostituiscono in nessun aspetto le tecniche mediche e psicologiche  dedicate alla salute mentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:termini originali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:autoliberazione]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<title>Tecniche di autoliberazione</title>
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		<updated>2025-08-19T18:25:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Insieme di tecniche ed esercizi elaborati dal [[Movimento Umanista]] inerenti lo sviluppo personale in funzione della trasformazione sociale. Le tecniche furono elaborate da numerosi studiosi e da Silo nel corso di seminari e ritiri svoltisi nel corso degli anni '70. Il sistema di autoliberazione è un sistema aperto all'approfondimento e all'inserimento di nuove tecniche come fu, in un certo momento, per lo studio sul [[Paesaggio di Formazione]] inserito nell'ultima versione del libro omonimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buona parte di tali tecniche sono raccolte nel libro [[Autoliberazione]] di Luis Alberto Ammann. Alcune tecniche e seminari sono disponibili nel Manuale di Formazione per i Messaggeri di Silo e nel Manuale di Formazione per i Membri del Movimento Umanista ed anche nel [[Libro della Comunità per lo Sviluppo Umano]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema prevede tecniche di [[respirazione]], di [[rilassamento]], di [[psicofisica]] e un approfondito studio sull'[[autobiografia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una parte importante riguarda la ricerca del [[nucleo d'insogno]], le tecniche di [[catarsi]], di [[trasferenza]] e [[autotrasferenza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno studio più recente riguarda il [[Paesaggio di Formazione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le tecniche di Autoliberazione sono  parte integrante del processo di formazione di coloro che aderiscono al [[Movimento Umanista]] e al [[Messaggio di Silo]] ma anche sono propedeutiche ai lavori previ allo studio delle [[Discipline]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni sono conosciute anche in ambienti diversi da quelli dell'[[Umanesimo Universalista]] dove sono praticate per il loro interesse ed efficacia nella vita quotidiana e nelle attività sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come sottolinea [[Ammann, Luis|Luis Ammann]] nella prefazione del libro le tecniche di Autoliberazione non sono una terapia e non sostituiscono in nessun aspetto le tecniche mediche e psicologiche  dedicate alla salute mentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:termini originali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:autoliberazione]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<title>Tecniche di autoliberazione</title>
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		<updated>2025-08-19T18:25:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: ampliamento&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Insieme di tecniche ed esercizi elaborati dal [[Movimento Umanista]] inerenti lo sviluppo personale in funzione della trasformazione sociale. Le tecniche furono elaborate da numerosi studiosi e da Silo nel corso di seminari e ritiri svoltisi nel corso degli anni '70. Il sistema di autoliberazione è un sistema aperto all'approfondimento e all'inserimento di nuove tecniche come fu, in un certo momento, per lo studio sul [[Paesaggio di Formazione]] inserito nell'ultima versione del libro omonimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buona parte di tali tecniche sono raccolte nel libro [[Autoliberazione]] di Luis Alberto Ammann. Alcune tecniche e seminari sono disponibili nel Manuale di Formazione per i Messaggeri di Silo e nel Manuale di Formazione per i Membri del Movimento Umanista ed anche nel [[Libro della Comunità per lo Sviluppo Umano]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema prevede tecniche di [[respirazione]], di [[rilassamento]], di [[psicofisica]] e un approfondito studio sull'[[autobiografia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una parte importante riguarda la ricerca del [[nucleo d'insogno]], le tecniche di [[catarsi]], di [[trasferenza]] e [[autotrasferenza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno studio più recente riguarda il [[Paesaggio di Formazione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le tecniche di Autoliberazione sono  parte integrante del processo di formazione di coloro che aderiscono al [[Movimento Umanista]] e al [[Messaggio di Silo]] ma anche sono propedeutiche ai lavori previ allo studio delle [[Discipline]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni sono conosciute anche in ambienti diversi da quelli dell'[[Umanesimo Universalista]] dove sono praticate per il loro interesse ed efficacia nella vita quotidiana e nelle attività sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come sottolinea [[Luis Ammann|Ammann, Luis]] nella prefazione del libro le tecniche di Autoliberazione non sono una terapia e non sostituiscono in nessun aspetto le tecniche mediche e psicologiche  dedicate alla salute mentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:termini originali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:autoliberazione]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lo_Sguardo_Interno&amp;diff=33499</id>
		<title>Lo Sguardo Interno</title>
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		<updated>2025-07-27T18:13:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* spiegazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]] incluso sia nella trilogia di [[Umanizzare la Terra]] che nel [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]. E' stato scritto nel 1972. E' stato pubblicato come libro separato in numerose edizioni in varie lingue tra cui una attribuito a &amp;quot;anonimo&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sguardo interno tratta del senso della vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La contraddizione, intesa come  stato psicologico, ne costituisce il tema principale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro sostiene che allo stato di  contraddizione corrisponde il vissuto interiore  della sofferenza mentale, e che il superamento di tale  sofferenza è possibile nella misura in cui la vita personale si orienta verso la realizzazione di azioni non contraddittorie in generale e, più specificamente, di azioni non contraddittorie nel rapporto con gli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sguardo interno è diviso in venti capitoli, ciascuno dei quali è diviso in paragrafi numerati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda i contenuti, il libro è articolato nel modo seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A. 	I primi due capitoli sono introduttivi e presentano l’intenzione di chi spiega, l’atteggiamento di chi ascolta e il modo in cui si intende portare avanti il rapporto tra autore e lettore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
B. 	I capitoli dal III al XII trattano le tematiche più generali che sono spiegate in dieci “giorni” di riflessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C. 	Con il capitolo XIII si conclude l’esposizione generale e si passa all’esame dei comportamenti  e degli atteggiamenti che si assumono di fronte alla vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D.	I capitoli seguenti prendono in esame il lavoro interno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ordine dei temi è il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I. 	LA MEDITAZIONE - L’oggetto del libro: la trasformazione del non-senso in senso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
II. 	DISPOSIZIONE PER COMPRENDERE - L’atteggiamento mentale  richiesto per comprendere i temi esposti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
III. 	IL NON-SENSO - Il senso della vita e la morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IV. 	LA DIPENDENZA - L’azione esercitata dall’ambiente sull’essere umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
V. 	SOSPETTO DEL SENSO - Alcuni fenomeni mentali non abituali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VI. 	SOGNO E RISVEGLIO - I diversi livelli di coscienza e la percezione della realtà (sonno, dormiveglia, veglia con divagazioni  e veglia piena). Sensi esterni, interni e memoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VII. 	PRESENZA DELLA FORZA - Ascesa della comprensione nello stato di veglia. Energia o forza che circola nel corpo in cui si trova radicata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
VIII.	CONTROLLO DELLA FORZA - Lo stato profondo e quello superficiale dell’energia vengono associati ai livelli di coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IX. 	MANIFESTAZIONI DELL’ENERGIA - Il controllo e la perdita del controllo dell’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
X. 	EVIDENZA DEL SENSO - Contraddizione interna, unità e continuità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XI. 	IL CENTRO LUMINOSO - L’energia e il suo legame con l’allegorizzazione interna del “centro luminoso”. I fenomeni di integrazione interna “ascendono verso la luce”. La dissoluzione interna viene sperimentata come “allontanamento dalla luce”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XII. 	LE SCOPERTE - Circolazione dell’energia. Livelli di coscienza. Natura della Forza rappresentata come “luce”. Esempi che illustrano questi temi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIII.	I PRINCIPI - I principi intesi come punti di riferimento utili per il conseguimento dell’unità interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIV. 	LA GUIDA DEL CAMMINO INTERNO - Rappresentazione dei fenomeni che accompagnano le due direzioni di “discesa” ed “ascesa”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XV. 	L’ESPERIENZA DI PACE E IL PASSAGGIO DELLA FORZA - Procedimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVI. 	PROIEZIONE DELLA FORZA - Senso della “proiezione”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVII.	PERDITA E REPRESSIONE DELLA FORZA - Scariche energetiche. Il sesso come centro produttore dell’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XVIII.	AZIONE E REAZIONE DELLA FORZA - Associazione tra rappresentazioni e cariche emotive. L’evocazione di un’immagine legata a degli stati emotivi suscita (restituisce) nuovamente gli stati emotivi associati. Il “ringraziamento”, inteso come una tecnica di associazione tra immagini e stati emotivi utilizzabile nella vita quotidiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XIX.	GLI STATI INTERNI - Si prendono in esame le situazioni mentali in cui  si verrà a trovare chi si dedica al lavoro interno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
XX. 	LA REALTA’ INTERIORE - I processi mentali legati a rappresentazioni allegoriche del mondo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=edizioni=&lt;br /&gt;
Il libro originale spagnolo ha varie edizioni a partire dal 1973. Si conoscono edizioni in italiano (De Vecchi), francese e inglese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_anonimo.jpg|145px|border|Versión anónima de año desconocido.]]&lt;br /&gt;
[[file:Mirada-Interna_anonimo_73.jpg|131px|border|Versión chilena de 1973, autor anónimo.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_3ra_ed_feb_1974.jpg|300px|border|Versión de La Mirada Interna con autor anónimo (Febrero 1974).]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_marco_azul.jpg|138px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_fondo_rojo_y_sol.jpg|148px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:Portada_de_1972.jpg|137px|border|Una de las primeras ediciones de La Mirada Interna ya con el nombre del autor. Editorial ATE, 1979.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
L'elenco delle traduzioni disponibili coincide con quello del [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]&lt;br /&gt;
[[es:La Mirada Interna]]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Il Messaggio di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lo_Sguardo_Interno&amp;diff=33498</id>
		<title>Lo Sguardo Interno</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Lo_Sguardo_Interno&amp;diff=33498"/>
		<updated>2025-07-27T18:08:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* traduzioni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libro di [[Silo]] incluso sia nella trilogia di [[Umanizzare la Terra]] che nel [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]. E' stato scritto nel 1972. E' stato pubblicato come libro separato in numerose edizioni in varie lingue tra cui una attribuito a &amp;quot;anonimo&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=spiegazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=edizioni=&lt;br /&gt;
Il libro originale spagnolo ha varie edizioni a partire dal 1973. Si conoscono edizioni in italiano (De Vecchi), francese e inglese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_anonimo.jpg|145px|border|Versión anónima de año desconocido.]]&lt;br /&gt;
[[file:Mirada-Interna_anonimo_73.jpg|131px|border|Versión chilena de 1973, autor anónimo.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_MI_3ra_ed_feb_1974.jpg|300px|border|Versión de La Mirada Interna con autor anónimo (Febrero 1974).]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_marco_azul.jpg|138px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:La_Mirada_anonima_fondo_rojo_y_sol.jpg|148px|border|Otra versión anónima de La Mirada Interna.]]&lt;br /&gt;
[[file:Portada_de_1972.jpg|137px|border|Una de las primeras ediciones de La Mirada Interna ya con el nombre del autor. Editorial ATE, 1979.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= traduzioni =&lt;br /&gt;
L'elenco delle traduzioni disponibili coincide con quello del [[Il Messaggio di Silo|Messaggio di Silo]]&lt;br /&gt;
[[es:La Mirada Interna]]&lt;br /&gt;
[[categoria:bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Silo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria:Il Messaggio di Silo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Principi_di_Azione_Valida&amp;diff=33497</id>
		<title>Principi di Azione Valida</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Principi_di_Azione_Valida&amp;diff=33497"/>
		<updated>2025-07-27T18:07:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;I 12 Principi di Azione Valida sono esposti da [[Silo]] nel libro [[Lo Sguardo Interno]] incluso nei libri [[Umanizzare la Terra]] e [[Il Messaggio di Silo]].&lt;br /&gt;
[[File:Proporcion.png|miniatura|principio di proporzione, Rafael Edwards]]&lt;br /&gt;
I Principi hanno offerto spunto a numerose opere artistiche e letterarie. Ne esiste in italiano una versione corredata da favole esplicative curata a suo tempo da [[La Comunità per lo Sviluppo Umano]] e pubblicata in una edizione della [[Multimage]] con le illustrazioni di Guido Ganci.&lt;br /&gt;
Famose sono le traduzioni grafiche sia in bianco e nero che a colori di [[Edwards, Rafael|Rafael Edwards]] il quale ha anche curato brevi video ispirati ad alcuni principi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito l'eninciazione dei Principi presente ne [[Lo Sguardo Interno]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. 	Andare contro l’evoluzione delle cose è andare contro se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. 	Quando forzi qualcosa per raggiungere un fine, produci il contrario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. 	Non opporti ad una grande forza. Retrocedi finché non si indebolisce; allora avanza con risolutezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. 	Le cose stanno bene quando vanno insieme, non quando vanno separate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. 	Se per te stanno bene il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, hai superato le contraddizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Se persegui il piacere, ti incateni alla sofferenza. Ma se non danneggi la tua salute, godi senza inibizioni  quando si presenta l’opportunità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. 	Se persegui un fine, ti incateni. Se tutto ciò che fai, lo fai come un fine in se stesso, ti liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. 	Farai sparire i tuoi conflitti quando li avrai compresi nella loro radice ultima, non quando li vorrai risolvere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9. 	Quando danneggi gli altri, ti incateni. Ma se non danneggi nessuno puoi fare quello che vuoi con libertà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10.	Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11.	Non importa da che parte ti abbiano messo gli eventi, ciò che importa è che tu comprenda di non aver scelto nessuna parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
12.	Gli atti contraddittori e quelli unitivi si accumulano in te. Se ripeti i tuoi atti di unità interna, niente ti potrà fermare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: termini originali]]&lt;br /&gt;
[[es: Principios de Acción Válida]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Principi_di_Azione_Valida&amp;diff=33496</id>
		<title>Principi di Azione Valida</title>
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		<updated>2025-07-27T14:59:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;I 12 Principi di Azione Valida sono esposti da [[Silo]] nel libro [[Lo Sguardo Interno|Sguardo Interno]] incluso nei libri [[Umanizzare la Terra]] e [[Il Messaggio di Silo]].&lt;br /&gt;
[[File:Proporcion.png|miniatura|principio di proporzione, Rafael Edwards]]&lt;br /&gt;
I Principi hanno offerto spunto a numerose opere artistiche e letterarie. Ne esiste in italiano una versione corredata da favole esplicative curata a suo tempo da [[La Comunità per lo Sviluppo Umano]] e pubblicata in una edizione della [[Multimage]] con le illustrazioni di Guido Ganci.&lt;br /&gt;
Famose sono le traduzioni grafiche sia in bianco e nero che a colori di [[Edwards, Rafael|Rafael Edwards]] il quale ha anche curato brevi video ispirati ad alcuni principi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito l'eninciazione dei Principi presente ne [[Lo Sguardo Interno]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. 	Andare contro l’evoluzione delle cose è andare contro se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. 	Quando forzi qualcosa per raggiungere un fine, produci il contrario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. 	Non opporti ad una grande forza. Retrocedi finché non si indebolisce; allora avanza con risolutezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. 	Le cose stanno bene quando vanno insieme, non quando vanno separate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. 	Se per te stanno bene il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, hai superato le contraddizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Se persegui il piacere, ti incateni alla sofferenza. Ma se non danneggi la tua salute, godi senza inibizioni  quando si presenta l’opportunità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. 	Se persegui un fine, ti incateni. Se tutto ciò che fai, lo fai come un fine in se stesso, ti liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. 	Farai sparire i tuoi conflitti quando li avrai compresi nella loro radice ultima, non quando li vorrai risolvere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9. 	Quando danneggi gli altri, ti incateni. Ma se non danneggi nessuno puoi fare quello che vuoi con libertà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10.	Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11.	Non importa da che parte ti abbiano messo gli eventi, ciò che importa è che tu comprenda di non aver scelto nessuna parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
12.	Gli atti contraddittori e quelli unitivi si accumulano in te. Se ripeti i tuoi atti di unità interna, niente ti potrà fermare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: termini originali]]&lt;br /&gt;
[[es: Principios de Acción Válida]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Regola_aurea&amp;diff=33495</id>
		<title>Regola aurea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Regola_aurea&amp;diff=33495"/>
		<updated>2025-07-27T14:57:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Principio morale, assai diffuso tra diversi popoli, che rivela un [[atteggiamento umanista]]. Eccone alcuni esempi. Rabbino Hillel: “Quello che non vorresti per te non farlo al tuo prossimo”. Platone: “Mi sia concesso fare agli altri ciò che vorrei facessero a me”. Confucio: “Non fare all'altro ciò che non ti piacerebbe fosse fatto a te”. Massima giainista: “L'uomo deve sforzarsi di trattare tutte le creature come a lui piacerebbe essere trattato”. Nel cristianesimo: “Tutte le cose che vorreste gli uomini facessero con voi, voi fatele con loro”. Tra i sikh: “Tratta gli altri come vorresti che ti trattassero”. L'esistenza della regola aurea fu riscontrata da Erodoto in diversi popoli dell'antichità.&lt;br /&gt;
