Coscienza, livelli di

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Sono le differenti modalità di funzionamento del circuito coscienza-sensi-memoria-centri. I livelli di coscienza possono essere distinti in base al tipo di operazioni che vengono effettuate e al vissuto di esse. Senza tali operazioni - o contenuti - non esiste vissuto dei livelli di coscienza. Questi compiono la funzione di compensare e strutturare tutta l'informazione in arrivo per ristabilire l'energia psichica.

Distinguiamo vari livelli di coscienza:

Il livello di sonno profondo è caratterizzato da un funzionamento minimo dei sensi esterni, la cui soglia si colloca ad un livello tanto alto che solo una piccola parte dell'informazione proveniente dal mondo esterno riesce a superarla. Vi predomina invece l'attività del senso sinestesico i cui impulsi sono tradotti e trasformati dai meccanismi associativi che producono immagini oniriche dotate di grande potere suggestivo. Rispetto alla veglia si modifica il tempo psicologico e lo spazio; anche la struttura atto-oggetto risulta diversa, nel senso che i due componenti possono essere privi di quella corrispondenza che normalmente si stabilisce in veglia. Lo stesso vale per il rapporto tra climi e situazioni che si rendono indipendenti gli uni dalle altre; cioè le cariche emotive che accompagnano le rappresentazioni si separano dagli oggetti ai quali sono legati nella veglia. Scompaiono inoltre i meccanismi critici ed autocritici, la cui attività invece aumenta quando il livello di coscienza sale. Distinguiamo il livello di sonno profondo con immagini da quello senza immagini.

Nel livello di dormiveglia aumenta l'attività dei sensi esterni, anche se la loro informazione non viene completamente strutturata, in quanto sono presenti interferenze dovute agli insogni e alle sensazioni interne. Il potere suggestivo delle immagini diminuisce, mentre riappaiono debolmente i meccanismi autocritici. Distinguiamo lo stato di dormiveglia passivo, dal quale si passa facilmente al sonno e che è caratterizzato da un sistema di distensione interna, dallo stato di dormiveglia attivo, dal quale si passa facilmente alla veglia. Quest'ultimo stato, a sua volta, può essere alterato (lì si trova la base delle tensioni e dei climi), oppure calmo e attento. Lo stato di dormiveglia attivo alterato è il più indicato per individuare i climi e le tensioni della veglia.

Nel livello di veglia i sensi esterni apportano la massima quantità di informazione, regolano per inibizione i sensi interni e rendono possibile alla coscienza di dirigersi verso il mondo per svolgere la sua attività di compensazione degli stimoli in arrivo. Diminuisce la suggestione esercitata dai contenuti dei livelli inferiori, mentre si intensifica il funzionamento dei meccanismi di critica e di autocritica, di astrazione e di reversibilità, che intervengono sempre di più nei compiti di coordinamento e di registrazione. Distinguiamo lo stato di veglia passiva da quello di veglia attiva; ciascuno di questi può essere, a sua volta, attento oppure alterato.

Quando si passa da un livello di coscienza ad un altro, si manifestano fenomeni di inerzia (V.) e di trasferimento di contenuti ed inoltre si modificano il tempo di coscienza, lo spazio di rappresentazione ed il modo in cui il soggetto colloca se stesso in tale spazio.