Classe

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Gruppi di persone più o meno consistenti che si differenziano gli uni dagli altri per il loro rapporto con i mezzi di produzione (alcuni li possiedono: borghesia, proprietari terrieri, banchieri; altri non possiedono altro che la capacità di lavorare: operai, impiegati, braccianti); che occupano posizioni diverse nel sistema della divisione del lavoro (alcuni dirigono e organizzano, altri producono ed eseguono gli ordini); che hanno diverse forme di reddito (profitto, rendite terriere, salario) e diversi volumi dello stesso (ricchi, medi, poveri); con diverse forme di interazione rispetto al potere e allo Stato (classi dominanti e classi sfruttate). Le classi si differenziano anche in base al loro livello di istruzione e di cultura, ma queste differenze sono secondarie. La società non si divide soltanto in classi ma anche in diversi ceti, strati e gruppi. La classe operaia, i contadini e i ceti medi sono, per ora, i più numerosi nel mondo. La grande borghesia, i proprietari terrieri, sono i più ricchi. La gente non è sempre capace di stimare in maniera adeguata il proprio status sociale, e tende spesso a sopravalutarlo. Quindi, molti operai si considerano “classe media”. I marxisti hanno ritenuto che la classe operaia fosse la più rivoluzionaria e progressista. La storia del movimento operaio internazionale è stata assai ricca di infuocate battaglie rivoluzionarie e di grandi scioperi. Attualmente, la lotta di classe ha superato le vecchie forme di radicalismo e ha assunto il carattere di lotta più o meno pacifica. L'idea di accordo sociale e di impegno prevale sull'idea di rivoluzione e di aperto confronto delle classi. Nel momento attuale gli obiettivi principali del rapporto tra classi sono quelli di stabilire nuove forme di distribuzione della proprietà, del potere, di cambiamenti nello status sociale e nel livello di vita.