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	<title>humanipedia - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Guerra_fredda&amp;diff=5756</id>
		<title>Guerra fredda</title>
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		<updated>2015-03-30T22:07:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Confronto militare e ideologico tra l'URSS e i suoi satelliti, da un lato, e il blocco capeggiato dagli USA dall'altro, dalla fine della seconda guerra mondiale all'annullamen...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Confronto militare e ideologico tra l'URSS e i suoi satelliti, da un lato, e il blocco capeggiato dagli USA dall'altro, dalla fine della seconda guerra mondiale all'annullamento del patto di Varsavia e al collasso dell'URSS. La guerra fredda con la sua corsa agli armamenti era considerata come una preparazione di entrambi i blocchi a una eventuale terza guerra mondiale e un indebolimento delle posizioni dell'avversario, innanzitutto nel terzo mondo. Si manifestava nella militarizzazione dell'[[economia]] e della politica; nella [[guerra]] psicologica e nella pressione diplomatica; in continui conflitti e guerre locali, quali le invasioni sovietiche dell'Ungheria nel 1956, della Cecoslovacchia nel 1968, dell'Afghanistan nel 1979; nella crisi caraibica del 1961; negli interventi nordamericani in Centroamerica; nell'intervento anglo-francese in Egitto nel 1956 ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La guerra fredda, in sostanza, ha colpito l'[[economia]] dell'URSS e ha contribuito al suo collasso, ma allo stesso tempo ha debilitato l'[[economia]] degli USA e ha condotto alla crisi morale della [[società]] occidentale, aggravando inoltre la situazione ecologica mondiale e provocando altri disastri globali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A metà degli anni Novanta si osservano fenomeni di recrudescenza di alcuni aspetti politici e psicologici della guerra fredda nei conflitti regionali dei Balcani, in Estremo Oriente e in alcune zone della CSI. Tutto ciò richiede l'intensificazione del movimento contro la [[guerra]]. Gli umanisti condannano la mentalità della guerra fredda e i conflitti bellici mascherati da “conflitti locali”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Guerra_civile&amp;diff=5746</id>
		<title>Guerra civile</title>
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		<updated>2015-03-30T22:07:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Lotta armata tra parti opposte di uno stesso paese, che sorge come prodotto della sua crisi causata da conflitti inconciliabili: politici, sociali, interetnici, interconfessio...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lotta armata tra parti opposte di uno stesso paese, che sorge come prodotto della sua crisi causata da conflitti inconciliabili: politici, sociali, interetnici, interconfessionali ecc. Si tratta della forma più crudele e abominevole di [[guerra]], che impone maggiori sacrifici alla popolazione indifesa: donne, bambini, vecchi, malati, invalidi. La guerra civile è disastrosa anche in senso ecologico, per la quantità di distruzioni che comporta.&lt;br /&gt;
È conseguenza della divisione della [[società]] in parti contrapposte e del tentativo di risolvere acute contraddizioni mediante la [[violenza]] imposta da minoranze armate a tutta la [[società]]. In molti casi è difficile distinguere la guerra civile dalla [[rivoluzione]], quando quest'ultima si realizza sotto forma di lotta armata e si accompagna al terrore di massa. La guerra civile è sanguinosa e conduce a gravi perdite tra la popolazione. Spesso è provocata dall'intervento straniero negli affari interni di un altro paese.&lt;br /&gt;
Attualmente, guerre civili si riscontrano in Cambogia, Sudan, Iraq, Somalia e Tagikistan.&lt;br /&gt;
Gli umanisti sono contrari alle guerre civili e favorevoli a un regolamento dei conflitti all'interno di ogni paese per mezzo di negoziati e compromessi che tengano  conto degli interessi legittimi delle parti belligeranti ed evitino così spargimenti di sangue e calamità pubbliche.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Guerra&amp;diff=5736</id>
		<title>Guerra</title>
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		<updated>2015-03-30T22:07:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal germanico werra, mischia da collegarsi con l'ant.-alto ted. (fir-)wërran, avviluppare) Lotta aperta e armata tra tribù, clan, Stati, grandi gruppi sociali, religiosi o...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal germanico werra, mischia da collegarsi con l'ant.-alto ted. (fir-)wërran, avviluppare) Lotta aperta e armata tra tribù, clan, Stati, grandi gruppi sociali, religiosi o etnici; forma massima della [[violenza]].&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
La storia universale ha registrato oltre 2.500 guerre, tra cui due guerre mondiali. Nella prima guerra mondiale perirono oltre 20 milioni di abitanti; nella seconda, oltre 50 milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le guerre vengono compiute per ridistribuire, mediante la [[violenza]] armata, i beni sociali, strappandoli agli uni e dandoli agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima questo interesse egoistico non soltanto non veniva celato ma si mostrava apertamente. Nei tempi moderni questo interesse si maschera dietro motivi religiosi, geopolitici ecc (difesa di convinzioni religiose, accesso ai luoghi sacri, sbocco al mare, ristabilimento dei diritti di minoranze etniche, “pulizie etniche” dei territori e molti altri pretesti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In linea di principio, è possibile evitare la trasformazione di vari conflitti in guerre, ma nella [[società]] contemporanea esistono potenti forze sociali interessate alle guerre, come il complesso militare-industriale, raggruppamenti sciovinisti e nazionalisti, gruppi mafiosi ecc. Il commercio di armi è l'affare più remunerativo, gestito da USA, Francia, Inghilterra, Russia, Cina e altre potenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le speranze che la Lega delle Nazioni, dopo la prima guerra mondiale, e l'ONU dopo la seconda, potessero frapporre argini per impedire l'esplodere di guerre sono fallite. Conflitti armati affliggono oggi i Balcani, il Medio Oriente, l'Africa e le repubbliche costituitesi dopo il collasso dell'URSS. Tuttavia, l'[[umanità]] ha elaborato alcuni principi e procedure giuridiche internazionali per punire il delitto della guerra e i criminali di guerra. I tribunali internazionali di Norimberga e di Tokyo hanno costituito in questo senso un precedente di grande portata che prosegue attualmente nel tribunale internazionale dell'Aia, che si basa sulla Carta dell'ONU.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene il [[movimento antibellico]] non abbia oggi le dimensioni che assunse in passato, questo fenomeno non si è spento e continua a svilupparsi. L'umanesimo cerca di dare il contributo necessario a rivitalizzare il movimento contro le guerre, per appianare i conflitti regionali e locali nella ex Iugoslavia, nell'Afghanistan, nel Tagikistan, in Cecenia e in altre zone del Caucaso; in Ruanda e in Burundi, in Guatemala e nel Chiapas (Messico); in Cambogia e a Timor est.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gruppo_sociale&amp;diff=5726</id>
		<title>Gruppo sociale</title>
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		<updated>2015-03-30T22:06:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Comunità costituita in base a vincoli più o meno stretti di professione, di interessi, di lavoro, di religione ecc.  All'interno del gruppo sociale si forma spontaneamen...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Comunità costituita in base a vincoli più o meno stretti di professione, di interessi, di lavoro, di [[religione]] ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All'interno del gruppo sociale si forma spontaneamente un determinato sistema di ruoli e di statuti, si evidenziano i [[leader]]s, si costituiscono la disciplina e l'ideologia di gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella comunità criminale, il gruppo si costituisce sulla base della partecipazione congiunta ad azioni delittuose e agisce come una banda armata, come unione di persone legate da impegni e da bisogni reciproci, ma anche sulla base di fattori psicologici comuni, quali la paura, l'odio, l'aspirazione alla vendetta ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel mondo religioso sono riscontrabili gruppi sotto forma di congregazioni ecclesiastiche e ordini monastici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente, in tutto il mondo ci sono gruppi giovanili, femminili, raggruppamenti di quartiere ecc. Ciò dimostra che il gruppo sociale può essere considerato come una forma stabile e semplice di autorganizzazione, di manifestazione del sentimento di [[solidarietà]] e di reciproco aiuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gruppo è il livello primario e di base della socializzazione della personalità nella [[società]] atomizzata e disumanizzata. I sociologi distinguono diversi tipi di gruppi sociali: 1. grandi (tribù, [[classe]], [[nazione]]); 2. piccoli ([[famiglia]], comunità di vicini,  gruppi di amici e altri gruppi primari); 3. nominali (aula scolastica, pubblico teatrale); 4. istituzionalizzati (squadra di operai, ordine religioso, gruppo parlamentare, corporazione di banchieri, plotone di soldati); 5. referenziali (si tratta della determinazione del carattere e della posizione dell'individuo nella [[società]] e del suo sistema di valori, utilizzando, ad esempio, un'indagine su un gruppo di operai. Ciò consente di chiarire le caratteristiche di un mestiere o di una fabbrica, senza interpellare tutti gli operai di quel mestiere o di quella fabbrica).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti i sistemi totalitari e corporativi portano all’estremo la forza della psicologia e della disciplina di gruppo soffocando l'intelligenza e l'[[iniziativa]] personale. Il [[fascismo]] italiano e tedesco cominciarono la loro attività con la creazione di piccoli gruppi paramilitari di giovani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gruppo può assolvere un ruolo sia positivo sia negativo. In un caso, mobilita le persone, ne innalza lo spirito, ne umanizza la coscienza e ne rafforza l'energia ([[società]] democratiche di base, movimenti giovanili e femminili, [[club umanisti]] ecc.). In altri casi, il gruppo soffoca la personalità (gruppi mafiosi, movimenti fascisti, razzisti, fondamentalisti). Il problema consiste nel canalizzare questi gruppi verso gli interessi dell'[[Essere Umano]] come personalità libera e ragionevole, facendo appello ai suoi sentimenti più elevati, anziché sfruttandone i comportamenti irrazionali e distruttivi.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Esistenzialismo&amp;diff=5716</id>
		<title>Esistenzialismo</title>
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		<updated>2015-03-30T22:05:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;esistenzialismo   (der. di esistenziale, sul modello del ted. Existentialismus e del fr. existentialisme. Dal lat. exsistere, ex, fuori e sisto, sto, propr. levarsi fuori, apparire) È uno dei sistemi filosofici e culturali che hanno esercitato maggiore influsso; una tendenza particolare della concezione umanista che ha per obiettivo l'analisi e la descrizione del senso e delle contraddizioni della vita umana. Dal punto di vista dell'esistenzialismo, l'individuo non è una parte meccanica di un tutto unico (generazione, [[classe]], [[ambiente]] sociale) ma è l'integrità in sé e per sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella filosofia dell'esistenzialismo si distinguono numerose tendenze, tra cui quella religiosa e quella atea. Sono unite insieme da una problematica comune, ma ciascuna ha un proprio punto di vista riguardo alla definizione del senso della vita. Nella prima si attribuisce priorità al rapporto dell'uomo con Dio. La tendenza atea considera l'individuo come l'unico dio. Tali concezioni, tuttavia, si influenzano reciprocamente, manifestando la medesima preoccupazione per le sofferenze dell'uomo, proclamando gli stessi principi etici e sperimentando le stesse delusioni in merito a quanto di assurdo e insensato vi è nella vita. Lo spirito di pessimismo, e a volte di disperazione, caratterizza tutte le tendenze del movimento esistenzialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei precursori della dottrina esistenzialista è Søren Kierkegaard (1813-1855), filosofo e teologo danese, che ha analizzato in modo dettagliato e approfondito tratti dell'esistenza dell'uomo come afflizione, paura, [[amore]], colpa, bene e male, morte, coscienza, spavento ecc. Lo spavento permanente che l'individuo patisce è frutto del senso di abbandono nell’attesa dell'inevitabile morte. La [[fede]] sincera è la sola cosa che consenta all'individuo di vivere la propria vita coscientemente. Questa linea del pensatore protestante viene perseguita da Nikolaj Berdjaev (1874-1948), filosofo ortodosso russo, fondatore del cosiddetto “nuovo cristianesimo”. È sua opinione che l'esistenza dell'individuo si basi sulla [[libertà]], mentre il senso della vita si basa “sulla nascita di Dio nell'individuo e dell'individuo in Dio”. Esiste soltanto l'individuo, mentre tutto il resto “c'è” ma non esiste, poiché non ha coscienza della propria esistenza e si adatta soltanto a condizioni oggettive. In questa forma di  esistenzialismo si scontrano tre fattori: la [[libertà]], la predestinazione divina e la responsabilità e l'energia personale di un essere che sa pensare, sentire e produrre. L'individuo deve sempre rinnovarsi, vale a dire, riuscire a essere sempre più umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Jaspers (1883-1969) intese questo problema a modo proprio, proponendo di separare il “[[tempo]] assiale” dalla storia e di centrare l'attenzione sugli aspetti di continuità che si trovano nella vita (malattia, morte, [sofferenza]]) e determinano il senso principale dell'esistenza. Secondo Jaspers, ogni essere deve cercare la propria individualità nella vita presente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella filosofia e nella letteratura spagnole è Miguel de Unamuno (1864-1936) ad aver sviluppato la concezione esistenzialista. Attribuì un particolare significato all'idea del “donchisciottismo”, secondo cui l'uomo conduce una lotta permanente (allo stesso modo di don Chisciotte) per un ideale irreale. Ogni esistenza concreta reca in sé contrasti tra categorie correnti e sublimi, tra pragmatismo e lucidità spirituale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per molti esistenzialisti, un'altra fonte di questa corrente di pensiero, oltre che da Kierkegaard, è costituita da Friedrich Nietzsche (1844-1900).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo stesso modo in cui i marxisti hanno fatto uso del [[metodo]] dialettico di Hegel, gli esistenzialisti più recenti ricorrono per le loro descrizioni al rigoroso [[metodo]] fenomenologico di Husserl.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Martin Heidegger (1889-1976) e Jean-Paul Sartre (1905-1980) sono due altri pensatori che hanno contribuito considerevolmente allo sviluppo dell'esistenzialismo. Può essere considerato a sua volta come appartenente a questa corrente José Ortega y Gasset (1883-1955), anche se la sua linea di pensiero razional-vitalista si distacca in molti punti dalle formulazioni fondamentali dell'esistenzialismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indipendentemente dalla diversità che caratterizza il punto di vista esistenzialista sulle situazioni della vita umana, tale concezione è contraddistinta anche dalla sensibilità nei confronti di tutti i problemi dell'esistenza individuale, come pure dalla fiducia nelle forze creative personali. L'affermazione di molti esistenzialisti secondo cui “l'esistenza significa l'[[Essere Umano]], l'[[Essere Umano]] significa l'esistenza” corrisponde esattamente alla concezione del Nuovo Umanesimo.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Emancipazione&amp;diff=5706</id>
		<title>Emancipazione</title>