Studi recenti hanno identificato nel concetto africano di [[ubuntu]] un'altra versione dello stesso principio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il [[Nuovo Umanesimo]], la regola aurea costituisce la base etica di ogni azione personale e sociale. Silo include il principio tra i 12 [[Principi di Azione Valida]] inclusi nel suo libro [[Lo Sguardo Interno]] in cui lo enuncia così: &amp;quot;Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulla regola d'oro è disponibile l'interessante lavoro di Emanuela Widmar ''[http://www.parcoattigliano.it/dw2/lib/exe/fetch.php?media=produzioni:altre:emanuela_widmar-20141101-la_regola_d_oro-ita.pdf La Regola d'Oro, principio di solidarietà e di liberazione]'' presentato ad Attigliano durante il IV simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] nel novembre del 2014.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33494</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33494"/>
		<updated>2025-07-19T17:41:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* pedagogia di ispirazione dolciana */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Morgante, Tiziana Rita, ''Educare e disobbedire: in dialogo con Danilo Dolci'', Mesogea, 2024.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e proposte sulla scuola attuale e spiegazione della maieutica reciproca di ispirazione dolciana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [https://www.scuolacreativa.it/web/ ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro di Scuola dell'Infanzia e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gioco, studio e attività manuali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Meridiana https://www.lameridiana.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Thich Nhat Hanh==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Plum Village https://plumvillage.org/it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33493</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
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		<updated>2025-07-19T09:32:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* altre ispirazioni pedagogiche di autori vari */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [https://www.scuolacreativa.it/web/ ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro di Scuola dell'Infanzia e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gioco, studio e attività manuali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Meridiana https://www.lameridiana.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Thich Nhat Hanh==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Plum Village https://plumvillage.org/it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Violenza&amp;diff=33492</id>
		<title>Violenza</title>
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		<updated>2025-07-13T14:52:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Secondo l'Umanesimo Universalista la violenza è l'appropriazione, limitazione, negazione dell'intenzionalità umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Definizione del Dizionario del Nuovo Umanesimo==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(dal lat. ''violentia'', der. di ''violentus'', violento, da riconnettersi a ''vis'', forza) È il modo più semplice, frequente ed efficace per conservare il [[potere]] e la supremazia, per imporre la propria volontà ad altri, per usurpare il [[potere]], la [[proprietà]] e anche le vite altrui. Secondo Marx, la violenza è “la levatrice della storia”, cioè: tutta la storia dell'[[umanità]], compreso il progresso, deriva dalla violenza, dalle guerre, dagli espropri di terre, dai complotti, dagli omicidi, dalle rivoluzioni ecc. Quell'autore afferma che tutti i problemi importanti nella storia si risolvevano di solito con la forza. L'intelligenza, le ragioni o le riforme svolgevano un ruolo subordinato. In questo senso Marx ha ragione; tuttavia, non ha ragione nella misura in cui assolutizza il ruolo della violenza, negando i vantaggi dell'[[evoluzione]] senza violenza. Non ha ragione neppure quando giustifica la violenza con una finalità nobile (sebbene egli stesso abbia spesso affermato che nessuna buona ragione può giustificare mezzi malvagi per conseguirla). I sostenitori della violenza di ogni segno la giustificano come mezzo per ottenere risultati “buoni” o “utili”. Tale prospettiva è pericolosa ed equivoca poiché conduce all'apologia della violenza e al rifiuto dei mezzi nonviolenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si differenzia di solito la violenza diretta, individualizzata (autorità del padre sul figlio) da quella indiretta (trasmutante), “codificata” normalmente per le istituzioni sociali e per la politica ufficiale (guerre, dominio del dittatore, [[potere]] del partito unico, monopolio confessionale); vi sono anche violenze fisiche, psicologiche, palesi o mascherate. Nella [[società]] si vedono altre gradazioni più precise di violenza: a livello di [[famiglia]], di [[nazione]], di politica mondiale, come pure del rapporto dell'[[essere umano]] con la natura, con altre specie animali ecc. Osserviamo dovunque elementi di vario genere,  manifestazioni o condizioni della violenza che agisce per risolvere problemi o conseguire risultati desiderati a costo di danneggiare e far soffrire un altro individuo. La violenza non si orienta verso un nemico determinato (anche se ciò può accadere) ma ad ottenere determinati risultati concreti e per questo si considera necessaria e utile. Spesso chi violenta crede di agire in modo giusto. Da qui deriva il concetto secondo cui la violenza si divide in “bianca” (giustificata) e “nera” (ingiustificata).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La violenza ha molte facce. Nella maggior parte dei casi viene considerata come categoria etica, come un male o un “male minore”. La violenza si è insinuata in tutti gli aspetti della vita: si manifesta in modo costante e quotidiano nell'[[economia]] (sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, coazione dello [[Stato]], dipendenza materiale, [[discriminazione]] del lavoro della donna, lavoro minorile, imposizioni ingiuste ecc.); nella politica (il dominio di uno o di alcuni partiti, il [[potere]] del capo, il [[totalitarismo]], l'esclusione dei cittadini nel momento di prendere decisioni, la guerrra, la [[rivoluzione]], la lotta armata per il [[potere]] ecc.); nell'ideologia (imposizione di criteri ufficiali, proibizione del libero pensiero, subordinazione dei mezzi di comunicazione, [[manipolazione]] dell'[[opinione pubblica]], propaganda di concetti dal contenuto violento e discriminatorio che risultano comodi all'[[élite]] che governa ecc.); nella [[religione]] (sottomissione degli interessi dell'individuo alle disposizioni clericali, controllo severo sul pensiero, proibizione di altre credenze e persecuzione degli eretici); nella [[famiglia]] (sfruttamento della donna, imposizione sui figli ecc.), nell'insegnamento ([[autoritarismo]] dei maestri, punizioni corporali, proibizione dei programmi liberi di insegnamento ecc.); nell'[[esercito]] (volontarismo dei capi, obbedienza cieca dei soldati, punizioni ecc.); nella cultura (censure, esclusione delle correnti innovatrici, proibizione di pubblicare opere, imposizioni della [[burocrazia]] ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se analizziamo la sfera di vita della [[società]] contemporanea, ci troviamo sempre di fronte al fatto che la violenza restringe la nostra [[libertà]]; perciò risulta praticamente impossibile determinare quale genere di proibizioni e di soffocamento della nostra volontà siano realmente razionali e utili, e quali abbiano un carattere surrettizio e antiumano. Un ruolo particolare delle forze autenticamente umaniste consiste nel superare le caratteristiche aggressive della vita sociale: favorire l'armonia, la [[nonviolenza]], la [[tolleranza]] e la [[solidarietà]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si parla di violenza, si fa generalmente allusione alla violenza fisica in quanto questa è l'espressione più evidente dell'[[aggressione]] corporale. Altre forme di violenza, come quella economica, razziale, religiosa, sessuale ecc. in varie situazioni possono agire nascondendo il proprio carattere e sfociando, in definitiva, nell'assoggettamento dell'[[intenzione]] e della [[libertà]] umane. Quando queste forme si rivelano in modo manifesto, si esercitano anche attraverso la coazione fisica. Correlativa ad ogni forma di violenza è la [[discriminazione]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
[[es:Violencia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Corrente_Pedagogica_Umanista_universalista&amp;diff=33491</id>
		<title>Corrente Pedagogica Umanista universalista</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Corrente_Pedagogica_Umanista_universalista&amp;diff=33491"/>
		<updated>2025-07-12T17:55:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Contesto teorico per un nuovo paradigma educativo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La Corrente Pedagogica Umanista Universalista è una corrente pedagogica che si ispira all'Umanesimo Universalista diffusa in vari paesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Definizione=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU (Corrente Pedagogica Umanista e Universalista) è un movimento pedagogico che lavora per la costruzione di un nuovo paradigma educativo basato nella corrente di pensiero del Nuovo Umanesimo Universalista fondato da Silo (Mario Luis Rodriguez Cobos, 1938-2010).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nasce all'inizio del 2011 dalla necessita di dare una risposta che superi la disumanizzazione e violenza crescente che si vive nel mondo, e particolarmente nell'ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa proposta educativa è stimolata da un equipe di educatori latino americani che agiscono nelle scuole, istituti, università e organismi pubblici che lavorano per la costruzione di una Educazione Umanizzatrice. Detta corrente forma parte del Centro Mondiale di Studi Umanisti (CMEH), organizzazione del Movimento Umanista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Obbiettivi della Corrente=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“La Corrente Pedagogica Umanista e Universalista genera ambiti di incontro tra coloro che coincidono con il fatto che il sistema educativo attuale è in crisi e, per questo, sentono  la necessità di un cambiamento profondo in funzione della costruzione di una Educazione Umanizatrice. In questo senso, la COPEHU considera fondamentale iniziare a lavorare per la produzione, diffusione e inserimento di questa nuova proposta.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa Educazione Umanizzatrice considera l'essere umano come valore e preoccupazione centrale e aspira al superamento del dolore, della sofferenza e di tutte le forme di violenza. Ancora il suo senso nel dare possibilità a quelle persone che partecipano nell'ambito educativo di domandarsi sul significato della loro esistenza e della loro trascendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cosa è l'Educazione Umanizzatrice?=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU intende l'educazione come un fatto sociale, un diritto umano fondamentale e come un fine in se stesso. Aspira llo sviluppo personale e sociale dell'essere umano in simultanea, dando la possibilità di riconoscere come vero ciò che è tangibile e intangibile e soggettività. È una proposta di superamento del positivismo, dato che non si preoccupa solo per il mondo esterno, ma anche per il mondo interno di ogni persona. L'Educazione Umanizzatrice è intesa come formatrice delle nuove generazioni nell'esercizio di una visione plurale e attiva della realtà, in maniera che il suo sguardo tenga in conto il mondo non come una supposta realtà oggettiva, ma come l'ambiente nel quale applica la sua azione l'essere umano, trasformandolo e umanizzandolo. È anche un'educazione che considera molto importante la spiritualità; il contatto con i propri registri del pensare coerente; aspirando uno sviluppo emotivo che renda capace al contatto emotivo con se stessi attraverso la rappresentazione e l'espressione. &lt;br /&gt;
Come conseguenza della mondializzazione, nelle aule convivono oggi alunni che sono espressione amplia della diversità e pluralità; in tale senso, l'educazione non deve uniformare, ma offrire una visione plurale della realtà, mostrare la diversità di prospettive e stimolare l'interculturalità. Una nuova educazione che si propone formare, attivare, svegliare nelle nuove generazioni il gusto per l'apprendimento, la riflessione, la ricerca, la trasformazione, per essere coscienti di se stessi e dei propri atti con l'orizzonte di un futuro voluto; includere esplicitamente un compromesso attraverso la cultura della nonviolenza, rendendo evidente nell'attuale momento storico che la violenza non può più essere ammissibile come modo di convivenza, risoluzione nei conflitti e raggiungimento degli obbiettivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo, si pone in evidenza la necessità di un nuovo paradigma integrale che renda possibile lo sviluppo pieno dell'essere umano in funzione del sociale. Una educazione per un soggetto dell'apprendimento attivo, un essere intenzionale che aspira a crescere come essere umano facendo nascere in se la propria trascendenza e, allo stesso tempo, materializzando socialmente l'intuizione che il progresso sarà per tutti, o non sarà per nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Contesto teorico per un nuovo paradigma educativo=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU propone per lo sviluppo dell'Educazione Umanizzatrice i seguenti contributi dell'Umanesimo Universalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il Metodo Strutturale Dinamico (strutturazione coerente del pensiero per la comprensione e l'azione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La concezione dell'essere umano (la sua nascita, esistenza e trascendenza) e della coscienza attiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Visione del sistema attuale (riproduttore di tutte le forme di violenza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Coscienza ispiratrice nel Messaggio di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Psicologia del Nuovo Umanesimo di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Pedagogia dell'Intenzionalità, educando per una coscienza attiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Proposte e Progetti:  Come partecipare?=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni paese i gruppi della COPEHU stanno portando avanti le seguenti attività:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*riunioni organizzative degli Incontri Internazionali per una Educazione Umanizzatrice nei Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Sviluppo e studio dei temi che compongono l'Educazione Umanizzatrice in Università e Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Esperienze nello Spazio Educativo Saeta con l'intenzione di fornire strumenti per facilitare il processo di apprendimento e generare nuovi modi di stare nell'ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari del Metodo Strutturale Dinamico (MED).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Gruppi di studio sulla Pedagogia dell'Intenzionalità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Gruppi di ricerca sul tema dell'apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari sulla Coscienza Ispirata nel Messaggio di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Presentazione della proposta della COEHU, e del libro “pedagogia dell'intenzionalità, educando per una coscienza attiva”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Presentazione del materiale sull'apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Ritiri sull'apprendimento in bambini da 0 a 5 anni, in bambini da 6 a 11 anni e in giovani da 12 a 17 anni. Questi lavori sono realizzati nei Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani. Il senso di questi ritiri è generare ambiti per lo studio, la riflessione, la meditazione sui temi esistenziali così come per avere l'esperienza di prendere contatto con il mondo interno. Anche, fornire strumenti perché dopo possano essere applicati nella vita quotidiana. Si aspira a un tipo di relazione tra i partecipanti gentile, allegro, di collaborazione, di lavoro in equipe, immersi in una calda atmosfera, e stimolante che evidenzi l'umorismo. Si realizzano pratiche intellettuali, emotive, motorie all'aria libera; lavori sulle virtù; pratiche di relax, Esperienze di Pace, Cerimonie di Ufizio, lavori con la conservazione e produzione del fuoco e con la materia (argilla, gesso, peltro, ecc). Per noi è fondamentale la creazione di questo tipo di ambiente e la nostra attitudine come educatori è di aiuto, di accompagnamento, e con un minimo intervento si  tenta sempre di favorire la pratica dell'attenzione distesa, della libera espressione e si aprano ponti di comunicazione inter generazionali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari e Ritiri sulle 5 chiavi dell'apprendimento direzionato a educatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Produzione e ricerca sul nuovo paradigma educativo a partire dal MED. Tra cui “Contributi per una teoria e pratica dell'apprendimento intenzionale (in un contesto latinoamericano)”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito ufficiale internazionale http://www.copehu.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito italiano http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[es:COPEHU]]&lt;br /&gt;
[[categoria: pedagogia umanista universalista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Corrente_Pedagogica_Umanista_universalista&amp;diff=33490</id>
		<title>Corrente Pedagogica Umanista universalista</title>
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		<updated>2025-07-12T16:09:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* links */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La Corrente Pedagogica Umanista Universalista è una corrente pedagogica che si ispira all'Umanesimo Universalista diffusa in vari paesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Definizione=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU (Corrente Pedagogica Umanista e Universalista) è un movimento pedagogico che lavora per la costruzione di un nuovo paradigma educativo basato nella corrente di pensiero del Nuovo Umanesimo Universalista fondato da Silo (Mario Luis Rodriguez Cobos, 1938-2010).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nasce all'inizio del 2011 dalla necessita di dare una risposta che superi la disumanizzazione e violenza crescente che si vive nel mondo, e particolarmente nell'ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa proposta educativa è stimolata da un equipe di educatori latino americani che agiscono nelle scuole, istituti, università e organismi pubblici che lavorano per la costruzione di una Educazione Umanizzatrice. Detta corrente forma parte del Centro Mondiale di Studi Umanisti (CMEH), organizzazione del Movimento Umanista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Obbiettivi della Corrente=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“La Corrente Pedagogica Umanista e Universalista genera ambiti di incontro tra coloro che coincidono con il fatto che il sistema educativo attuale è in crisi e, per questo, sentono  la necessità di un cambiamento profondo in funzione della costruzione di una Educazione Umanizatrice. In questo senso, la COPEHU considera fondamentale iniziare a lavorare per la produzione, diffusione e inserimento di questa nuova proposta.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa Educazione Umanizzatrice considera l'essere umano come valore e preoccupazione centrale e aspira al superamento del dolore, della sofferenza e di tutte le forme di violenza. Ancora il suo senso nel dare possibilità a quelle persone che partecipano nell'ambito educativo di domandarsi sul significato della loro esistenza e della loro trascendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cosa è l'Educazione Umanizzatrice?=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU intende l'educazione come un fatto sociale, un diritto umano fondamentale e come un fine in se stesso. Aspira llo sviluppo personale e sociale dell'essere umano in simultanea, dando la possibilità di riconoscere come vero ciò che è tangibile e intangibile e soggettività. È una proposta di superamento del positivismo, dato che non si preoccupa solo per il mondo esterno, ma anche per il mondo interno di ogni persona. L'Educazione Umanizzatrice è intesa come formatrice delle nuove generazioni nell'esercizio di una visione plurale e attiva della realtà, in maniera che il suo sguardo tenga in conto il mondo non come una supposta realtà oggettiva, ma come l'ambiente nel quale applica la sua azione l'essere umano, trasformandolo e umanizzandolo. È anche un'educazione che considera molto importante la spiritualità; il contatto con i propri registri del pensare coerente; aspirando uno sviluppo emotivo che renda capace al contatto emotivo con se stessi attraverso la rappresentazione e l'espressione. &lt;br /&gt;
