Azione

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(dal lat. actio, -onis, der; di agere, fare) Nel campo delle relazioni umane, ogni manifestazione di intenzione o di espressione d'interesse capace di influire su una situazione data. Per esempio, azione sociale (sciopero, protesta pubblica, dichiarazione attraverso i mezzi d'informazione), azione politica (partecipazione a elezioni, manifestazione, trattative, intervento parlamentare), azione diplomatica, azione militare ecc.

Alcune posizioni estreme non annullano l'enorme gamma di possibilità che si possono presentare di fronte all'azione in generale. Gli anarchici assolutizzano il ruolo dell'azione diretta. I buddisti, al contrario, sono propensi a sopravvalutare l'atteggiamento passivo.

Nella vita personale, si osserva un insieme di azioni più o meno codificate che vengono definite “condotta” o “comportamento”. La psicologia umanista scopre nell'immagine la direzione della coscienza verso il mondo, e intende questa come attività intenzionale, in nessun modo come passività, semplice riflesso, o deformazione della percezione.

Il Nuovo Umanesimo afferma:

1. il riconoscimento della libertà di azione all'interno di un campo di condizioni situazionali e di responsabilità di fronte a se stesso e di fronte ad altre persone;

2. la valutazione dei fini e delle forme dell'azione in relazione ai valori dell'umanesimo.

Rispetto alle precedenti affermazioni, si suole parlare di coerenza o incoerenza nell'azione.