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		<updated>2015-03-30T22:05:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(der. dal lat. emancipare, liberare dalla tutela o dalla [[schiavitù]]) Processo e obiettivo della liberazione dallo stato di soggezione. Recupero della [[libertà]], della sovranità, dell'autonomia e dell'indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei rapporti sociali, si tratta dell'emancipazione dei gruppi o degli strati oppressi (servi, schiavi, donne, omosessuali, minoranze etniche o religiose ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle relazioni internazionali si tratta della liberazione dei paesi coloniali e oppressi, della proclamazione della loro indipendenza e della parità di diritti con altri Stati. Si possono distinguere diverse forme di emancipazione: spirituale, culturale, politica, economica ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per l'emancipazione prevede forme violente e nonviolente. Gli umanisti scelgono le seconde. La ricerca di possibilità diverse per eliminare tutti i fattori di [[oppressione]] affinché l'[[Essere Umano]] possa sviluppare la propria [[libertà]], le proprie qualità e le proprie forze creatrici è l'obiettivo principale dell'attività del Nuovo Umanesimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Educazione&amp;diff=5696</id>
		<title>Educazione</title>
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		<updated>2015-03-30T22:04:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. ''educatio, -onis'', azione che sviluppa le facoltà fisiche, intellettuali e morali) Sistema di trasmissione ed estensione di conoscenze, capacità e norme di comportamento e di comunicazione sociale che comprende le relative teorie ([[scienza]] pedagogica) e le istituzioni docenti. Si divide in educazione prescolare, scolare, media, a indirizzo tecnico, superiore, per adulti, istruzione specializzata (per sordomuti, per ciechi ecc.), educazione a distanza, autoistruzione e altri settori. Si distingue tra educazione statale, comunale, privata e a gestione associativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'educazione è preparazione dell'individuo alla cultura, al lavoro, alla [[scienza]], alla morale, all’arte. L'educazione è la fonte più importante e tradizionale della socializzazione tra persone in quanto contribuisce alla formazione della loro ideologia, della loro cultura, della loro morale, ai loro orientamenti di vita e di lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si è soliti parlare di educazione in almeno due significati diversi: il primo si riferisce alla trasmissione di dati e di conoscenze dall'educatore all'educando (in italiano, istruzione N.d.T.) e, in questo senso, le nuove tecnologie di informazione tendono a sostituire progressivamente la figura dell'educatore; il secondo considera l’educazione una  preparazione, un adeguamento dell'educando al mondo in cui vive. Il termine “mondo” si riferisce tanto alle cose considerate dal punto di vista fisico quanto a elementi intangibili quali i valori e i rapporti umani. L'educazione, in questa seconda accezione, intende abilitare a vari modi di comprensione, punti di vista non uniformi, prospettive differenti per comprendere tanto le realtà degli oggetti materiali e culturali quanto quelle della stessa interiorità. Un’educazione che si limiti sempre più alla trasmissione di dati oggettuali è un fattore importante di “svuotamento” di soggettività e di senso delle azioni umane. Tale tipo di educazione richiede profonde riforme. Il problema dell'educazione è, senza dubbio, uno dei più stimolanti del mondo odierno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'educazione di massa attraverso l'uso delle nuove tecnologie elettroniche apre un campo immenso di possibilità allo sviluppo della conoscenza collettiva. Bisogna segnalare, tuttavia, che la diffusione della conoscenza (per quanto si voglia considerare quest'ultima neutra o scientifica) reca in sé il segno dell'ideologia dominante, cosa che si può osservare con evidenza nel campo delle scienze umane (filosofia, storia, psicologia, sociologia, diritto, [[economia]] ecc.). Del resto, ciò è accaduto e accade per qualsiasi metodo di istruzione, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[Umanizzare la Terra]], [[Silo]] scrive: “1. [...]credo che educare consista principalmente nel rendere le nuove [[generazioni]] capaci di una visione non ingenua della realtà, nel senso  che il loro sguardo consideri il mondo non come una presunta realtà obiettiva in sé, ma come un oggetto di trasformazione sul quale l’[[Essere Umano]] applica la propria azione. Qui non sto parlando dell’informazione riguardo al mondo, quanto piuttosto dell’esercizio intellettuale di una particolare visione dei paesaggi (vedi[[paesaggio esterno]]) priva di pregiudizi, e di un’attenta pratica del proprio sguardo. Un’educazione elementare deve mirare allo sviluppo di un modo di pensare basato sulla  coerenza. Qui non si sta parlando di conoscenza in senso stretto, ma del contatto con la propria esperienza del pensare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“2. In secondo luogo, l’educazione dovrà stimolare la sensibilità e  facilitare  lo sviluppo emotivo. Per questo,  al momento di pianificare una formazione integrale, bisognerà  tenere presente l’esercizio della rappresentazione e dell’espressione, insieme allo sviluppo della capacità di padroneggiare l’armonia e il ritmo. Ma quanto detto non ha lo scopo di  mettere a punto  procedimenti atti a “creare” talenti artistici; la sua intenzione sta piuttosto nel far sì che gli individui stabiliscano un  contatto emotivo con se stessi e con gli altri, senza la confusione a cui porta un’educazione basata sulla  separatezza e l’inibizione.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“3. In terzo luogo, si dovrà ricorrere a qualche pratica che metta in gioco tutte le risorse corporee in modo armonico; ma una disciplina di questo tipo somiglia più ad una ginnastica portata avanti con arte che ad uno sport, poiché lo sport non forma in modo  integrale ma unilaterale. Il punto chiave, infatti, sta nel prendere contatto con il  proprio corpo e nel governarlo con scioltezza. Per questo lo sport non dovrà essere considerato un’attività formativa; sarà però importante coltivarlo se la disciplina suddetta ne costituisse la  base.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“4. Fin qui ho parlato dell’educazione, considerandola dal punto di vista delle attività formative per l’[[Essere Umano]] nel suo [[Paesaggio Umano]], ma non ho parlato dell’informazione che ha a che vedere  con la conoscenza, con l’assimilazione di dati grazie allo studio ed alla pratica intesa come forma di studio.”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Economia&amp;diff=5686</id>
		<title>Economia</title>
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		<updated>2015-03-30T22:03:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal gr. oikonomía, da oîkos e -nomia, l'[[amministrazione]] della casa) Sistema di rapporti di produzione, distribuzione e servizi, e delle aziende relative, dal livello familiare fino a quello internazionale. Ramo della [[scienza]] che studia tali rapporti e il sistema economico in generale. Abitualmente si parla di economia domestica o privata e di economia pubblica per porre in rilievo l'estensione del fatto economico; di economia rurale o urbana, per sottolineare l'[[ambiente]] in cui si svolgono le operazioni produttive; di economia concertata per  porre in evidenza il sistema economico intermedio tra l'economia liberale (che presuppone l'assenza di interventi dello [[Stato]]) e l'economia guidata o pianificata (contraddistinta da ingerenza statale al massimo grado). Inoltre, si parla di una economia di scala in cui i guadagni di un'azienda si accrescono mediante la riduzione dei costi medi di produzione ottenuta grazie ad un aumento delle dimensioni; di economia esterna quando ci si riferisce a quella realizzata da aziende al di là  del loro stesso impegno e che è il risultato di una generale condizione economica favorevole e anche di economie rudimentali, sommerse e floride a seconda del taglio interpretativo che si dà al fenomeno della produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] presenta in ogni situazione concreta uno schema economico in cui i rapporti di produzione, di scambio e di consumo sono regolati dalla [[proprietà del lavoratore]] e dagli interessi della maggior parte della popolazione. Questa proposta tende all'umanizzazione dell'economia partendo dalla concezione che i fattori economici debbano esere strumenti al servizio dell'[[Essere Umano]]. L'umanizzazione dell'economia sostenuta dal [[Nuovo Umanesimo]] va radicalmente contro tutti gli schemi di radice economicista basati sul riduzionismo interpretativo che fanno dell'individuo, della [[società]] e del fatto politico epifenomeni o semplici riflessi delle condizioni economiche o macroeconomiche. La proposta di umanizzazione dell'economia è definita in linee generali nel documento del Nuovo Umanesimo (umanista, documento).&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Ecologismo&amp;diff=5676</id>
		<title>Ecologismo</title>
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		<updated>2015-03-30T22:02:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Estensione e generalizzazione dei concetti dell'[[ecologia]] che vengono trasferiti sul terreno della realtà sociale. Sorto negli anni Sessanta dai movimenti per la protezione della natura e dell'[[ambiente]], l'ecologismo ha comportato la presa di coscienza della rottura tra l'[[Essere Umano]] e il suo [[ambiente]] naturale, rottura provocata dalla civiltà industriale che contamina, distrugge una parte delle risorse non rinnovabili e pone in pericolo la sopravvivenza stessa della specie. L'ecologismo sostiene la necessità della ricerca urgente di forme di sviluppo in equilibrio con la natura, basate sull'uso di energie rinnovabili e non inquinanti. La loro applicazione potrà avvenire soltanto attraverso la massima decentralizzazione dei centri decisionali e l'applicazione di misure di [[autogestione]] per far sì che ogni individuo si senta pienamente responsabile del proprio avvenire.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Ecologia&amp;diff=5666</id>
		<title>Ecologia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Ecologia&amp;diff=5666"/>
		<updated>2015-03-30T22:02:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(composto con eco-, dal gr. oîkos, casa e -logo, dal gr. lógos, discorso) Dobbiamo a Lamarck e a Treviranus le basi e il nome della nuova [[scienza]] che cominciò a esser chiamata “biologia” a partire dal 1802. Inoltre, la vecchia storia naturale venne rimodellata da E. Haeckel nel 1869, e cominciò a far parte della biologia sotto la denominazione di “ecologia”. Questo ramo del sapere ha sempre mirato ad osservare il rapporto tra gli organismi e l'[[ambiente]] in cui essi vivono. Oggi l'ecologia studia l’adattamento delle diverse specie sulla base dei loro bisogni energetici, nutritivi e riproduttivi. A livello scolastico, si divide in ecologia vegetale, animale e umana. In termini generali, l'ecologia si interessa all'adattamento delle specie e ai fattori che intervengono su di esse (terreni, climi e altre specie).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei temi fondamentali dell'ecologia è quello che riguarda gli ecosistemi (l'ecosistema è un insieme di esseri viventi e non viventi in relazione tra loro e legati a uno stesso [[ambiente]]). Gli ecosistemi sono sistemi termodinamicamente aperti che ricevono energia dall'esterno e la trasmettono agli ecosistemi vicini. Il loro studio si basa sulla teoria dei sistemi e sulla cibernetica, in cui l'ecosistema viene assimilato a un insieme di elementi biotici (specie) e abiotici in costante interazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente, l'interesse ecologico ha oltrepassato gli ambienti accademici e ha raggiunto vasti settori della popolazione. Gli effetti delle aziende inquinanti sono sotto gli occhi di tutti:  squilibri di ogni tipo nell’[[aggressione]] a flora e fauna, immissione nell'[[ambiente]] prodotti tossici e rifiuti non biodegradabili, uso di centrali nucleari come fonte d'energia, inquinamento ambientale e le piogge acide. A ciò si aggiunge la crescita delle macrocittà, l'impoverimento della resa dei campi stimolati irrazionalmente da fertilizzanti chimici e pesticidi, la desertificazione di vaste zone ecc. Tutto ciò costituisce motivo di forte preoccupazione per quanti sono interessati a conservare flora, fauna e clima in un [[ambiente]] equilibrato che garantisca la sopravvivenza umana. Questa tendenza a porre in rilievo le crescenti difficoltà ecologiche delle [[società]] di oggi, e che è stata genericamente chiamata [[ecologismo]], rappresenta un importante avanzamento nella presa di coscienza da parte delle popolazioni di uno dei problemi più gravi del momento. Sebbene non esista tra i sostenitori dell'[[ecologismo]] una interpretazione omogenea del deterioramento ambientale né dei metodi da seguire per superare questa pericolosa situazione, in poco tempo è cresciuta una sensibilità collettiva che ha condotto all'assunzione di alcuni provvedimenti legali contro le attività antiecologiche. Certamente ciò non si potrà risolvere appieno fino a quando quelle attività non saranno incluse tra i crimini contro l'[[Essere Umano]]. Del resto, sebbene si possa procedere in tale direzione, bisogna comprendere che il sistema inumano in cui viviamo oggi reca nel proprio sviluppo la decomposizione di sé e di tutto ciò di cui si appropria. La necessità di un mutamento radicale nello schema del [[potere]] e nell'organizzazione delle [[società]] diviene evidente alla luce del crescente disastro ecologico.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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		<title>Ecologia</title>
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		<updated>2015-03-30T22:01:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(composto con eco-, dal gr. oîkos, casa e -logo, dal gr. lógos, discorso) Dobbiamo a Lamarck e a Treviranus le basi e il nome della nuova [[scienza]] che cominciò a esser chiamata “biologia” a partire dal 1802. Inoltre, la vecchia storia naturale venne rimodellata da E. Haeckel nel 1869, e cominciò a far parte della biologia sotto la denominazione di “ecologia”. Questo ramo del sapere ha sempre mirato ad osservare il rapporto tra gli organismi e l'[[ambiente]] in cui essi vivono. Oggi l'ecologia studia l’adattamento delle diverse specie sulla base dei loro bisogni energetici, nutritivi e riproduttivi. A livello scolastico, si divide in ecologia vegetale, animale e umana. In termini generali, l'ecologia si interessa all'adattamento delle specie e ai fattori che intervengono su di esse (terreni, climi e altre specie).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei temi fondamentali dell'ecologia è quello che riguarda gli ecosistemi (l'ecosistema è un insieme di esseri viventi e non viventi in relazione tra loro e legati a uno stesso [[ambiente]]). Gli ecosistemi sono sistemi termodinamicamente aperti che ricevono energia dall'esterno e la trasmettono agli ecosistemi vicini. Il loro studio si basa sulla teoria dei sistemi e sulla cibernetica, in cui l'ecosistema viene assimilato a un insieme di elementi biotici (specie) e abiotici in costante interazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente, l'interesse ecologico ha oltrepassato gli ambienti accademici e ha raggiunto vasti settori della popolazione. Gli effetti delle aziende inquinanti sono sotto gli occhi di tutti:  squilibri di ogni tipo nell’[[aggressione]] a flora e fauna, immissione nell'[[ambiente]] prodotti tossici e rifiuti non biodegradabili, uso di centrali nucleari come fonte d'energia, inquinamento ambientale e le piogge acide. A ciò si aggiunge la crescita delle macrocittà, l'impoverimento della resa dei campi stimolati irrazionalmente da fertilizzanti chimici e pesticidi, la desertificazione di vaste zone ecc. Tutto ciò costituisce motivo di forte preoccupazione per quanti sono interessati a conservare flora, fauna e clima in un [[ambiente]] equilibrato che garantisca la sopravvivenza umana. Questa tendenza a porre in rilievo le crescenti difficoltà ecologiche delle [[società]] di oggi, e che è stata genericamente chiamata [[ecologismo]], rappresenta un importante avanzamento nella presa di coscienza da parte delle popolazioni di uno dei problemi più gravi del momento. Sebbene non esista tra i sostenitori dell'[[ecologismo]] una interpretazione omogenea del deterioramento ambientale né dei metodi da seguire per superare questa pericolosa situazione, in poco tempo è cresciuta una sensibilità collettiva che ha condotto all'assunzione di alcuni provvedimenti legali contro le attività antiecologiche. Certamente ciò non si potrà risolvere appieno fino a quando quelle attività non saranno incluse tra i crimini contro l'[[Essere Umano]]. Del resto, sebbene si possa procedere in tale direzione, bisogna comprendere che il sistema inumano in cui viviamo oggi reca nel proprio sviluppo la decomposizione di sé e di tutto ciò di cui si appropria. La necessità di un mutamento radicale nello schema del [[potere]] e nell'organizzazione delle [[società]] diviene evidente alla luce del crescente disastro ecologico.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dogmatismo&amp;diff=5646</id>