Come conseguenza della mondializzazione, nelle aule convivono oggi alunni che sono espressione amplia della diversità e pluralità; in tale senso, l'educazione non deve uniformare, ma offrire una visione plurale della realtà, mostrare la diversità di prospettive e stimolare l'interculturalità. Una nuova educazione che si propone formare, attivare, svegliare nelle nuove generazioni il gusto per l'apprendimento, la riflessione, la ricerca, la trasformazione, per essere coscienti di se stessi e dei propri atti con l'orizzonte di un futuro voluto; includere esplicitamente un compromesso attraverso la cultura della nonviolenza, rendendo evidente nell'attuale momento storico che la violenza non può più essere ammissibile come modo di convivenza, risoluzione nei conflitti e raggiungimento degli obbiettivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo, si pone in evidenza la necessità di un nuovo paradigma integrale che renda possibile lo sviluppo pieno dell'essere umano in funzione del sociale. Una educazione per un soggetto dell'apprendimento attivo, un essere intenzionale che aspira a crescere come essere umano facendo nascere in se la propria trascendenza e, allo stesso tempo, materializzando socialmente l'intuizione che il progresso sarà per tutti, o non sarà per nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Contesto teorico per un nuovo paradigma educativo=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La COPEHU propone per lo sviluppo dell'Educazione Umanizzatrice i seguenti contributi dell'Umanesimo Universalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il Metodo Strutturale Dinamico (strutturazione coerente del pensiero per la comprensione e l'azione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La concezione dell'essere umano (la sua nascita, esistenza e trascendenza) e della coscienza attiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Visione del sistema attuale (riproduttore di tutte le forme di violenza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Coscienza ispiratrice nel Messaggio di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Psicologia del Nuovo Umanesimo di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La Pedagogia dell'Intenzionalità, educando per una coscienza attiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Produzione sull'apprendimento: “contributi per una teoria e pratica dell'apprendimento intenzionale (in un contesto latino americano)”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Proposte e Progetti:  Come partecipare?=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni paese i gruppi della COPEHU stanno portando avanti le seguenti attività:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*riunioni organizzative degli Incontri Internazionali per una Educazione Umanizzatrice nei Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Sviluppo e studio dei temi che compongono l'Educazione Umanizzatrice in Università e Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Esperienze nello Spazio Educativo Saeta con l'intenzione di fornire strumenti per facilitare il processo di apprendimento e generare nuovi modi di stare nell'ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari del Metodo Strutturale Dinamico (MED).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Gruppi di studio sulla Pedagogia dell'Intenzionalità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Gruppi di ricerca sul tema dell'apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari sulla Coscienza Ispirata nel Messaggio di Silo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Presentazione della proposta della COEHU, e del libro “pedagogia dell'intenzionalità, educando per una coscienza attiva”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Presentazione del materiale sull'apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Ritiri sull'apprendimento in bambini da 0 a 5 anni, in bambini da 6 a 11 anni e in giovani da 12 a 17 anni. Questi lavori sono realizzati nei Parchi di Studio e Riflessione latinoamericani. Il senso di questi ritiri è generare ambiti per lo studio, la riflessione, la meditazione sui temi esistenziali così come per avere l'esperienza di prendere contatto con il mondo interno. Anche, fornire strumenti perché dopo possano essere applicati nella vita quotidiana. Si aspira a un tipo di relazione tra i partecipanti gentile, allegro, di collaborazione, di lavoro in equipe, immersi in una calda atmosfera, e stimolante che evidenzi l'umorismo. Si realizzano pratiche intellettuali, emotive, motorie all'aria libera; lavori sulle virtù; pratiche di relax, Esperienze di Pace, Cerimonie di Ufizio, lavori con la conservazione e produzione del fuoco e con la materia (argilla, gesso, peltro, ecc). Per noi è fondamentale la creazione di questo tipo di ambiente e la nostra attitudine come educatori è di aiuto, di accompagnamento, e con un minimo intervento si  tenta sempre di favorire la pratica dell'attenzione distesa, della libera espressione e si aprano ponti di comunicazione inter generazionali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Seminari e Ritiri sulle 5 chiavi dell'apprendimento direzionato a educatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Produzione e ricerca sul nuovo paradigma educativo a partire dal MED. Tra cui “Contributi per una teoria e pratica dell'apprendimento intenzionale (in un contesto latinoamericano)”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= links =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito ufficiale internazionale http://www.copehu.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito italiano http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[es:COPEHU]]&lt;br /&gt;
[[categoria: pedagogia umanista universalista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33489</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33489"/>
		<updated>2025-07-10T17:46:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* RISORSE ONLINE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Meridiana https://www.lameridiana.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Thich Nhat Hanh==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Plum Village https://plumvillage.org/it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33488</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33488"/>
		<updated>2025-07-10T17:42:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Case editrici italiane */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Meridiana https://www.lameridiana.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33487</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33487"/>
		<updated>2025-07-10T17:42:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Case editrici italiane */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Meridiana https://www.lameridiana.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33486</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33486"/>
		<updated>2025-07-10T17:39:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Luther King */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
https://thekingcenter.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33485</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33485"/>
		<updated>2025-07-10T17:34:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Altro */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33484</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33484"/>
		<updated>2025-07-10T17:32:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* DEFINIZIONE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo:''' ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Casa editrice SENSIBILI ALLE FOGLIE'''&lt;br /&gt;
Libri editi da Sensibili alle foglie: il gruppo svolge diverse ricerche socioanalitiche in ambienti diversi, con gruppi di persone, utilizzando la narrazione di esperienze personali per individuare i dispositivi mortificanti all'interno di questi ambienti. Dagli appunti presi durante questi &amp;quot;cantieri&amp;quot;, vengono poi scritti dei libri, o quaderni di ricerca sociale, come: &lt;br /&gt;
'''Nicola Valentino''' &amp;quot;Pannoloni verdi&amp;quot; dispositivi mortificanti negli ospizi per anziani, &amp;quot;Barelle&amp;quot; i dispositivi mortificanti nell'ospedalizzazione, &amp;quot;Il villaggio della solidarietà&amp;quot; esperienze di chi abita nel campo Rom di Roma&lt;br /&gt;
'''Renato Curcio''' &amp;quot;La responsabilità sociale d'impresa&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questi libri nati da incontri di interscambio basati sulla narrazione di esperienze di violenze vissute, ne stimolano la presa di coscienza senza che il coordinatore-scrittore proponga una soluzione, perché quello che si desidera è che siano i diretti interessati a decidere di intraprendere azioni congiunte per superare i fattori violenti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33483</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
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		<updated>2025-07-10T17:31:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* DEFINIZIONE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo: ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Casa editrice SENSIBILI ALLE FOGLIE'''&lt;br /&gt;
Libri editi da Sensibili alle foglie: il gruppo svolge diverse ricerche socioanalitiche in ambienti diversi, con gruppi di persone, utilizzando la narrazione di esperienze personali per individuare i dispositivi mortificanti all'interno di questi ambienti. Dagli appunti presi durante questi &amp;quot;cantieri&amp;quot;, vengono poi scritti dei libri, o quaderni di ricerca sociale, come: &lt;br /&gt;
'''Nicola Valentino''' &amp;quot;Pannoloni verdi&amp;quot; dispositivi mortificanti negli ospizi per anziani, &amp;quot;Barelle&amp;quot; i dispositivi mortificanti nell'ospedalizzazione, &amp;quot;Il villaggio della solidarietà&amp;quot; esperienze di chi abita nel campo Rom di Roma&lt;br /&gt;
'''Renato Curcio''' &amp;quot;La responsabilità sociale d'impresa&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questi libri nati da incontri di interscambio basati sulla narrazione di esperienze di violenze vissute, ne stimolano la presa di coscienza senza che il coordinatore-scrittore proponga una soluzione, perché quello che si desidera è che siano i diretti interessati a decidere di intraprendere azioni congiunte per superare i fattori violenti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33482</id>
		<title>Indice della Nonviolenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Indice_della_Nonviolenza&amp;diff=33482"/>
		<updated>2025-07-10T17:29:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* DEFINIZIONE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L'Indice della Nonviolenza è una idea lanciata dal ''[http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva]'' e dal ''[http://www.csuticonzero.org/ Centro Studi TiConZero]'', nel corso del V Simposio del [[Centro Mondiale di Studi Umanisti]] svoltosi ad Attigliano nell'Ottobre del 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consiste in un ipertesto dove, per argomenti, si possa creare una '''bibliografia, filmografia, sitografia ragionata''' ed ogni altro riferimento utile a studiosi e militanti per approfondire la nonviolenza e tutte le tematiche ad essa collegate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Humanipedia si è offerta di ospitare questo spazio di partecipazione e di elaborazione collettiva, considerando il sistema Wiki come un ottimo mezzo di condivisione. In questo senso chiunque voglia partecipare deve semplicemente registrarsi su Humanipedia ed inviare il suo nome utente a olivier.turquet@gmail.com, in modo da essere abilitato in scrittura, non solo su questa pagina ma su tutta l'Enciclopedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indice è basato su '''parole chiave''' o gruppi di parole chiave. &lt;br /&gt;
La scelta delle parole chiave può essere ampliata e messa liberamente in discussione: a questo proposito si suggerisce di usare lo strumento &amp;quot;discussione&amp;quot; presente in questo wiki. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che appare in questo momento è una struttura pensata durante il Simposio, nella quale stiamo inserendo i contenuti suggeriti da chi ha partecipato ai Lavori. Speriamo si possa arricchire presto con altri contributi. Va inteso come un lavoro in continua rielaborazione aperto al contributo di tutti. In questo momento è sicuramente squilibrato rispetto agli interessi di coloro che vi hanno voluto condividere le loro conoscenze e punti di vista; contiamo dunque sull'apporto degli altri. Stiamo inserendo le preziose note bibliografiche di Enrico Peyretti tratte dal suo &amp;quot;DIFESA SENZA GUERRA - BIBLIOGRAFIA  STORICA  DELLE  LOTTE  NONARMATE  E  NONVIOLENTE&amp;quot; pubblicate nel tempo sul bollettino &amp;quot;[http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ La Nonviolenza in Cammino]&amp;quot;. Stiamo porvvedendo a trasferire e a prendere spunti dalle eccellenti [http://serenoregis.org/biblioteca/bibliografie/ bibliografie del Centro Studi Sereno Regis]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DEFINIZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione della parola nonviolenza è oggetto di dibattito. Sicuramente il suo uso in italiano e la sua diffusione sono merito dell'opera di [[Capitini, Aldo|Aldo Capitini]], fondatore del Movimento Nonviolento e grande diffusore del pensiero di [[Gandhi]]. Capitini è anche il primo che sottolinea la necessità di scrivere il termine tutto attaccato, per sottolinearne la forza di parola propositiva. Qui di seguito si elencano le fonti bibliografiche in cui la definizione è stata data dai vari autori che alla nonviolenza fanno riferimento, includendo anche alcuni precursori, come [[Tolstoj, Lev|Tolstoj]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo: ''Teoria della Nonviolenza'', Quaderni di Azione Nonviolenta, Edizioni del Movimento Nonviolento, Perugia, 1971''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''La guarigione della Sofferenza'', in ''Discorsi'', Multimage 2016'''&lt;br /&gt;
Nel suo primo discorso pubblico del 1969 il fondatore del Movimento Umanista dà una definizione dei vari tipi di violenza e della sua origine, fornendo una risposta nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Tolstoj, Lev: ''La legge della violenza e la legge dell'amore'', Quaderni di Azione Nonviolenta, 1998'''&lt;br /&gt;
In questo saggio composto due anni prima della morte, Tolstoj dimostra efficacemente che la legge della violenza e la legge dell'amore sono incompatibili: è quindi necessaria una scelta decisa, in armonia con l'autentica predicazione di Cristo, a favore della legge dell'amore, la sola in grado di porre rimedio alle ingiustizie e alle violenza della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''QUESTIONI TEORICHE ED ISPIRAZIONI IDEOLOGICHE E SPIRITUALI''' =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ispirazioni teoriche, etiche, spirituali dei padri della nonviolenza. I libri chiave di carattere generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Weisbein Nicolas   ''L’evoluzione religiosa di Lev Tolstoj'', Gandhi Edizioni, 2016&lt;br /&gt;
Merito di questo saggio è far conoscere il Tolstoj teologo, esegeta delle Sacre Scritture, grande riformatore religioso, maestro di Gandhi nello sviluppare la teoria della nonviolenza per cui non ci può essere un vero cambiamento politico senza una purificazione della religione che ripristini l’essenza autentica del cristianesimo deturpato dalle scorie dei concordati con i poteri di questo mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STORIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Riferimenti agli aspetti storici della nonviolenza ma anche una guida alla visione della storia da un punto di vista nonviolento.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV., ''Difesa popolare nonviolenta, atti del convegno di studio di Verona, ottobre 1979'', Ed. Lanterna, Genova 1980.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Casi storici del '900 - Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Cecoslovacchia, Algeria, India, Vietnam, Iran - nelle relazioni di Soccio e Drago. Casi di lotte sociali, antimilitariste, antinucleari in Italia nei lavori delle commissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Bello, Antonino,  ''Manifesto di Pace'', Manni,  1992.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura,  2010.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le nonviolente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Drago, Antonino, ''Storia e Tecniche della nonviolenza'', Laurenziana, ?.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una rassegna della storia della nonviolenza in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Theodor Ebert, ''La difesa popolare nonviolenta, Ed. Gruppo Abele, Torino 1984 (originali 1967-1982).''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizza i seguenti casi: Berlino 1920, Ruhr 1923, Danimarca 1940-45, Norvegia 1940-43, Finlandia 1948, Berlino 1953, Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968, Polonia dal 1980.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galasso, Andrea ''Tracce nascoste'', Multimage 2014'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In forma romanzata una serie di storie di nonviolenza più o meno conosciute che hanno caratterizzato momenti topici della storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Galtung, Johan,'' Palestina-Israele. Una soluzione nonviolenta?, Ed. Sonda, Torino 1989.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme a scritti precedenti la prima Intifada (1987), il libro contiene una riflessione su questa lotta (violenza limitata, ma non ancora nonviolenza) e un'intervista e scritti di Mubarak Awad, il &amp;quot;Gandhi palestinese&amp;quot;, promotore di lotte nonviolente, cittadino di Gerusalemme Est, espulso da Israele nel '69 e nell'88. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, Mohandas K., ''La mia vita per la libertà'', Newton &amp;amp; Compton, Milano 2005'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autobiografia del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Muller, Jean-Marie, ''Il vangelo della nonviolenza, Prefazione di Matteo Soccio, Ed. Lanterna, Genova 1977 (1969).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Autore analizza la resistenza morale francese all'occupazione nazista consistente nella noncooperazione col nemico, come mirabilmente esemplificata da Vercors (pseudonimo di Jean Bruller, 1902-1991), in Le silence de la mer (Ed. de Minuit, Paris, 1942, ora in Le Livre de Poche, n. 25, ed. Albin Michel, 1951; traduzione italiana Einaudi, Torino, numerose edizioni a partire dal 1945). Muller esamina poi altri casi storici: gli insegnanti norvegesi sotto il governo filo-nazista di Quisling, la resistenza danese all'occupazione nazista, gli avvenimenti della Cecoslovacchia nell'agosto 1968, le lotte operaie con metodi nonviolenti in vari momenti storici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gandhi, M.K., '' Teoria e pratica della nonviolenza (a cura di Giuliano Pontara), Einaudi, Torino 1973 e seguenti; ediz. economica Einaudi 1996,'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Col saggio introduttivo di Pontara su Il pensiero etico-politico di Gandhi riveduto e rinnovato, nel quale l'Autore, a p. CXXIX, elenca otto serie di esempi storici di lotte nonviolente nel '900 in ogni parte del mondo, già registrati in altri punti di questa bibliografia.  Libro fondamentale, dal punto di vista storico utile soprattutto per il caso indiano, ma anche per gli interventi di Gandhi sugli altri grandi conflitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  '''Sharp, Gene,''Politica dell'azione nonviolenta, 3 volumi, Ed. Gruppo Abele, Torino 1985, 1986, 1996 (1973).''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel vol 1°, Potere e lotta, cap.III, pp.133-136, Sharp propone sette spiegazioni del fatto per cui gli storici hanno trascurato ed ignorato questo genere di lotte.  Egli presenta la teoria del potere come consistente essenzialmente nell'obbedienza dei sottomessi. Questa teoria ha illustri precedenti, p. es. Etienne de la Boétie con Tirannia servitù volontaria, pubblicato tra il 1546 e il 1550. Ciò permette di vedere le possibilità di controllo nonviolento del potere mediante la gestione del proprio consenso da parte della società consapevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel vol 2°, Le tecniche, Sharp elenca 198 tecniche osservate nella storia di tutti i tempi e luoghi, per ognuna delle quali colleziona numerosi casi storici; si tratta dunque di una raccolta, pur sommaria, di molte centinaia di realtà storiche di nonviolenza attiva in luogo della guerra. Da oltre 30 anni Sharp promuove questa ricerca nel Program on Nonviolent Sanctions in Conflict and Defense at the Center for International Affairs, Harvard University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Thich Nhat Hahn - Cao Ngoc Phong, ''La lotta non-violenta del buddismo nel Vietnam, Città Nuova Ed., 1970.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il monaco buddhista zen racconta l'esperienza del movimento di resistenza nonviolenta dei &amp;quot;Piccoli Corpi di Pace&amp;quot;: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
* '''Storia della nonviolenza'', a cura di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza '''&lt;br /&gt;
Un video che raccoglie quasi tutti i personaggi che hanno segnato la storia della nonviolenza da Ghandi a Aung San Suu Kyi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per poterlo visionare chiedere a [http://www.centrononviolenzattiva.org/ Centro di Nonviolenza Attiva di Milano]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''CREATIVITÀ, COMUNITÀ, AZIONE VALIDA, SOLIDARIETÀ'''''=&lt;br /&gt;
