Attenzione

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Meccanismo della coscienza che permette di osservare i fenomeni interni ed esterni. Diciamo che quando uno stimolo supera una determinata soglia suscita l'interesse della coscienza rimanendo in un campo centrale verso il quale l'attenzione si dirige. Quindi l'attenzione funziona per interessi, cioè per stimoli che in qualche modo agiscono sulla coscienza producendo un vissuto. Il campo centrale di attenzione in cui si colloca lo stimolo che risveglia l'interesse viene denominato campo di presenza. Questo campo è in rapporto con la percezione. Tutti gli oggetti che non appaiono strettamente legati a quello centrale diventano gradualmente più sfumati, ad essi viene dedicata un’ attenzione sempre minore. L'oggetto centrale è sempre legato da rapporti associativi ad altri oggetti non presenti, ma compresenti. Chiamiamo questo fenomeno attentivo campo di compresenza. Questo campo è in rapporto con la memoria. Nella rievocazione, l'attenzione può essere spostata dal campo di presenza a quello di compresenza. Questo spostamento è possibile perché si è avuto il vissuto sia dell'oggetto presente sia quello degli oggetti compresenti. Il campo di compresenza permette di strutturare i nuovi dati. Diciamo in sintesi che quando si presta attenzione a un oggetto ciò che è evidente diventa presente, mentre ciò che non è evidente agisce in modo compresente. Questo fenomeno si verifica ogni qual volta la coscienza percepisce qualcosa; pertanto è possibile affermare che la coscienza struttura sempre più di quanto percepisce, cioè aggiunge sempre nuovi dati a quelli direttamente osservati. Il meccanismo della compresenza esiste anche nel funzionamento dei livelli di coscienza: in veglia possono operare insogni in modo compresente e nel sogno può esserci talvolta compresenza di fenomeni tipici della veglia. E' per questo che esistono diversi stati all'interno di ciascun livello di coscienza (V. Coscienza, livelli di).