		<title>Dogmatismo</title>
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		<updated>2015-03-30T22:01:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal gr. dógma, -atos, decreto, decisione, der. di dokéo, sembrare) Modo di pensare che accetta determinate opinioni, dottrine, norme come postulati o principi incondizionati, validi in ogni situazione e adottati senza [[critica]] e senza giudizio razionale. Chiude la via all'acquisizione di nuove conoscenze e all'introduzione delle innovazioni. È proprio della coscienza religiosa più rigida che giustifica il tradizionalismo e il [[conservatorismo]]. La lotta contro il dogmatismo favorisce il libero sviluppo della [[scienza]] e la divulgazione delle conoscenze riguardanti la natura e la [[società]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dogmatismo è stato, e continua a essere, un freno per il progresso spirituale e sociale che conduce, in fin dei conti, all'irrigidimento di una cultura, al suo isolamento e alla sua [[destrutturazione]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'umanesimo si è formato storicamente nella lotta implacabile contro il dogmatismo medievale, praticando e introducendo innovazioni culturali. Lo spirito universalista, aperto e creatore del [[Nuovo Umanesimo]] prosegue attualmente la lotta contro ogni dogmatismo che limiti artificialmente le capacità creative dell'[[Essere Umano]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Femminismo&amp;diff=5616</id>
		<title>Femminismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:56:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Movimento formato principalmente da donne che si dedica alla denuncia della [[discriminazione]] della donna nella [[società]] attuale ([[questione femminile]]). In genere vengono considerate antesignane delle femministe le “suffragette” che lottarono per il diritto di voto in Inghilterra alla fine del secolo scorso. All’interno di questo movimento, attivo soprattutto in Europa negli anni ‘70 e ’80 del ventesimo secolo, si passa da pratiche estreme come quelle del “[[separatismo]]” e di una lotta quasi naturalista contro i maschi come portatori “genetici” di una cultura violenta e prevaricatrice a quelle più moderate di numerose associazioni e collettivi dedicati a questioni specifiche (divorzio, aborto,  pari opportunità). Il femminismo ha dato un importante contributo al dibattito su  questioni come la relazione tra vita personale e sociale, la sessualità, la crisi della [[famiglia]] tradizionale e l’[[educazione]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] considera il femminismo un contributo importante nella lotta contro la [[discriminazione]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Feudalesimo&amp;diff=5606</id>
		<title>Feudalesimo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:55:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(da feudale, lat. mediev. feudalis, probabile der. da vc. germ. *fehu, beni immobili o bestiame) Istituzione sociale basata sul feudo, donazione territoriale che il vassallo riceveva dal signore in cambio del proprio servizio militare. Dapprima questa istituzione (nell'impero romano), sotto forma di colonato, espressione embrionale del feudo, si manifestò in Europa dalla fine dell'epoca carolingia alla fine del medioevo. I marxisti hanno allargato troppo il senso di questo termine, considerandolo come una formazione socio-economica universale che, secondo loro, predominava in tutto il mondo dal crollo dello schiavismo fino all'avvento del [[capitalismo]] (tra i secoli V e XVIII). La storiografia contemporanea non riconosce l'esistenza del [[regime]] feudale nel mondo iberoamericano, tranne che in alcune parti della Catalogna, della Navarra e di Aragona, dove venne imposto dai re franchi nella Marca ispanica. Il [[regime]] feudale aveva come base socio-economica la servitù della gleba, scomparsa nella penisola iberica verso il XIII secolo. I rapporti di vassallaggio riguardavano soltanto la nobiltà e l'alto clero. Al di fuori di quei rapporti, vi erano i contadini servi e il “terzo stato” (gli abitanti di paesi e città, personalmente liberi, raggruppati in corporazioni di artigiani e mercanti). Il [[regime]] feudale si caratterizzava per le interminabili guerre tra feudatari, che distruggevano vasti territori. Gli Stati feudali erano molto fragili e di breve durata. I sudditi del [[potere]] feudale passavano di frequente da un signore all'altro, e ciò provocava la disgregazione dei regni, delle contee e dei principati. Il ruolo centripeto era svolto in quel tempo dalla chiesa cattolica, che pretendeva di esercitare un’autorità morale e a volte politica assoluta. La chiesa, in questo ruolo, organizzò le crociate contro gli infedeli, chiamando a raccolta la nobiltà di diversi paesi.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Il feudalesimo generò un movimento culturale caratterizzato sia da un ordine gerarchico che da un [[regime]] sociale assai rigido. La vita spirituale era improntata alla filosofia scolastica e subordinata alla chiesa cattolica. Contro questo [[regime]] si sollevarono vari movimenti di contadini e artigiani oppressi,  definiti eretici dalla chiesa ufficiale e crudelmente repressi anche mediante le crociate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esistenza del feudalesimo in Oriente non è confermata da documenti storici e può essere considerata come una [[modernizzazione]] del processo storico, una manifestazione dell'eurocentrismo. Marx e i marxisti occidentali cercarono di interpretare i fenomeni sociali dell'Oriente nei termini del cosiddetto “modo di produzione asiatico”. Gli orientalisti sovietici eterodossi usavano per tutto ciò l'espressione “formazione primaria”, che comprendeva rapporti propri della barbarie, della [[schiavitù]], del feudalesimo, cioè la coazione extraeconomica necessaria all'appropriazione violenta del plusvalore e alla sua successiva redistribuzione a favore delle caste e delle “classi” (stati) privilegiati. Ma questa interpretazione del processo storico della maggioranza della popolazione mondiale pecca a sua volta di riduzionismo economico e di sottovalutazione della specificità culturale e della diversità insita nella storia universale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'umanesimo, sin dal suo sorgere, si è pronunciato contro la riduzione della vita umana alla priorità di tale o talaltro fattore isolato; a favore del riconoscimento dell'integrità dell'[[Essere Umano]] in tutte le sue manifestazioni e a favore dell'unità essenziale umana e della sua diversità culturale. Per questo il [[Nuovo Umanesimo]] non accetta schemi aprioristici universali che passino sopra alla specificità culturale dei diversi popoli e allo stesso tempo respinge il punto di vista positivista che impedisce di analizzare gli aspetti convergenti di diverse culture.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene che non esistano le cosiddette “leggi di bronzo” che costringono le persone a sottoporsi ciecamente ai loro effetti. Noi esseri umani facciamo la nostra storia per nostro proprio conto, in corrispondenza alle circostanze del momento, disponiamo della [[libertà]] di [[scelta]] tra vari modelli o varianti e abbiamo la responsabilità personale delle nostre azioni. Il feudalesimo è stata una di queste varianti storiche, dipesa in gran parte dalla [[scelta]] dei popoli europei a favore del cristianesimo occidentale, che predeterminò le caratteristiche specifiche della [[società]] feudale nell'Europa occidentale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Fraternit%C3%A0&amp;diff=5596</id>
		<title>Fraternità</title>
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		<updated>2015-03-30T20:54:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal greco prhratria e da questo il lat. fraternitas, fraternità) Si tratta dell'[[amore]] da fratelli che unisce tutti i membri della [[famiglia]] umana. L'[[amore]] fraterno è la tendenza dell'[[Essere Umano]] a unirsi solidariamente con gli altri per condividere una stessa [[dignità]] umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra gli antichi greci si intendeva con il termine phratria una suddivisione della tribù che praticava sacrifici e riti propri. Durante il medioevo, per fraternità si intese un trattamento ben definito che praticavano tra loro re e imperatori e anche alti gerarchi ecclesiastici. In questo senso, il termine viene usato ancora oggi tra i religiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la [[rivoluzione]] francese, la parola d'ordine della fraternità, insieme a quella della [[libertà]] e dell'[[uguaglianza]], si trasformò in un principio dell'organizzazione sociale del [[regime]] repubblicano. La sovranità, rappresentata fino ad allora dal monarca, passò al [[popolo]] che dette vita a specifiche manifestazioni e riti appropriati come l'incarnazione della fraternità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo termine con il tempo si è andato modificando verso l'uso più frequente di [[solidarietà]], e in tale progressiva riduzione, che denota l'attuale tendenza individualista, si comincia a usare il termine “[[reciprocità]]” quasi come condizione minima del rapporto umano. Tuttavia, il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene la fraternità come espressione dell'[[amore]] universale che unisce tutti gli esseri umani. In questo senso, la fraternità si estende non soltanto ai membri di una tribù, di una [[classe]], di una [[casta]] o di un altro [[gruppo sociale]], ma a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro razza e condizione sociale o religiosa.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gioco&amp;diff=5586</id>
		<title>Gioco</title>
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		<updated>2015-03-30T20:52:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal latino iocus, scherzo) Azione ricreativa priva di un obiettivo di utilità, che procura soddisfazione fisiologica sin dall'infanzia dell'[[Essere Umano]] e ne sviluppa le attitudini modellando comportamenti in situazioni sconosciute. Già nelle specie animali, il gioco permette la trasmissione di esperienze dagli esemplari adulti ai giovani e la realizzazione dell'apprendimento individuale in gruppo. Gli esseri umani stabiliscono regole convenzionali che reggono queste azioni ricreative. Il gioco contribuisce allo sviluppo della personalità e alla formazione delle abitudini, delle risorse e delle capacità, trasformandosi in una delle possibili forme di insegnamento. Il gioco ha un’importanza euristica incalcolabile.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella [[società]] industriale il gioco delle scommesse si trasforma nell'industria dell'[[ozio]] a scopi di lucro, portando alla rovina una gran quantità di piccoli proprietari e impiegati, distruggendone la personalità. In questo modo, un’attività di divertimento si trasforma in un vizio sociale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
giustizia   (dal latino iustitia, cfr.: ius, il diritto) 1. Valore etico che regola la vita spirituale e sociale dell'[[Essere Umano]]; è la virtù sociale per eccellenza. È fondamento del diritto, della ragione e dell'equità. Esprime l'[[uguaglianza]] delle persone di fronte alla [[legge]] morale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Designa una delle quattro virtù cardinali che dà a ognuno ciò che gli compete o l'insieme di tutte le virtù che caratterizzano in positivo colui che le detiene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire da Aristotele si distingue: giustizia commutativa, che regola l'[[uguaglianza]] o il rapporto che deve sussistere tra le cose quando si danno o si scambiano le une per le altre; giustizia distributiva, che regola la proporzione secondo cui devono essere distribuiti ricompense e castighi; giustizia legale, che costringe il suddito a prestare obbedienza alle disposizioni del superiore; giustizia ordinaria, vale a dire la giurisdizione comune, contrapposta a quella delle prerogative e dei privilegi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle diverse culture, nei diversi periodi storici, il contenuto della giustizia muta. È diversa l'interpretazione della giustizia fatta da diversi gruppi sociali etnici e religiosi della stessa [[società]]. Molti valori ritenuti giusti dai cosiddetti barbari, come  i celti, i germani e gli slavi, erano dichiarati ingiusti nell'impero romano e bizantino. Vari valori della Roma antica furono condannati come pagani dagli stessi romani dopo l'adozione del cristianesimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene giusto ogni atto che consenta all'[[Essere Umano]] di realizzare integralmente le sue capacità e di formare la sua propria personalità, senza creare danno agli altri. Allo stesso tempo, considera ingiusta qualunque azione che annulla o riduce la [[libertà]] di [[scelta]] e altri diritti essenziali dell'uomo. È ingiusto qualunque atto che si voglia realizzare con altri ma che non venga realizzato nel rispetto di se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Sistema formato storicamente da norme e istituzioni giuridiche di uno [[Stato]] o di una comunità di Stati. In tal senso, la giustizia difende il diritto. Tutta l'attività legale si trova sotto la protezione della giustizia. Queste norme giuridiche hanno carattere obbligatorio e devono essere osservate da tutti i cittadini, con la pena di un castigo in caso di infrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle democrazie moderne, tutti i cittadini hanno uguali diritti politici e sociali, ma gli esseri umani si differenziano per età, sesso, salute, forza fisica, forza intellettuale ecc. Perciò, una [[società]] mediamente giusta tenta di compensare queste differenze relative ai doveri sociali liberando alcuni gruppi da determinati obblighi (bambini, invalidi, malati) e stabilendo pensioni (per malati, anziani, invalidi) e sistemi per la previdenza sociale, la [[disoccupazione]], la qualificazione e la riqualificazione per coloro che non hanno avuto o hanno perduto determinate opportunità lavorative. Il [[Nuovo Umanesimo]] dà particolare peso a questi problemi, e lotta contro i privilegi di razza, [[classe]], [[religione]] ecc. e a favore del riconoscimento delle differenze individuali, poiché ritiene giusta la compensazione delle carenze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al fatto che la giustizia come sistema di istituzioni statali ricorra spesso all'uso di metodi violenti, il [[Nuovo Umanesimo]] è in dissenso rispetto a varie norme e alle decisioni  relative prese dalle istituzioni. Per esempio, gli umanisti condannano la pena capitale e ne esigono l'abolizione. Nei conflitti sociali ed etnici gli umanisti esprimono [[solidarietà]] alle vittime dell'[[oppressione]] di ogni genere e agiscono a favore della [[libertà]] di coscienza.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. [[potere]] giudiziario, ministero o tribunale che esercita la giustizia.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gioco&amp;diff=5576</id>