''La nonviolenza prevede la creatività, la solidarietà, compiere un'azione che dia un registro di unità interna.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Raúl Zibechi - Alba di mondi altri, Hermatena Edizioni, 2015'''&lt;br /&gt;
Sottotitolo: I nuovi movimenti dal basso in America Latina&lt;br /&gt;
Come il cambiamento può venire dalle persone e dalle zone più povere, dalle zone del &amp;quot;non-essere&amp;quot;. Tutto il libro ruota attorno alla domanda: “Saranno gli esclusi a costruire la nuova storia?” È questa la speranza che anima chi da anni segue le vicende degli Zapatisti. Sono molti coloro che fanno notare la straordinaria somiglianza della strategia elaborata dal subcomandante Marcos e dagli Zapatisti e quella impiegata da Gandhi in India.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Jhon Carlin,  Ama il tuo nemico.  Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione.Edizioni Sperling &amp;amp; Kupfer, 2009'''&lt;br /&gt;
Nel 1994 si tengono le prime elezioni a suffragio universale del Sudafrica, e Mandela trionfa. Ma se il Sudafrica è fatto, restano da fare i sudafricani. Cosi il genio politico di Mandela si inventa la più audace e improbabile delle scommesse: usare il rugby, lo sport dei bianchi, per unire una volta per tutte i sudafricani. Mandela intuisce ciò che nessun altro è in grado di vedere: &amp;quot;Se non potete parlare alle loro menti, parlate ai loro cuori&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lucialba Forlai, ''Il Gran Pil e la rivolta delle fate'', Edizione Centro Editoriale Toscano, 2012'''&lt;br /&gt;
Il libro è scritto da un’insegnante in pensione che ha espresso con il linguaggio e la simbologia delle fiabe molti aspetti della realtà contemporanea, narra la crisi economica, ecologica ed etica che l'umanità sta attraversando. fornendo spunti di riflessione .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Bello, ''Manifesto di Pace'', Manni, Lecce, 1992. '''&lt;br /&gt;
L'esperienza della marcia dei 500 a Sarajevo in guerra per portare una iniziativa di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''A. Drago, ''Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni'', Nuova Cultura, Roma , 2010 '''&lt;br /&gt;
In cent'anni di rivoluzioni, quelle più efficaci sono risultate le non violente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Lanza del Vasto, ''L'arca aveva una vigna per vela'', Jaca book, MIlano, 1980.'''  &lt;br /&gt;
La nascita e la vita delle comunità nell'Arca da lui fondate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (tit. orig. Joyeux Noël)''' &lt;br /&gt;
Regia di Christian Carion. – Francia (2005)&lt;br /&gt;
È il racconto romanzato di un episodio reale accaduto nel dicembre 1914, durante la guerra mondiale, quando Guglielmo di Prussia mandò il primo cantante dell'Opera di Berlino in visita al fronte e questi cantò per il reggimento Württemberg, i soldati francesi salirono sulle proprie trincee e applaudirono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''L'arpa birmana (tit. orig. Biruma no tategoto)''' &lt;br /&gt;
Regia di di K. Ichikawa -  Giappone (1956)&lt;br /&gt;
Alla fine della Seconda guerra mondiale, un soldato giapponese decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. E' un apologo sulla pace, sulla crudelta' tra gli uomini, sull’inutilità delle stragi. E' anche un monito al suo popolo e, più' in generale, all'intera umanità che Kon Ichikawa rivolge con questo film.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Il Sale della Terra - Sfida a Silver city (tit.orig. The salt of earth)'''&lt;br /&gt;
Regia di H. Biberman, USA (1953)&lt;br /&gt;
Il film è tratto da una storia vera, lo sciopero contro gli interessi che ruotano intorno alle miniere di zinco nel New Mexico. Il film racconta della lotta dei minatori per avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori, coadiuvati dalle donne. Realizzato in pieno maccartismo da alcuni cineasti hollvwoodiani iscritti sulle liste nere, Il sale della terra è una valida riprova dell’impotenza delle autorità e di certi gruppi a esse legati, di fronte a un atteggiamento fermo, sereno, coerente, nonviolento. Le intimidazioni, il boicottaggio sistematico e persino la scoperta violenza non sono valse, infatti, a impedire la realizzazione di questo film, prodotto con i fondi dell’Unione sindacale minatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Gandhi''' &lt;br /&gt;
Regia di R. Attenbourgh – Gran Bretagna (1982) &lt;br /&gt;
Ricostruzione piuttosto  attenta della lotta nonviolenta del Mahatma Gandhi.&lt;br /&gt;
La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola. Ottenne anche 8 oscar.&lt;br /&gt;
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una scuola per Malia (Tit. Orig. Won't Back Down)''' &lt;br /&gt;
Regia di Daniel Barnz - USA (2012)&lt;br /&gt;
Il film narra una vicenda veramente accaduta negli Stati Uniti d'America. Due madri determinate, di cui una è insegnante, lottano per modificare la scuola fallimentare che frequentano i loro figli. Di fronte ad una burocrazia potente e radicata, rischieranno tutto per migliorare la formazione ed il futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Patch Adams'''&lt;br /&gt;
Regia di Tom Shadyac . USA (1998)&lt;br /&gt;
Prodotto dalla Universal è liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter &amp;quot;Patch&amp;quot; Adams (Gesundheit: good health is a laughing matter ovvero La buona salute è una questione di risate), narra di un personaggio controcorrente che introduce la risoterapia nei primi anni settanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Documentari'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Una forza più potente (Tit. Orig. A force more powerfull)'''&lt;br /&gt;
Documentario di Steve York – USA (1999)&lt;br /&gt;
Sottotitolato e distribuito in Italia a cura del Movimento Nonviolento ( a cui si può richiedere)&lt;br /&gt;
Documentario che presenta con filmati d'epoca sei rivoluzioni nonviolente (India di gandhi, Danesi sotto i nazisti, lotta dei neri in USA, Solidarnosc in Polonia, Cile di Pinochet, Sud Africa). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Le radici della Resistenza. Donne e Guerra, Donne in Guerra.''' &lt;br /&gt;
Documentario di Francesco Andreotti – Italia (2005)&lt;br /&gt;
Prodotto dal Comune di Carrara al quale si può chiedere ed ottenere gratuitamente. Ricostruisce la lotta nonviolenta più importante della II guerra mondiale, condotta dalle donne di Carrara che si sono opposte allo sgombero della popolazione (100.000 persone) della città (andando a finire vicino a Modena) con manifestazioni nonviolente ed hanno ottenuto la revoca dell'ordine nazista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Comunitad de Paz de san José de Apartado'''&lt;br /&gt;
Documentario a cura di La Comunidad de Paz de San José de Apartadó&lt;br /&gt;
(Tr. ital. del gruppo 56 di Amnesty International 1998) &lt;br /&gt;
http://historico.cdpsanjose.org/node/18 &lt;br /&gt;
Villaggi colombiani che in mezzo a guerriglieri, paramilitari e forze militari statali si dichiarano senza armi e indipendenti, al costo anche di subire uccisioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altro==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Tecniche di Teatro dell'oppresso'''&lt;br /&gt;
soprattutto il teatro forum.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Casa editrice SENSIBILI ALLE FOGLIE'''&lt;br /&gt;
Libri editi da Sensibili alle foglie: il gruppo svolge diverse ricerche socioanalitiche in ambienti diversi, con gruppi di persone, utilizzando la narrazione di esperienze personali per individuare i dispositivi mortificanti all'interno di questi ambienti. Dagli appunti presi durante questi &amp;quot;cantieri&amp;quot;, vengono poi scritti dei libri, o quaderni di ricerca sociale, come: &lt;br /&gt;
'''Nicola Valentino''' &amp;quot;Pannoloni verdi&amp;quot; dispositivi mortificanti negli ospizi per anziani, &amp;quot;Barelle&amp;quot; i dispositivi mortificanti nell'ospedalizzazione, &amp;quot;Il villaggio della solidarietà&amp;quot; esperienze di chi abita nel campo Rom di Roma&lt;br /&gt;
'''Renato Curcio''' &amp;quot;La responsabilità sociale d'impresa&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questi libri nati da incontri di interscambio basati sulla narrazione di esperienze di violenze vissute, ne stimolano la presa di coscienza senza che il coordinatore-scrittore proponga una soluzione, perché quello che si desidera è che siano i diretti interessati a decidere di intraprendere azioni congiunte per superare i fattori violenti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''DIALOGO'''''=&lt;br /&gt;
''In questa sezione si elencano le fonti che trattano del dialogo (con se stessi, con gli altri e con l'ambiente) sia come tecnica ben distinta dal mero negoziare, colloquiare, o confrontarsi in discussioni e dibattiti, sia, soprattutto, come pratica di vita partecipativa consustanziale alla nonviolenza autentica, ovvero come della sua natura più intima e significativa.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''AA.VV. (2008), ''Mapping Dialogue: Essential Tools for Social Change'', Chagrin Falls (Ohio), Taos Institute.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato dall'esperienza del Nelson Mandela Foundation Centre of Memory and Dialogue, questo prezioso manuale di 145 pagine descrive un'ampia gamma di tecniche di dialogo, variamente orientate alle problematiche del cambiamento sociale e del mondo del lavoro, dalla gestione dei conflitti alla costruzione di relazioni, dal ''problem solving'' alle decisioni di gruppo, dalla circolazione di conoscenze e idee allo sviluppo della leadership personale o collettiva, dall'innovazione alla pianificazione strategica. Di ogni tecnica vengono indicati i principi generali, i protocolli operativi, i contesti applicativi e le principali risorse bibliografiche e online per gli approfondimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (2014), ''Sul Dialogo'', Pisa, Edizioni ETS (ed. orig. On Dialogue, London and New York, Routledge, 1996).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Uno dei maggiori fisici teorici del Novecento chiarisce i limiti del pensiero e la natura creativa della conoscenza alla luce dell'essenziale continuità intuita dalla scienza contemporanea, tra soggetto e oggetto. Con questa consapevolezza, Bohm propone un particolare metodo di dialogo intenzionale nel quale le incomprensioni e i conflitti tra i partecipanti sono non solo auspicabili, ma addirittura condizione necessaria per favorire la produzione di aperture cognitive, nuovi ordini di senso e significati condivisi, intorno ai quali la comunità possa rigenerare cultura, connettività, visione e coerenza sistemica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Bohm, David (1994), ''Thought as a System'', London and New York, Routledge.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo libro è la trascrizione dei dialoghi intrattenuti da Bohm nel corso di un seminario di tre giorni. Di facile lettura, il testo è essenziale per riuscire a comprendere fino in fondo la filosofia alla base del dialogo bohmiano. Alla luce delle rivelazioni della fisica, Bohm individua nella mancanza di propriocezione del pensiero l'origine di tutti i problemi cognitivi e pratici della vita umana, dalla nostra privata riflessione sull'identità personale alla conflittualità dei nostri sforzi collettivi di relazionarci e di organizzare la società. Su tali basi, il libro esplora la possibilità di una radicale trasformazione individuale e collettiva, nel segno della nonviolenza e della creatività partecipativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gendlin, Eugene (2001), ''Focusing: Interrogare il corpo per cambiare la psiche'', Roma, Astrolabio.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Versione divulgativa, accessibile a tutti, della tecnica di biofeedback ideata nella seconda metà degli anni '70 da E. Gendlin, filosofo e professore di Psicologia all'Università di Chicago, per capire le nostre emozioni, sbloccare i processi creativi e risolvere i nodi problematici della nostra vita interiore. Oltre che all'ambito terapeutico, il &amp;quot;focusing&amp;quot; è uno strumento che tutti possono applicare anche alla meditazione, alla Comunicazione Nonviolenta e al dialogo bohmiano, per favorire l'auto-connessione e l'emersione di nuove consapevolezze. Particolarmente indicato per i tipi psicologici sensoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Gordon, Thomas (2014), ''Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle'', Firenze, Giunti Editore.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo volume rappresenta un autorevole e maturo contributo della pedagogia democratica, affinché sulla costruzione di relazioni sane attraverso la modalità dialogica rogersiana a cui l'autore si ispira possa radicarsi la speranza della pace, della convivialità, del rispetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Isaacs, William (1999), ''Dialogue and the art of thinking together'', New York, Currency.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ideatore del MIT Dialogue Project e co-fondatore con Peter Senge del Center for Organizational Learning al MIT, in questo libro riprende le idee del suo mentore David Bohm sul dialogo, applicandole al mondo delle organizzazioni e delle imprese. Qui c'è la testimonianza di come le intuizioni di Bohm siano all'origine di buona parte dell'odierna letteratura sull'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo e del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
* '''Larsson, Liv (2011), ''A Helping Hand, Mediation with Nonviolent Communication'', Svensbyn, Friare Liv.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autrice è una trainer esperta che ha formato molti operatori di pace nei conflitti violenti in Thailandia, Sri Lanka e altri paesi. In questo libro insegna come diventare dei mediatori efficaci utilizzando le tecniche di Comunicazione Nonviolenta, che ci si voglia impegnare nella prevenzione e risoluzione di conflitti armati o si abbia semplicemente a cuore la pace in famiglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2003), ''The Deep Democracy of Open Forums: Practical Steps to Conflict Prevention and Resolution for the Family, Workplace, and World'', Ampton Roads.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mindell propone un nuovo modo di lavorare sui conflitti e nei gruppi di ogni dimensione e genere, attraverso un'originale sintesi di psicologia junghiana, psicodramma e sciamanesimo, per trasformare problemi apparentemente impossibili in edificanti esperienze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mindell, Arnold (2011), ''Essere nel fuoco: gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale'', Otranto, Anima Mundi.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Mindell ci parla del ''worldwork'', ossia di come persone di differente nazionalità ed estrazione sociale possano incontrarsi per indagare assieme i problemi del mondo e allo stesso tempo la propria interiorità personale, dimostrandoci come il fuoco della diversità e del conflitto, anziché condurre alla discordia, all'intolleranza e alla reciproca ostilità, può trasformare il caos sociale in rapporti autentici, empatici, collaborativi, facendoci scorgere l'umanità che ci accomuna dietro tutte le divisioni e dietro ogni ferita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*''' Oboh Monica, Seils Gabriele (2012), ''Mediazione nei gruppi e nelle organizzazioni. Tecniche e metodi ispirati alla CNV'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro la Comunicazione Nonviolenta offre strumenti concreti per creare connessioni interpersonali e collettive basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, per risolvere i conflitti che ci si presentano quotidianamente nelle comunità e sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2012), ''Difendersi senza aggredire: La potenza della nonviolenza'', Pisa, University Press'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;manuale&amp;quot; fondamentale per comprendere la ''comunicazione equivalente'' e il metodo MME (Maggiore-minore equivalenza), metodo nonviolento di risoluzione dei conflitti proposto dall'antropologa belga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort,  Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Querubin, C. (2011), “Dialogue: Creating Shared Meaning and Other Benefits for Business”, in ''Proceedings of the 55th Annual Meeting of the ISSS'', 2011, Hull, UK.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo studio dimostra che non solo la pratica del dialogo bohmiano è genericamente funzionale anche al mondo del lavoro, ma che stimolando il pensiero sistemico può addirittura essere di aiuto nella ricerca consapevole delle linee di organizzazione e sviluppo più efficaci per l’impresa, perché quando il dialogo viene visto come un processo di trasformazione partecipativa, l’organizzazione può raggiungere un più alto livello di coesione, resilienza e prestazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, B. Marshall,  ''Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta'',  Esserci 2003. (ed. orig. 1998: ''Nonviolent Communication: A Language of Life: Life-Changing Tools for Healthy Relationships'', PuddleDancer Press).'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
L'ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), detta anche Comunicazione Empatica, o Linguaggio Giraffa, ne presenta in questo libro tutte le tecniche. E' il manuale base. L'apprendimento è favorito anche dalla presenza di numerosi esempi, esercizi e aneddoti personali, raccolti in quarant'anni di esperienza sul campo come psicologo clinico, educatore, consulente familiare, mediatore sociale e pacificatore in scenari di guerra. Nella prefazione, Arun Gandhi, fondatore e presidente del Gandhi Institute for Nonviolence, definisce il contributo di Rosenberg un primo importante passo per cambiare il nostro modo di comunicare e creare un mondo di empatia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Schein, E.H. (1993), “On Dialogue, Culture, and Organizational Learning”, in ID., ''Organizational Dynamics'', vol. 22, Summer 1993.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, docente alla MIT Sloan School of Management, dimostra qui come il dialogo sia l'elemento centrale di qualsiasi modello di cambiamento organizzativo. Nelle aziende, nelle organizzazioni e nelle comunità, il dialogo è la tecnologia con cui i problemi possono essere riformulati e risolti. E' inoltre l'unico strumento possibile per quella reciproca comprensione delle culture e delle subculture da cui dipende l'''organizational learning''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Silo, ''Discorsi. In Opere complete'', Firenze (Italia), Ediz. Multimage, 2000.'''&lt;br /&gt;
Discorso ‘Le condizioni del dialogo’ pronunciato da Silo all'Accademia delle Scienze della Russia il 6 ottobre del 1993, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa.&lt;br /&gt;
Un'illuminante analisi sul dialogo fra essere umani e sulle condizioni alle quali può realizzarsi una vera comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Sleap, F., Sener, O. (2013), ''Dialogue Theories'', London, Dialogue Society.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Questo bel volumetto presenta in modo chiaro e strutturato le linee di pensiero dei dieci autori storici che hanno fornito i contributi teorici più illuminanti e rilevanti in tema di dialogo: Karen Armstrong, David Bohm, Martin Buber, Donal Carbaugh, Fethullah Gulen, 14° Dalai Lama, Jurgen Habermas, Seyyed Hossein Nasr, Maura O'Neill, Daniel Yankelovich, ognuno con una selezione accurata di indicazioni bibliografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''''CONNESSIONE CON SE STESSI, CONNESSIONE CON IL SACRO – INTENZIONALITÀ – UNITA’ INTERNA'''''=&lt;br /&gt;
La dimensione della nonviolenza vissuta internamente come superamento della sofferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Jean Giono, ''L' uomo che piantava gli alberi'' (Tit. Orig. L'homme qui plantait des arbres), 1953'''&lt;br /&gt;
Libro e cortometraggio&lt;br /&gt;
Questo cortometraggio e poi il libro vari anni dopo sono stati di fondamentale poesia per capire l’elemento sacro e bello della nonviolenza.&lt;br /&gt;
Ho appreso, e mi commuove questa modalità di operare, che la nonviolenza non fa rumore, la nonviolenza non è eclatante, la nonviolenza richiede una cura ed una disciplina quotidiane, umili e senza clamori e solennità di alcun tipo. Certo nelle lotte sociali mostra anche il suo aspetto forte e sonoro, ma nella vita, nella mia vita, vorrei ed aspiro che si converta in una lenta, inesorabile e meravigliosa costruzione di un paradiso celeste in terra.&lt;br /&gt;
Non è un libro ecologista, come spesso lo descrivono, è un libro che ci insegna a stare al mondo occupandoci del bene comune in maniera totalmente integrata nello stile di vita.&lt;br /&gt;
Da lì ho rafforzato un principio per me indiscutibile della nonviolenza, così descritto da Silo nelle “Lettere ai miei amici”: “Sappiamo che la critica è sempre necessaria, ma quanto più necessario è fare qualcosa di diverso da ciò che critichiamo!”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Redfield, James, ''La profezia di Celestino'' (Tit. Orig.The Celestine Prophecy), 1993 &lt;br /&gt;
libro e film&lt;br /&gt;
Manca testo xxxx????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Silo, ''[[Umanizzare_la_Terra|Umanizzare la terra]]'', (tit. Orig. Humanizar la tierra),   Multimage 1995&lt;br /&gt;
Tre libri (Lo Sguardo interno, Il paesaggio interno, Il paesaggio umano) che corrispondono a tre momenti della riflessione profonda,  fino al paesaggio esterno ed umano. Un percorso, un cambiamento del punto di vista che comincia dal più intimo e personale per concludersi nell’apertura al mondo interpersonale, sociale e storico, in una visione integralmente nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Film/Video==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Dancing With Maria ''(Titolo Originale: Dancing With Maria)'', 2015'''. Regia di Ivan Gergolet. &lt;br /&gt;
Genere: Documentario. Distribuzione: EXIT Med!a. Produzione: Transmedia. Durata: 72’&lt;br /&gt;
Maria Fux, nata nel 1922, ancora danza e insegna a danzare. I suoi seminari nella sua casa-studio di Buenos Aires sono frequentati da persone provenienti da tutto il mondo per poter conoscere il suo particolare metodo di danza nato nel 1942 vedendo una foglia staccarsi da un albero. Secondo Maria Fux non è solo seguendo la musica che si danza, ma imparando a seguire il proprio ritmo interno. Dunque tutti possono farlo. È la fiducia profonda nel proprio corpo, nel proprio ritmo interno, che  permette di sentirsi a proprio agio in tutte le circostanze, dà un sentimento di forza e di sicurezza interiore necessario a non aver paura e a far diminuire la violenza interna che porta alla violenza esterna riversata sugli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''STILE DI VITA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Numerosi autori, gruppi e movimenti che si richiamano alla nonviolenza hanno sottolineato il fatto che la nonviolenza è uno stile di vita, una pratica quotidiana di relazioni con l'altro, con la società, con la natura.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
*'''Charest, G. (2009), ''Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere &amp;amp; cooperazione'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro che tratta un tema universale che condiziona il nostro saper vivere insieme: il potere. La Sociocrazia indica semplici e complesse regole che favoriscono l'espressione dell'intelligenza collettiva: il cerchio di dialogo come luogo per prendere decisioni condivise da tutti, il doppio collegamento come strumento di comunicazione e coordinamento tra livelli gerarchici, l'elezione per assenso per coinvolgere i membri nella loro funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Daryl, M. (1994), &amp;quot;An organizational learning approach to product innovation&amp;quot;, in ''Journal of Product Innovation Management'', 9 (3).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricerca documenta come l'innovazione sia una conseguenza dell'organizational learning. Attraverso il repertorio delle pratiche co-creative basate sul dialogo, l’organizzazione che apprende è in grado di sviluppare una “intelligenza collettiva” sensibilmente più acuta e generativa rispetto alle possibilità dei singoli individui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Laloux, F. (2014), ''Reinventing Organizations'', Millis MA, Nelson Parker.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'autore, ex Associate Principal McKinsey, illustra nel dettaglio i nuovi modelli di strutturazione orizzontale di organizzazioni e imprese, che stanno emergendo dalla straordinaria trasformazione delle coscienze e delle relazioni in atto in tutto il mondo. Il paradigma tradizionale della pianificazione e controllo, oggi desueto e inadatto a fronteggiare il nuovo ordine di complessità delle cose, lascia il posto a quello dell'organizational learning, della governance partecipativa e della leadership decentrata. Attraverso esempi e case-history reali, anche europei, Laloux chiarisce in termini pratici ed esaurienti come e perché le cosiddette [http://www.reinventingorganizationswiki.com/Teal_Organizations Teal Organization] rappresentano la soluzione più coerente con l'evoluzione dei tempi. Nel quadro di questo &amp;quot;Teal Paradigm&amp;quot;, il dialogo co-creativo costituisce lo strumento di base con cui gli individui devono familiarizzare per riuscire a integrarsi nell'ordine di qualsiasi pratica collaborativa nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Lasater, Ike (2011), ''Parole che funzionano nel mondo del lavoro'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro Ike Lasater, un ex avvocato votatosi alla mediazione, offre strumenti pratici accompagnati da utili esempi tratti da contesti aziendali per aiutarci ad affrontare i più comuni problemi che affliggono le relazioni sul luogo di lavoro. Viene mostrato come applicare la Comunicazione Nonviolenta per vivere il lavoro in modo più soddisfacente, gestire in modo efficace conversazioni difficili, ridurre conflitti e stress in azienda, migliorare la produttività individuale e di gruppo, avere riunioni più efficaci, dare e ricevere riscontri personali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*'''Màdera, Romano, Tarca, L. Vero (2003), ''La filosofia come stile di vita'', Milano, Bruno Mondadori.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Straordinario contributo dei due filosofi italiani alla riflessione sul senso di uno stile di vita ''biografico-solidale'', in cui ogni &amp;quot;tentazione della violenza&amp;quot; nella contrapposizione confutativa all'altro viene sospesa e rielaborata in proprio. E' una concreta proposta di rinnovamento filosofico e spirituale nel modo di comunicare e di relazionarsi socialmente, sperimentato e realmente praticato in gruppi come la ''Compagnia di Ognuno'' e il ''Seminario aperto di pratiche filosofiche'', operante a tutt'oggi a Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg B. Marshall (2005), ''Preferisci avere ragione o essere felice?'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV. Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica dello stile di vita della CNV e nella filosofia del suo ideatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2010), ''Comunicazione &amp;amp; potere'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell'empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* '''Senge, Peter, Scharmer, Otto, Jaworski, Joseph e Flowers, Betty Sue (2005), ''Presence. Esplorare il cambiamento profondo nelle persone, nelle organizzazioni e nella società'', Milano, Franco Angeli.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presence è uno sguardo intimo su una nuova teoria sul cambiamento, e sulle applicazioni di tale teoria per migliorare il mondo in cui viviamo. Gli autori, pionieri dell'apprendimento organizzativo, hanno esplorato in una serie di interviste approfondite, condotte nell'arco di un anno e mezzo, le dinamiche del cambiamento trasformativo e le possibilità innovative che esso offre a un mondo che ha pericolosamente perso l'equilibrio. Attraverso storie personali sulle modalità con cui gli autori sono riusciti a divenire presenti in ambito economico, educativo e politico, mostra come ogni nostra azione permetta di plasmare il mondo e il futuro dell'umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''METODOLOGIA'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''La nonviolenza è una metodologia di azione e di lotta per un cambiamento radicale della società.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Libri==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Capitini, Aldo''', '''''Le tecniche della nonviolenza''''', Edizioni dell'Asino 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante filosofo e attivista italiano della nonviolenza si sofferma in apertura sul problema del metodo nonviolento, inteso come &amp;quot;rivoluzione permanente&amp;quot; dell'apertura e del dialogo. Passa quindi in rassegna le più note tecniche individuali e collettive della nonviolenza, dal vegetarianesimo al superamento della vendetta e del risentimento, dal digiuno alla noncollaborazione, dall'obiezione di coscienza alla marcia, allo sciopero, al boicottaggio, al dialogo e altre ancora. Nella terza parte di questa breve guida, Capitini affronta il tema dei piani di addestramento alla nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''', '''''Educazione reciproca''''', Reggio Emilia, Edizioni Esserci 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro presenta il metodo pedagogico Rosenberg come metodo nonviolento di cambiamento delle tradizionali forme improduttive di educazione e insegnamento, attraverso una comunicazione studente-insegnante capace di integrare programmi di apprendimento e bisogni individuali. L'autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente, anche nelle più grandi scuole pubbliche, anche a costo di comportamenti candidamente &amp;quot;clandestini&amp;quot;. Con grande ricchezza di esempi, egli mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all'inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall''' (2016), '''''Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace''''', Reggio Emilia, Esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo libro (riedizione di Parlare Pace) Marshall B. Rosenberg ci fornisce gli strumenti per creare la pace attraverso un modo nonviolento di pensare, parlare e comunicare. Diversamente da gran parte della letteratura sulla nonviolenza, questo volume si distingue per il livello di consapevolezza che l'autore dimostra, da psicologo clinico, educatore e mediatore di fama internazionale, circa la complessità della natura umana. La sua logica è chiara e diretta e la sua presentazione di tecniche e strategie è una fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''''EDUCAZIONE'''''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riferimenti all'applicazione della nonviolenza in ambito educativo. Si citano solo gli autori che fanno esplicito riferimento alla nonviolenza, pur riconoscendo che molti autori e iniziative, pur non ubicandosi in un contesto esplicitamente nonviolento, hanno dato e danno un contributo ideale e didattico allo sviluppo di un'educazione nonviolenta. Stiamo pensando, ad esempio, agli apporti di  Freinet, Freire, Gattegno, Kodaly, Montessori, Neil, Steiner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione capitiniana==&lt;br /&gt;
* Capitini Aldo (2016), ''Educazione, religione, nonviolenza'', Brescia, Editrice La Scuola.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Livia Romano, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale presso l'Università di Palermo, raccoglie e commenta in questa breve antologia di 140 pagine i passaggi più significativi estratti dalle opere del grande filosofo e attivista italiano della nonviolenza sui temi della Pedagogia, dell'Educazione e dell'Istruzione. Ne risulta un tratteggio agile ma accurato del pensiero dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Catarci Marco (2013), ''Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini'', Roma, Armando Editore.&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Il libro esplora in profondità il modello pedagogico del massimo teorico italiano della nonviolenza, ai fini di un progetto di liberazione dalle dinamiche di oppressione, e di costruzione di spazi di partecipazione politica coerenti con una feconda cultura di pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione rosenberghiana ==&lt;br /&gt;
* '''Costetti, Vilma, ''La sperimantazione CNV nella scuola primaria. Con DVD'', Reggio Emilia, Esserci 2012.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Documentazione ricca di dettagli tecnici e analisi statistiche, circa la metodologia, gli strumenti e i risultati di una sperimentazione finanziata dalla Comunità Europea e condotta tra il 1998 e il 1999 in alcune scuole di Italia, Israele e Serbia, in cui sono stati applicati i modelli della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg. Il DVD narra il senso generale della sperimentazione e riporta le testimonianze di alcuni dei protagonisti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia di fare riferimento, per la teoria, a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall, ''Educazione reciproca'', Reggio Emilia, Esserci 2009.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pubblicato la prima volta nel 1972, rappresenta la prima chiara documentazione sistematica del modello pedagogico di Rosenberg, in cui è tra l'altro possibile rintracciare molto chiaramente l'origine e il senso dell'idea di Comunicazione Nonviolenta. Si tratta di un manuale teorico-pratico pensato per i docenti di ogni ordine e materia, dalla prescuola all'università, in cui l'autore propone di liberare gli studenti dalle rigide forme tradizionali di apprendimento improduttivo attraverso l'esaltazione del dialogo empatico studente-insegnante, preparandoli in questo modo a realizzare e vivere l'idea di una democrazia partecipativa, grazie allo sviluppo di due abilità fondamentali: autonomia e interdipendenza. A ciascuna delle abilità di base che il metodo richiede a sua volta agli insegnanti (sostenere senza imporre, ricevere empaticamente sentimenti e bisogni senza distorcerli, trattare con bisogni apparentemente in conflitto, concordare gli obiettivi e determinare le procedure di valutazione reciproca, preparare le persone al cambiamento, ecc.) è dedicato un intero capitolo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
===Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2004), ''A scuola come esseri umani (non come sedie)'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Libricino divulgativo di 75 pagine, un terzo delle quali a fumetti, per avvicinare alla Comunicazione Nonviolenta insegnanti, studenti, educatori e tutti coloro che sono interessati a creare organizzazioni scolastiche ed educative che arricchiscono la vita. Risposte sintetiche ma molto chiare alle domande più comuni circa la CNV e il modo in cui insegnanti e studenti possono utilizzarla per rendere più proficua, piacevole e gioiosa la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Costetti Vilma (2012), ''Al nido con la comunicazione nonviolenta'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volumetto propone riflessioni e strumenti operativi di Comunicazione Nonviolenta per educatori e genitori che operano con bambini piccoli. Particolarmente interessante la parte pratica, ricca di esempi e casi concreti. Data la sinteticità della parte teorica si consiglia, a chi volesse approfondirla, di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Green Nancy Sokol (2009), ''La classe giraffa. Dove l'insegnamento è un piacere e l'imparare una gioia'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche ed esercizi per applicare la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg alla didattica scolastica.&lt;br /&gt;
Il libro riporta l'esperienza diretta dell'autrice, allieva e collaboratrice di Marshall B. Rosenberg, in qualità di insegnante di scuola primaria che ha voluto applicare la Comunicazione Nonviolenta alla didattica e all'educazione nelle sue classi. Si tratta di una ricca raccolta di metodi, tecniche e strumenti, che l'autrice ha personalmente sperimentato e di cui nel libro descrive il senso e i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Hart Sura e Hodson Victoria Kindle (2004), ''A scuola con empatia. Didattica e apprendimento basati sulle relazioni'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
Guida per insegnanti, amministratori scolastici, genitori ed educatori che lavorano con i bambini, per aiutarli a creare ambienti di apprendimento ispirati ai principi della Comunicazione Nonviolenta. Il libro ha un'impostazione molto pratica e descrive con chiarezza metodi e strumenti, tra cui anche attività e giochi per costruire le competenze. Per l'approfondimento dei principi generali della CNV si consiglia di fare riferimento a Rosenberg (2003).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Rosenberg, Marshall (2005), ''Educazione che arricchisce la vita'', Reggio Emilia, Esserci.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro ci parla di com'è concretamente possibile, attraverso la Comunicazione Nonviolenta, creare un ambiente scolastico in cui insegnanti, studenti, amministratori e genitori instaurano relazioni basate sul rispetto reciproco. Alla base di questo approccio c'è la capacità di connettersi empaticamente gli uni agli altri, sviluppando relazioni e percorsi in cui le esigenze di tutti sono soddisfatte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia di ispirazione dolciana==&lt;br /&gt;
* '''Dolci, Danilo, ''Dal trasmettere al comunicare'', Torino, Sonda, 1988.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un libro fondamentale per comprendere la pedagogia di Dolci e il senso profondo del concetto di &amp;quot;comunicazione&amp;quot;. L'autore contrappone alla sterile violenza dei rapporti trasmissivi unidirezionali l'alternativa di una comunicazione intesa come maieutica reciproca e nonviolenta, nella consapevolezza che «per comunicare non basta l'iniziativa del singolo: occorre l'attivo corrispondere di un altro, di altri». La comunicazione si rivela così frutto di un reciproco adattamento creativo. E l'educazione, lungi dal ridursi alla mera trasmissione di un sapere da una generazione all'altra, svela al lettore la sua più intima natura: quella di una conversazione d'amore reciproco nella quale si realizza il potere creativo della parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Dolci,  Danilo , ''La struttura maieutica e l'evolverci'', Scandicci, La Nuova Italia, 1996.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Maieuta di richiami inascoltati, o quasi, dal mondo a cui sono necessari, Dolci appunta in una sorta di &amp;quot;diario di bordo&amp;quot; pensieri raccolti navigando avanti e indietro nei secoli, in ascolto delle voci di santi, filosofi, poeti, politici e altri grandi personaggi della storia, che si sono espressi sul nomos della fraternità e oggi rischiano di spegnersi alla nostra coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ''' Mundi, Mara, ''Mi chiamo Danilo e faccio domande'', Aracne, 2016.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ottima ricompilazione della biografia, delle opere e delle idee pedagogiche di Danilo Dolci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== pedagogia umanista universalista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''[[Silo]], ''L'educazione&amp;quot;, in ''[[Umanizzare la Terra]]'', Multimage, 1995'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un capitolo del Paesaggio Umano in cui il fondatore del Movimento Umanista definisce le caratteristiche di base dell'educazione umanista e nonviolenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Turquet, Olivier, ''I grandi non capiscono mai niente da soli, per una pedagogia umanista e nonviolenta'', Multimage 2015.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un manuale dei perché e di come fare una scuola basata sull'Essere Umano e la metodologia della nonviolenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Mario Aguilar e Rebeca Bize, ''Pedagogia dell'intenzionalità. Educare una coscienza attiva. ''Tit. orig. Pedagogia de la intencionalidad'''', '''Multimage 2018'''.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un contributo alla ricerca di basi e di fondamenti per una nuova educazione, per costruire una corrente pedagogica che rompa gli angusti schemi dell’educazione economicista e si orienti in direzione di uno sviluppo umano integrale. Un’educazione dove bambini, giovani e adulti convivano quotidianamente in un’avventura di apprendimento ed esperienze nonviolente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== altre ispirazioni pedagogiche di autori vari ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Associazione pace e dintorni, ''Violenza, zero in condotta. Manuale per educare alla pace'', La meridiana, Molfetta 2002&lt;br /&gt;
Un insieme di giochi, esperienze, biografie, con cui costruire concretamente esperienze di cooperazione e d'impegno sociale. Un utile manuale rivolto a studenti delle scuole medie e superiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Patfoort, Pat (2013), ''Io voglio, tu non vuoi: Manuale di educazione alla nonviolenza'', Pisa, Pisa University Press.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo MME applicato ai conflitti presenti in ambito educativo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Van Houten Coenraad (2010), ''Lavorare con le forze del karma; La seconda via dell'apprendimento dell'adulto'', Milano, Guerini e Associati.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coenraad van Houten propone un percorso di sviluppo personale per apprendere in modo cosciente dagli eventi della biografia, leggerli come elementi del destino unico di ogni essere umano, agire per compiere il proprio compito evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Zavalloni, Gianfranco, [http://www.scuolacreativa.it/La_pedagogia__della_lumaca.html ''La pedagogia della Lumaca. per una scuola lenta e nonviolenta''], EMI 2008.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte teoriche e pratiche di un maestro elementare e Dirigente Scolastico nell'ambito della pedagogia della nonviolenza. La scuola nonviolenta deve riprendere contatto col bambino, con i suoi diritti, diventare più lenta e riflessiva, dedicare uguale tempo e importanza a gico, studio e attività manuali. Al link citato è possibile leggere il libro intero on-line.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= '''RISOLUZIONE DEI CONFLITTI''' =&lt;br /&gt;