		<title>Gioco</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gioco&amp;diff=5576"/>
		<updated>2015-03-30T20:49:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal latino iocus, scherzo) Azione ricreativa priva di un obiettivo di utilità, che procura soddisfazione fisiologica sin dall'infanzia dell'[[Essere Umano]] e ne sviluppa le attitudini modellando comportamenti in situazioni sconosciute. Già nelle specie animali, il gioco permette la trasmissione di esperienze dagli esemplari adulti ai giovani e la realizzazione dell'apprendimento individuale in gruppo. Gli esseri umani stabiliscono regole convenzionali che reggono queste azioni ricreative. Il gioco contribuisce allo sviluppo della personalità e alla formazione delle abitudini, delle risorse e delle capacità, trasformandosi in una delle possibili forme di insegnamento. Il gioco ha un’importanza euristica incalcolabile.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella [[società]] industriale il gioco delle scommesse si trasforma nell'industria dell'[[ozio]] a scopi di lucro, portando alla rovina una gran quantità di piccoli proprietari e impiegati, distruggendone la personalità. In questo modo, un’attività di divertimento si trasforma in un vizio sociale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
giustizia   (dal latino iustitia, cfr.: ius, il diritto) 1. Valore etico che regola la vita spirituale e sociale dell'[[Essere Umano]]; è la virtù sociale per eccellenza. È fondamento del diritto, della ragione e dell'equità. Esprime l'[[uguaglianza]] delle persone di fronte alla [[legge]] morale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Designa una delle quattro virtù cardinali che dà a ognuno ciò che gli compete o l'insieme di tutte le virtù che caratterizzano in positivo colui che le detiene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire da Aristotele si distingue: giustizia commutativa, che regola l'[[uguaglianza]] o il rapporto che deve sussistere tra le cose quando si danno o si scambiano le une per le altre; giustizia distributiva, che regola la proporzione secondo cui devono essere distribuiti ricompense e castighi; giustizia legale, che costringe il suddito a prestare obbedienza alle disposizioni del superiore; giustizia ordinaria, vale a dire la giurisdizione comune, contrapposta a quella delle prerogative e dei privilegi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle diverse culture, nei diversi periodi storici, il contenuto della giustizia muta. È diversa l'interpretazione della giustizia fatta da diversi gruppi sociali etnici e religiosi della stessa [[società]]. Molti valori ritenuti giusti dai cosiddetti barbari, come  i celti, i germani e gli slavi, erano dichiarati ingiusti nell'impero romano e bizantino. Vari valori della Roma antica furono condannati come pagani dagli stessi romani dopo l'adozione del cristianesimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene giusto ogni atto che consenta all'[[essere umano]] di realizzare integralmente le sue capacità e di formare la sua propria personalità, senza creare danno agli altri. Allo stesso tempo, considera ingiusta qualunque azione che annulla o riduce la [[libertà]] di [[scelta]] e altri diritti essenziali dell'uomo. È ingiusto qualunque atto che si voglia realizzare con altri ma che non venga realizzato nel rispetto di se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Sistema formato storicamente da norme e istituzioni giuridiche di uno [[Stato]] o di una comunità di Stati. In tal senso, la giustizia difende il diritto. Tutta l'attività legale si trova sotto la protezione della giustizia. Queste norme giuridiche hanno carattere obbligatorio e devono essere osservate da tutti i cittadini, con la pena di un castigo in caso di infrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle democrazie moderne, tutti i cittadini hanno uguali diritti politici e sociali, ma gli esseri umani si differenziano per età, sesso, salute, forza fisica, forza intellettuale ecc. Perciò, una [[società]] mediamente giusta tenta di compensare queste differenze relative ai doveri sociali liberando alcuni gruppi da determinati obblighi (bambini, invalidi, malati) e stabilendo pensioni (per malati, anziani, invalidi) e sistemi per la previdenza sociale, la [[disoccupazione]], la qualificazione e la riqualificazione per coloro che non hanno avuto o hanno perduto determinate opportunità lavorative. Il [[Nuovo Umanesimo]] dà particolare peso a questi problemi, e lotta contro i privilegi di razza, [[classe]], [[religione]] ecc. e a favore del riconoscimento delle differenze individuali, poiché ritiene giusta la compensazione delle carenze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al fatto che la giustizia come sistema di istituzioni statali ricorra spesso all'uso di metodi violenti, il [[Nuovo Umanesimo]] è in dissenso rispetto a varie norme e alle decisioni  relative prese dalle istituzioni. Per esempio, gli umanisti condannano la pena capitale e ne esigono l'abolizione. Nei conflitti sociali ed etnici gli umanisti esprimono [[solidarietà]] alle vittime dell'[[oppressione]] di ogni genere e agiscono a favore della [[libertà]] di coscienza.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. [[potere]] giudiziario, ministero o tribunale che esercita la giustizia.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gioco&amp;diff=5566</id>
		<title>Gioco</title>
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		<updated>2015-03-30T20:47:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal latino iocus, scherzo) Azione ricreativa priva di un obiettivo di utilità, che procura soddisfazione fisiologica sin dall'infanzia dell'essere umano e ne sviluppa le...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal latino iocus, scherzo) Azione ricreativa priva di un obiettivo di utilità, che procura soddisfazione fisiologica sin dall'infanzia dell'[[essere umano]] e ne sviluppa le attitudini modellando comportamenti in situazioni sconosciute. Già nelle specie animali, il gioco permette la trasmissione di esperienze dagli esemplari adulti ai giovani e la realizzazione dell'apprendimento individuale in gruppo. Gli esseri umani stabiliscono regole convenzionali che reggono queste azioni ricreative. Il gioco contribuisce allo sviluppo della personalità e alla formazione delle abitudini, delle risorse e delle capacità, trasformandosi in una delle possibili forme di insegnamento. Il gioco ha un’importanza euristica incalcolabile.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella [[società]] industriale il gioco delle scommesse si trasforma nell'industria dell'[[ozio]] a scopi di lucro, portando alla rovina una gran quantità di piccoli proprietari e impiegati, distruggendone la personalità. In questo modo, un’attività di divertimento si trasforma in un vizio sociale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
giustizia   (dal latino iustitia, cfr.: ius, il diritto) 1. Valore etico che regola la vita spirituale e sociale dell'[[essere umano]]; è la virtù sociale per eccellenza. È fondamento del diritto, della ragione e dell'equità. Esprime l'[[uguaglianza]] delle persone di fronte alla [[legge]] morale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Designa una delle quattro virtù cardinali che dà a ognuno ciò che gli compete o l'insieme di tutte le virtù che caratterizzano in positivo colui che le detiene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire da Aristotele si distingue: giustizia commutativa, che regola l'[[uguaglianza]] o il rapporto che deve sussistere tra le cose quando si danno o si scambiano le une per le altre; giustizia distributiva, che regola la proporzione secondo cui devono essere distribuiti ricompense e castighi; giustizia legale, che costringe il suddito a prestare obbedienza alle disposizioni del superiore; giustizia ordinaria, vale a dire la giurisdizione comune, contrapposta a quella delle prerogative e dei privilegi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle diverse culture, nei diversi periodi storici, il contenuto della giustizia muta. È diversa l'interpretazione della giustizia fatta da diversi gruppi sociali etnici e religiosi della stessa [[società]]. Molti valori ritenuti giusti dai cosiddetti barbari, come  i celti, i germani e gli slavi, erano dichiarati ingiusti nell'impero romano e bizantino. Vari valori della Roma antica furono condannati come pagani dagli stessi romani dopo l'adozione del cristianesimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene giusto ogni atto che consenta all'[[essere umano]] di realizzare integralmente le sue capacità e di formare la sua propria personalità, senza creare danno agli altri. Allo stesso tempo, considera ingiusta qualunque azione che annulla o riduce la [[libertà]] di [[scelta]] e altri diritti essenziali dell'uomo. È ingiusto qualunque atto che si voglia realizzare con altri ma che non venga realizzato nel rispetto di se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Sistema formato storicamente da norme e istituzioni giuridiche di uno [[Stato]] o di una comunità di Stati. In tal senso, la giustizia difende il diritto. Tutta l'attività legale si trova sotto la protezione della giustizia. Queste norme giuridiche hanno carattere obbligatorio e devono essere osservate da tutti i cittadini, con la pena di un castigo in caso di infrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle democrazie moderne, tutti i cittadini hanno uguali diritti politici e sociali, ma gli esseri umani si differenziano per età, sesso, salute, forza fisica, forza intellettuale ecc. Perciò, una [[società]] mediamente giusta tenta di compensare queste differenze relative ai doveri sociali liberando alcuni gruppi da determinati obblighi (bambini, invalidi, malati) e stabilendo pensioni (per malati, anziani, invalidi) e sistemi per la previdenza sociale, la [[disoccupazione]], la qualificazione e la riqualificazione per coloro che non hanno avuto o hanno perduto determinate opportunità lavorative. Il [[Nuovo Umanesimo]] dà particolare peso a questi problemi, e lotta contro i privilegi di razza, [[classe]], [[religione]] ecc. e a favore del riconoscimento delle differenze individuali, poiché ritiene giusta la compensazione delle carenze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo al fatto che la giustizia come sistema di istituzioni statali ricorra spesso all'uso di metodi violenti, il [[Nuovo Umanesimo]] è in dissenso rispetto a varie norme e alle decisioni  relative prese dalle istituzioni. Per esempio, gli umanisti condannano la pena capitale e ne esigono l'abolizione. Nei conflitti sociali ed etnici gli umanisti esprimono [[solidarietà]] alle vittime dell'[[oppressione]] di ogni genere e agiscono a favore della [[libertà]] di coscienza.	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. [[potere]] giudiziario, ministero o tribunale che esercita la giustizia.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Gesuitismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:42:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Dottrina, sistema e insieme dei principi religiosi, politici e sociali dei gesuiti o a essi attribuiti; pratica dell’apparenza come sistema di vita.  La Compagnia di Gesù,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Dottrina, sistema e insieme dei principi religiosi, politici e sociali dei gesuiti o a essi attribuiti; pratica dell’apparenza come sistema di vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Compagnia di Gesù, ordine religioso fondato da Ignacio de Loyola nel 1534 come strumento della controriforma, fu soppressa da Clemente XIV nel 1773 (grazie al beneplacito degli imperatori di Russia e Cina rimane in vita nei loro possedimenti). Pio VII la ristabilì nel 1814 e venne stimolata dalla Santa Alleanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I gesuiti svolgevano un ruolo molto importante nell'istruzione pubblica e nell'attività politica segreta; confondevano spesso l'opera missionaria  della chiesa con la realizzazione di missioni segrete della diplomazia e della polizia segreta delle potenze cattoliche. Nei secoli XIX e XX tentarono di presentarsi di fronte all'[[opinione pubblica]] dei paesi cattolici come guide della lotta contro il modernismo all'interno del cattolicesimo e contro la massoneria all'esterno. Per svolgere le missioni segrete, i gesuiti indossavano abiti civili e fingevano di essere sostenitori dei loro stessi nemici per penetrare nelle loro file. Questa “flessibilità” morale  e questa propensione a integrarsi nella carriera politica, facevano sì che sui gesuiti cadesse l'accusa di ipocrisia e di doppiezza. Il personaggio letterario della commedia di Molière, Tartufo, è il prototipo della perversità e della corruzione dissimulate ipocritamente e considerate come personificazione del gesuitismo.&lt;br /&gt;
Comunemente, viene attribuita ai gesuiti la tesi, assai discutibile dal punto di vista morale, secondo cui il fine nobile può giustificare il ricorso a mezzi bassi e indegni. Tuttavia, questa immagine della Compagnia di Gesù è unilaterale e, in fin dei conti, ingiusta ed è dovuta in gran parte alla propaganda tendenziosa dei suoi avversari, che approfittano di alcuni comportamenti, usi e tradizioni dell'ordine che contraddicono le norme abitualmente ammesse nella comunicazione sociale, nella coscienza comune.&lt;br /&gt;
I nomi del noto umanista cristiano brasiliano Antonio de Viera e del filosofo e scienziato Teilhard de Chardin, sottoposti alle repressioni della [[gerarchia]] ecclesiastica, testimoniano, in modo opposto a quella che è l'idea generalizzata, l'alta qualità di alcuni membri di quell'ordine.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
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		<title>Gestione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:41:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;vediamministrazione categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;vedi[[amministrazione]]&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
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		<title>Gerarchia</title>
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		<updated>2015-03-30T20:41:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal gr. tardo hierarkhía, der. di hierárkhes, capo delle sacre funzioni; da hierós, sacro e árkho, comando) Ordine o gradi di persone e cose; ognuno dei nuclei o dei ragg...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal gr. tardo hierarkhía, der. di hierárkhes, capo delle sacre funzioni; da hierós, sacro e árkho, comando) Ordine o gradi di persone e cose; ognuno dei nuclei o dei raggruppamenti costituiti nei diversi ruoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'informatica intende per gerarchia la priorità che può essere attribuita a ogni elemento, dato o istruzione di un programma, prima di compiere un qualunque procedimento informatico.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
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		<title>Generazioni</title>