La risoluzione dei conflitti è un tema ricorrente nella letteratura di varie correnti che si rifanno alla nonviolenza. La sezione comprende sia libri di carattere più teorico che manuali pratici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arielli, Emanuele; Scotto, Giovanni, ''Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale'',&lt;br /&gt;
Bruno Mondadori, Milano 2003 (1. ed.1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo libro è uno strumento introduttivo, che presenta l'intreccio di problemi generali e casi concreti attraverso un linguaggio chiaro e senza tecnicismi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Besemer, Christoph, ''Gestione dei conflitti e mediazione'', Gruppo Abele, Torino 1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ottimo manuale introduttivo sulla gestione dei conflitti in generale e, più in particolare, sulle tecniche di mediazione dei conflitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Dogliotti, Angela (a cura di), ''Il conflitto: rischio e opportunità. Riflessioni e&lt;br /&gt;
percorsi didattici, dal personale al globale'', Qualevita, Torre dei Nolfi 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riflessioni e percorsi didattici, dal personale al globale, elaborati nel corso di attività di formazione&lt;br /&gt;
per docenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Camino, Elena; Calcagno, Carla; Colucci-Gray, Laura; Dogliotti, Angela, ''Discordie in gioco.&lt;br /&gt;
Capire e affrontare i conflitti ambientali: con un gioco di ruolo per ragionare insieme di sviluppo,&lt;br /&gt;
a partire dalla TAV'', La meridiana, Molfetta 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volume offre un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di&lt;br /&gt;
soluzioni positive, nonviolente e condivise. I giochi di ruolo possono essere una buona palestra per&lt;br /&gt;
potenziare le capacità di ascoltare e di esprimere le proprie idee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Euli, Enrico, ''I dilemmi (diletti) del gioco. Manuale di training'', La meridiana, Molfetta 2004&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’agile guida per formatori. Per sperimentare come il gioco costituisca uno strumento potente e&lt;br /&gt;
sicuramente tra i più efficaci per indagare il conflitto e apprendere inedite modalità di&lt;br /&gt;
comunicazione e cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''RISORSE ONLINE'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Case editrici italiane ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni del Movimento Nonviolento http://www.nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Gruppo Abele http://www.edizionigruppoabele.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esserci Edizioni (CNV) http://www.centroesserci.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gandhi Edizioni http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Multimage]] http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Centri Studi sulla Nonviolenza ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Center for Nonviolent Communication, http://www.cnvc.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Studi &amp;quot;Sereno Regis&amp;quot;, http://serenoregis.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Capitini==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, https://fondazionealdocapitini.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dialogo Bohmiano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* David Bohm Society, http://dbohm.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Dialogue Society, Connecring Communities - Empowering Engagement - Inspiring Ideas, http://www.dialoguesociety.org.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il Dialogo Bohmiano: teoria e pratica del dialogo empatico trasformativo, https://dialogobohmiano.wordpress.com.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Lancaster Dialogue, About Bohm Dialogue, http://lancasterdialogue.wordpress.com/about-bohm-dialogue/.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dolci==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Palermo, http://danilodolci.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Galtung ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Trascend University, http://www.transcend.org/tpu/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gandhi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*  Gandhi Research Foundation http://gandhifoundation.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Mahatma Gandhi eArchive &amp;amp; Reference Library http://www.mahatma.org.in&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Lanza Del Vasto ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale dell'associazione francese &amp;quot;Amis de Lanza del Vasto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
http://www.lanzadelvasto.fr&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Sito internazionale &lt;br /&gt;
https://archeinternational.wordpress.com/  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca - Italia &lt;br /&gt;
http://www.arca-di-lanzadelvasto.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca delle Tre Finestre (Sicilia) &lt;br /&gt;
*http://www.trefinestre.flazio.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca Notizie&lt;br /&gt;
Sito di Arca Notizie, foglio di collegamento tra gli amici, gli impegnati e coloro che vogliono essere tenuti informati sulle attività e riflessioni della comunità italiana dell'ARCA.&lt;br /&gt;
http://www.arca-notizie.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Arca - Francia&lt;br /&gt;
http://www.arche-nonviolence.eu&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Comunità dell'Arca di St. Antoine (Francia)&lt;br /&gt;
http://www.arche-de-st-antoine.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Comunità dell'Arca di Friedenshof (Germania)&lt;br /&gt;
http://www.friedenshof.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Spagna &lt;br /&gt;
http://www.arcaiberica.blogspot.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Arca - Quebec&lt;br /&gt;
http://www.archequebec.myeweb.net/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Luther King ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Nonviolento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Movimento Nonviolento, http://nonviolenti.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Azione Nonviolenta, rivista fondata da Aldo Capitini, http://www.azionenonviolenta.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Movimento Umanista==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Corrente Pedagogica Umanista universalista]] http://www.copehu.org http://copeuu.wordpress.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Movimento Umanista]], sito ufficiale, http://www.humanistmovement.net&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Pressenza]], agenzia internazionale per la Pace e la Nonviolenza, http://www.pressenza.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Centro di Nonviolenza Attiva, http://www.centrononviolenzattiva.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Multimage]], Associazione Editoriale http://www.multimage.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Patfoort ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pat Patfoort, sito ufficiale http://www.patpatfoort.be&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Rosenberg==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale, Center for Nonviolent Communication http://www.cnvc.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Silo (Mario Rodriguez Cobos)==&lt;br /&gt;
* Sito ufficiale [http://www.silo.net/ www.silo.net]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tolstoj==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Edizioni Centro Gandhi http://www.gandhiedizioni.com/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=La_Guarigione_della_Sofferenza&amp;diff=33481</id>
		<title>La Guarigione della Sofferenza</title>
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		<updated>2025-04-16T09:05:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: /* Edizioni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Discorso pubblico effettuato da [[Silo]] il [[Maggio, 4|4 Maggio 1969]] a [[Punta de Vacas]], Argentina.&lt;br /&gt;
Suole essere considerato il discorso di fondazione del [[Movimento Umanista]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La dittatura vigente nel paese impediva discorsi pubblici. I seguaci di [[Silo]] andarono dunque a chiedere dove fosse possibile parlare e gli fu ironicamente risposto &amp;quot;se volete andate a parlare alle pietre&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così [[Silo]] convocò i suoi seguaci a circa 3000 metri d'altezza, vicino al luogo dove stava meditando da alcuni mesi in un rifugio di pietra. &lt;br /&gt;
Preoccupata per questo curioso evento, la polizia prima convocò [[Silo]] per chiedergli spiegazioni e poi collocò posti di blocco lungo l'unica strada che portava a quel luogo remoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine arrivarono circa 200 persone, alcuni giornalisti e una troupe televisiva che filmò l'evento e realizzò un'intervista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo, leggermente modificato rispetto a quello effettivamente pronunciato nell'occasione, ma immutato nei suoi concetti fondamentali è inserito nel libro [[Discorsi]] che fa parte del [[Opere Complete Volume I|Vol. I delle Opere Complete]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Discorso completo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto ad ascoltare un uomo che si suppone trasmetta la saggezza, hai sbagliato strada, perché la saggezza non si trasmette né attraverso i libri né attraverso i discorsi; la vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto spinto dai calunniatori e dagli ipocriti ad ascoltare quest’uomo con il fine di usare ciò che ascolti come argomento contro di lui, hai sbagliato strada, perché quest’uomo non è qui per chiederti niente né per usarti, perché non ha bisogno di te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ascolti un pover’uomo che non conosce le leggi che reggono l’Universo, che non conosce le leggi della Storia, che ignora le relazioni che legano i popoli. Quest’uomo si dirige alla tua coscienza lontano dalle città e dalle loro malsane ambizioni. Là, nelle città, dove ogni giorno è un affanno troncato dalla morte, dove all’amore succede l’odio, dove al perdono segue la vendetta, là, nelle città degli uomini ricchi e poveri, là, negli immensi campi degli uomini, si è posato un manto di sofferenza e di tristezza.&lt;br /&gt;
Soffri quando il dolore morde il tuo corpo. Soffri quando la fame si impadronisce del tuo corpo. Ma non soffri solo per il dolore immediato o per la fame che il tuo corpo sente; soffri anche per le conseguenze delle malattie che colpiscono il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devi comprendere che la sofferenza è di due tipi; c’è una sofferenza  che sorge in te a causa della malattia (e che può retrocedere grazie al progresso della scienza, così come la fame può retrocedere grazie, invece, al trionfo della giustizia). E c’è un’altra sofferenza che non dipende dalla malattia del corpo ma che da essa deriva: se sei paralizzato, se non puoi vedere, se non puoi udire, soffri;  tuttavia, anche se deriva dal tuo corpo, questa sofferenza è della tua mente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è dunque un tipo di sofferenza che non può retrocedere di fronte al progresso della scienza né di fronte al progresso della giustizia. Questo tipo di sofferenza, che è strettamente legato alla tua mente, retrocede di fronte alla fede, di fronte alla gioia di vivere, di fronte all’amore. Devi sapere che questo tipo di sofferenza è sempre basato sulla violenza che si trova nella tua coscienza. Soffri perché temi di perdere ciò che hai, soffri per ciò che hai perduto o per ciò che disperi di poter raggiungere. Soffri perché non hai, o perché hai paura... Ecco i grandi nemici dell’uomo: la paura delle malattie, la paura della povertà, la paura della morte, la paura della solitudine. Queste sono tutte sofferenze proprie della tua mente; tutte denunciano la violenza interna, la violenza che esiste nella tua mente. Considera che questa violenza deriva sempre dal desiderio. Quanto più violento è un uomo, tanto più grossolani sono i suoi desideri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei raccontarti una storia accaduta molto tempo fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’era un viaggiatore che doveva fare un lungo cammino. Così attaccò il suo cavallo al carro ed iniziò il viaggio; aveva un limite fisso di tempo per giungere alla sua lontana destinazione. Chiamò l’animale “Necessità” ed il carro “Desiderio”; chiamò una ruota “Piacere” e l’altra “Dolore”. Il viaggiatore conduceva il suo carro ora a destra ora a sinistra, ma non perdeva mai di vista la sua meta. Quanto più velocemente procedeva il carro, tanto più rapidamente si muovevano le ruote del piacere e del dolore, che erano unite dallo stesso asse e trasportavano il carro del Desiderio. Poiché il cammino era molto lungo il nostro viaggiatore si annoiava: decise allora di decorare il carro adornandolo di ogni cosa bella, e così fece. Ma il carro del Desiderio quanto più fu coperto di ornamenti tanto più divenne pesante per la Necessità che lo trainava. Ed infatti nelle curve e sugli erti pendii il povero animale si accasciava, non potendo trascinare il carro del Desiderio. E sulle strade sabbiose le ruote del Piacere e della Sofferenza affondavano. Un giorno il viaggiatore disperò di arrivare a destinazione perché il cammino era ancora molto lungo e la meta ancora molto lontana. Allora, quando scese la notte, decise di meditare; e mentre meditava udì il nitrito del suo cavallo. Comprese il messaggio che questo gli inviava e così, la mattina seguente, liberò il carro di tutti gli ornamenti, lo alleggerì di tutti i pesi, e quella stessa mattina, molto presto, cominciò a trottare con il suo animale, avanzando verso la sua destinazione. Ma il tempo che aveva perduto era ormai irrecuperabile. La notte seguente tornò a meditare e un nuovo avvertimento del suo amico gli fece comprendere che ora doveva affrontare un nuovo compito; e questo compito era doppiamente difficile perché significava il suo distacco, la perdita del suo attaccamento. Di buon mattino sacrificò il carro del Desiderio. E’ certo che così facendo perse la ruota del Piacere; però, con essa, perse anche la ruota della Sofferenza. Montò in groppa all’animale della Necessità e cominciò a galoppare per le verdi praterie fino ad arrivare alla sua destinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considera come il desiderio ti può limitare. Ci sono desideri di differente qualità. Ci sono desideri grossolani e ci sono desideri elevati. Eleva il desiderio! Supera il desiderio! Purifica il desiderio! Così facendo dovrai sicuramente sacrificare la ruota del piacere ma con essa perderai anche la ruota della sofferenza.&lt;br /&gt;
La violenza nell’uomo, mossa dai desideri, non rimane racchiusa nella sua coscienza, come una malattia, ma agisce anche nel mondo degli altri uomini, si esercita sul resto degli esseri umani. Non credere che quando parlo di violenza io mi riferisca solo alla guerra ed alle armi con cui gli uomini distruggono gli uomini: questa è una forma di violenza fisica. C’è una violenza economica. La violenza economica è quella che ti fa sfruttare l’altro; eserciti violenza economica quando derubi l’altro, quando non sei più il fratello dell’altro ma un animale rapace nei confronti del tuo fratello. C’è anche una violenza razziale. Credi di non esercitare violenza quando perseguiti un altro perché è di razza differente dalla tua? Credi di non esercitare violenza quando lo diffami perché è di razza differente dalla tua? C’è una violenza religiosa. Credi di non esercitare violenza quando non dai lavoro a qualcuno, o gli chiudi la porta in faccia, o lo allontani da te perché non è della tua religione? Credi di non essere violento quando rinchiudi tra le sbarre della diffamazione chi non professa i tuoi princìpi? Quando lo costringi a rinchiudersi nella sua famiglia? Quando lo costringi a rinchiudersi tra i suoi cari perché non professa la tua religione? Ci sono poi altre forme di violenza, quelle imposte dalla morale filistea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu vuoi imporre il tuo modo di vivere ad altri, tu devi imporre la tua vocazione ad altri... Ma chi ti ha detto che sei un esempio da seguire? Ma chi ti ha detto che puoi imporre ad altri un modo di vivere solo perché è quello che piace a te? Da dove viene lo stampo, da dove viene  il modello perché tu voglia imporlo?... Questa è un’altra forma di violenza. Puoi porre fine alla violenza, in te e negli altri e nel mondo che ti circonda, unicamente con la fede interiore e la meditazione interiore. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre termine alla violenza! Non cercare false vie d’uscita! Non c’è politica che possa risolvere questa folle ansia di violenza. Nel pianeta non c’è partito né movimento che possa porre termine alla violenza. Con false soluzioni non è possibile estirpare la violenza che è nel mondo... Mi dicono che i giovani, alle più diverse latitudini, cercano false vie d’uscita per liberarsi della violenza e della sofferenza interiore e si rivolgono alla droga come ad una soluzione. Non cercare false vie d’uscita per porre termine alla violenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fratello mio: segui regole semplici, come sono semplici queste pietre, questa neve e questo sole che ci benedice. Porta la pace in te e portala agli altri. Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza: guarda quel volto pieno di sofferenza... ma ricorda che è necessario andare avanti, che è necessario imparare a ridere e che è necessario imparare ad amare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A te, fratello mio, lancio questa speranza; questa speranza di gioia, questa speranza di amore affinché tu elevi il tuo cuore ed elevi il tuo spirito, ed affinché non dimentichi di elevare il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
Il discorso è disponibile in italiano nella edizione realizzata per il cinquantenario del discorso presso [[Multimage]] illustrata da [[Edwards, Rafael|Rafael Edwards]], oltre che nelle già citate edizioni all'interno di [[Discorsi]] e del [[Opere Complete Volume I|volume I delle Opere Complete]] di [[Silo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Movimento Umanista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=La_Guarigione_della_Sofferenza&amp;diff=33480</id>
		<title>La Guarigione della Sofferenza</title>
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		<updated>2025-04-16T09:04:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Discorso pubblico effettuato da [[Silo]] il [[Maggio, 4|4 Maggio 1969]] a [[Punta de Vacas]], Argentina.&lt;br /&gt;
Suole essere considerato il discorso di fondazione del [[Movimento Umanista]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La dittatura vigente nel paese impediva discorsi pubblici. I seguaci di [[Silo]] andarono dunque a chiedere dove fosse possibile parlare e gli fu ironicamente risposto &amp;quot;se volete andate a parlare alle pietre&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così [[Silo]] convocò i suoi seguaci a circa 3000 metri d'altezza, vicino al luogo dove stava meditando da alcuni mesi in un rifugio di pietra. &lt;br /&gt;
Preoccupata per questo curioso evento, la polizia prima convocò [[Silo]] per chiedergli spiegazioni e poi collocò posti di blocco lungo l'unica strada che portava a quel luogo remoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine arrivarono circa 200 persone, alcuni giornalisti e una troupe televisiva che filmò l'evento e realizzò un'intervista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo, leggermente modificato rispetto a quello effettivamente pronunciato nell'occasione, ma immutato nei suoi concetti fondamentali è inserito nel libro [[Discorsi]] che fa parte del [[Opere Complete Volume I|Vol. I delle Opere Complete]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Discorso completo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto ad ascoltare un uomo che si suppone trasmetta la saggezza, hai sbagliato strada, perché la saggezza non si trasmette né attraverso i libri né attraverso i discorsi; la vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto spinto dai calunniatori e dagli ipocriti ad ascoltare quest’uomo con il fine di usare ciò che ascolti come argomento contro di lui, hai sbagliato strada, perché quest’uomo non è qui per chiederti niente né per usarti, perché non ha bisogno di te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ascolti un pover’uomo che non conosce le leggi che reggono l’Universo, che non conosce le leggi della Storia, che ignora le relazioni che legano i popoli. Quest’uomo si dirige alla tua coscienza lontano dalle città e dalle loro malsane ambizioni. Là, nelle città, dove ogni giorno è un affanno troncato dalla morte, dove all’amore succede l’odio, dove al perdono segue la vendetta, là, nelle città degli uomini ricchi e poveri, là, negli immensi campi degli uomini, si è posato un manto di sofferenza e di tristezza.&lt;br /&gt;
Soffri quando il dolore morde il tuo corpo. Soffri quando la fame si impadronisce del tuo corpo. Ma non soffri solo per il dolore immediato o per la fame che il tuo corpo sente; soffri anche per le conseguenze delle malattie che colpiscono il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devi comprendere che la sofferenza è di due tipi; c’è una sofferenza  che sorge in te a causa della malattia (e che può retrocedere grazie al progresso della scienza, così come la fame può retrocedere grazie, invece, al trionfo della giustizia). E c’è un’altra sofferenza che non dipende dalla malattia del corpo ma che da essa deriva: se sei paralizzato, se non puoi vedere, se non puoi udire, soffri;  tuttavia, anche se deriva dal tuo corpo, questa sofferenza è della tua mente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è dunque un tipo di sofferenza che non può retrocedere di fronte al progresso della scienza né di fronte al progresso della giustizia. Questo tipo di sofferenza, che è strettamente legato alla tua mente, retrocede di fronte alla fede, di fronte alla gioia di vivere, di fronte all’amore. Devi sapere che questo tipo di sofferenza è sempre basato sulla violenza che si trova nella tua coscienza. Soffri perché temi di perdere ciò che hai, soffri per ciò che hai perduto o per ciò che disperi di poter raggiungere. Soffri perché non hai, o perché hai paura... Ecco i grandi nemici dell’uomo: la paura delle malattie, la paura della povertà, la paura della morte, la paura della solitudine. Queste sono tutte sofferenze proprie della tua mente; tutte denunciano la violenza interna, la violenza che esiste nella tua mente. Considera che questa violenza deriva sempre dal desiderio. Quanto più violento è un uomo, tanto più grossolani sono i suoi desideri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei raccontarti una storia accaduta molto tempo fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’era un viaggiatore che doveva fare un lungo cammino. Così attaccò il suo cavallo al carro ed iniziò il viaggio; aveva un limite fisso di tempo per giungere alla sua lontana destinazione. Chiamò l’animale “Necessità” ed il carro “Desiderio”; chiamò una ruota “Piacere” e l’altra “Dolore”. Il viaggiatore conduceva il suo carro ora a destra ora a sinistra, ma non perdeva mai di vista la sua meta. Quanto più velocemente procedeva il carro, tanto più rapidamente si muovevano le ruote del piacere e del dolore, che erano unite dallo stesso asse e trasportavano il carro del Desiderio. Poiché il cammino era molto lungo il nostro viaggiatore si annoiava: decise allora di decorare il carro adornandolo di ogni cosa bella, e così fece. Ma il carro del Desiderio quanto più fu coperto di ornamenti tanto più divenne pesante per la Necessità che lo trainava. Ed infatti nelle curve e sugli erti pendii il povero animale si accasciava, non potendo trascinare il carro del Desiderio. E sulle strade sabbiose le ruote del Piacere e della Sofferenza affondavano. Un giorno il viaggiatore disperò di arrivare a destinazione perché il cammino era ancora molto lungo e la meta ancora molto lontana. Allora, quando scese la notte, decise di meditare; e mentre meditava udì il nitrito del suo cavallo. Comprese il messaggio che questo gli inviava e così, la mattina seguente, liberò il carro di tutti gli ornamenti, lo alleggerì di tutti i pesi, e quella stessa mattina, molto presto, cominciò a trottare con il suo animale, avanzando verso la sua destinazione. Ma il tempo che aveva perduto era ormai irrecuperabile. La notte seguente tornò a meditare e un nuovo avvertimento del suo amico gli fece comprendere che ora doveva affrontare un nuovo compito; e questo compito era doppiamente difficile perché significava il suo distacco, la perdita del suo attaccamento. Di buon mattino sacrificò il carro del Desiderio. E’ certo che così facendo perse la ruota del Piacere; però, con essa, perse anche la ruota della Sofferenza. Montò in groppa all’animale della Necessità e cominciò a galoppare per le verdi praterie fino ad arrivare alla sua destinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considera come il desiderio ti può limitare. Ci sono desideri di differente qualità. Ci sono desideri grossolani e ci sono desideri elevati. Eleva il desiderio! Supera il desiderio! Purifica il desiderio! Così facendo dovrai sicuramente sacrificare la ruota del piacere ma con essa perderai anche la ruota della sofferenza.&lt;br /&gt;
La violenza nell’uomo, mossa dai desideri, non rimane racchiusa nella sua coscienza, come una malattia, ma agisce anche nel mondo degli altri uomini, si esercita sul resto degli esseri umani. Non credere che quando parlo di violenza io mi riferisca solo alla guerra ed alle armi con cui gli uomini distruggono gli uomini: questa è una forma di violenza fisica. C’è una violenza economica. La violenza economica è quella che ti fa sfruttare l’altro; eserciti violenza economica quando derubi l’altro, quando non sei più il fratello dell’altro ma un animale rapace nei confronti del tuo fratello. C’è anche una violenza razziale. Credi di non esercitare violenza quando perseguiti un altro perché è di razza differente dalla tua? Credi di non esercitare violenza quando lo diffami perché è di razza differente dalla tua? C’è una violenza religiosa. Credi di non esercitare violenza quando non dai lavoro a qualcuno, o gli chiudi la porta in faccia, o lo allontani da te perché non è della tua religione? Credi di non essere violento quando rinchiudi tra le sbarre della diffamazione chi non professa i tuoi princìpi? Quando lo costringi a rinchiudersi nella sua famiglia? Quando lo costringi a rinchiudersi tra i suoi cari perché non professa la tua religione? Ci sono poi altre forme di violenza, quelle imposte dalla morale filistea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu vuoi imporre il tuo modo di vivere ad altri, tu devi imporre la tua vocazione ad altri... Ma chi ti ha detto che sei un esempio da seguire? Ma chi ti ha detto che puoi imporre ad altri un modo di vivere solo perché è quello che piace a te? Da dove viene lo stampo, da dove viene  il modello perché tu voglia imporlo?... Questa è un’altra forma di violenza. Puoi porre fine alla violenza, in te e negli altri e nel mondo che ti circonda, unicamente con la fede interiore e la meditazione interiore. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre termine alla violenza! Non cercare false vie d’uscita! Non c’è politica che possa risolvere questa folle ansia di violenza. Nel pianeta non c’è partito né movimento che possa porre termine alla violenza. Con false soluzioni non è possibile estirpare la violenza che è nel mondo... Mi dicono che i giovani, alle più diverse latitudini, cercano false vie d’uscita per liberarsi della violenza e della sofferenza interiore e si rivolgono alla droga come ad una soluzione. Non cercare false vie d’uscita per porre termine alla violenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fratello mio: segui regole semplici, come sono semplici queste pietre, questa neve e questo sole che ci benedice. Porta la pace in te e portala agli altri. Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza: guarda quel volto pieno di sofferenza... ma ricorda che è necessario andare avanti, che è necessario imparare a ridere e che è necessario imparare ad amare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A te, fratello mio, lancio questa speranza; questa speranza di gioia, questa speranza di amore affinché tu elevi il tuo cuore ed elevi il tuo spirito, ed affinché non dimentichi di elevare il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
Il discorso è disponibile in italiano nella edizione realizzata per il cinquantenario del discorso presso [[Multimage]] illustrata da [[Edwards, Rafael|Rafael Edwards]], oltre che nelle già citate edizioni all'interno di [[Discorsi]] e del [[volume I delle Opere Complete|Opere Complete Volume I]] di [[Silo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Movimento Umanista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=La_Guarigione_della_Sofferenza&amp;diff=33479</id>
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		<updated>2025-04-16T09:03:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Discorso pubblico effettuato da [[Silo]] il [[Maggio, 4|4 Maggio 1969]] a [[Punta de Vacas]], Argentina.&lt;br /&gt;
Suole essere considerato il discorso di fondazione del [[Movimento Umanista]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La dittatura vigente nel paese impediva discorsi pubblici. I seguaci di [[Silo]] andarono dunque a chiedere dove fosse possibile parlare e gli fu ironicamente risposto &amp;quot;se volete andate a parlare alle pietre&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così [[Silo]] convocò i suoi seguaci a circa 3000 metri d'altezza, vicino al luogo dove stava meditando da alcuni mesi in un rifugio di pietra. &lt;br /&gt;
Preoccupata per questo curioso evento, la polizia prima convocò [[Silo]] per chiedergli spiegazioni e poi collocò posti di blocco lungo l'unica strada che portava a quel luogo remoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine arrivarono circa 200 persone, alcuni giornalisti e una troupe televisiva che filmò l'evento e realizzò un'intervista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo, leggermente modificato rispetto a quello effettivamente pronunciato nell'occasione, ma immutato nei suoi concetti fondamentali è inserito nel libro [[Discorsi]] che fa parte del [[Opere Complete Volume I|Vol. I delle Opere Complete]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Discorso completo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto ad ascoltare un uomo che si suppone trasmetta la saggezza, hai sbagliato strada, perché la saggezza non si trasmette né attraverso i libri né attraverso i discorsi; la vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto spinto dai calunniatori e dagli ipocriti ad ascoltare quest’uomo con il fine di usare ciò che ascolti come argomento contro di lui, hai sbagliato strada, perché quest’uomo non è qui per chiederti niente né per usarti, perché non ha bisogno di te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ascolti un pover’uomo che non conosce le leggi che reggono l’Universo, che non conosce le leggi della Storia, che ignora le relazioni che legano i popoli. Quest’uomo si dirige alla tua coscienza lontano dalle città e dalle loro malsane ambizioni. Là, nelle città, dove ogni giorno è un affanno troncato dalla morte, dove all’amore succede l’odio, dove al perdono segue la vendetta, là, nelle città degli uomini ricchi e poveri, là, negli immensi campi degli uomini, si è posato un manto di sofferenza e di tristezza.&lt;br /&gt;
Soffri quando il dolore morde il tuo corpo. Soffri quando la fame si impadronisce del tuo corpo. Ma non soffri solo per il dolore immediato o per la fame che il tuo corpo sente; soffri anche per le conseguenze delle malattie che colpiscono il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devi comprendere che la sofferenza è di due tipi; c’è una sofferenza  che sorge in te a causa della malattia (e che può retrocedere grazie al progresso della scienza, così come la fame può retrocedere grazie, invece, al trionfo della giustizia). E c’è un’altra sofferenza che non dipende dalla malattia del corpo ma che da essa deriva: se sei paralizzato, se non puoi vedere, se non puoi udire, soffri;  tuttavia, anche se deriva dal tuo corpo, questa sofferenza è della tua mente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è dunque un tipo di sofferenza che non può retrocedere di fronte al progresso della scienza né di fronte al progresso della giustizia. Questo tipo di sofferenza, che è strettamente legato alla tua mente, retrocede di fronte alla fede, di fronte alla gioia di vivere, di fronte all’amore. Devi sapere che questo tipo di sofferenza è sempre basato sulla violenza che si trova nella tua coscienza. Soffri perché temi di perdere ciò che hai, soffri per ciò che hai perduto o per ciò che disperi di poter raggiungere. Soffri perché non hai, o perché hai paura... Ecco i grandi nemici dell’uomo: la paura delle malattie, la paura della povertà, la paura della morte, la paura della solitudine. Queste sono tutte sofferenze proprie della tua mente; tutte denunciano la violenza interna, la violenza che esiste nella tua mente. Considera che questa violenza deriva sempre dal desiderio. Quanto più violento è un uomo, tanto più grossolani sono i suoi desideri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei raccontarti una storia accaduta molto tempo fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’era un viaggiatore che doveva fare un lungo cammino. Così attaccò il suo cavallo al carro ed iniziò il viaggio; aveva un limite fisso di tempo per giungere alla sua lontana destinazione. Chiamò l’animale “Necessità” ed il carro “Desiderio”; chiamò una ruota “Piacere” e l’altra “Dolore”. Il viaggiatore conduceva il suo carro ora a destra ora a sinistra, ma non perdeva mai di vista la sua meta. Quanto più velocemente procedeva il carro, tanto più rapidamente si muovevano le ruote del piacere e del dolore, che erano unite dallo stesso asse e trasportavano il carro del Desiderio. Poiché il cammino era molto lungo il nostro viaggiatore si annoiava: decise allora di decorare il carro adornandolo di ogni cosa bella, e così fece. Ma il carro del Desiderio quanto più fu coperto di ornamenti tanto più divenne pesante per la Necessità che lo trainava. Ed infatti nelle curve e sugli erti pendii il povero animale si accasciava, non potendo trascinare il carro del Desiderio. E sulle strade sabbiose le ruote del Piacere e della Sofferenza affondavano. Un giorno il viaggiatore disperò di arrivare a destinazione perché il cammino era ancora molto lungo e la meta ancora molto lontana. Allora, quando scese la notte, decise di meditare; e mentre meditava udì il nitrito del suo cavallo. Comprese il messaggio che questo gli inviava e così, la mattina seguente, liberò il carro di tutti gli ornamenti, lo alleggerì di tutti i pesi, e quella stessa mattina, molto presto, cominciò a trottare con il suo animale, avanzando verso la sua destinazione. Ma il tempo che aveva perduto era ormai irrecuperabile. La notte seguente tornò a meditare e un nuovo avvertimento del suo amico gli fece comprendere che ora doveva affrontare un nuovo compito; e questo compito era doppiamente difficile perché significava il suo distacco, la perdita del suo attaccamento. Di buon mattino sacrificò il carro del Desiderio. E’ certo che così facendo perse la ruota del Piacere; però, con essa, perse anche la ruota della Sofferenza. Montò in groppa all’animale della Necessità e cominciò a galoppare per le verdi praterie fino ad arrivare alla sua destinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considera come il desiderio ti può limitare. Ci sono desideri di differente qualità. Ci sono desideri grossolani e ci sono desideri elevati. Eleva il desiderio! Supera il desiderio! Purifica il desiderio! Così facendo dovrai sicuramente sacrificare la ruota del piacere ma con essa perderai anche la ruota della sofferenza.&lt;br /&gt;
La violenza nell’uomo, mossa dai desideri, non rimane racchiusa nella sua coscienza, come una malattia, ma agisce anche nel mondo degli altri uomini, si esercita sul resto degli esseri umani. Non credere che quando parlo di violenza io mi riferisca solo alla guerra ed alle armi con cui gli uomini distruggono gli uomini: questa è una forma di violenza fisica. C’è una violenza economica. La violenza economica è quella che ti fa sfruttare l’altro; eserciti violenza economica quando derubi l’altro, quando non sei più il fratello dell’altro ma un animale rapace nei confronti del tuo fratello. C’è anche una violenza razziale. Credi di non esercitare violenza quando perseguiti un altro perché è di razza differente dalla tua? Credi di non esercitare violenza quando lo diffami perché è di razza differente dalla tua? C’è una violenza religiosa. Credi di non esercitare violenza quando non dai lavoro a qualcuno, o gli chiudi la porta in faccia, o lo allontani da te perché non è della tua religione? Credi di non essere violento quando rinchiudi tra le sbarre della diffamazione chi non professa i tuoi princìpi? Quando lo costringi a rinchiudersi nella sua famiglia? Quando lo costringi a rinchiudersi tra i suoi cari perché non professa la tua religione? Ci sono poi altre forme di violenza, quelle imposte dalla morale filistea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu vuoi imporre il tuo modo di vivere ad altri, tu devi imporre la tua vocazione ad altri... Ma chi ti ha detto che sei un esempio da seguire? Ma chi ti ha detto che puoi imporre ad altri un modo di vivere solo perché è quello che piace a te? Da dove viene lo stampo, da dove viene  il modello perché tu voglia imporlo?... Questa è un’altra forma di violenza. Puoi porre fine alla violenza, in te e negli altri e nel mondo che ti circonda, unicamente con la fede interiore e la meditazione interiore. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre termine alla violenza! Non cercare false vie d’uscita! Non c’è politica che possa risolvere questa folle ansia di violenza. Nel pianeta non c’è partito né movimento che possa porre termine alla violenza. Con false soluzioni non è possibile estirpare la violenza che è nel mondo... Mi dicono che i giovani, alle più diverse latitudini, cercano false vie d’uscita per liberarsi della violenza e della sofferenza interiore e si rivolgono alla droga come ad una soluzione. Non cercare false vie d’uscita per porre termine alla violenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fratello mio: segui regole semplici, come sono semplici queste pietre, questa neve e questo sole che ci benedice. Porta la pace in te e portala agli altri. Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza: guarda quel volto pieno di sofferenza... ma ricorda che è necessario andare avanti, che è necessario imparare a ridere e che è necessario imparare ad amare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A te, fratello mio, lancio questa speranza; questa speranza di gioia, questa speranza di amore affinché tu elevi il tuo cuore ed elevi il tuo spirito, ed affinché non dimentichi di elevare il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni ==&lt;br /&gt;
Il discorso è disponibile in italiano nella edizione realizzata per il cinquantenario del discorso presso [[Multimage]] illustrata da [[Edwards, Rafael|Rafael Edwards]], oltre che nelle già citate edizioni all'interno di [[Discorsi]] e del [[volume I delle Opere Complete|Opere Complete, Vol. I]] di Silo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Movimento Umanista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: siloismo]]&lt;br /&gt;
[[categoria: bibliografia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=La_Guarigione_della_Sofferenza&amp;diff=33478</id>
		<title>La Guarigione della Sofferenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=La_Guarigione_della_Sofferenza&amp;diff=33478"/>
		<updated>2025-04-16T08:56:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Discorso pubblico effettuato da [[Silo]] il [[Maggio, 4|4 Maggio 1969]] a [[Punta de Vacas]], Argentina.&lt;br /&gt;
Suole essere considerato il discorso di fondazione del [[Movimento Umanista]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La dittatura vigente nel paese impediva discorsi pubblici. I seguaci di [[Silo]] andarono dunque a chiedere dove fosse possibile parlare e gli fu ironicamente risposto &amp;quot;se volete andate a parlare alle pietre&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così [[Silo]] convocò i suoi seguaci a circa 3000 metri d'altezza, vicino al luogo dove stava meditando da alcuni mesi in un rifugio di pietra. &lt;br /&gt;
Preoccupata per questo curioso evento, la polizia prima convocò [[Silo]] per chiedergli spiegazioni e poi collocò posti di blocco lungo l'unica strada che portava a quel luogo remoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine arrivarono circa 200 persone, alcuni giornalisti e una troupe televisiva che filmò l'evento e realizzò un'intervista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo, leggermente modificato rispetto a quello effettivamente pronunciato nell'occasione, ma immutato nei suoi concetti fondamentali è inserito nel libro [[Discorsi]] che fa parte del [[Opere Complete Volume I|Vol. I delle Opere Complete]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Discorso completo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto ad ascoltare un uomo che si suppone trasmetta la saggezza, hai sbagliato strada, perché la saggezza non si trasmette né attraverso i libri né attraverso i discorsi; la vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei venuto spinto dai calunniatori e dagli ipocriti ad ascoltare quest’uomo con il fine di usare ciò che ascolti come argomento contro di lui, hai sbagliato strada, perché quest’uomo non è qui per chiederti niente né per usarti, perché non ha bisogno di te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ascolti un pover’uomo che non conosce le leggi che reggono l’Universo, che non conosce le leggi della Storia, che ignora le relazioni che legano i popoli. Quest’uomo si dirige alla tua coscienza lontano dalle città e dalle loro malsane ambizioni. Là, nelle città, dove ogni giorno è un affanno troncato dalla morte, dove all’amore succede l’odio, dove al perdono segue la vendetta, là, nelle città degli uomini ricchi e poveri, là, negli immensi campi degli uomini, si è posato un manto di sofferenza e di tristezza.&lt;br /&gt;