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		<updated>2015-03-30T20:41:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Man mano che la produzione sociale si sviluppa, cresce l'orizzonte umano, ma la continuità del processo non è garantita dalla semplice esistenza di oggetti sociali. Per il [...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Man mano che la produzione sociale si sviluppa, cresce l'orizzonte umano, ma la continuità del processo non è garantita dalla semplice esistenza di oggetti sociali. Per il [[Nuovo Umanesimo]] la continuità è data dalle generazioni umane che interagiscono e si trasformano nel processo produttivo. Queste generazioni, che consentono continuità e sviluppo, sono strutture dinamiche, sono il tempo sociale in movimento, senza di cui una [[società]] ricadrebbe nello stato di natura e perderebbe la propria condizione di [[società]] storica, com'è accaduto con la [[destrutturazione]] degli imperi dell'antichità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le guerre sono state fattori decisivi nella “naturalizzazione” delle [[società]], nella misura in cui hanno distrutto la continuità per riduzione violenta della generazione giovane. In uno stesso orizzonte temporale, in uno stesso [[momento storico]], coincidono coloro che sono contemporanei e perciò coesistono, ma lo fanno da paesaggi di formazione diversi a causa delle differenze di età rispetto ad altre generazioni. Tale fatto segna l'enorme distanza nella prospettiva sostenuta dalle generazioni. Queste, sebbene occupino lo stesso scenario storico, lo fanno da un diverso “livello” di situazioni e di esperienze. Avviene, del resto, che in ogni [[momento storico]] coesistano generazioni di età differente, con diversi gradi di ritenzione e di propensione e che, di conseguenza, configurano situazioni diverse. Il corpo e il comportamento di bambini e anziani rivelano, per le generazioni attive, una presenza da cui si proviene e una verso cui si va e, a loro volta, per gli estremi di questa triplice relazione, collocazioni di temporali altrettanto estreme. Ma tutto ciò non rimane mai fermo, perché mentre le generazioni attive invecchiano e gli anziani muoiono, i bambini si trasformano e cominciano a occupare posizioni attive. Intanto, nuove nascite ricostituiscono di continuo la [[società]]. Qualora, in astratto, si “fermasse” l'incessante fluire, si potrebbe parlare di un “[[momento storico]]” in cui tutti i membri collocati nello stesso scenario sociale possono essere considerati contemporanei, viventi in uno stesso [[tempo]] (per quanto si riferisce alla databilità). Ma questi membri presentano una coetaneità non omogenea (per quanto riguarda la loro temporalità interna e la loro esperienza). Le generazioni più vicine cercano di occupare l'attività centrale (il presente sociale), secondo i loro particolari interessi, mentre si stabilisce con le generazioni al [[potere]] una dialettica in cui si verifica il [[superamento del vecchio da parte del nuovo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema delle generazioni è stato trattato da vari autori, tra cui Dromel, Lorenz, Petersen, Wechssler, Pinder, Drerup, Mannheim e, in particolare, Ortega.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Gandhismo&amp;diff=5506</id>
		<title>Gandhismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:40:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Dottrina e movimento sociale, il cui fondatore e leader fu il pensatore e politico indiano Mohandas Karamchand Gandhi, più noto come Mahatma Gandhi (1869-1948). Nel 1893...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Dottrina e movimento sociale, il cui fondatore e [[leader]] fu il pensatore e politico indiano Mohandas Karamchand Gandhi, più noto come Mahatma Gandhi (1869-1948). Nel 1893 organizzò in Sud Africa una campagna degli indiani contro la [[legislazione]] discriminatoria mediante la resistenza passiva. Nel 1919 avviò in India, all'epoca colonia inglese, un movimento di massa contro il [[colonialismo]] mediante la non-cooperazione e il boicottaggio delle merci inglesi. Usò come strumenti politici il digiuno e la disobbedienza civile, respingendo per principio la [[violenza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dottrina filosofica e sociale del Mahatma Gandhi, abbastanza eterogenea, osserviamo elementi progressisti e forme sociali patriarcali, superate dal processo storico.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Fronte_d%27azione&amp;diff=5496</id>
		<title>Fronte d'azione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:40:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Organizzazione di lotta che riunisce membri di un settore sociale per la difesa dei loro interessi. Attualmente, le organizzazioni della base sociale possono svilupparsi grazi...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Organizzazione di lotta che riunisce membri di un settore sociale per la difesa dei loro interessi. Attualmente, le organizzazioni della base sociale possono svilupparsi grazie all'ampliamento di diversi fronti d'azione considerati come “diversità convergenti” dal punto di vista dell’obiettivo, ma atti a generare cambiamenti progressivi o a catena (vedi [[effetto dimostrazione]]) all’interno dello schema di [[potere]] vigente. In questo senso, l'organizzazione dei lavoratori non può essere mantenuta nei limiti proposti dal [[sindacalismo]], con il suo allontanamento dalla base e la sua progressiva tendenza verticista. I raggruppamenti di base dei lavoratori, costituiti in fronti d'azione autonomi e con molti legami con altri fronti, costituiscono una nuova forma di organizzazione e di azione in sintonia con il processo di [[destrutturazione]] e di decentralizzazione che oggi si verifica in tutti i campi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Fraternit%C3%A0&amp;diff=5486</id>
		<title>Fraternità</title>
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		<updated>2015-03-30T20:39:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal greco prhratria e da questo il lat. fraternitas, fraternità) Si tratta dell'amore da fratelli che unisce tutti i membri della famiglia umana. L'amore fratern...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal greco prhratria e da questo il lat. fraternitas, fraternità) Si tratta dell'[[amore]] da fratelli che unisce tutti i membri della [[famiglia]] umana. L'[[amore]] fraterno è la tendenza dell'[[essere umano]] a unirsi solidariamente con gli altri per condividere una stessa [[dignità]] umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra gli antichi greci si intendeva con il termine phratria una suddivisione della tribù che praticava sacrifici e riti propri. Durante il medioevo, per fraternità si intese un trattamento ben definito che praticavano tra loro re e imperatori e anche alti gerarchi ecclesiastici. In questo senso, il termine viene usato ancora oggi tra i religiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la [[rivoluzione]] francese, la parola d'ordine della fraternità, insieme a quella della [[libertà]] e dell'[[uguaglianza]], si trasformò in un principio dell'organizzazione sociale del [[regime]] repubblicano. La sovranità, rappresentata fino ad allora dal monarca, passò al [[popolo]] che dette vita a specifiche manifestazioni e riti appropriati come l'incarnazione della fraternità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo termine con il tempo si è andato modificando verso l'uso più frequente di [[solidarietà]], e in tale progressiva riduzione, che denota l'attuale tendenza individualista, si comincia a usare il termine “[[reciprocità]]” quasi come condizione minima del rapporto umano. Tuttavia, il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene la fraternità come espressione dell'[[amore]] universale che unisce tutti gli esseri umani. In questo senso, la fraternità si estende non soltanto ai membri di una tribù, di una [[classe]], di una [[casta]] o di un altro [[gruppo sociale]], ma a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro razza e condizione sociale o religiosa.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Forum Umanista</title>
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		<updated>2015-03-30T20:38:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Incontro aperto del Nuovo Umanesimo a cui partecipano organizzazioni e individui per scambiare esperienze e contributi sulla base di interessi generalmente formalizzati ne...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Incontro aperto del [[Nuovo Umanesimo]] a cui partecipano organizzazioni e individui per scambiare esperienze e contributi sulla base di interessi generalmente formalizzati nelle seguenti aree: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Sanità; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. [[educazione]]; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Diritti umani; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Antidiscriminazione; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. Etnie e culture; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. [[scienza]] e tecnologia; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. [[ecologia]]; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. Arte ed espressioni popolari; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9. [[religiosità]]; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10. Raggruppamenti sociali di base; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11. Partiti politici; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
12. Movimenti alternativi; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
13. [[Economia|Economie alternative]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indetto dalla [Comunità per lo sviluppo umano]], il primo forum umanista si è svolto a Mosca nei giorni 7 e 8 ottobre 1993; il secondo, a Città del Messico nei giorni 7, 8 e 9 gennaio 1994, e il terzo a Santiago del Cile nei giorni 7 e 8 gennaio 1995.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Filantropia&amp;diff=5466</id>
		<title>Filantropia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Filantropia&amp;diff=5466"/>
		<updated>2015-03-30T20:37:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;All'origine, amore per il genere umano. In pratica, varie associazioni di filantropi cominciarono a sorgere già nel XVII secolo. Le società filantropiche si sviluppa...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;All'origine, [[amore]] per il genere umano. In pratica, varie associazioni di filantropi cominciarono a sorgere già nel XVII secolo. Le [[società]] filantropiche si svilupparono cercando di rimuovere situazioni di miseria ben precise per poi orientarsi progressivamente verso la [[solidarietà]], a volte internazionale. Attualmente, molte organizzazioni umanitarie riconoscono la filantropia come l'atteggiamento personale primario che riunisce i loro membri.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Feudalesimo&amp;diff=5456</id>
		<title>Feudalesimo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Feudalesimo&amp;diff=5456"/>
		<updated>2015-03-30T20:36:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(da feudale, lat. mediev. feudalis, probabile der. da vc. germ. *fehu, beni immobili o bestiame) Istituzione sociale basata sul feudo, donazione territoriale che il vassallo r...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(da feudale, lat. mediev. feudalis, probabile der. da vc. germ. *fehu, beni immobili o bestiame) Istituzione sociale basata sul feudo, donazione territoriale che il vassallo riceveva dal signore in cambio del proprio servizio militare. Dapprima questa istituzione (nell'impero romano), sotto forma di colonato, espressione embrionale del feudo, si manifestò in Europa dalla fine dell'epoca carolingia alla fine del medioevo. I marxisti hanno allargato troppo il senso di questo termine, considerandolo come una formazione socio-economica universale che, secondo loro, predominava in tutto il mondo dal crollo dello schiavismo fino all'avvento del [[capitalismo]] (tra i secoli V e XVIII). La storiografia contemporanea non riconosce l'esistenza del [[regime]] feudale nel mondo iberoamericano, tranne che in alcune parti della Catalogna, della Navarra e di Aragona, dove venne imposto dai re franchi nella Marca ispanica. Il [[regime]] feudale aveva come base socio-economica la servitù della gleba, scomparsa nella penisola iberica verso il XIII secolo. I rapporti di vassallaggio riguardavano soltanto la nobiltà e l'alto clero. Al di fuori di quei rapporti, vi erano i contadini servi e il “terzo stato” (gli abitanti di paesi e città, personalmente liberi, raggruppati in corporazioni di artigiani e mercanti). Il [[regime]] feudale si caratterizzava per le interminabili guerre tra feudatari, che distruggevano vasti territori. Gli Stati feudali erano molto fragili e di breve durata. I sudditi del [[potere]] feudale passavano di frequente da un signore all'altro, e ciò provocava la disgregazione dei regni, delle contee e dei principati. Il ruolo centripeto era svolto in quel tempo dalla chiesa cattolica, che pretendeva di esercitare un’autorità morale e a volte politica assoluta. La chiesa, in questo ruolo, organizzò le crociate contro gli infedeli, chiamando a raccolta la nobiltà di diversi paesi.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Il feudalesimo generò un movimento culturale caratterizzato sia da un ordine gerarchico che da un [[regime]] sociale assai rigido. La vita spirituale era improntata alla filosofia scolastica e subordinata alla chiesa cattolica. Contro questo [[regime]] si sollevarono vari movimenti di contadini e artigiani oppressi,  definiti eretici dalla chiesa ufficiale e crudelmente repressi anche mediante le crociate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esistenza del feudalesimo in Oriente non è confermata da documenti storici e può essere considerata come una [[modernizzazione]] del processo storico, una manifestazione dell'eurocentrismo. Marx e i marxisti occidentali cercarono di interpretare i fenomeni sociali dell'Oriente nei termini del cosiddetto “modo di produzione asiatico”. Gli orientalisti sovietici eterodossi usavano per tutto ciò l'espressione “formazione primaria”, che comprendeva rapporti propri della barbarie, della [[schiavitù]], del feudalesimo, cioè la coazione extraeconomica necessaria all'appropriazione violenta del plusvalore e alla sua successiva redistribuzione a favore delle caste e delle “classi” (stati) privilegiati. Ma questa interpretazione del processo storico della maggioranza della popolazione mondiale pecca a sua volta di riduzionismo economico e di sottovalutazione della specificità culturale e della diversità insita nella storia universale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'umanesimo, sin dal suo sorgere, si è pronunciato contro la riduzione della vita umana alla priorità di tale o talaltro fattore isolato; a favore del riconoscimento dell'integrità dell'[[essere umano]] in tutte le sue manifestazioni e a favore dell'unità essenziale umana e della sua diversità culturale. Per questo il [[Nuovo Umanesimo]] non accetta schemi aprioristici universali che passino sopra alla specificità culturale dei diversi popoli e allo stesso tempo respinge il punto di vista positivista che impedisce di analizzare gli aspetti convergenti di diverse culture.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene che non esistano le cosiddette “leggi di bronzo” che costringono le persone a sottoporsi ciecamente ai loro effetti. Noi esseri umani facciamo la nostra storia per nostro proprio conto, in corrispondenza alle circostanze del momento, disponiamo della [[libertà]] di [[scelta]] tra vari modelli o varianti e abbiamo la responsabilità personale delle nostre azioni. Il feudalesimo è stata una di queste varianti storiche, dipesa in gran parte dalla [[scelta]] dei popoli europei a favore del cristianesimo occidentale, che predeterminò le caratteristiche specifiche della [[società]] feudale nell'Europa occidentale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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		<title>Femminismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:36:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Movimento formato principalmente da donne che si dedica alla denuncia della discriminazione della donna nella società attuale (questione femminile). In genere...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Movimento formato principalmente da donne che si dedica alla denuncia della [[discriminazione]] della donna nella [[società]] attuale ([[questione femminile]]). In genere vengono considerate antesignane delle femministe le “suffragette” che lottarono per il diritto di voto in Inghilterra alla fine del secolo scorso. All’interno di questo movimento, attivo soprattutto in Europa negli anni ‘70 e ’80 del ventesimo secolo, si passa da pratiche estreme come quelle del “[[separatismo]]” e di una lotta quasi naturalista contro i maschi come portatori “genetici” di una cultura violenta e prevaricatrice a quelle più moderate di numerose associazioni e collettivi dedicati a questioni specifiche (divorzio, aborto,  pari opportunità). Il femminismo ha dato un importante contributo al dibattito su  questioni come la relazione tra vita personale e sociale, la sessualità, la crisi della [[famiglia]] tradizionale e l’[[educazione]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] considera il femminismo un contributo importante nella lotta contro la [[discriminazione]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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		<title>Fede</title>