Soffri quando il dolore morde il tuo corpo. Soffri quando la fame si impadronisce del tuo corpo. Ma non soffri solo per il dolore immediato o per la fame che il tuo corpo sente; soffri anche per le conseguenze delle malattie che colpiscono il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devi comprendere che la sofferenza è di due tipi; c’è una sofferenza  che sorge in te a causa della malattia (e che può retrocedere grazie al progresso della scienza, così come la fame può retrocedere grazie, invece, al trionfo della giustizia). E c’è un’altra sofferenza che non dipende dalla malattia del corpo ma che da essa deriva: se sei paralizzato, se non puoi vedere, se non puoi udire, soffri;  tuttavia, anche se deriva dal tuo corpo, questa sofferenza è della tua mente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è dunque un tipo di sofferenza che non può retrocedere di fronte al progresso della scienza né di fronte al progresso della giustizia. Questo tipo di sofferenza, che è strettamente legato alla tua mente, retrocede di fronte alla fede, di fronte alla gioia di vivere, di fronte all’amore. Devi sapere che questo tipo di sofferenza è sempre basato sulla violenza che si trova nella tua coscienza. Soffri perché temi di perdere ciò che hai, soffri per ciò che hai perduto o per ciò che disperi di poter raggiungere. Soffri perché non hai, o perché hai paura... Ecco i grandi nemici dell’uomo: la paura delle malattie, la paura della povertà, la paura della morte, la paura della solitudine. Queste sono tutte sofferenze proprie della tua mente; tutte denunciano la violenza interna, la violenza che esiste nella tua mente. Considera che questa violenza deriva sempre dal desiderio. Quanto più violento è un uomo, tanto più grossolani sono i suoi desideri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei raccontarti una storia accaduta molto tempo fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’era un viaggiatore che doveva fare un lungo cammino. Così attaccò il suo cavallo al carro ed iniziò il viaggio; aveva un limite fisso di tempo per giungere alla sua lontana destinazione. Chiamò l’animale “Necessità” ed il carro “Desiderio”; chiamò una ruota “Piacere” e l’altra “Dolore”. Il viaggiatore conduceva il suo carro ora a destra ora a sinistra, ma non perdeva mai di vista la sua meta. Quanto più velocemente procedeva il carro, tanto più rapidamente si muovevano le ruote del piacere e del dolore, che erano unite dallo stesso asse e trasportavano il carro del Desiderio. Poiché il cammino era molto lungo il nostro viaggiatore si annoiava: decise allora di decorare il carro adornandolo di ogni cosa bella, e così fece. Ma il carro del Desiderio quanto più fu coperto di ornamenti tanto più divenne pesante per la Necessità che lo trainava. Ed infatti nelle curve e sugli erti pendii il povero animale si accasciava, non potendo trascinare il carro del Desiderio. E sulle strade sabbiose le ruote del Piacere e della Sofferenza affondavano. Un giorno il viaggiatore disperò di arrivare a destinazione perché il cammino era ancora molto lungo e la meta ancora molto lontana. Allora, quando scese la notte, decise di meditare; e mentre meditava udì il nitrito del suo cavallo. Comprese il messaggio che questo gli inviava e così, la mattina seguente, liberò il carro di tutti gli ornamenti, lo alleggerì di tutti i pesi, e quella stessa mattina, molto presto, cominciò a trottare con il suo animale, avanzando verso la sua destinazione. Ma il tempo che aveva perduto era ormai irrecuperabile. La notte seguente tornò a meditare e un nuovo avvertimento del suo amico gli fece comprendere che ora doveva affrontare un nuovo compito; e questo compito era doppiamente difficile perché significava il suo distacco, la perdita del suo attaccamento. Di buon mattino sacrificò il carro del Desiderio. E’ certo che così facendo perse la ruota del Piacere; però, con essa, perse anche la ruota della Sofferenza. Montò in groppa all’animale della Necessità e cominciò a galoppare per le verdi praterie fino ad arrivare alla sua destinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considera come il desiderio ti può limitare. Ci sono desideri di differente qualità. Ci sono desideri grossolani e ci sono desideri elevati. Eleva il desiderio! Supera il desiderio! Purifica il desiderio! Così facendo dovrai sicuramente sacrificare la ruota del piacere ma con essa perderai anche la ruota della sofferenza.&lt;br /&gt;
La violenza nell’uomo, mossa dai desideri, non rimane racchiusa nella sua coscienza, come una malattia, ma agisce anche nel mondo degli altri uomini, si esercita sul resto degli esseri umani. Non credere che quando parlo di violenza io mi riferisca solo alla guerra ed alle armi con cui gli uomini distruggono gli uomini: questa è una forma di violenza fisica. C’è una violenza economica. La violenza economica è quella che ti fa sfruttare l’altro; eserciti violenza economica quando derubi l’altro, quando non sei più il fratello dell’altro ma un animale rapace nei confronti del tuo fratello. C’è anche una violenza razziale. Credi di non esercitare violenza quando perseguiti un altro perché è di razza differente dalla tua? Credi di non esercitare violenza quando lo diffami perché è di razza differente dalla tua? C’è una violenza religiosa. Credi di non esercitare violenza quando non dai lavoro a qualcuno, o gli chiudi la porta in faccia, o lo allontani da te perché non è della tua religione? Credi di non essere violento quando rinchiudi tra le sbarre della diffamazione chi non professa i tuoi princìpi? Quando lo costringi a rinchiudersi nella sua famiglia? Quando lo costringi a rinchiudersi tra i suoi cari perché non professa la tua religione? Ci sono poi altre forme di violenza, quelle imposte dalla morale filistea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu vuoi imporre il tuo modo di vivere ad altri, tu devi imporre la tua vocazione ad altri... Ma chi ti ha detto che sei un esempio da seguire? Ma chi ti ha detto che puoi imporre ad altri un modo di vivere solo perché è quello che piace a te? Da dove viene lo stampo, da dove viene  il modello perché tu voglia imporlo?... Questa è un’altra forma di violenza. Puoi porre fine alla violenza, in te e negli altri e nel mondo che ti circonda, unicamente con la fede interiore e la meditazione interiore. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre termine alla violenza! Non cercare false vie d’uscita! Non c’è politica che possa risolvere questa folle ansia di violenza. Nel pianeta non c’è partito né movimento che possa porre termine alla violenza. Con false soluzioni non è possibile estirpare la violenza che è nel mondo... Mi dicono che i giovani, alle più diverse latitudini, cercano false vie d’uscita per liberarsi della violenza e della sofferenza interiore e si rivolgono alla droga come ad una soluzione. Non cercare false vie d’uscita per porre termine alla violenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fratello mio: segui regole semplici, come sono semplici queste pietre, questa neve e questo sole che ci benedice. Porta la pace in te e portala agli altri. Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza: guarda quel volto pieno di sofferenza... ma ricorda che è necessario andare avanti, che è necessario imparare a ridere e che è necessario imparare ad amare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A te, fratello mio, lancio questa speranza; questa speranza di gioia, questa speranza di amore affinché tu elevi il tuo cuore ed elevi il tuo spirito, ed affinché non dimentichi di elevare il tuo corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Work in progress]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Movimento Umanista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: siloismo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Sofferenza&amp;diff=33477</id>
		<title>Sofferenza</title>
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		<updated>2025-04-16T08:51:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il tema della sofferenza è un tema centrale per l'[[Umanesimo Universalista]] trattato da [[Silo]] fin dal suo primo discorso [[La Guarigione della Sofferenza]] il 4 Maggio del 1969 a [[Punta de Vacas]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune definizioni nella letteratura umanista: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Tratto da''' [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[Nuovo Umanesimo]], i problemi del [[dolore]] e della sofferenza sono di enorme importanza. Si distingue tra dolore (come risposta psicofisica a sollecitazioni corporali, che provengano dall'esterno o dall'intracorpo) e sofferenza relativa a una posizione mentale di fronte a problemi presunti o reali. Stabilita questa differenza, si dice che il motore dell'azione umana è il superamento del [[dolore]] fisico e la conseguente ricerca del piacere corporale. L'attività del processo di civilizzazione è orientata in questa direzione. Quindi, lo sviluppo della [[scienza]] e dell'organizzazione sociale va di pari passo con le soluzioni che si danno a questo problema. La stessa organizzazione sociale parte dalla finitezza temporale e spaziale dell'[[essere umano]] come individuo e questa finitezza che mostra il [[dolore]] e la mancanza di difese viene affrontata con il lavoro sociale. La fame, la mancanza di riparo e di protezione di fronte alle inclemenze naturali, alla malattia e a ogni tipo di difficoltà corporale vengono combattute grazie al progredire della [[società]] e, a poco a poco, grazie al progredire della [[scienza]]. Tuttavia, la sofferenza è mentale e non corrisponde al non soddisfacimento delle necessità immediate e non appare come risposta corporale a stimoli fisici dolorosi. La paura della malattia, della solitudine, della miseria e della morte non possono essere risolte in termini fisici, ma mediante una posizione esistenziale di fronte alla vita in generale. Comunque, si soffre per vie diverse, come la [[percezione]], il ricordo e l'immaginazione. Ma non attraverso la [[percezione]] di stimoli fisici dolorosi, bensì attraverso la [[percezione]] di stimoli di situazioni che non si riesce a conseguire o che generano disperazione nel non conseguirle ecc. Le vie del ricordo e dell'immaginazione presentano anche le loro particolari caratteristiche. Ma in definitiva la [[coscienza]] è strutturale e totalizzante, cosicché la distinzione tra vie serve soltanto agli effetti dell'analisi e quando si soffre ciò accade globalmente, si tratta della coscienza sofferente, sebbene si possano distinguere alcuni aspetti salienti in ogni caso. Il superamento del dolore e della sofferenza è elemento prioritario nell'attività degli umanisti e da questa concezione muove la loro visione della necessità del lavoro sociale d’insieme a favore della [[scienza]], della [[giustizia]] sociale e contro ogni [[violenza]] e [[discriminazione]]. D'altra parte, anche l'umanesimo ha molto da dare riguardo al problema del senso della vita, a come ci si pone di fronte a essa e allo sviluppo dell'[[essere umano]] per superare la sofferenza mentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Tratto dal''' Glossario di [[Autoliberazione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
V. [[dolore]]. A) La sua radice si trova nella mente così come quella del [[dolore]] si trova nel corpo, tuttavia se la mente dipende dal corpo è corretto dire che anche la sofferenza mentale deriva dal corpo. B) Gli impedimenti alla normalizzazione, all’ampliamento e allo sviluppo della [[coscienza]] sicuramente hanno come base la sofferenza. C) La sofferenza non può essere superata effettuando semplicemente una valutazione nuova di determinate persone, fatti o situazioni, a meno che questa non abbia prodotto un atteggiamento mentale ed una condotta differenti rispetto al problema in questione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: glossario di Autoliberazione]]&lt;br /&gt;
[[categoria: psicologia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
[[categoria: termini originali]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Sofferenza&amp;diff=33476</id>
		<title>Sofferenza</title>
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		<updated>2025-04-16T08:50:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Tratto da''' [[Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[Nuovo Umanesimo]], i problemi del [[dolore]] e della sofferenza sono di enorme importanza. Si distingue tra dolore (come risposta psicofisica a sollecitazioni corporali, che provengano dall'esterno o dall'intracorpo) e sofferenza relativa a una posizione mentale di fronte a problemi presunti o reali. Stabilita questa differenza, si dice che il motore dell'azione umana è il superamento del [[dolore]] fisico e la conseguente ricerca del piacere corporale. L'attività del processo di civilizzazione è orientata in questa direzione. Quindi, lo sviluppo della [[scienza]] e dell'organizzazione sociale va di pari passo con le soluzioni che si danno a questo problema. La stessa organizzazione sociale parte dalla finitezza temporale e spaziale dell'[[essere umano]] come individuo e questa finitezza che mostra il [[dolore]] e la mancanza di difese viene affrontata con il lavoro sociale. La fame, la mancanza di riparo e di protezione di fronte alle inclemenze naturali, alla malattia e a ogni tipo di difficoltà corporale vengono combattute grazie al progredire della [[società]] e, a poco a poco, grazie al progredire della [[scienza]]. Tuttavia, la sofferenza è mentale e non corrisponde al non soddisfacimento delle necessità immediate e non appare come risposta corporale a stimoli fisici dolorosi. La paura della malattia, della solitudine, della miseria e della morte non possono essere risolte in termini fisici, ma mediante una posizione esistenziale di fronte alla vita in generale. Comunque, si soffre per vie diverse, come la [[percezione]], il ricordo e l'immaginazione. Ma non attraverso la [[percezione]] di stimoli fisici dolorosi, bensì attraverso la [[percezione]] di stimoli di situazioni che non si riesce a conseguire o che generano disperazione nel non conseguirle ecc. Le vie del ricordo e dell'immaginazione presentano anche le loro particolari caratteristiche. Ma in definitiva la [[coscienza]] è strutturale e totalizzante, cosicché la distinzione tra vie serve soltanto agli effetti dell'analisi e quando si soffre ciò accade globalmente, si tratta della coscienza sofferente, sebbene si possano distinguere alcuni aspetti salienti in ogni caso. Il superamento del dolore e della sofferenza è elemento prioritario nell'attività degli umanisti e da questa concezione muove la loro visione della necessità del lavoro sociale d’insieme a favore della [[scienza]], della [[giustizia]] sociale e contro ogni [[violenza]] e [[discriminazione]]. D'altra parte, anche l'umanesimo ha molto da dare riguardo al problema del senso della vita, a come ci si pone di fronte a essa e allo sviluppo dell'[[essere umano]] per superare la sofferenza mentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Tratto dal''' Glossario di [[Autoliberazione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
V. [[dolore]]. A) La sua radice si trova nella mente così come quella del [[dolore]] si trova nel corpo, tuttavia se la mente dipende dal corpo è corretto dire che anche la sofferenza mentale deriva dal corpo. B) Gli impedimenti alla normalizzazione, all’ampliamento e allo sviluppo della [[coscienza]] sicuramente hanno come base la sofferenza. C) La sofferenza non può essere superata effettuando semplicemente una valutazione nuova di determinate persone, fatti o situazioni, a meno che questa non abbia prodotto un atteggiamento mentale ed una condotta differenti rispetto al problema in questione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema della sofferenza è un tema ventrale per l'[[Umanesimo Universalista]] trattato da [[Silo]] fin dal suo primo discorso [[La Guarigione della Sofferenza]] il 4 Maggio del 1969 a [[Punta de Vacas]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: glossario di Autoliberazione]]&lt;br /&gt;
[[categoria: psicologia]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
[[categoria: termini originali]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria:work in progress]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Omaggio_a_Galileo&amp;diff=33475</id>
		<title>Omaggio a Galileo</title>
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		<updated>2024-11-27T23:44:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Humanipedia: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Omaggio a Galileo, pronunciato da [[Puledda, Salvatore|Salvatore Puledda]], in Piazza di Santa Croce a Firenze in occasione del primo congresso dell’[[Internazionale Umanista]] la mattina del &lt;br /&gt;
[[Gennaio, 7|7 Gennaio 1989]]. Questo discorso, inserito nel libro &amp;quot;Un Humanista Contemporaneo&amp;quot;, edito in Cile da [[Virtual Edicciones]] dove sono raccolte tutte le opere di Salvatore Puledda, è servito di ispirazione per l'[[impegno Etico]] che fa parte delle attività della [[Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Galileo2.jpg|right|thumb|500px|Salvatore Puledda durante l'esposizione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Io, Galileo Galilei, lettore di matematiche nell’Università di Firenze, pubblicamente abiuro la mia dottrina che il Sole è il centro del mondo e non si muove, e che la Terra non è il centro del mondo e si muove. Con cuore sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto i suddetti errori ed eresie, e qualunque altro errore, eresia e setta contrari alla Santa Chiesa.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il testo dell’abiura strappata a Galileo il 22 Giugno 1633 dal Tribunale dell’Inquisizione sotto la minaccia della tortura.&lt;br /&gt;
Galileo abiurò per non subire la sorte di Giordano Bruno, condotto al rogo con un legno incastrato nella bocca perché non parlasse, e bruciato in Campo De’ Fiori a Roma in un giorno d’inverno del 1600.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giordano Bruno, che aveva proclamato l’infinità dell’Uomo e dell’Universo, l’esistenza di innumerevoli mondi...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo dopo tre secoli, i “discendenti” di coloro che avevano costretto Galileo all’abiura hanno ammesso di mala voglia il loro errore, e Giordano Bruno aspetta ancora giustizia...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma né la tortura né il rogo hanno impedito che uomini e donne coraggiosi impugnassero il telescopio e lo puntassero non solo verso le stelle ma anche contro coloro che li opprimevano e li sfruttavano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma questi, i potenti della terra, hanno ben presto capito che la Nuova Scienza poteva essere usata per alimentare la loro avidità e per estendere i loro privilegi. E così hanno allevato “una progenie di gnomi inventivi” –come li ha chiamati Bertold Brecht– pronti a vendere la loro scienza per qualsiasi scopo e a qualunque prezzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi gnomi intelligenti e ciechi hanno cercato in tutti i modi di piegare la natura alla volontà di potere dei loro padroni e hanno coperto la terra di macchine di morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri hanno usato il loro ingegno per inventare nuovi mezzi per manipolare, tacitare, addormentare la coscienza dei popoli. Mezzi più sofisticati e “puliti”, ma non meno dolorosi ed inumani del bastone incastrato nella bocca di Giordano Bruno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, sappiamo che innumerevoli altri uomini e donne hanno usato la Nuova Scienza per alleviare la fatica e la fame, il dolore e la sofferenza dell’Umanità, per strappare il bavaglio dalla bocca degli oppressi, per dare loro voce e fiducia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma sappiamo anche che oggi, mentre il secondo millennio dell’Occidente volge al tramonto, la sopravvivenza dell’intera specie umana è minacciata e sulla nostra casa comune, la Terra, incombe l’incubo della catastrofe ecologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È per questo che noi Umanisti, venuti dai quattro angoli della Terra, chiediamo qui, davanti all’edificio che ospita la tomba di Galileo, chiediamo a tutti gli scienziati della Terra di usare finalmente la Scienza ad esclusivo beneficio dell’Umanità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la voce che è stata tolta a Giordano Bruno e come a lui a milioni di oppressi, con quella voce che ora risuona in questa piazza, lanciamo questo appello: che in tutte le università, in tutti gli istituti di ricerca, venga istituito un giuramento, un voto solenne –analogo a quello creato da Ippocrate per i medici nell’alba dell’Occidente– di utilizzare la Scienza solo ed esclusivamente per vincere il dolore e la sofferenza, per umanizzare la Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: discorsi pubblici]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Movimento Umanista]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Internazionale Umanista]]&lt;br /&gt;
[[es:Homenaje a Galileo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Humanipedia</name></author>
	</entry>
</feed>