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		<updated>2015-03-30T20:35:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal latino fides, fede) È una credenza non basata su argomenti razionali. Consenso che si dà alle parole in base all'autorità di chi le pronuncia o alla sua fama pubbl...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal latino fides, fede) È una [[credenza]] non basata su argomenti razionali. Consenso che si dà alle parole in base all'autorità di chi le pronuncia o alla sua fama pubblica; [[sicurezza]], affermazione della certezza di una cosa. È una caratteristica della coscienza individuale e sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si considera fede anche lo stato psicologico del soggetto, che si esprime in idee e immagini e che serve da stimolo e di orientamento nell'attività pratica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si distinguono diverse teorie della fede: emozionali (che la interpretano come una emozione), sensual-intellettuali (fede come fenomeno dell'intelletto) e volontariste (fede come attributo della volontà). Una sfera particolare della fede è quella religiosa.&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] fa distinzione tra fede fanatica (che si esprime in maniera distruttiva), ingenua (che pone a rischio alcuni interessi vitali) e utile all'apertura nei confronti del futuro e agli obiettivi costruttivi della vita.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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		<title>Fascismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:35:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Concezione politica nazionalista, autoritaria, anticomunista e nemica della democrazia liberale. Ha preso nome dall'allegoria romana dell'autorità statale: un fascio...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Concezione politica nazionalista, autoritaria, anticomunista e nemica della [[democrazia]] liberale. Ha preso nome dall'[[allegoria]] romana dell'autorità statale: un fascio di verghe con la scure. Questa ideologia e organizzazione politica fu creata da B. Mussolini in Italia nel 1919. Essa affermava di non essere capitalista né socialista ma di propugnare uno [[Stato]] corporativo. È servita da modello alla Germania (nazismo), alla Spagna (falangismo) e al Giappone. In Inghilterra fu fondata l'Unione britannica dei fascisti, in Francia fu creata la Croix de Feu. Insieme al [nazionalsocialismo]], rappresenta l'espressione antiumanista più radicale. Il fascismo nega i diritti umani e conduce alla degradazione della persona.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Il fascismo aspirava a stabilire per mezzo della [[guerra]] il [[nuovo ordine]] mondiale, lo [[Stato]] fascista millenario, e in questo senso è stato il principale responsabile dello scoppio della seconda [[guerra]] mondiale, costata più di cinquanta milioni di vite umane, secondo i dati ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[regime]] fascista è tirannico, basato sulla figura del dittatore (o caudillo) e rigidamente gerarchico. Il suo principio è “il capo ha sempre ragione” e il dovere di ognuno è obbedirgli incondizionatamente. È un [[regime]] totalitario, che nega la [[democrazia]] e stabilisce il monopolio del partito fascista, concentrando nelle proprie mani la totalità del [[potere]] economico, politico e ideologico. Il sistema fascista è militarista per eccellenza e trasforma tutti gli abitanti di un paese in soldati che eseguono la volontà del dittatore. Per il fascismo, lo [[Stato]] nazionale è al di sopra di ogni altra cosa. Si tratta di un [[regime]] repressivo che non ammette [[opposizione]] né dissidenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'ideologia fascista è eclettica e contraddittoria. Raggruppa idee che si autoescludono, mescola elementi di [[socialismo]], [nazionalismo]], paganesimo, elitismo, egualitarismo e militarismo. Assolutizza la [[violenza]] come metodo di gestione sociale e politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fascismo promuoveva il modello della mobilitazione sociale istantanea per realizzare “l'obiettivo nazionale”. Poiché il fascismo ha utilizzato la sovversione e la [[violenza]] come metodi principali di azione politica, oltre a forme clandestine di organizzazione, i partiti che ad esso si richiamavano sono stati posti fuorilegge dopo la seconda [[guerra]] mondiale. Ciò ha costretto i fascisti a creare organizzazioni neofasciste, che negano la propria discendenza dal fascismo ma ne usano metodi e idee, modernizzandole e mascherandole da movimenti nazionalisti xenofobi. Questi raggruppamenti hanno acquistato particolare forza in Italia, Germania, Francia e Austria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] ritiene che il pericolo fascista esiga la realizzazione di riforme urgenti per risolvere i problemi della gioventù disoccupata, dei piccoli imprenditori costretti al fallimento, dei professionisti e dei dipendenti del pubblico impiego rimasti senza lavoro, dei pensionati ridotti alla miseria e degli altri gruppi emarginati. Nel processo dell'integrazione europea e americana è necessario considerare la condizione delle identità nazionali, delle minoranze etniche e culturali, per impedire l'insorgere di conflitti interetnici e interconfessionali; è importante prestare [[cooperazione]] economica e sociale ai paesi meno sviluppati per ridurre le correnti migratorie dirette verso le zone a maggiore sviluppo. Queste misure possono ridurre la base sociale dei movimenti neofascisti e allargare i confini della [[democrazia]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Famiglia&amp;diff=5416</id>
		<title>Famiglia</title>
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		<updated>2015-03-30T20:34:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal lat. familia, der. di famulus, servitore. Stava a designare gli schiavi che erano sottoposti a un dominus, padrone; trasl. passa ad indicare tutti gli abitanti della casa...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. familia, der. di famulus, servitore. Stava a designare gli schiavi che erano sottoposti a un dominus, padrone; trasl. passa ad indicare tutti gli abitanti della casa, liberi e schiavi) Gruppo di individui che hanno in comune una condizione domestica o appartengono a uno stesso nucleo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In botanica e in zoologia, con il termine famiglia si indica un gruppo tassonomico costituito da diversi generi naturali che possiedono un gran numero di caratteri comuni. In matematica si tratta dell'insieme i cui elementi sono insiemi.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
La famiglia basata sul censo (focolare domestico) è una unità complessa di natura economica e sociale. In generale si definisce così l'insieme di persone che convivono nella stessa abitazione e consumano i loro pasti in comune. La famiglia unipersonale è formata da un cittadino che vive da solo; la famiglia numerosa è quella che ha quattro o cinque figli minori di 18 anni o maggiori inabili al lavoro. Questa categoria varia a seconda della [[legislazione]] di ciascun paese, in base al grado di protezione e di [[sicurezza]] che viene garantita alla famiglia e che riguarda, in alcuni casi casi, anche le madri sole con figli minori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia svolge un ruolo decisivo nella formazione della personalità e nella sua socializzazione. È una istituzione storica soggetta a mutamenti, in quanto le sue caratteristiche risultano diverse nelle varie culture.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In anni recenti la famiglia ha conosciuto trasformazioni vertiginose, dovute in larga misura all'affollamento urbano. Le famiglie numerose si sono dovute ridimensionare a causa dei limiti spaziali delle abitazioni. Il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro, al di fuori dell'abitazione, ha fatto a sua volta sentire i propri effetti. In generale, man mano che s'innalza il livello di vita delle popolazioni, la famiglia tende a ridursi e, viceversa, si osserva una crescita esplosiva nel numero di componenti delle famiglie dei paesi poveri. D'altra parte, nascono nuove strutture che si sostituiscono alla famiglia tradizionale, sia pure soltanto per badare ai bambini per brevi periodi, com'è il caso dei nidi e dei giardini d'infanzia. Sia le adozioni sia il progredire dell'inseminazione artificiale introducono varianti al concetto di famiglia tradizionale vincolata da legami di consanguineità. Un altro caso è quello della famiglia formata da genitori omosessuali e figli adottivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] sottolinea l'urgente necessità di ridurre il tasso di natalità per migliorare le condizioni di vita delle famiglie nei paesi poveri; fa proprie le iniziative legislative tendenti alla difesa dei diritti della madre e dei figli e incoraggia la creazione di club interfamiliari in grado di fornire un’[[educazione]] integrale prescolare.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Evoluzione&amp;diff=5406</id>
		<title>Evoluzione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:34:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal lat. evolutio, -onis, che era l'atto di svolgere, volvo, il papiro) Autosviluppo graduale e naturale di un sistema sociale e organico, che esclude trasformazioni brusche...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. evolutio, -onis, che era l'atto di svolgere, volvo, il papiro) Autosviluppo graduale e naturale di un sistema sociale e organico, che esclude trasformazioni brusche e improvvise, e soprattutto interventi artificiali nel corso del processo naturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'evoluzione comprende una serie di cambiamenti destinati  ad una complessificazione  crescente, indipendentemente dalla durata più o meno prolungata di tale processo.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Nella [[scienza]] biologica, la dottrina evoluzionista pretende di spiegare i fenomeni naturali mediante trasformazioni successive di un’unica realtà primaria, materiale, sottoposta a movimento perpetuo, per virtù delle quali si passa dal semplice e omogeneo al composto ed eterogeneo. Questa teoria, tuttavia, presenta dei seri problemi, dal momento che alcune cosmologie (e le derivanti posizioni biologiche) tentano di dimostrare che da un punto originario tutto si vada trasformando fino a perdere energia e ordine. Ma negli ultimi anni e dopo lo studio delle strutture dissipative (dovuto soprattutto a Prigogine), il concetto di evoluzione è stato modificato radicalmente, modificando sia le vecchie concezioni sia quelle più recenti basate sul semplice principio entropico. Alla luce di questi cambiamenti concettuali, va rivista non soltanto l'idea di evoluzione, ma anche (per esempio, nel campo delle scienze sociali) quella di [[rivoluzione]], che comporta rotture e discontinuità in un processo evolutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Esistenzialismo&amp;diff=5386</id>
		<title>Esistenzialismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:33:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;esistenzialismo   (der. di esistenziale, sul modello del ted. Existentialismus e del fr. existentialisme. Dal lat. exsistere, ex, fuori e sisto, sto, propr. levarsi fuori, app...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;esistenzialismo   (der. di esistenziale, sul modello del ted. Existentialismus e del fr. existentialisme. Dal lat. exsistere, ex, fuori e sisto, sto, propr. levarsi fuori, apparire) È uno dei sistemi filosofici e culturali che hanno esercitato maggiore influsso; una tendenza particolare della concezione umanista che ha per obiettivo l'analisi e la descrizione del senso e delle contraddizioni della vita umana. Dal punto di vista dell'esistenzialismo, l'individuo non è una parte meccanica di un tutto unico (generazione, [[classe]], [[ambiente]] sociale) ma è l'integrità in sé e per sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella filosofia dell'esistenzialismo si distinguono numerose tendenze, tra cui quella religiosa e quella atea. Sono unite insieme da una problematica comune, ma ciascuna ha un proprio punto di vista riguardo alla definizione del senso della vita. Nella prima si attribuisce priorità al rapporto dell'uomo con Dio. La tendenza atea considera l'individuo come l'unico dio. Tali concezioni, tuttavia, si influenzano reciprocamente, manifestando la medesima preoccupazione per le sofferenze dell'uomo, proclamando gli stessi principi etici e sperimentando le stesse delusioni in merito a quanto di assurdo e insensato vi è nella vita. Lo spirito di pessimismo, e a volte di disperazione, caratterizza tutte le tendenze del movimento esistenzialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei precursori della dottrina esistenzialista è Søren Kierkegaard (1813-1855), filosofo e teologo danese, che ha analizzato in modo dettagliato e approfondito tratti dell'esistenza dell'uomo come afflizione, paura, [[amore]], colpa, bene e male, morte, coscienza, spavento ecc. Lo spavento permanente che l'individuo patisce è frutto del senso di abbandono nell’attesa dell'inevitabile morte. La [[fede]] sincera è la sola cosa che consenta all'individuo di vivere la propria vita coscientemente. Questa linea del pensatore protestante viene perseguita da Nikolaj Berdjaev (1874-1948), filosofo ortodosso russo, fondatore del cosiddetto “nuovo cristianesimo”. È sua opinione che l'esistenza dell'individuo si basi sulla [[libertà]], mentre il senso della vita si basa “sulla nascita di Dio nell'individuo e dell'individuo in Dio”. Esiste soltanto l'individuo, mentre tutto il resto “c'è” ma non esiste, poiché non ha coscienza della propria esistenza e si adatta soltanto a condizioni oggettive. In questa forma di  esistenzialismo si scontrano tre fattori: la [[libertà]], la predestinazione divina e la responsabilità e l'energia personale di un essere che sa pensare, sentire e produrre. L'individuo deve sempre rinnovarsi, vale a dire, riuscire a essere sempre più umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Jaspers (1883-1969) intese questo problema a modo proprio, proponendo di separare il “[[tempo]] assiale” dalla storia e di centrare l'attenzione sugli aspetti di continuità che si trovano nella vita (malattia, morte, [sofferenza]]) e determinano il senso principale dell'esistenza. Secondo Jaspers, ogni essere deve cercare la propria individualità nella vita presente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella filosofia e nella letteratura spagnole è Miguel de Unamuno (1864-1936) ad aver sviluppato la concezione esistenzialista. Attribuì un particolare significato all'idea del “donchisciottismo”, secondo cui l'uomo conduce una lotta permanente (allo stesso modo di don Chisciotte) per un ideale irreale. Ogni esistenza concreta reca in sé contrasti tra categorie correnti e sublimi, tra pragmatismo e lucidità spirituale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per molti esistenzialisti, un'altra fonte di questa corrente di pensiero, oltre che da Kierkegaard, è costituita da Friedrich Nietzsche (1844-1900).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo stesso modo in cui i marxisti hanno fatto uso del [[metodo]] dialettico di Hegel, gli esistenzialisti più recenti ricorrono per le loro descrizioni al rigoroso [[metodo]] fenomenologico di Husserl.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Martin Heidegger (1889-1976) e Jean-Paul Sartre (1905-1980) sono due altri pensatori che hanno contribuito considerevolmente allo sviluppo dell'esistenzialismo. Può essere considerato a sua volta come appartenente a questa corrente José Ortega y Gasset (1883-1955), anche se la sua linea di pensiero razional-vitalista si distacca in molti punti dalle formulazioni fondamentali dell'esistenzialismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indipendentemente dalla diversità che caratterizza il punto di vista esistenzialista sulle situazioni della vita umana, tale concezione è contraddistinta anche dalla sensibilità nei confronti di tutti i problemi dell'esistenza individuale, come pure dalla fiducia nelle forze creative personali. L'affermazione di molti esistenzialisti secondo cui “l'esistenza significa l'[[essere umano]], l'[[essere umano]] significa l'esistenza” corrisponde esattamente alla concezione del Nuovo Umanesimo.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Esercito&amp;diff=5366</id>
		<title>Esercito</title>
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		<updated>2015-03-30T20:31:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;esercito   (dal lat. exercitus, der. di exercere, tenere costantemente in esercizio) Insieme delle forze militari di uno Stato, in particolare quelle di terra.  È una del...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;esercito   (dal lat. exercitus, der. di exercere, tenere costantemente in esercizio) Insieme delle forze militari di uno [[Stato]], in particolare quelle di terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È una delle istituzioni armate dello [[Stato]] che contribuisce a realizzare la funzione esterna di difesa. Inoltre, lo [[Stato]] usa l'esercito non soltanto per la difesa del paese, ma per aggredire e sottomettere altri paesi e popoli, cioè per la sua espansione. Ma ciò viene considerato infrazione alle norme del diritto internazionale (vedi [[aggressione]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro uso improprio dell'esercito consiste nel coinvolgerlo nella soluzione armata di conflitti interni. Esistono Stati che non hanno eserciti e assolvono le loro funzioni di difesa con altri metodi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In alcuni paesi, l'esercito è professionale e agisce come una corporazione, i suoi membri sono vincolati da contratto e i loro doveri e diritti sono specificati nel contratto concordato con lo [[Stato]]. In altri paesi esiste il servizio militare obbligatorio per i cittadini di determinate età. Esistono inoltre sistemi misti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] condanna l'uso della [[violenza]] in tutte le forme, ivi compresa la forza armata. Tuttavia, per la realizzazione di questo principio sono richieste opportune condizioni esterne e interne allo scopo di escludere la [[violenza]] dalla vita quotidiana e dalla pratica sociale sia nazionale sia internazionale. Nel frattempo, per procedere in questa direzione è necessario limitare progressivamente l'uso dell'esercito, democratizzarne il funzionamento e i suoi rapporti con la [[società]] civile, porlo sotto il controllo pubblico, discutere sui mezzi di comunicazione la sua vita interna e le sue relazioni, il suo bilancio e la dottrina militare dello [[Stato]]. Dal punto di vista umanista è inammissibile qualunque intervento dell'esercito nella vita politica, e i militari in servizio attivo non possono avere diritti elettorali né rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla politica statale. Riprendono questo diritto nel momento in cui entrano in congedo, come comuni cittadini.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Emancipazione&amp;diff=5356</id>
		<title>Emancipazione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:31:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(der. dal lat. emancipare, liberare dalla tutela o dalla schiavitù) Processo e obiettivo della liberazione dallo stato di soggezione. Recupero della libertà, della s...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(der. dal lat. emancipare, liberare dalla tutela o dalla [[schiavitù]]) Processo e obiettivo della liberazione dallo stato di soggezione. Recupero della [[libertà]], della sovranità, dell'autonomia e dell'indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei rapporti sociali, si tratta dell'emancipazione dei gruppi o degli strati oppressi (servi, schiavi, donne, omosessuali, minoranze etniche o religiose ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle relazioni internazionali si tratta della liberazione dei paesi coloniali e oppressi, della proclamazione della loro indipendenza e della parità di diritti con altri Stati. Si possono distinguere diverse forme di emancipazione: spirituale, culturale, politica, economica ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per l'emancipazione prevede forme violente e nonviolente. Gli umanisti scelgono le seconde. La ricerca di possibilità diverse per eliminare tutti i fattori di [[oppressione]] affinché l'[[essere umano]] possa sviluppare la propria [[libertà]], le proprie qualità e le proprie forze creatrici è l'obiettivo principale dell'attività del Nuovo Umanesimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=%C3%89lite&amp;diff=5346</id>
		<title>Élite</title>
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		<updated>2015-03-30T20:30:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Il nucleo più scelto e distinto di leader informali che si manifesta all'interno di ogni gruppo sociale o corporazione, e che elabora e divulga valori etici, estetici...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il nucleo più scelto e distinto di [[leader]] informali che si manifesta all'interno di ogni [[gruppo sociale]] o corporazione, e che elabora e divulga valori etici, estetici ecc. e norme di comportamento sociale all'interno del gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vi sono varie teorie che forniscono definizioni diverse di questo fenomeno, della sua natura, del suo status sociale e del suo ruolo nella [[società]] (dalle interpretazioni biologiche, che non rivelano differenze essenziali tra élites naturali e sociali, a quelle meccanicistiche, sistemologiche e culturologiche).&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Elezione&amp;diff=5336</id>
		<title>Elezione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:29:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Azione di eleggere; nomina attraverso suffragio o votazione; procedimento democratico essenziale per inaugurare una istituzione, una carica pubblica o per costituire organi di...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Azione di eleggere; nomina attraverso suffragio o votazione; procedimento democratico essenziale per inaugurare una istituzione, una carica pubblica o per costituire organi di [[potere]] mediante la delega di poteri da parte di ciascun cittadino o membro di una associazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vi sono diversi sistemi elettorali, per esempio quello maggioritario, che si realizza quando in ogni circoscrizione elettorale vince il candidato che ottiene la maggioranza assoluta o relativa dei voti. Le elezioni possono essere generali o limitate secondo criteri selettivi determinati; segrete o a voto palese, o ancora per acclamazione; dirette o indirette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scrutinio devono partecipare i rappresentanti ufficiali delle forze che presentano candidati e anche osservatori neutrali.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Effetto_dimostrazione&amp;diff=5326</id>
		<title>Effetto dimostrazione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:28:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Questa espressione si usa, nel Nuovo Umanesimo, per indicare un evento sociale capace di agire da esempio su punti contigui o anche molto distanti. In quest'ultimo caso, le co...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Questa espressione si usa, nel Nuovo Umanesimo, per indicare un evento sociale capace di agire da esempio su punti contigui o anche molto distanti. In quest'ultimo caso, le comunicazioni sempre più veloci e frequenti contribuiscono a ridurre le distanze, e di conseguenza l'effetto dimostrazione tende a essere più frequente. D'altra parte, la similitudine di situazioni [[struttura]]li in un sistema che si avvia a diventare mondiale fa sì che l'effetto dimostrazione venga “importato” ed “esportato” con maggiore facilità. L'importanza del fenomeno consiste nel fatto che mostra la possibilità del suo inserimento in ambienti più vasti di quelli in cui ha avuto origine. È un caso di influenza “debole” che segue un percorso inverso rispetto a quello delle correnti “forti” che si impongono alle culture o ad ambienti sociali sempre più dipendenti. Il fenomeno delle influenze reciproche tra ambienti distanti è oggi osservabile in diverse attività. Bisogna considerare che nessuna formazione sociale o culturale rimane passiva, ma interagisce con l'effetto dimostrazione di piccola o grande scala e che questo a sua volta si modifica entrando in contatto con un nuovo [[ambiente]]. La serie di effetti dimostrativi che può generare la diversità culturale arricchisce, senza dubbio, l'attuale processo di [[mondializzazione]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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	<entry>
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		<title>Educazione</title>
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		<updated>2015-03-30T20:28:08Z</updated>

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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. educatio, -onis, azione che sviluppa le facoltà fisiche, intellettuali e morali) Sistema di trasmissione ed estensione di conoscenze, capacità e norme di comportamento e di comunicazione sociale che comprende le relative teorie ([[scienza]] pedagogica) e le istituzioni docenti. Si divide in educazione prescolare, scolare, media, a indirizzo tecnico, superiore, per adulti, istruzione specializzata (per sordomuti, per ciechi ecc.), educazione a distanza, autoistruzione e altri settori. Si distingue tra educazione statale, comunale, privata e a gestione associativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'educazione è preparazione dell'individuo alla cultura, al lavoro, alla [[scienza]], alla morale, all’arte. L'educazione è la fonte più importante e tradizionale della socializzazione tra persone in quanto contribuisce alla formazione della loro ideologia, della loro cultura, della loro morale, ai loro orientamenti di vita e di lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si è soliti parlare di educazione in almeno due significati diversi: il primo si riferisce alla trasmissione di dati e di conoscenze dall'educatore all'educando (in italiano, istruzione N.d.T.) e, in questo senso, le nuove tecnologie di informazione tendono a sostituire progressivamente la figura dell'educatore; il secondo considera l’educazione una  preparazione, un adeguamento dell'educando al mondo in cui vive. Il termine “mondo” si riferisce tanto alle cose considerate dal punto di vista fisico quanto a elementi intangibili quali i valori e i rapporti umani. L'educazione, in questa seconda accezione, intende abilitare a vari modi di comprensione, punti di vista non uniformi, prospettive differenti per comprendere tanto le realtà degli oggetti materiali e culturali quanto quelle della stessa interiorità. Un’educazione che si limiti sempre più alla trasmissione di dati oggettuali è un fattore importante di “svuotamento” di soggettività e di senso delle azioni umane. Tale tipo di educazione richiede profonde riforme. Il problema dell'educazione è, senza dubbio, uno dei più stimolanti del mondo odierno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'educazione di massa attraverso l'uso delle nuove tecnologie elettroniche apre un campo immenso di possibilità allo sviluppo della conoscenza collettiva. Bisogna segnalare, tuttavia, che la diffusione della conoscenza (per quanto si voglia considerare quest'ultima neutra o scientifica) reca in sé il segno dell'ideologia dominante, cosa che si può osservare con evidenza nel campo delle scienze umane (filosofia, storia, psicologia, sociologia, diritto, [[economia]] ecc.). Del resto, ciò è accaduto e accade per qualsiasi metodo di istruzione, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[Umanizzare la Terra]], [[Silo]] scrive: “1. [...]credo che educare consista principalmente nel rendere le nuove [[generazioni]] capaci di una visione non ingenua della realtà, nel senso  che il loro sguardo consideri il mondo non come una presunta realtà obiettiva in sé, ma come un oggetto di trasformazione sul quale l’[[essere umano]] applica la propria azione. Qui non sto parlando dell’informazione riguardo al mondo, quanto piuttosto dell’esercizio intellettuale di una particolare visione dei paesaggi [[[paesaggio esterno]]] priva di pregiudizi, e di un’attenta pratica del proprio sguardo. Un’educazione elementare deve mirare allo sviluppo di un modo di pensare basato sulla  coerenza. Qui non si sta parlando di conoscenza in senso stretto, ma del contatto con la propria esperienza del pensare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“2. In secondo luogo, l’educazione dovrà stimolare la sensibilità e  facilitare  lo sviluppo emotivo. Per questo,  al momento di pianificare una formazione integrale, bisognerà  tenere presente l’esercizio della rappresentazione e dell’espressione, insieme allo sviluppo della capacità di padroneggiare l’armonia e il ritmo. Ma quanto detto non ha lo scopo di  mettere a punto  procedimenti atti a “creare” talenti artistici; la sua intenzione sta piuttosto nel far sì che gli individui stabiliscano un  contatto emotivo con se stessi e con gli altri, senza la confusione a cui porta un’educazione basata sulla  separatezza e l’inibizione.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 “3. In terzo luogo, si dovrà ricorrere a qualche pratica che metta in gioco tutte le risorse corporee in modo armonico; ma una disciplina di questo tipo somiglia più ad una ginnastica portata avanti con arte che ad uno sport, poiché lo sport non forma in modo  integrale ma unilaterale. Il punto chiave, infatti, sta nel prendere contatto con il  proprio corpo e nel governarlo con scioltezza. Per questo lo sport non dovrà essere considerato un’attività formativa; sarà però importante coltivarlo se la disciplina suddetta ne costituisse la  base.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“4. Fin qui ho parlato dell’educazione, considerandola dal punto di vista delle attività formative per l’[[essere umano]] nel suo [[paesaggio umano]], ma non ho parlato dell’informazione che ha a che vedere  con la conoscenza, con l’assimilazione di dati grazie allo studio ed alla pratica intesa come forma di studio.”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Economia&amp;diff=5306</id>
		<title>Economia</title>
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		<updated>2015-03-30T20:27:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal gr. oikonomía, da oîkos e -nomia, l'amministrazione della casa) Sistema di rapporti di produzione, distribuzione e servizi, e delle aziende relative, dal livello fa...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal gr. oikonomía, da oîkos e -nomia, l'[[amministrazione]] della casa) Sistema di rapporti di produzione, distribuzione e servizi, e delle aziende relative, dal livello familiare fino a quello internazionale. Ramo della [[scienza]] che studia tali rapporti e il sistema economico in generale. Abitualmente si parla di economia domestica o privata e di economia pubblica per porre in rilievo l'estensione del fatto economico; di economia rurale o urbana, per sottolineare l'[[ambiente]] in cui si svolgono le operazioni produttive; di economia concertata per  porre in evidenza il sistema economico intermedio tra l'economia liberale (che presuppone l'assenza di interventi dello [[Stato]]) e l'economia guidata o pianificata (contraddistinta da ingerenza statale al massimo grado). Inoltre, si parla di una economia di scala in cui i guadagni di un'azienda si accrescono mediante la riduzione dei costi medi di produzione ottenuta grazie ad un aumento delle dimensioni; di economia esterna quando ci si riferisce a quella realizzata da aziende al di là  del loro stesso impegno e che è il risultato di una generale condizione economica favorevole e anche di economie rudimentali, sommerse e floride a seconda del taglio interpretativo che si dà al fenomeno della produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] presenta in ogni situazione concreta uno schema economico in cui i rapporti di produzione, di scambio e di consumo sono regolati dalla [[proprietà del lavoratore]] e dagli interessi della maggior parte della popolazione. Questa proposta tende all'umanizzazione dell'economia partendo dalla concezione che i fattori economici debbano esere strumenti al servizio dell'[[essere umano]]. L'umanizzazione dell'economia sostenuta dal [[Nuovo Umanesimo]] va radicalmente contro tutti gli schemi di radice economicista basati sul riduzionismo interpretativo che fanno dell'individuo, della [[società]] e del fatto politico epifenomeni o semplici riflessi delle condizioni economiche o macroeconomiche. La proposta di umanizzazione dell'economia è definita in linee generali nel documento del Nuovo Umanesimo (umanista, documento).&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Ecologismo&amp;diff=5296</id>
		<title>Ecologismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:26:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Estensione e generalizzazione dei concetti dell'ecologia che vengono trasferiti sul terreno della realtà sociale. Sorto negli anni Sessanta dai movimenti per la protezion...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Estensione e generalizzazione dei concetti dell'[[ecologia]] che vengono trasferiti sul terreno della realtà sociale. Sorto negli anni Sessanta dai movimenti per la protezione della natura e dell'[[ambiente]], l'ecologismo ha comportato la presa di coscienza della rottura tra l'[[essere umano]] e il suo [[ambiente]] naturale, rottura provocata dalla civiltà industriale che contamina, distrugge una parte delle risorse non rinnovabili e pone in pericolo la sopravvivenza stessa della specie. L'ecologismo sostiene la necessità della ricerca urgente di forme di sviluppo in equilibrio con la natura, basate sull'uso di energie rinnovabili e non inquinanti. La loro applicazione potrà avvenire soltanto attraverso la massima decentralizzazione dei centri decisionali e l'applicazione di misure di [[autogestione]] per far sì che ogni individuo si senta pienamente responsabile del proprio avvenire.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Ecologia&amp;diff=5286</id>
		<title>Ecologia</title>
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		<updated>2015-03-30T20:25:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(composto con eco-, dal gr. oîkos, casa e -logo, dal gr. lógos, discorso) Dobbiamo a Lamarck e a Treviranus le basi e il nome della nuova scienza che cominciò a esser c...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(composto con eco-, dal gr. oîkos, casa e -logo, dal gr. lógos, discorso) Dobbiamo a Lamarck e a Treviranus le basi e il nome della nuova [[scienza]] che cominciò a esser chiamata “biologia” a partire dal 1802. Inoltre, la vecchia storia naturale venne rimodellata da E. Haeckel nel 1869, e cominciò a far parte della biologia sotto la denominazione di “ecologia”. Questo ramo del sapere ha sempre mirato ad osservare il rapporto tra gli organismi e l'[[ambiente]] in cui essi vivono. Oggi l'ecologia studia l’adattamento delle diverse specie sulla base dei loro bisogni energetici, nutritivi e riproduttivi. A livello scolastico, si divide in ecologia vegetale, animale e umana. In termini generali, l'ecologia si interessa all'adattamento delle specie e ai fattori che intervengono su di esse (terreni, climi e altre specie).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei temi fondamentali dell'ecologia è quello che riguarda gli ecosistemi (l'ecosistema è un insieme di esseri viventi e non viventi in relazione tra loro e legati a uno stesso [[ambiente]]). Gli ecosistemi sono sistemi termodinamicamente aperti che ricevono energia dall'esterno e la trasmettono agli ecosistemi vicini. Il loro studio si basa sulla teoria dei sistemi e sulla cibernetica, in cui l'ecosistema viene assimilato a un insieme di elementi biotici (specie) e abiotici in costante interazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente, l'interesse ecologico ha oltrepassato gli ambienti accademici e ha raggiunto vasti settori della popolazione. Gli effetti delle aziende inquinanti sono sotto gli occhi di tutti:  squilibri di ogni tipo nell’[[aggressione]] a flora e fauna, immissione nell'[[ambiente]] prodotti tossici e rifiuti non biodegradabili, uso di centrali nucleari come fonte d'energia, inquinamento ambientale e le piogge acide. A ciò si aggiunge la crescita delle macrocittà, l'impoverimento della resa dei campi stimolati irrazionalmente da fertilizzanti chimici e pesticidi, la desertificazione di vaste zone ecc. Tutto ciò costituisce motivo di forte preoccupazione per quanti sono interessati a conservare flora, fauna e clima in un [[ambiente]] equilibrato che garantisca la sopravvivenza umana. Questa tendenza a porre in rilievo le crescenti difficoltà ecologiche delle [[società]] di oggi, e che è stata genericamente chiamata [[ecologismo]], rappresenta un importante avanzamento nella presa di coscienza da parte delle popolazioni di uno dei problemi più gravi del momento. Sebbene non esista tra i sostenitori dell'[[ecologismo]] una interpretazione omogenea del deterioramento ambientale né dei metodi da seguire per superare questa pericolosa situazione, in poco tempo è cresciuta una sensibilità collettiva che ha condotto all'assunzione di alcuni provvedimenti legali contro le attività antiecologiche. Certamente ciò non si potrà risolvere appieno fino a quando quelle attività non saranno incluse tra i crimini contro l'[[essere umano]]. Del resto, sebbene si possa procedere in tale direzione, bisogna comprendere che il sistema inumano in cui viviamo oggi reca nel proprio sviluppo la decomposizione di sé e di tutto ciò di cui si appropria. La necessità di un mutamento radicale nello schema del [[potere]] e nell'organizzazione delle [[società]] diviene evidente alla luce del crescente disastro ecologico.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dogmatismo&amp;diff=5276</id>
		<title>Dogmatismo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:25:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal gr. dógma, -atos, decreto, decisione, der. di dokéo, sembrare) Modo di pensare che accetta determinate opinioni, dottrine, norme come postulati o principi incondizionat...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal gr. dógma, -atos, decreto, decisione, der. di dokéo, sembrare) Modo di pensare che accetta determinate opinioni, dottrine, norme come postulati o principi incondizionati, validi in ogni situazione e adottati senza [[critica]] e senza giudizio razionale. Chiude la via all'acquisizione di nuove conoscenze e all'introduzione delle innovazioni. È proprio della coscienza religiosa più rigida che giustifica il tradizionalismo e il [[conservatorismo]]. La lotta contro il dogmatismo favorisce il libero sviluppo della [[scienza]] e la divulgazione delle conoscenze riguardanti la natura e la [[società]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dogmatismo è stato, e continua a essere, un freno per il progresso spirituale e sociale che conduce, in fin dei conti, all'irrigidimento di una cultura, al suo isolamento e alla sua [[destrutturazione]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'umanesimo si è formato storicamente nella lotta implacabile contro il dogmatismo medievale, praticando e introducendo innovazioni culturali. Lo spirito universalista, aperto e creatore del [[Nuovo Umanesimo]] prosegue attualmente la lotta contro ogni dogmatismo che limiti artificialmente le capacità creative dell'[[essere umano]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Documento_del_Nuovo_Umanesimo&amp;diff=5266</id>
		<title>Documento del Nuovo Umanesimo</title>
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		<updated>2015-03-30T20:24:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;Chiamato anche documento del movimento umanista o documento umanista (umanista, documento). categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Chiamato anche documento del movimento umanista o documento umanista (umanista, documento).&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dittatura&amp;diff=5256</id>
		<title>Dittatura</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Dittatura&amp;diff=5256"/>
		<updated>2015-03-30T20:24:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal lat. dictatura, cfr.: dictator, -oris, da dictare, nel senso di prescrivere, comandare, intens. di dicere) potere assoluto, regime politico che è il risultato de...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. dictatura, cfr.: dictator, -oris, da dictare, nel senso di prescrivere, comandare, intens. di dicere) [[potere]] assoluto, [[regime]] politico che è il risultato della [[violenza]] armata e che pratica il terrore, l'arbitrarietà, la [[violenza]] diretta come metodo principale della gestione amministrativa statale; è il [[potere]] che si basa sulla [[violenza]] diretta e non è limitato dalla [[legge]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modello politico sorto nella Grecia e a Roma antiche, si riproduce nel medioevo e ancora nei tempi moderni. L'URSS e altri Stati detti socialisti si proclamarono ufficialmente “dittature del proletariato”, anche se si trattava di regimi oligarchici dittatoriali della “nomenclatura” del partito comunista, che deteneva nelle sue mani un [[potere]] totale.&lt;br /&gt;
In diversi paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America latina si instaurarono dittature militari che utilizzarono l'anticomunismo come pretesto per insediare regimi oligarchici, reprimere il movimento sociale e distruggere per mezzo del terrore le organizzazioni democratiche. La maggior parte di quelle dittature fu cancellata dal successivo avvento di governi democratici.&lt;br /&gt;
Il [[Nuovo Umanesimo]] condanna, dal punto di vista etico, giuridico e politico, qualsiasi forma di dittatura poiché attenta alla [[dignità]] e alla [[sicurezza]] umane; perché viola i diritti umani; per il suo culto della [[violenza]] e per la sua pratica terroristica; perché pone interessi di gruppo, molte volte corporativi, al di sopra dell'[[essere umano]] in quanto tale.&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://it.humanipedia.org/index.php?title=Violenza&amp;diff=5246</id>
		<title>Violenza</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://it.humanipedia.org/index.php?title=Violenza&amp;diff=5246"/>
		<updated>2015-03-30T20:19:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Emmepunto: Creata pagina con &amp;quot;(dal lat. violentia, der. di violentus, violento, da riconnettersi a vis, forza) È il modo più semplice, frequente ed efficace per conservare il potere e la supremazia,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(dal lat. violentia, der. di violentus, violento, da riconnettersi a vis, forza) È il modo più semplice, frequente ed efficace per conservare il [[potere]] e la supremazia, per imporre la propria volontà ad altri, per usurpare il [[potere]], la [[proprietà]] e anche le vite altrui. Secondo Marx, la violenza è “la levatrice della storia”, cioè: tutta la storia dell'[[umanità]], compreso il progresso, deriva dalla violenza, dalle guerre, dagli espropri di terre, dai complotti, dagli omicidi, dalle rivoluzioni ecc. Quell'autore afferma che tutti i problemi importanti nella storia si risolvevano di solito con la forza. L'intelligenza, le ragioni o le riforme svolgevano un ruolo subordinato. In questo senso Marx ha ragione; tuttavia, non ha ragione nella misura in cui assolutizza il ruolo della violenza, negando i vantaggi dell'[[evoluzione]] senza violenza. Non ha ragione neppure quando giustifica la violenza con una finalità nobile (sebbene egli stesso abbia spesso affermato che nessuna buona ragione può giustificare mezzi malvagi per conseguirla). I sostenitori della violenza di ogni segno la giustificano come mezzo per ottenere risultati “buoni” o “utili”. Tale prospettiva è pericolosa ed equivoca poiché conduce all'apologia della violenza e al rifiuto dei mezzi nonviolenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si differenzia di solito la violenza diretta, individualizzata (autorità del padre sul figlio) da quella indiretta (trasmutante), “codificata” normalmente per le istituzioni sociali e per la politica ufficiale (guerre, dominio del dittatore, [[potere]] del partito unico, monopolio confessionale); vi sono anche violenze fisiche, psicologiche, palesi o mascherate. Nella [[società]] si vedono altre gradazioni più precise di violenza: a livello di [[famiglia]], di [[nazione]], di politica mondiale, come pure del rapporto dell'[[essere umano]] con la natura, con altre specie animali ecc. Osserviamo dovunque elementi di vario genere,  manifestazioni o condizioni della violenza che agisce per risolvere problemi o conseguire risultati desiderati a costo di danneggiare e far soffrire un altro individuo. La violenza non si orienta verso un nemico determinato (anche se ciò può accadere) ma ad ottenere determinati risultati concreti e per questo si considera necessaria e utile. Spesso chi violenta crede di agire in modo giusto. Da qui deriva il concetto secondo cui la violenza si divide in “bianca” (giustificata) e “nera” (ingiustificata).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La violenza ha molte facce. Nella maggior parte dei casi viene considerata come categoria etica, come un male o un “male minore”. La violenza si è insinuata in tutti gli aspetti della vita: si manifesta in modo costante e quotidiano nell'[[economia]] (sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, coazione dello [[Stato]], dipendenza materiale, [[discriminazione]] del lavoro della donna, lavoro minorile, imposizioni ingiuste ecc.); nella politica (il dominio di uno o di alcuni partiti, il [[potere]] del capo, il [[totalitarismo]], l'esclusione dei cittadini nel momento di prendere decisioni, la guerrra, la [[rivoluzione]], la lotta armata per il [[potere]] ecc.); nell'ideologia (imposizione di criteri ufficiali, proibizione del libero pensiero, subordinazione dei mezzi di comunicazione, [[manipolazione]] dell'[[opinione pubblica]], propaganda di concetti dal contenuto violento e discriminatorio che risultano comodi all'[[élite]] che governa ecc.); nella [[religione]] (sottomissione degli interessi dell'individuo alle disposizioni clericali, controllo severo sul pensiero, proibizione di altre credenze e persecuzione degli eretici); nella [[famiglia]] (sfruttamento della donna, imposizione sui figli ecc.), nell'insegnamento ([[autoritarismo]] dei maestri, punizioni corporali, proibizione dei programmi liberi di insegnamento ecc.); nell'[[esercito]] (volontarismo dei capi, obbedienza cieca dei soldati, punizioni ecc.); nella cultura (censure, esclusione delle correnti innovatrici, proibizione di pubblicare opere, imposizioni della [[burocrazia]] ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se analizziamo la sfera di vita della [[società]] contemporanea, ci troviamo sempre di fronte al fatto che la violenza restringe la nostra [[libertà]]; perciò risulta praticamente impossibile determinare quale genere di proibizioni e di soffocamento della nostra volontà siano realmente razionali e utili, e quali abbiano un carattere surrettizio e antiumano. Un ruolo particolare delle forze autenticamente umaniste consiste nel superare le caratteristiche aggressive della vita sociale: favorire l'armonia, la [[nonviolenza]], la [[tolleranza]] e la [[solidarietà]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si parla di violenza, si fa generalmente allusione alla violenza fisica in quanto questa è l'espressione più evidente dell'[[aggressione]] corporale. Altre forme di violenza, come quella economica, razziale, religiosa, sessuale ecc. in varie situazioni possono agire nascondendo il proprio carattere e sfociando, in definitiva, nell'assoggettamento dell'[[intenzione]] e della [[libertà]] umane. Quando queste forme si rivelano in modo manifesto, si esercitano anche attraverso la coazione fisica. Correlativa ad ogni forma di violenza è la [[discriminazione]].&lt;br /&gt;
[[categoria: Dizionario del Nuovo Umanesimo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Emmepunto</name></author>
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